Un impegno per le stazioni abbandonate

Sull’assestamento del bilancio regionale 2015, abbiamo presentato, con i colleghi della Commissione V (Territorio-Infrastrutture), una serie di ordini del giorno ed emendamenti finalizzati a porre la massima attenzione sul servizio di trasporto ferroviario, che continua a mantenere un livello assolutamente inadeguato e che nelle ultime settimane, in occasione del “picco” di caldo, ha manifestato visibilmente le sue enormi lacune.

In particolare abbiamo chiesto:
- una manutenzione puntuale dei treni che consenta ai pendolari di viaggiare d’estate e d’inverno senza l’incubo di temperature insopportabili;
- un’indagine straordinaria sullo stato del sistema ferroviario lombardo;
- il riconoscimento pieno a tutti gli abbonati lombardi dei “bonus” previsti x i ritardi dei treni,
- uno stanziamento per incentivare le convenzioni di Comuni ed associazioni con R.F.I. al fine di sistemare ed utilizzare le stazioni abbandonate ed in stato di degrado.

Su quest’ultima richiesta, in particolare, ricordo che nel corso dell’anno 2010, il gruppo consiliare del Partito democratico ha condotto un’indagine su oltre 300 stazioni ferroviarie della Regione Lombardia e che da questa verifica è emerso come il 70% delle stazioni stesse non sono presidiate da personale, nel 70% dei casi manca la biglietteria, nel 40% non esistono o sono fuori uso le obliteratrici. E’ stato altresì evidenziato come la sala d’aspetto, presente in nove casi su dieci, è però senza riscaldamento nel 70% delle stazioni e si trova spessissimo in pessime condizioni, e come nel 45% delle stazioni visitate i bagni sono assenti o inagibili.
Da recenti verifiche condotte a campione, si è appurato che la situazione di degrado delle stazioni non è sostanzialmente modificata.

Una possibile soluzione rispetto a questo fenomeno di abbandono può essere rinvenuta appunto nella opportunità di stipulare da parte degli Enti locali o di associazioni interessate convenzioni con R.F.I., in quanto da parte di R.F.I. c’è la disponibilità alla cessione a Istituzioni del territorio, in comodato d’uso, degli spazi “non strumentali” da destinare ad organizzazioni no profit attive nei diversi settori, ritenendo che tali iniziative, oltre ad arricchire la stazione e il territorio di servizi sociali, possono garantire il presenziamento degli edifici e la loro manutenzione corrente, con positivi effetti anche in termini di qualità e decoro.

In questo senso i contratti di comodato gratuito attivi posti in essere da R.F.I. al 2014 sono circa 510 in 345 stazioni sul territorio nazionale.

E’ importante però che sia posta in essere un’incentivazione da parte di Regione Lombardia ed è per questo che abbiamo chiesto un impegno da parte della Giunta Regionale a sostenere con adeguati fondi la stipula di nuove convenzioni con R.F.I. per la sistemazione e l’utilizzo di stazioni abbandonate o in stato di degrado e i relativi progetti di manutenzione straordinaria messi in atto dagli Enti comodatari (Comuni o associazioni senza fini di lucro).

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Ex Area Falk Novate Mezzola

La bonifica dell’area ex Falck di Novate Mezzola non è tra le priorità di Regione Lombardia. Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Terzi rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata presentata da Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd.

“Nel documento chiedevo all’assessore se non ritenesse opportuno riconsiderare la richiesta avanzata ancora a dicembre scorso dal sindaco di Novate Mezzola di riaprire il procedimento di bonifica, tramite asportazione del materiale inquinato sottoposto a messa in sicurezza o tramite un’altra tecnologia – racconta Straniero –. E volevo sapere anche se la Regione non pensasse fosse il caso di mettere in campo, nelle attività istruttorie in corso, ogni intervento e azione di controllo utile a garantire la massima sicurezza del sito e il potenziamento delle attività di monitoraggio delle acque del lago di Mezzola, con l’aumento della frequenza dei campionamenti e l’estensione dell’attività anche nelle aree della piana della Valchiavenna, per assicurare un controllo più frequente dei parametri e un tempestivo intervento laddove si rendesse necessario”.
La risposta non ha “completamente soddisfatto” il consigliere del Pd: “L’assessore ha riconosciuto fondate le preoccupazioni espresse nell’interrogazione, e riferite anche da cittadini e associazioni, ma, sulla base della certificazione della Provincia di Sondrio, secondo la quale ‘dal sito non derivano danni per la salute’, ha escluso che un intervento del genere possa essere inserito all’interno del Piano regionale per le bonifiche, nel quale sono confluite altre operazioni ritenute prioritarie dalla Giunta regionale”.
Nella sua replica Straniero ha sottolineato come, “al di là degli aspetti formali e di quelli finanziari, seppure molto importanti, la situazione rimanga meritevole di un approfondimento e in questo senso ho espresso un auspicio affinché l’assessorato possa prestare attenzione alla situazione di questo sito”.

