Massimo Pagani si dimetta subito da garante dell’infanzia – Ruolo incompatibile con la sua candidatura nella Lista Fontana presidente

Massimo Pagani si dimetta subito da garante dell’Infanzia. Il ruolo è del tutto incompatibile con la sua candidatura nella Lista Fontana presidente. La legge regionale parla chiaro: tutte le figure di garanzia sono ineleggibili. Per questo Pagani dovrebbe lasciare immediatamente l’incarico.
Che non fosse una figura adatta al ruolo di difensore dei bambini era del resto stato evidente da subito. Aveva ricoperto la carica di assessore alla Provincia di Milano e non aveva perso l’occasione di schierarsi a fianco di Matteo Salvini in battaglie contro l’insediamento dei profughi al campo Expo. Più che della difesa dei bambini Pagani si è sempre occupato della difesa della Lega, come dimostra anche la sua pagina di Facebook completamente dedicata alla campagna elettorale del suo partito. E la sua candidatura di oggi ne è la conferma definitiva.

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Più sicurezza sul lavoro. Regione Lombardia negligente sulla prevenzione

Solo in Lombardia sono state 18 in più: le morti sul lavoro sono in drammatico aumento nell’Italia del Terzo millennio. Secondo i dati provvisori dell’INAIL infatti su base nazionale sono stati 16 in più (857) nell’industria e servizi (+1,9%), 8 in più (141) nell’agricoltura (+6,0%), 13 in meno (31) solo nel cosiddetto “Conto Stato” (-29,5%). In aumento del 5,2% anche le cosiddette “morti avvenute in itinere”.
Anche il sindacato ha parlato di triste primato dell’ATS Milano ma occorre ragionare soprattutto sulle ore lavorate e sul numero di lavoratori. Ricordiamo che la Lombardia era tra le poche regioni che sino allo scorso anno non utilizzavano nemmeno i fondi sanzione, faticosamente conquistati grazie all’intervento dell’opposizione. Se correttamente destinate, infatti, le risorse delle sanzioni potrebbero potenziare il sistema dei servizi di prevenzione delle ATS, in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In occasione del voto al Piano prevenzione 2014-2018 ci siamo astenuti e abbiamo sottolineato che avremmo apprezzato una maggiore sensibilità proprio sui temi inerenti la tutela degli ambienti di lavoro. I tragici incidenti degli ultimi giorni confermano che servono investimenti ben diversi per invertire la rotta e assicurare davvero maggiore sicurezza sul lavoro.
 

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Dalla maggioranza nessun interesse per il Piano dei controlli. In Commissione non garantisce neppure il numero legale

Per il voto al parere sul Piano dei controlli la maggiorana oggi in Commissione sanità non è neppure stata in grado di garantire il numero legale. Il Piano, elaborato dall’Agenzia di controllo del sistema socio sanitario, era stato depositato presso gli uffici della giunta a metà del dicembre scorso. Nonostante questo è stato portato in Commissione per l’espressione del parere solo al fotofinish, oggi nell’ultima seduta della legislatura ed è stato consegnato ai consiglieri solo il giorno prima, impedendo loro di fatto di studiarne i contenuti e aprire un confronto. Una scelta che dimostra, per l’ennesima volta, la poca sensibilità della maggioranza per un tema cruciale per la Regione.
La totale mancanza di interesse per i controlli è confermata anche dal fatto che la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale il che implica che in questa legislatura non ci sarà l’approvazione definitiva del Piano.
A noi non è rimasto null’altro da fare che non partecipare al voto, lascindo a loro la responsabilità di aver voluto imporre un metodo di lavoro sbagliato e non condivibile.

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Cannabis e biotestamento – Maggioranza illiberale mette le leggi su un binario morto

Abbiamo atteso mesi che si discutesse dei progetti di legge sul testamento biologico e sull’uso terapeutico della cannabis e siamo arrivati a fine legislatura decidendo della loro non trattazione perché la “virtuosa” Lombardia li ha bloccati entrambe, anche in barba alle norme previste per le leggi di iniziativa popolare.
Le intenzioni della maggioranza ci sono sembrate quanto mai chiare e inequivocabili e di questo si  dovrà assumere la responsabilità di fronte ai lombardi.

