Archivi del mese: maggio 2011

Ospedali, il personale è ancora troppo poco

Il piano delle assunzioni appena varato con nuova delibera dal Pirellone, secondo il principio di contenimento e razionalizzazione della spesa imposto dalla manovra Tremonti, dà il via libera a 3233 assunzioni, ossia circa 800 in meno rispetto al piano 2010. Non copre dunque il 90% del fabbisogno delle aziende ospedaliere come comunicato dall’Assessorato. Solo su alcuni ospedali milanesi, a fronte di una richiesta di 1037 assunzioni ne sono state approvate 686, ossia circa il 65%. Questo significa che i piani varati nei giorni scorsi dalla Giunta non soddisfano appieno le attese e le richieste delle aziende ospedaliere lombarde e confermano un passo indietro rispetto allo scorso anno. Sugli operatori socio sanitari c’è una doppia preoccupazione dato che oltretutto molti hanno un contratto di lavoro interinale, categoria più bersagliata dalla manovra nazionale che prevede il dimezzamento di questi contratti già dal 2011. Anche per gli infermieri mancherebbero poi all’appello un buon numero di professionalità richieste, 169 solo sugli ospedali milanesi. Un dato ancora più inquietante se si tiene conto della carenza storica quantificata in 8000 unità in tutta la Lombardia più volte denunciata da Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia) e dai sindacati.

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Annuncio spot di Formigoni: “Ripristinati stanziamenti per il sociale”, giusto in tempo per le elezioni

(foto: Domenico Zauber)

A Formigoni, si sa, le sorprese in salsa elettorale sono sempre piaciute, e nemmeno questa volta ha avoluto smentirsi. Con straordinario tempismo il Governatore ha appena annunciato un ripristino degli stanziamenti per le risorse destinate alle politiche sociali. Uno spot prima del voto. Come Pd abbiamo chiesto da tempo che Regione Lombardia facesse fronte ai tagli destinati ad abbattersi sui servizi sociali per via della manovra di Tremonti. Lo spostamento di risorse da altri capitoli di bilancio, che verrà portata avanti in sede di assestamento, è perciò un atto dovuto alle associazioni dei disabili che settimana scorsa hanno riempito la piazza per chiedere a gran voce di vedere riconosciuti i loro diritti e a tutte le altre fragilità. Ad oggi per quanto riguarda molte delle voci citate si tratta di un annuncio, infatti solo a luglio, con l’assestamento si toccherà davvero con mano la sostanza di quanto detto e da quali altri capitoli del bilancio verranno spostate le risorse. Va però aggiunto che tra le risorse che nuovamente saranno destinate al sociale, (complessivamente 65,7 milioni di euro), solo 30 milioni saranno destinati ai Comuni, che vedono comunque un taglio del 19% delle risorse destinate ai piani di zona rispetto all’anno scorso.

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La protesta dei disabili, cittadini dimenticati dalle istituzioni

Hanno contestato Letizia Moratti e Roberto Formigoni, perché si sentono dimenticati da una città, da una Regione e dal Governo nazionale. Hanno applaudito Giuliano Pisapia, il simbolo, perché come noi vogliono una politica nuova a Milano e nel Paese. Centinaia di disabili hanno riempito oggi Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria. Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità ha avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012.  Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone. Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni, e non si limiti ad annunci che hanno un forte retrogusto elettorale. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale. Abbiamo per questo appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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Maternità: un diritto negato a troppe donne

(foto: Norte_it)

Sono tante, troppe le donne che oggi non hanno alla maternità e a quei diritti che sono garantiti per legge. Si calcola infatti che per Il 55% delle donne italiane sotto i 30 anni e per il 43% di quelle sotto i 40 l’accesso a queste tutele sia precluso.

Un dato davvero allarmante, che dà la cifra di come oggi nel nostro Paese scegliere di avere un figlio rappresenti una sfida, a fronte di servizi per l’infanzia ancora carenti e di un sistema di tutele che non ha saputo adeguarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro. Dietro quei numeri ci sono storie di collaboratrici a progetto, professioniste a partita Iva, precarie e donne inoccupate che non avrebbero alcun riconoscimento nel caso in cui avessero dei figli. E allora scelgono di non fare bambini o in alternativa di lasciare il lavoro.