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Come va in Regione?

Da Annone Brianza, giovedì 21 maggio, è partito il “tour” che ho programmato, per il secondo anno, nei diversi Circondari del territorio della provincia di Lecco per illustrare l’attività del Consiglio Regionale e confrontarmi con i cittadini sui temi più sentiti nel territorio dell’agenda politica regionale.
L’iniziativa è partita l’anno scorso da un’idea del collega Jacopo Scandella che mi è subito piaciuta e soprattutto mi è sembrata appropriata per attuare una doverosa restituzione alla provincia nella quale sono stato eletto.
Del resto “Come va in Regione?” è la domanda che pressoché tutti mi pongono abitualmente, ma credo venga posta a tutti i consiglieri, e che, al di là della singola battuta, mi pare esiga anche una risposta puntuale.
Ad Annone ho avuto così modo di relazionare sinteticamente circa i provvedimenti principali adottati in Consiglio Regionale dal 2014 ad oggi e di soffermarmi soprattutto su tre temi:
- la legge sul consumo di suolo, approvata nello scorso mese di novembre, che il nostro gruppo consiliare ha giudicato una “legge mangia suolo”, in quanto non ha saputo essere coerente rispetto alle finalità che si proponeva e rischia di ottenere un “effetto boomerang”, accelerando di fatto un nuovo consumo di suolo,
- la riforma della sanità lombarda, ancora in itinere, con un aggiornamento sia rispetto alla proposta di legge depositata dal nostro gruppo sia circa il maxi-emendamento presentato dalla maggioranza,
- il tema dei rifiuti, particolarmente sentito nel lecchese dopo il rinnovo dell’autorizzazione ottenuto da Silea Spa nel 2014, che ho trattato con riferimento agli obiettivi del piano regionale dei rifiuti, in primis la riduzione del rifiuto urbano residuo e la massimizzazione della raccolta differenziata, sottolineando come la strada da fare sia ancora molta e come comunque in Provincia di Lecco la stessa abbia conseguito un buon risultato, superando il 60% del totale dei rifiuti.
Il confronto con i cittadini che hanno partecipato all’incontro si è rivelato, al solito, molto utile e ricco di sollecitazioni e di suggerimenti. In particolare forte è stato il richiamo alla necessità di un sistema efficace di controlli a livello regionale anche sulle società partecipate e sulle aziende sanitarie ed ospedaliere, come pure l’appello a produrre meno leggi ma di contenuto chiaro e facilmente attuabili.

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Perchè un super ticket solo per la montagna?

E’ stato approvato martedì scorso dal Consiglio Regionale, con il voto favorevole della maggioranza di centro-destra e quello contrario del PD, del Patto Civico per Ambrosoli e del Movimento 5 Stelle, il provvedimento che introduce il “ticket” per l’elisoccorso.
In realtà il testo di questa normativa è stato ampiamente modificato, in aula, rispetto a quello uscito dalla Commissione Sanità, ed in questa “riscrittura” abbiamo ottenuto un risultato importante: la salvaguardia della gratuità per gli interventi di soccorso alpino di carattere sanitario. Resta comunque il fatto che il costo del ticket, stabilito dalla maggioranza per gli interventi non sanitari, è in ogni caso inaccettabile perché punitivo nei confronti di chi frequenta la montagna. Teniamo presente difatti che il costo medio di un’uscita dell’elisoccorso è di circa 9000 euro, per cui il cittadino arriverebbe a pagare sino a 4500 euro.

