Archivi del mese: gennaio 2011

Invalidità civile: ottenerla è un’odissea burocratica

Una serie di disguidi e disagi. Si può riassumere così lo scenario che si è delineato dopo che le competenze per l’accertamento e concessione delle provvidenze economiche in materia di invalidità civile sono state trasferite all’Inps.

Fino allo scorso 30 luglio infatti ne era titolare il Ministero dell’Economia, ma da quella data è scattato un passaggio di testimone tutt’altro che indolore, perché le tempistiche si sono notevolmente allungate. Le domande per ottenere i benefici da parte degli invalidi infatti devono essere presentate per via telematica all’Inps che le trasmette all’Asl per l’attivazione della visita di accertamento, che poi avviene in presenza di un medico inviato dall’Inps. L’ente previdenziale ha poi 120 giorni di tempo per provvedere all’attribuzione delle competenze economiche.

Un iter talmente lungo, che alcuni invalidi, tra cui quelli di Pavia, esasperati dalle lunghe attese, si sono addirittura rivolti al Prefetto. A Milano, per esempio, si sono verificate difficoltà nell’applicazione della norma su cittadini affetti da patologie oncologiche, per i quali la tempistica è fondamentale e che dovrebbero avere un iter accelerato nell’espletamento delle pratiche. Per questo nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione, per chiedere un intervento immediato affinché questi forti disagi siano sanati al più presto.

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Istruzione, la Regione taglia la dote e penalizza gli studenti delle scuole pubbliche

Diminuiscono i fondi per il diritto allo studio (foto Aria92, flickr.com)

La notizia era nell’aria e d’altra parte lo avevamo previsto. I fondi a sostegno del sistema formativo lombardo, a partire dal prossimo anno scolastico saranno infatti pesantemente ridimensionati. La Giunta regionale ha infatti rivisto al ribasso i criteri di assegnazione delle varie voci che compongono la “Dote scuola”, il contributo che la Regione mette a disposizione per sostenere il diritto allo studio. In un momento di grandi ristrettezze economiche potrebbe anche essere condivisibile la scelta di tutelare le famiglie più in difficoltà. In realtà si è persa un’occasione per rivedere completamente, come noi chiediamo da tempo, il metodo di finanziamento del sistema formativo e l’intero strumento della dote scuola. Soprattutto perché nella revisione della Giunta, si attua un’ingiustizia anche nell’applicazione dei tagli, poiché vengono più colpiti i ragazzi che frequentano le scuole pubbliche. Continua a leggere

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Legge 194, ora la Regione la smetta con le strumentalizzazioni

(foto: Antonella Beccaria, flickr.com)

Dopo la sentenza del Tar sulle linee guida della 194 che di fatto ha sconfessato Formigoni, l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani ha risposto alla nostra interrogazione urgente. Nel documento gli chiedevamo di commentare il pronunciamento del tribunale amministrativo. Bresciani, nel rispondere, non ha saputo però motivare efficacemente la necessità di sancire con un atto politico-amministrativo delle prassi già da anni in uso nelle strutture lombarde.

Il fatto poi che la Regione stessa, come ha spiegato Bresciani, non intenda fare ricorso in appello è un’ulteriore dimostrazione di quanto il provvedimento voluto dal Pirellone sulla 194 contenesse, molte, troppe forzature politico ideologiche. Regione Lombardia dovrebbe invece distinguere tra prassi medica e scelta politica, e preoccuparsi piuttosto di applicare in tutte le sue parti la legge nazionale 194 che è ancora oggi un’ottima legge.

I dati infatti confermano che in Lombardia, così come nel resto d’Italia, l’interruzione volontaria di gravidanza(Ivg) è, per fortuna, in forte decrescita. I protocolli interni agli ospedali lombardi applicano già le linee guida che con un provvedimento il governo Formigoni ha cercato di imporre alcuni mesi fa e che il Tar ha appena bocciato.

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Legge 194, il Tar sconfessa Formigoni

(Foto: Antonella Beccaria)

Aborto, il Tar boccia le restrizioni sull’aborto adottate in Lombardia nel 2008. E il presidente della Lombardia Roberto Formigoni si schiera contro il Tribunale amministrativo regionale, accusandolo di assecondare la linea abortista.

Non esiste nessuna deriva abortista in Regione. L’unica forzatura l’ha fatta il Governo della Regione, volendo sancire, con una delibera, delle regole di autoregolamentazione già condivise dai ginecologi degli ospedali lombardi. I dati parlano chiaro: ancora prima dell’approvazione dell’atto il numero di aborti terapeutici oltre la ventesima settimana, nella nostra regione, si limitava a pochi casi residui, questo grazie ai progressi della diagnosi pre-natale.

Alla luce di tutto ciò e in conseguenza alla sentenza del Tar, sarebbe opportuno non fomentare lo scontro ideologico, come sembra voler fare il presidente Formigoni, arrivando a chiedere una revisione della 194.

Una legge che si dimostra ancora oggi ottima, che andrebbe applicata in tutte le sue parti anche in Lombardia, a partire dalla necessaria garanzia della presenza in ogni presidio ospedaliero di medici non obiettori, a tutela della reale libertà di scelta della donna.

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