Archivi del mese: giugno 2011

Basta ticket sanitari, la Regione metta risorse proprie

L’ultima cosa di cui ha bisogno la Lombardia è di ulteriori ticket. Eppure è in questa direzione che va la notizia che il Governo non coprirà ulteriormente il finanziamento al fondo che permette di “sterilizzare” i ticket da dieci euro sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Ticket che quindi, senza ulteriori interventi regionali, entreranno in vigore quanto prima.

Il Governo, con una manovra finanziaria insostenibile sta colpendo ancora una volta i cittadini nel loro diritto alla salute, imponendo una gabella su visite ed esami. Già si pagano ticket sulla specialistica di 36 euro e ticket sui farmaci, in Lombardia, fino a 4 euro per ricetta, di un balzello ulteriore non si avverte la necessità. Ma la Regione Lombardia che da anni vanta un bilancio in pareggio, farebbe bene a trovare nelle pieghe dei propri conti le risorse per togliere ai cittadini questo ultimo ticket di cui proprio non si sente il bisogno.

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Basta con i tagli al Welfare, in piazza con il Terzo Settore

Il Terzo Settore scende in piazza. Questa mattina c’è stata infatti una mobilitazione per dire basta ai tagli al sociale. Anche noi abbiamo aderito alla manifestazione di Milano che si è tenuta in piazza San Babila. Più volte in questi ultimi mesi abbiamo denunciato la pesante situazione che rischia di cancellare i tanti sforzi per costruire una sussidiarietà che funzioni e di mettere a repentaglio diversi servizi sinora garantiti ai cittadini. Il bilancio sociosanitario infatti presenta tagli consistenti sul riparto sociale (60 milioni in meno rispetto all’anno precedente) e, fin quando non ci sarà la discussione sull’assestamento di bilancio, alla fine di luglio, non sapremo esattamente se la Regione Lombardia riuscirà a far fronte ai mancati versamenti statali con risorse proprie visto che per ora si tratta soltanto di un annuncio di Formigoni fatto in fase di campagna elettorale per le comunali di Milano. Se non si interverrà verranno tagliati gli interventi sull’integrazione, sull’associazionismo, sulla disabilità, sulla famiglia.

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Fondo per la non autosufficienza, la Regione deve rifinanziarlo e chiarire qual è l’impatto della riforma su Comuni e famiglie

Chiarezza. È quello che chiediamo da tempo sul problema della compartecipazione per la cura di anziani e disabili. Dettare le regole, come ha fatto la Regione, qualora siano giuste, è corretto. Ma il Pirellone deve anche metterci le risorse. Il motivo di merito dello stop in commissione, al di là delle tensioni politiche, non ha nulla a che vedere con il fattore famiglie. L’assessorato ha infatti deciso di intervenire su un problema rilevante, che sta a cuore anche a noi, ovvero il fatto che per le rette delle case di riposo e delle strutture dedicate alla cura di anziani e disabili non c’è oggi alcuna modulazione in base al reddito. È giusto introdurre un meccanismo di equità che tenga conto dei carichi famigliari, come hanno fatto regioni avvedute, ad esempio la Toscana. Ma, come ha fatto quest’ultima, occorre parallelamente finanziare il fondo per la non autosufficienza con cui alleggerire le famiglie da costi di cura che sono ormai insostenibili. Occorrono però risorse regionali, visto che il governo ha azzerato il corrispondente fondo nazionale.

Una riforma a costo zero per la Regione metterebbe i comuni con le spalle al muro, perché dovrebbero far fronte con le proprie risorse, sempre più esigue, alla riduzione delle rette per gli utenti meno abbienti. Noi crediamo che la Regione debba farsi carico del problema e non imporre regole come fossero principi astratti senza fornirci dati chiari sull’impatto del provvedimento sulle famiglie e sui comuni e soprattutto senza impegnare risorse. Attendiamo notizie dall’assessore e dalla maggioranza. Le nostre proposte sono chiare.

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Farmaci e ticket ambulatoriali, basta con i balzelli

Farmaci e visite sempre più cari, ma la Regione cosa fa? È quello che stiamo chiedendo in questi giorni alla giunta lombarda. I trasferimenti statali diventano sempre più esigui e tocca infatti agli utenti farsi carico delle eventuali quote aggiuntive. Come è accaduto ad aprile quando i lombardi hanno pagato il 22,5% in più rispetto all’aprile dell’anno precedente a causa del mancato allineamento del prezzo di alcuni generici da parte delle aziende produttrici. Continua a leggere

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