Archivi del mese: novembre 2014

Una legge consuma suolo!

La maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo. Un provvedimento sbagliato che non ferma l’erosione del paesaggio e non combatte il dissesto idrogeologico nonostante la cronaca degli ultimi giorni richiedesse ben altro. Per noi questa è una pessima legge che tradisce gli obiettivi di mandato della Giunta Maroni, frutto di una mediazione al ribasso all’interno di una maggioranza sempre più instabile. Nessuno si dovrà stupire se nei prossimi anni il consumo di suolo aumenterà. La legge non ferma da subito il consumo di suolo e di aree agricole e consente, anzi incentiva, tutti i privati a presentare nei prossimi 30 mesi nuove richieste di edificazione. Inoltre non si mettono in campo risorse vere per favorire la rigenerazione urbana e per giunta addossa sulle spalle dei comuni nuovi oneri sia finanziari che organizzativi. Siamo riusciti comunque ad ottenere dei piccoli ma significativi miglioramenti del testo grazie ai nostri emendamenti: costruire al di fuori dell’area già urbanizzata sarà più oneroso, inoltre strade e autostrade e le infrastrutture sovracomunali saranno inserite nel computo del consumo di suolo. Ma ciò non cambia il nostro giudizio verso un impianto normativo che rischia di favorire un aumento della cementificazione nei prossimi mesi.

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Una cura del ferro per la Lombardia: fatti e parole…

Ancora un convegno sui trasporti? Ma basta! Servono fatti, non parole…
E’ questa l’obiezione più comune che abbiamo ricevuto rispetto al nostro invito di partecipare all’incontro sul trasporto pubblico in Lombardia organizzato dal nostro gruppo consiliare per la mattina di oggi, lunedì 17 novembre.
Fatti, non parole… Certo, come dare torto ai tanti pendolari scontenti (per usare un eufemismo…) del servizio ferroviario?

La risposta a questa obiezione è però abbastanza semplice, in quanto la verità è che dai banchi dell’opposizione in Consiglio regionale noi possiamo formulare delle proposte ma i “fatti” possono essere determinati solo dall’azione della Giunta!
Ed infatti questo Convegno aveva proprio il significato di stimolare la Giunta regionale ad un “cambio di passo” nella propria strategia al riguardo, oltre che di raccogliere proposte e suggerimenti dai partecipanti (società ed agenzie per il trasporto pubblico, amministratori locali, comitati pendolari, ecc.) e di far conoscere a tutti le idee del PD su questo tema.

E come è andata? E’ servito a qualcosa allora questo incontro?
Sicuramente è andata bene, nel senso che i partecipanti, pur se in una giornata lavorativa ed in una situazione di emergenza come quella attuale, sono stati più di una cinquantina, tutti sicuramente interlocutori preparati e motivati.
Se l’incontro sia stato utile, invece, “lo scopriremo solo vivendo…”, come recita la canzone di Lucio Battisti. Noi ovviamente lo speriamo e ci auguriamo che la Giunta possa raccogliere le nostre proposte, in particolare quella di bandire una gara europea per il servizio di trasporto ferroviario attualmente affidato a Trenord. Di fronte all’ammissione della stesso assessore Cavalli, che nella comunicazione recepita dalla deliberazione n. 2542 del 17.10.2014 ci dice chiaramente che “nell’ultimo anno tutti i parametri prestazionali di Trenord sono ulteriormente peggiorati…”, non riteniamo sia pensabile procedere ad un rinnovo “pedissequo” della concessione a Trenord!

Cosa è emerso dalle relazioni e dagli interventi?
Tanti sono stati gli spunti e le sollecitazioni, difficilmente sintetizzabili. Proviamo però a fissarne almeno qualcuno…

L’assessore alle infrastrutture e trasporti, Alberto Cavalli, ci ha parlato di “complessità” dell’ecosistema e ci ha informato che la Lombardia è la Regione nella quale si è investito di più in rinnovo del materiale rotabile. Però, ha ammesso, a questi investimenti non corrisponde la qualità desiderata del servizio!

L’assessore alla mobilità del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, ha chiesto che la Città Metropolitana possa avere un accesso diretto al Fondo nazionale trasporti ed ha sottolineato la necessità di un investimento importante nella riqualificazione dell’esistente nonché di accelerare l’integrazione fra rete ferroviaria e rete metropolitana di trasporto.

Il presidente della Commissione trasporti della Camera dei Deputati, on. Michele Meta, ha parlato di un diritto alla mobilità che deve essere assurto a rango istituzionale.
Negli ultimi anni purtroppo Trenitalia ha investito di fatto solo sull’alta velocità mentre la spesa per il TPL a livello nazionale è stata ridotta!
Meta ha anche affermato che si deve assolutamente investire sul materiale rotabile!

Le proposte del PD in materia sono state illustrate dal consigliere regionale Agostino Alloni, che ha anche provato a integrare la parte di relazione mancante, stante l’assenza forzata dell’assessore emiliano alla mobilità, Alfredo Peri. Oltre al bando di gara europeo, sono necessari interventi infrastrutturali, utilizzando i fondi europei, e l’introduzione di un titolo unico di viaggio.

Virginio Brivio, sindaco di Lecco e presidente del Consiglio Autonomie locali, ha evidenziato l’importanza del ruolo della Regione nell’interlocuzione con RFI e nell’aiuto ai territori per l’utilizzo dei fondi europei. Ha poi evidenziato tre questioni da risolvere: il biglietto unico, l’attenzione alle linee pedemontane e la razionalizzazione delle società di trasporto pubblico.

