Archivi del mese: febbraio 2014

Grande Guerra: la memoria tramandata ai giovani, ma servono più risorse

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via, ufficialmente, oggi, martedì 18 febbraio 2014, alle commemorazioni per il centenario della Grande guerra. E lo ha fatto approvando a maggioranza la modifica a una precedente legge lombarda del 2008 di promozione e valorizzazione del patrimonio storico del conflitto. “Abbiamo contribuito a mettere nero su bianco ciò che può essere fatto per ricordare quanto accadde in quegli anni e dunque il nostro voto è stato favorevole – commenta il consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero –. Tuttavia, abbiamo espresso una perplessità che è stata raccolta poi da tutti i gruppi: la posta a bilancio per il recupero dei manufatti dell’epoca presenti in Lombardia, per il restauro dei monumenti, per le eventuali opere di studio e approfondimento e la perpetuazione della memoria, a partire dalle scuole, è veramente risicata. Nonostante siano tempi di crisi, quello che si decide di fare va fatto bene. Ci siamo, perciò, augurati e lo abbiamo chiesto alla stessa assessore Cappellini, che negli anni a venire la Regione incrementi i finanziamenti”.
In Aula il Pd ha ricordato come il lavoro sulla legge fosse già stato sviscerato in Commissione, compreso l’invito a rifinanziare e sostenere la legge originaria. “La tragedia della prima guerra mondiale rimane fortemente scolpita: non bisogna perdere la memoria di quegli eventi, ma affidarla alle nuove generazioni – spiega Straniero –. E’ un compito che dobbiamo prendere a cuore perché costituisce parte dell’identità italiana. In Lombardia abbiamo trincee e due forti stupendamente conservati, uno dei quali si trova a Colico: è il forte Lusardi – Montecchi, con quattro cannoni a cupola che rappresentavano l’epicentro della linea Cadorna. Ma il rischio è che significative iniziative e grossi investimenti per la manutenzione e la fruizione dei beni diventino occasioni perdute. Ci ha dato fastidio che la Giunta abbia modificato in itinere al ribasso lo stanziamento. E’ vero che dallo Stato arriveranno risorse, ma dovranno essere distribuite su tutto l’arco alpino dove si sono svolte le battaglie”.
Il Gruppo Pd ha lasciato che a spiegare le motivazioni profonde del voto favorevole fosse Jacopo Scandella, con i suoi 25 anni il consigliere più giovane: “Su un tema come questo è importante che troviamo delle risorse. Non si tratta di uno sfizio, ma di dare corpo alla nostra memoria collettiva e di far passare ai miei coetanei e ai più giovani il concetto del ricordo di chi ha combattuto per dare un contributo e una crescita valoriale e umana al nostro Paese

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Una guida autorevole per il PD lombardo

Forse si tratta di un risultato che veniva dato per “scontato”. Ma, come è ben noto, in politica, come nella vita, non bisogna mai dare niente per “scontato”… Per questo saluto con soddisfazione, e con tanti auguri di buon lavoro, l’elezione di Alessandro Alfieri a segretario regionale del Partito Democratico.

Ho la fortuna di conoscere direttamente Alfieri in virtù della mia esperienza a livello regionale e ritengo si tratti di una persona competente, preparata, motivata, oltre che giovane, insomma la persona giusta per guidare in modo autorevole in questo momento il Partito Democratico della Lombardia, in grado di imprimere anche al livello regionale del PD quel “cambio di passo” che è necessario oggi perché la politica sappia e possa dare risposte concrete ai bisogni del nostro Paese. Alfieri è stato eletto sulla base del progetto “Lombardia 2018”, un programma di ampio respiro che ha come obiettivo finale le prossime elezioni regionali. A tale proposito ha sottolineato che per vincere in Lombardia occorre cambiamento ed apertura, ascolto dei territori e capacità di parlare lo stesso linguaggio ed interpretare le reali esigenze dei cittadini lombardi, coltivando dunque un profilo autonomo del PD lombardo e riportando nell’agenda politica quella “questione settentrionale” che, dopo il fallimento della Lega e del centro-destra, è ancora lì con tutte le sue domande…

Pur essendo un convinto sostenitore di Matteo Renzi, Alfieri non si è proposto come il candidato di una “parte” del PD ma si è rivolto a tutti gli elettori democratici, senza distinzioni.
Non posso nascondere che ci si aspettava un risultato più ampio a suo favore (che è stato in provincia di Lecco di 58,24% a 41,76%). Purtroppo le vicende nazionali di questi giorni hanno avuto un loro peso importante anche in queste “primarie”, suscitando perplessità e “sconcerto” in molti iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico, ed hanno inciso anche sulla partecipazione, oggettivamente bassa, che comunque già “scontava” di suo questa scelta di tenere l’appuntamento delle regionali, poco sentite dall’elettorato, staccato rispetto alle primarie nazionali e al Congresso provinciale.

Credo che, proprio per la sua intelligenza politica, Alfieri saprà fare tesoro dei segnali giunti da questa consultazione, traducendoli in un’attenzione maggiore ai territori di tutta la Lombardia e a tutte le diverse sensibilità presenti nel partito.

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