Ancor più significativo è infatti il dato secondo cui in Lombardia oltre il 20% delle neomadri abbandona la propria occupazione subito dopo la nascita. Un quadro quindi desolante, che va assolutamente cambiato, con nuove politiche sociali a sostegno delle donne. A partire dall’istituzione dell’indennità universale di maternità. Continua a leggere

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Sicurezza sul lavoro: basta invasioni di campo

(foto: Ma. Vann.)

Pochi mesi fa il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una circolare relativa alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha messo in evidenza la necessità di pianificare specifiche azioni di monitoraggio e di controllo degli appalti di servizi relativi alle attività manutentive o di pulizia in aree confinate. Nel documento si sottolineava la necessità di coinvolgere in questo percorso Regioni, parti sociali e strutture centrali e periferiche delle amministrazioni pubbliche competenti in materia. Il mese scorso però il ministero ha constatato che tali iniziative non sono state intraprese, ha dato mandato alle Direzioni provinciali del Lavoro di verificare la correttezza degli aspetti gestionali degli appalti, anche sotto il profilo del rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza, e ha dato loro anche l’incarico di effettuare gli accessi di vigilanza. Direttive che suonano come un invasione di campo, visto che la vigilanza su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è un tema di cui è competente l’Asl del territorio. Ragion per cui abbiamo presentato nei giorni scorsi un’interrogazione urgente.

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Farmaci generici, la Regione finalmente si decide a coprire gli aumenti

Meglio tardi che mai. Regione Lombardia ha deciso finalmente di garantire la copertura sui prezzi dei farmaci generici dopo 20 giorni in cui i cittadini hanno dovuto sborsare di tasca propria la differenza tra il prezzo di vendita e il rimborso da parte del servizio sanitario nazionale. Toscana e Piemonte lo fanno da settimane.

A questo punto auspichiamo che il provvedimento appena approvato dalla Giunta in risposta alla mozione che il Pd ha presentato settimana scorsa sia temporalmente sufficiente al progressivo riallineamento che le case farmaceutiche stanno operando. Contemporaneamente speriamo che nel caso in cui non si verificasse un totale riallineamento, la Regione proroghi questa sperimentazione. Chiediamo insomma la disponibilità a prorogare anche oltre il 31 maggio questa sperimentazione se ce ne fosse necessità.

La scelta di andare a ritoccare al rialzo il costo del farmaco generico in una Regione che è fanalino di coda in Italia (29% è la spesa per i generici sulla spesa farmaceutica totale a fronte di regioni dove essa supera il 35%) ci ha spinto a ribadire nuovamente e con vigore la necessità dell’abolizione del ticket sul generico che non è uno strumento di contenimento della spesa come era stato presentato ma oggi appare più che altro un metodo per fare cassa. Infatti la spesa farmaceutica negli ultimi anni è progressivamente aumentata.

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Puntare sulle donne, per rinnovare la città

Vogliamo una Milano migliore con più donne in Giunta e in Consiglio. Lo hanno ribadito nei giorni scorsi le candidate al Consiglio comunale di Milano, e lo ribadiamo noi. Crediamo in una Milano che diventi città capofila della democrazia paritaria. Una volontà che estendiamo a tutti i Comuni in cui si voterà. Per questo la nostra proposta è che le futura giunte siano composte per il 50% da donne. Vogliamo politiche mirate a incentivare l’imprenditoria femminile e che assecondino finalmente le esigenze delle donne lavoratrici. Vogliamo più fondi per i centri antiviolenza e la prevenzione della violenza di genere, e un potenziamento della rete dei consultori. Per questo è necessario il contributo di tutti e di tutte nel sostenere le donne candidate al Consiglio comunale, a Milano come nei comuni dell’hinterland che si rinnoveranno con questa tornata elettorale. La realizzazione della democrazia paritaria passa da questa importante chiamata alle urne.

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