Contributi interessanti sono arrivati anche da Federico Manzoni, assessore alla mobilità del Comune di Brescia, che ha sottolineato l’importanza dei nodi di Milano e di Brescia, di Luca Gaffuri, consigliere regionale PD, che ci ha ricordato la questione “Alptransit” e l’effetto che potrà avere su tutta la Lombardia, di Guido Sangiovanni, sindaco di Vanzago, che ha marcato l’accento sulla necessità di aumentare, non ridurre, treni e carrozze, di Andrea Bianchini, assessore del Comune di Sermide, di Sandro Archetti, assessore del Comune di Limbiate, che ha parlato di “trasporto su legno”, di Mary Fogli, del Comitato trasporti lecchese, la quale ha evidenziato l’importanza per la linea Tirano-Milano di risolvere la questione dell’imbuto di Monza, di Sergio Appiani, assessore del Comune di Boltiere, che si è soffermato sulla linea Bergamo-Treviglio e sull’importanza del “car pooling” per raggiungere la stazione più vicina, e di Paolo Confalonieri, assessore alla mobilità del Comune di Monza, il quale ha sollecitato un adeguamento normativo della legge regionale n. 6 del 2012 sul trasporto pubblico locale.

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Consumo di suolo: il concreto rischio di un effetto “boomerang”…

Si è concluso nei giorni scorsi in Commissione V (Territorio ed infrastrutture) l’iter di discussione relativo alla legge sul consumo di suolo, che avrebbe dovuto essere il frutto dell’abbinamento di quattro proposte di legge, presentate rispettivamente dalla Giunta Regionale, dal PD, dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle. Quattro proposte che sicuramente presentavano differenze fra di loro ma che erano contraddistinte da un unico obiettivo: la riduzione del consumo di suolo in Regione Lombardia.

Dico “avrebbe dovuto” perché, purtroppo, l’abbinamento è stato superato dalla realtà. Infatti, dopo alcuni mesi di “stop” rispetto al gruppo di lavoro che si era costituito all’interno della V Commissione con il compito di trovare una sintesi,  a causa di evidenti problemi interni alla maggioranza, ecco che quest’ultima ha “sfornato” un nuovo testo che è tutt’altro che un tentativo di mediazione fra le varie proposte. Anzi, è un evidente compromesso al ribasso, come l’ha definito giustamente il nostro gruppo consiliare. Un testo che l’INU (Istituto Nazionale Urbanistico), nel corso di un’audizione, ha definito “pericoloso”.

Perché pericoloso? Perché si tratta di un testo che finisce con l’”incentivare” il consumo di suolo anziché frenarlo, come doveva essere negli obiettivi di questa legge.

I termini contenuti nella norma transitoria, difatti, prevedono la possibilità di presentare entro 36 mesi un’istanza per procedere con i piani attuativi conformi o in variante connessi alle previsioni dei PGT vigenti. Sostanzialmente, come dicevo in precedenza, un vero e proprio incentivo a procedere al più presto con l’edificazione di 600 milioni di metri quadri (a tanto ammontano le previsioni ancora non attuate contenute nei PGT di tutti i Comuni lombardi!).

Quali le ragioni di questa proposta normativa?

Si è parlato di possibili ricorsi di chi si vedrebbe penalizzato da un azzeramento o da una drastica riduzione delle previsioni contenute nei Piani di governo del territorio.

Questa motivazione non risulta convincente!

Abbiamo infatti ricevuto un parere dell’Ufficio legislativo regionale che ci rassicura circa la possibilità di un intervento normativo che, volendo effettivamente limitare il consumo di suolo, abbia effetto anche sui PGT già approvati.

La maggioranza ha anche invocato il possibile effetto di “freno” sul settore edilizio.

Anche in questo caso non si “centra” il problema! Purtroppo l’edilizia è ferma da diversi anni per tante ragioni, che nulla hanno a vedere con questa legge. L’esperienza di altri Stati, la Germania in primis, ci dice che è possibile far lavorare il settore edilizio con un serio piano di riqualificazione dell’esistente. Per ottenere questo obiettivo, occorre introdurre, oltre alle detrazioni fiscali già in essere, una serie di semplificazioni e di incentivazioni al recupero e al riuso dei fabbricati, sia a livello nazionale che a livello regionale. Su questo dobbiamo lavorare!

In questo momento ancora non sappiamo come si concluderà questa vicenda in aula. Però già in Commissione abbiamo avuto modo di constatare come purtroppo la logica della maggioranza ha finito con il prevalere.

Con il risultato che quella che potrebbe essere la legge più importante di questa legislatura regionale sarà una pessima legge, che otterrà l’effetto contrario rispetto a quelle che avrebbero dovuto costituirne le finalità! Un vero e proprio “effetto boomerang”…

P.s. Una riflessione a parte merita il comportamento procedurale del Presidente della Commissione V, che ha provocato a mio giudizio un “vulnus” molto grave nei rapporti all’interno della stessa ed anche un precedente inquietante a livello di metodo!

Infatti mettere in votazione in “blocco” alcune centinaia di emendamenti, senza nemmeno distinguere fra quelli meramente di riscrittura formale e quelli di sostanza, configura una procedura illegittima. Come non è legittimo, a mio avviso, mettere in votazione, dopo gli emendamenti, l’intera legge nella seduta di lunedì 3 novembre, quando questo adempimento era già previsto in una seduta convocata per oggi, giovedì 6 novembre.

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