Il concetto di formare e informare le persone perché si rechino in montagna adeguatamente attrezzate ed equipaggiate mi trova pienamente d’accordo. Non altrettanto il principio di far pagare fino al 50% del costo dell’intervento nel caso di imprudenza e negligenza dell’escursionista.
Mi pongo infatti tre domande:
1) Come è possibile stabilire quando si tratta di negligenza o di imprudenza? E chi lo stabilisce? CAI e Soccorso Alpino hanno messo in evidenza, con il loro autorevole contributo, come al riguardo il rischio di un forte contenzioso sia altissimo!
2) Perché “sanzionare” solo chi frequenta la montagna e non gli altri ambiti del vivere civile (es. imprudenze fra i bagnanti, nei lavori domestici, nelle abitudini e negli stili di vita, ecc.)? Con questo provvedimento di legge si è aperto al riguardo un fronte molto pericoloso per futuri sviluppi…
3) Non c’è il rischio che chi ritenga di trovarsi in pericolo in montagna, di fronte alla prospettiva di questo “super ticket”, minimizzi il rischio, con conseguenze che possono essere nefaste?

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Comune di La Valletta Brianza

Questa mattina il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità il progetto di legge 189 che mira all’istituzione del comune di La Valletta Brianza mediante la fusione dei comuni di Perego e Rovagnate, in provincia di Lecco.
In tal modo è stata rispettata la volontà popolare dopo che il referendum del 30 novembre scorso ha dato un responso netto da parte della cittadinanza con quasxi l’80% dei si nel Comune di Rovagnate e più del 50% in quello di Perego. Anche la partecipazione è stata soddisfacente (in entrambi i Comuni più del 50% l’affluenza degli aventi diritto al voto), segno che il progetto di fusione tra due Comuni contigui territorialmente e con simili tradizioni è risultato convincente!
In provincia di Lecco così, dopo quella di Verderio, registriamo la fusione fra Perego e Rovagnate e in questo modo si apre la strada anche per altri Comuni che vogliono valutare questa opportunità.
Non credo infatti che la fusione sia la panacea di tutti i mali per i Comuni di piccole dimensioni ma sicuramente di opportunità si tratta! Gli stessi infatti possono “unire le forze”, valutando la possibilità di realizzare economie di scala e/o fornire migliori servizi per tutti i cittadini. Ed è una valutazione che deve coinvolgere i Consigli Comunali così come tutta la popolazione!
E’ anche una “sfida”, nel senso che gli amministratori locali sono chiamati a mettere in campo la loro progettualità, non limitandosi a gestire l’esistente ma sapendo guardare al futuro delle proprie comunità.

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Emergenza maltempo: dopo le nostre sollecitazioni la Giunta ha trovato i soldi

Grazie alle nostre sollecitazioni, con un emendamento al bilancio, già presentato e approvato in I Commissione, l’assessore Garavaglia ha fatto mettere nelle poste del documento contabile i 3 milioni e mezzo di euro che serviranno ad assicurare il ristoro delle spese sostenute dai comuni colpiti dagli eventi calamitosi naturali tra il 25 dicembre 2013 e il 14 marzo 2014.

Tra questi, in provincia di Lecco, vi sono Pasturo e Premana: al primo andranno 50mila euro e al secondo 450mila per opere da realizzare a sistemazione dei danni che queste due comunità hanno subito. Le due amministrazioni comunali riceveranno i soldi nel corso del 2015.

Si è rivelata utile, dunque, l’interrogazione a risposta immediata che avevo presentato proprio una settimana fa, nella seduta del Consiglio del 2 dicembre, e che sollecitava la Giunta proprio a trovare fonti alternative per finanziare gli interventi per gli eventi accaduti a cavallo tra 2013 e 2014.

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Serve un termine temporale alle escavazioni. E niente più interventi sul Cornizzolo

Si è tenuta oggi, giovedì 4 dicembre 2014, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, l’audizione con il consiglio comunale di Lecco, il Comune di Civate, in rappresentanza di altri comuni del territorio, il Gruppo d’impegno civile ‘Qui Lecco Libera’ e il Coordinamento Cornizzolo, in merito al nuovo Piano cave della Provincia di Lecco.

Dopo l’ampia e dettagliata illustrazione della situazione, Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, ha ringraziato gli intervenuti anche per “i suggerimenti dati che possono tornare utili nell’iter del piano in Consiglio regionale”, e ha espresso due auspici: “Mi auguro che si tenga conto delle osservazioni del consiglio comunale di Lecco soprattutto in merito alla richiesta di porre un orizzonte temporale alle escavazioni. E aggiungo che si potrebbe anche richiedere una riduzione della cubatura rispetto al tetto previsto dal piano uscito dalla Provincia”.
Il secondo aspetto riguarda la ‘ferita’ della cava sul Cornizzolo: “Anche il piano, che per il resto viene contestato dalle amministrazioni comunali, prevede di mettere fine alle escavazioni su questo monte, dove, come hanno confermato gli auditi, l’intervento non è recuperabile e rimarrà visibile per sempre. Quindi, spero che lo stop verrà conservato, proprio perché non ha più motivo di essere da un punto di vista economico e paesaggistico-culturale. Si trova vicino alla basilica di San Pietro al Monte e, comunque, in un’area naturalistica di pregio che non può più essere devastata”.

