Archivi del mese: febbraio 2011

Pio Albergo Trivulzio: voltare pagina al più presto

Voltare pagina, dopo lo scandalo. Questo è quello che ci auspichiamo avvenga per il Pio Albergo Trivulzio, un’istituzione con un alto valore storico e simbolico per la città di Milano. La struttura rappresenta da molti anni un riferimento importante per la cura e l’assistenza di migliaia di persone anziane e disabili, avendo sviluppato nel tempo un’alta professionalità nell’assistenza dell’anziano fragile, non autosufficiente e portatore di pluripatologie e avendo acquisito un bagaglio di conoscenze di grande rilievo.

Un bagaglio che non possiamo permetterci venga intaccato dalle pagine torbide di queste ultime settimane. La Regione però deve necessariamente fare la sua parte: scelga il più presto possibile il Commissario chiamato a guidare il Pio Albergo Trivulzio, per dare garanzia di buona gestione e per tranquillizzare utenti e lavoratori.

Il commissario duri in carica il meno possibile, non si vada oltre i 6 mesi previsti dalla legge perché il rischio di lunghi commissariamenti è quello di immobilizzare la gestione, mandando avanti solo l’amministrazione ordinaria e i danni di una situazione di incertezza si abbattono su chi lavora e di conseguenza a ricaduta anche sugli utenti. Presenteremo una mozione per chiedere la garanzia dei tempi e che la Commissione regionale di controllo sull’operato delle ASP venga a riferire in Commissione.

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Caso Ruby, Nicole Minetti faccia un gesto di responsabilità: si dimetta

Un atto di rispensobilità e di rispetto, verso se stessa e verso le istituzioni. Questo è quello che abbiamo chiesto alla consigliera regionale Nicole Minetti. Una richiesta contenuta nella mozione che abbiamo presentato ieri in Consiglio regionale. Minetti è accusata di reati gravi, troppo gravi per una persona che ricopre il suo incarico. Fermo restando il principio costituzionale della presunzione d’innocenza, non possiamo trascurare né la gravità dei reati per cui la consigliera del Pdl è indagata, né il clamore che questa vicenda sta suscitando, ben oltre i confini del nostro Paese. Per risparmiare al Consiglio regionale ulteriori mortificazioni e per potersi difendere al meglio dalle accuse, Nicole Minetti deve farsi da parte.

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Sanità, c’era una volta l’eccellenza lombarda: il Pirellone trascura la prevenzione

foto: Sanofi Pasteur

Dov’è finita l’eccellenza lombarda in materia di sanità? Viene da chiederselo guardando i numeri presenti nel novo piano di prevenzione presentato nei giorni scorsi in terza commissione. I numeri sono preoccupanti: dati alla mano, la nostra Regione si colloca ormai a metà classifica sia sul fronte dello screening che su quello delle vaccinazioni, e in alcuni casi anche al di sotto. Gli esempi più eclatanti si riscontrano nella campagna di screening per il carcinoma mammario, a cui ha aderito solo 55 per cento delle donne. E questo nonostante la lettera di invito fosse stata inviata al 93 per cento delle donne. Sul fronte poi del vaccino anti-hpv, una campagna che avrebbe dovuto coprire l’80 per cento delle bambine lombarde entro il 2009, la Lombardia si colloca solo al dodicesimo posto, con una copertura del 70 per cento ben lontana dell’obiettivo di due anni fa. Un declino evidente, imputabile soprattutto a una modalità di organizzazione dei servizi che spesso prescinde dalla medicina del territorio e che rischia di tagliare fuori i medici di base e i poliambulatori a vantaggio di una politica accentratrice che vede nelle Asl e nelle aziende ospedaliere i suoi centri nevralgici.

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Insegnanti di sostegno: l’Ufficio scolastico regionale preferisce difendere i tagli

“Le giustificazioni di Colosio sono inaccettabili”

Un tentativo malcelato di coprire i tagli del Governo nazionale. Ma soprattutto un passo indietro su un tema, quello dell’integrazione degli alunni disabili, di enorme importanza. Si potrebbe sintetizzare così la decisione dell’Ufficio scolastico regionale di impugnare l’ordinanza con cui il Tribunale civile di Milano aveva accolto il ricorso di alcuni genitori milanesi contro il taglio delle ore di sostegno per gli studenti disabili. Nell’ordinanza il giudice aveva stabilito che la riduzione delle ore di sostegno per gli studenti disabili – conseguenza dei tagli degli organici scolastici previsto dal Governo nell’ultima Finanziaria – fosse un comportamento discriminatorio.

Ieri il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, nello spiegare le ragioni che lo hanno spinto a impugnare l’ordinanza, ha usato giustificazioni inaccettabili, riconducendo le richieste dei genitori a una mera questione di quantità di ore, quando le cose non stanno così. Non si tratta, infatti, di accentuare le ore di sostegno, ma di vedere riconosciuto il giusto rapporto tra insegnanti di sostegno e ragazzi disabili al fine di garantire la vera integrazione nel gruppo classe, cosa oggi assai più difficile, visto i pesanti tagli effettuati dal Governo nazionale. Bisogna ricordare che Colosio stesso, lo scorso gennaio aveva annunciato che avrebbe rispettato la decisione del Tribunale di Milano. Oggi, nei fatti, si sconfessa da solo e sceglie di difendere i tagli del Governo Berlusconi e non gli interessi della scuola lombarda.

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Nomine Asl: qualcuno finalmente si dimette

foto: ernstl

Un atto dovuto, che se non altro interrompe una catena di nomine “inopportune”. Si commentano così le dimissioni del direttore sanitario dell’Asl Milano 1 Giovanni Materia. L’ormai ex manager dell’azienda sanitaria locale, non appena ottenuto l’incarico, ha dovuto rinunciare, incalzato dalle nostre proteste a vari livelli istituzionali. Su Materia pesa infatti un rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. La sua nomina era stata decisa dal direttore generale dell’Asl Milano 1 Pietrogino Pezzano, già al centro di una dura polemica sfociata nella richiesta, respinta per un soffio dal Consiglio regionale, di farsi da parte. Una richiesta che abbiamo nuovamente rivolto a Pezzano stesso, che, a poche settimane dal suo nuovo incarico, non solo non pensa alle dimissioni ma effettua un’altra nomina che ha le stesse caratteristiche di inopportunità della sua e che non sembra rispettare certamente quel principio di prudenza chiesto dall’opposizione nella scelta dei dirigenti. Le modalità con cui sono stati scelti i direttori generali delle Asl e Ao lombarde si ripercuotono a cascata sulle nomine conseguenti. Aspettiamo, come da richiesta del Consiglio regionale passata attraverso un ordine del giorno bipartisan, che gli Assessori vengano in Commissione a spiegare la ratio che ha guidato le ultime scelte nel mondo sanitario lombardo.

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