Violenza sulle donne, la Regione s’impegni a prevenire e contrastare il fenomeno

In Lombardia manca una legge per contrastare la violenza sulle donne (©European Parliament/Pietro Naj-Oleari)

La Lombardia è ormai l’ultima Regione italiana a non aver approvato una legge sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne. A oggi, a differenza di molte altre regioni del Paese, in Lombardia non esiste alcuna normativa che riconosca le case delle donne, i servizi e i centri antiviolenza delle donne, e che li consideri un presidio nella rete dei servizi alla persona, né esiste per loro alcuna forma di finanziamento che dia garanzia di omogeneità e continuità. Eppure dalla scorsa legislatura il centrosinistra ha avanzato proposte per porre rimedio a una mancanza che, alla luce dei tagli operati sugli enti locali rischia di provocare la chiusura di realtà che, ricche di competenze ed esperienza, operano sul territorio in condizioni molto delicate, a causa del muro di silenzio e paure che accompagnano il fenomeno. Sono le uniche realtà in grado di fornire i dati sulla portata del fenomeno dei maltrattamenti e sulle conseguenze sociali ed economiche dello stesso, poiché finora nella nostra Regione, non solo non esiste la legge, ma neppure alcun sistema di monitoraggio.

All’inizio della legislatura sono stati presentati tre progetti di legge, uno d’iniziativa popolare, promosso dalla Rete dei centri antiviolenza, uno del Pd e uno di Sel, che mirano alla messa in atto di interventi di prevenzione e di contrasto della violenza di genere e l’istituzione di un fondo regionale di finanziamento dei centri antiviolenza delle donne.

Nessuno di questi è stato portato all’attenzione del Consiglio, nonostante il 23 novembre dello scorso anno, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, sia stata approvata dall’aula, all’unanimità, una mozione che impegnava la giunta ad elaborare un piano antiviolenza volto a istituire una rete di prevenzione e accoglienza, tra soggetti istituzionali, volontariato, realtà associative, case delle donne maltrattate. Una mozione rimasta lettera morta.

I tre progetti giacciono ormai da un anno presso la terza commissione che, pur avendo nominato il gruppo ristretto per la discussione e l’elaborazione di una proposta di legge, non l’ha mai riunito. Chiediamo che i tre progetti di legge siano portati al più presto all’attenzione della commissione Sanità, che sia fatto lavorare il gruppo ristretto al fine di approdare ad una discussione in aula.

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