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REGIONE LOMBARDIA TAGLIA IL CAPITOLO PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. FORSE NON È UNA SUA PRIORITÀ

Dove sono finiti gli stanziamenti 2014 per le coperture delle spese da danni dovuti al maltempo? È una domanda cui non abbiamo ottenuto risposta!

Nel documento oggi presentato in aula consiliare si chiedeva perché la Giunta regionale avesse proposto la riduzione della disponibilità, in occasione dell’assestamento di bilancio, del capitolo “Risarcimento danni a seguito di calamità naturali a favore delle amministrazioni locali”, passato da 5 milioni e mezzo a 2, e in cui venivano previsti quasi 996mila euro per il 2014, per l’emergenza maltempo tra fine 2013 e marzo 2014. Inoltre, perché sull’esercizio 2015 venissero previsti ulteriori tagli per contrastare il dissesto idrogeologico.

L’assessore Bordonali si è limitata a rispondere ciò che aveva già scritto in una lettera inviata a diversi comuni lombardi che hanno subito grossi danni dal maltempo, ovvero che i tagli sono stati voluti dal Governo centrale.

Ma noi rispondiamo due cose: innanzitutto, questo non vale per il 2014, soprattutto per il periodo a cavallo tra le due annualità, quando non erano ancora state prese queste decisioni a livello centrale. Ma soprattutto, come abbiamo già avuto modo di ribadire anche in altre sedi, si tratta di una questione di priorità. Se i soldi non sono sufficienti per fare tutto, bisogna scegliere, e il dissesto idrogeologico non ci pare un problema secondario. Lo stesso Governo ha appena presentato un piano nazionale 2014-2020 contro il dissesto idrogeologico che stanzia complessivamente 9 miliardi di euro.

Tuttavia, al Pd rimane una speranza: sembra che Regione Lombardia voglia andare in questa direzione: per i comuni danneggiati dagli eventi tra il dicembre 2013 e il marzo 2014, l’assessore, alla fine del suo intervento, si è impegnata a ricercare altre fonti di finanziamento. Mi auguro che l’intenzione vada a buon fine.

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Soddisfatto per sì al referendum per la fusione di Perego e Rovagnate

Esprimo grande soddisfazione per la vittoria del sì nel referendum consultivo per la fusione dei comuni di Perego e Rovagnate tenutosi domenica. I cittadini si sono espressi con chiarezza per la fusione dei due centri e questo è un fatto molto positivo. Ora la palla passa al Consiglio regionale e ci auguriamo che qui il percorso possa venir concluso in tempi brevi e senza intoppi, secondo l’indicazione degli abitanti.

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Una legge consuma suolo!

La maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo. Un provvedimento sbagliato che non ferma l’erosione del paesaggio e non combatte il dissesto idrogeologico nonostante la cronaca degli ultimi giorni richiedesse ben altro. Per noi questa è una pessima legge che tradisce gli obiettivi di mandato della Giunta Maroni, frutto di una mediazione al ribasso all’interno di una maggioranza sempre più instabile. Nessuno si dovrà stupire se nei prossimi anni il consumo di suolo aumenterà. La legge non ferma da subito il consumo di suolo e di aree agricole e consente, anzi incentiva, tutti i privati a presentare nei prossimi 30 mesi nuove richieste di edificazione. Inoltre non si mettono in campo risorse vere per favorire la rigenerazione urbana e per giunta addossa sulle spalle dei comuni nuovi oneri sia finanziari che organizzativi. Siamo riusciti comunque ad ottenere dei piccoli ma significativi miglioramenti del testo grazie ai nostri emendamenti: costruire al di fuori dell’area già urbanizzata sarà più oneroso, inoltre strade e autostrade e le infrastrutture sovracomunali saranno inserite nel computo del consumo di suolo. Ma ciò non cambia il nostro giudizio verso un impianto normativo che rischia di favorire un aumento della cementificazione nei prossimi mesi.

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