In particolare, per quanto riguarda l’uso terapeutico della cannabis, si sarebbe potuta fare una discussione nel merito, poiché erano stati presentati dei progetti di legge di iniziativa consiliare, tra cui quello del Pd. Intanto ancora oggi i pazienti lombardi affetti da gravi malattie per utilizzare la cannabis ad uso terapeutico devono pagare di tasca propria.

La maggioranza è stata rinunciataria su questo provvedimento come su quello del testamento biologico, che rimane un tabù. Fortunatamente ora c’è la norma nazionale, ma si è perso comunque troppo tempo mentre altre Regioni avevano già legiferato istituendo il registro regionale che adesso, per  prescrizione legislativa, anche la Lombardia non potrà fare a meno di istituire.

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L’aeroporto di Bresso non deve essere ampliato e la Regione deve fare la sua parte

aeroclub bressoL’aeroporto di Bresso non deve essere ampliato e la Regione deve fare la sua parte. Ma pare non volerlo proprio fare. Oggi in aula, in risposta a un’interrogazione sullo scalo del nord Milano di cui sono prima firmataria, ha preferito scaricare il problema sul Governo nazionale.

Abbiamo chiesto alla Regione di fare la sua parte per evitare l’ampliamento dell’aeroporto di Bresso, impegnandosi per garantire la sicurezza dei cittadini dell’area metropolitana milanese, non peggiorare i livelli di inquinamento di un’area densamente abitata e difendere l’area protetta del Parco Nord. La risposta è stata sconcertante.

Intanto a rispondere in aula non è stato l’assessore competente ma il sottosegretario all’Attuazione del programma, Alessandro Fermi. Anche questo un modo per prendere le distanze dal problema. Il tentativo della Regione è quello di lavarsene le mani e tentare di scaricare tutte le responsabilità sul Governo nazionale.

E’ ovvio che lo scalo è sotto la giurisdizione dell’Enac e risponde a direttive nazionali ma la Regione ha un suo ruolo preciso. Tanto che, pur non avendo sottoscritto l’accordo del 2007 che prevedeva di delocalizzare l’aeroporto, in questi anni ha partecipato, come ha ammesso lo stesso Fermi, a tutti gli incontri convocati dal prefetto sul tema.

Per questo nella mia replica ho chiesto alla Regione di monitorare il bando emesso da Enac l’8 novembre scorso per la concessione ventennale dello scalo e il ricorso al Tar depositato a seguito del bando dai Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Parco Nord. La Regione non può sottrarsi alle proprie responsabilità in materia di tutela ambientale e territoriale.

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No all’ampliamento dell’aeroporto di Bresso

bressofotoIeri, con un’interrogazione abbiamo detto un secco no all’ampliamento dell’aeroporto di Bresso. Lo scalo si trova nel Parco Nord, in un’area densamente abitata e con alte concentrazioni di inquinamento atmosferico, che già di per se rende problematica la sua collocazione. Nel 2007 era stato siglato un accordo per spostarlo a lungo termine altrove e, almeno per un primo periodo, risolverne i problemi di sicurezza. Nel 2010, abbandonata l’ipotesi di spostamento, si era evidenziata la necessità di ridurne la superficie e non aumentare il traffico. Nonostante questo l’Enac, l’8 novembre scorso, ha pubblicato un bando che va nella direzione opposta degli accordi presi, prevedendo la concessione ventennale dello scalo.

Questo non è accettabile. A seguito del bando i Comuni di Bressso, Cinisello e del Parco Nord hanno depositato un ricorso al Tar e alcuni parlamentari hanno presentato un’interrogazione al ministero delle Infrastrutture per chiedere che non sia potenziato il traffico aereo. Qualsiasi intervento ampliativo infatti nuocerebbe a un sistema ambientale già pesantemente compromesso.

Chiediamo a Regione Lombardia di fare la sua parte e di impegnarsi per garantire la sicurezza dei cittadini dell’area metropolitana milanese, non peggiorare i livelli di inquinamento e difendere l’area protetta del parco Nord.

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Eterologa – meglio tardi che mai. Peccato per il tempo fatto perdere alle coppie

eterologafotoCon imperdonabile ritardo rispetto alle altre Regioni e alle scelte fatte dal Governo Nazionale di inserire la PMA eterologa nei LEA, Regione Lombardia riporta equità nell’accesso a questa terapia, introducendo i ticket. Noi lo chiedevamo da tempo, meglio tardi che mai, peccato per il tempo che hanno fatto perdere alle coppie desiderose di avere figli.

