Archivi del mese: febbraio 2012

Sicurezza sui luoghi di lavoro: che fine hanno fatto i fondi per sostenerla?

Dove finisce il denaro incassato dalle Asl per le sanzioni amministrative? Secondo quanto stabiliscono sia il decreto del 9 aprile del 2008, sia due provvedimenti regionali del 2008 e del 2009, infatti, le somme che le Asl incamerano per le sanzioni amministrative dovrebbero essere destinate a finanziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro e di ispezione. A oggi però pare non sia così. Per questo, assieme ai consiglieri del PD in commissione Sanità, ho presentato un’interrogazione in cui si chiede alla giunta se è vero che i proventi delle sanzioni del 2010 sono stati utilizzati, per espressa decisione della Regione, non per attività di ispezione ma per coprire il bilancio ordinario. Si chiede, inoltre, quale sia stata la destinazione di questi fondi a quanto ammontino quelli del 2011 e in che misura siano stati destinati per il 2012 all’incremento dei controlli delle Asl. I proventi delle sanzioni sono, per legge, risorse da destinare alle attività di controllo, centrali per la salute dei cittadini, basti pensare alla prevenzione e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Regione Lombardia deve spiegare se intende sostenerle realmente. Vogliamo chiarezza.

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La giunta regionale vuole cancellare il garante dell’infanzia

(©narice28 su filckr.com)

A tre anni dalla sua istituzione la giunta ha cancellato la figura del garante dei diritti dell’infanzia. A sorpresa all’interno del provvedimento su crescita e sviluppo la giunta regionale ha inserito una norma che abroga la legge, approvata all’unanimità dal Consiglio nel 2009, di istituzione del garante dell’infanzia. Una norma che nulla ha a che fare con il tema del documento.

Finora la giunta non aveva mai approvato il provvedimento attuativo del garante, tanto che, proprio in questi giorni, la Commissione Sanità avrebbe dovuto discutere una risoluzione che ne chiedeva finalmente l’approvazione e che avrebbe dovuto portare alla nomina del garante stesso.

Con questa nuova norma, invece, si vuole cancellare la legge di istituzione del garante dell’infanzia e accorparne le funzioni al difensore civico che, voglio ricordare, già dovrebbe svolgere anche il ruolo di garante dei diritti dei carcerati. Questo tradendo completamente lo spirito della legge precedente, che prevedeva che il garante avesse requisiti di competenza in materia di diritti dell’infanzia e svolgesse anche un ruolo di coordinamento delle associazioni.

In questo modo Regione Lombardia torna indietro sia rispetto a quanto già fatto in molte altre regioni, sia rispetto a quanto già approvato dal precedente governo di centrodestra, che aveva istituito la figura del garante dell’infanzia nazionale con funzioni di coordinamento dei garanti regionali. Il provvedimento è inaccettabile. Ci batteremo in commissione perché non sia approvato.

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Scuola: le proposte della giunta sul reclutamento insegnanti non sono accoglibili

Nella delibera di giunta denominata “Misure per la Crescita, lo sviluppo e l’occupazione” sono inserite alcune modifiche alla legge regionale sull’autonomia scolastica. Nel testo è prevista in via sperimentale, la possibilità per gli istituti scolastici di reclutare gli insegnanti attraverso concorsi d’istituto. Un concorso che, secondo quando previsto dal nuovo testo, dovrebbe avvenire attraverso criteri “nel rispetto dei principi d’imparzialità, trasparenza e pubblicità, con deliberazione della Giunta regionale, previa intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”.

Sappiamo tutti quanto il tema del reclutamento dei docenti sia importante e urgente ed è vitale portare nuove soluzioni anche perché le attuali modalità non rispondono alle esigenze degli istituti e delle famiglie. Tutto questo però non può avvenire secondo criteri di cui ancora non si conosce nulla, e senza un adeguato confronto tra gli enti istituzionali. Un confronto che deve avvenire nei luoghi e nei modi previsti dal Titolo V della Costituzione, quindi in sede di Conferenza Stato-Regioni, come peraltro auspicato dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Qualunque forzatura, nei tempi o nei modi, è irricevibile.

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Approvato nella notte il ´fattore famiglia`, provvedimento illegittimo nel merito e nel metodo

Formigoni lo chiama fattore famiglia ma tale non è, perché si riduce a una compartecipazione della spesa sanitaria e sociale.

Il provvedimento, approvato questa notte in aula, è due volte illegittimo. Lo è nel merito e lo è per la procedura con cui è stato approvato. Il presidente Boni, su pressione della maggioranza, infatti ha forzato il Regolamento che impone di chiudere i lavori  entro la mezzanotte e  ne ha deciso la prosecuzione.

Un provvedimento che ha un impatto pesante sui cittadini e i Comuni della Regione avrebbe meritato una trattazione migliore. Evidentemente però  la maggioranza, per ragioni che nulla hanno a che fare con il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, ha ritenuto più importante chiudere in fretta.

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Nuova giunta, vecchi principi: una sola donna in più

Il rimpasto di Formigoni non rispetta il principio della democrazia paritaria. Anche se pare che le pari opportunità abbiano avuto una “promozione”. Da tema di consulenza, infatti, sono passate a tema da sottosegretario. Ma il principio delle pari opportunità non è rispettato. Di fatto in giunta come assessore, sia pure con deleghe importanti, è entrata una sola donna.

Se questo sarà sufficiente in termini amministrativi lo stabilirà il Consiglio di stato il 17 aprile prossimo . Quello che è certo è che non basta affatto in termini politici. Ora è necessaria una svolta politica. Questo per arrivare a una giunta dove sia realmente applicata la democrazia paritaria, ossia la presenza paritaria e la totale condivisione delle decisioni. La prossima giunta regionale dovrà essere composta per metà da donne.

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