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Il Centrodestra affossa biotestamento e cannabis terapeutica. Un’evidente arretratezza sui diritti

biotestamento2Lega, Forza Italia e tutte le forze di centrodestra hanno deciso di affossare le due leggi di iniziativa popolare sulla cannabis terapeutica e sul biotestamento, contrario il Pd e tutte le opposizioni. È accaduto questa mattina in commissione sanità, dove la maggioranza ha votato il “non passaggio alla discussione degli articoli”, che equivale alla proposta di respingere in toto le due proposte. A gennaio la decisione spetterà all’aula ma l’indicazione della maggioranza è chiara.

Questo voto dimostra quanto il centrodestra sia arretrato sul tema dei diritti. Hanno tirato avanti per anni senza discutere né questi due progetti di legge né i nostri, di iniziativa consiliare e ora, arrivati a fine legislatura, vogliono affossarli senza discutere. Sul biotestamento, grazie al Pd, c’è oggi una legge nazionale e la Lombardia si adeguerà. Sulla cannabis, invece, si sta giocando sulla pelle dei malati a cui vengono negate alcune terapie efficaci solo per una posizione ideologica. Noi insisteremo fino alla fine perché casi come quelli della piccola Sara di Giussano (riportato oggi da Repubblica e prima dal Giornale di Monza) siano risolti, perché la sua famiglia non debba svenarsi per pagare farmaci che dovrebbero essere passati dal sistema sanitario.

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Città della salute – Non si tollerino rinvii nella realizzazione e deroghe alle norme in vigore sulle bonifiche

cittàsalutesestoDopo quasi tre mesi dal deposito di una mia interrogazione sull’andamento dei lavori per la realizzazione della Città della salute e della ricerca è arrivata la risposta dall’assessore regionale al Territorio. Dalla risposta si evince che ci sarà un nuovo rinvio del termine per la cessione definitiva delle aree dal Comune di Sesto San Giovanni alla Regione Lombardia perché il perfezionamento dei lavori di bonifica è stato prorogato. Nella risposta, infatti, risultano terminati i lavori inerenti l’area interessata allo scavo edilizio per la costruzione delle strutture ospedaliere ma non quelli dei terreni circostanti.

Per noi resta fondamentale che siano rispettati i tempi di realizzazione delle opere. Ma non solo. Essenziale che i proprietari delle aree portino a compimento le bonifiche nel rispetto di tutte le prescrizioni ambientali nei tempi e nei modi previsti. Cruciale, inoltre, capire quale sarà la data di sottoscrizione del contratto fra Infrastrutture lombarde, stazione appaltante, il concessionario selezionato e le Fondazioni dell’istituto Besta e Istituto tumori. Il presidente Maroni a giugno aveva dichiarato con certezza che sarebbe stato firmato a breve ma ancor oggi, dalla risposta all’interrogazione, le date non risultano affatto chiare.

Per questo è necessario che le istituzioni in campo, Regione Lombardia e Comune di Sesto San Giovanni, monitorino costantemente il percorso di realizzazione della struttura e si impegnino a portare a termine la bonifica delle aree nel pieno rispetto delle norme vigenti. Non può essere tollerata alcuna deroga in materia ambientale.

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Si concludano i lavori all’ospedale di Melzo e si rimedi alla carenza di personale

melzoDa ormai due anni all’ospedale di Melzo, di fronte all’ingresso, è aperto un cantiere per la costruzione di un nuovo monoblocco, mentre diversi servizi che sono stati ristrutturati negli anni scorsi sono ancora privi di strumentazione. Negli ultimi tempi il personale medico, infermieristico e ausiliario è stato ridotto e trasferito in altri presidi della stessa azienda ospedaliera.Particolarmente critica è la situazione dell’unità operativa di medicina.

La situazione è preoccupante, anche tenendo conto del fatto che l’ospedale è riferimento di un territorio densamente popolato come l’Adda Martesana. Per questo con un’interrogazione depositata ieri abbiamo chiesto alla giunta quali saranno i tempi di conclusione dei lavoro del monoblocco, se ci saranno i fondi necessari per gli arredi e la strumentazione della struttura e come sarà affrontata la grave carenza di personale che porta pesanti disagi ai pazienti e alle loro famiglie.

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