GIÀ SPOSTATI 10 MILIONI, QUANTO DOVRANNO ASPETTARE I PENDOLARI?

Oggi in commissione Bilancio è stato votato dalla maggioranza di centrodestra un emendamento inquietante: dei 35 milioni messi a disposizione per l’acquisto di nuovi treni nel triennio 2018-2020, ben 9,5 milioni sono stati spostati al bilancio 2021.
Questo voto conferma i dubbi che già avevamo manifestato all’indomani dell’annuncio del presidente Maroni: i nostri pendolari quando potranno vedere questi nuovi treni? Ogni spostamento, ogni rinvio non può che alimentare dubbi e perplessità circa la reale volontà da parte di questa Giunta e di questa maggioranza di risolvere il problema del trasporto ferroviario regionale che ogni giorno registra, ahimé, nuovi disagi.

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CHIAREZZA SULL’OSPEDALE DI MERATE

Ho depositato ieri un’interrogazione a risposta immediata, cui la Giunta dovrà dare risposta nella seduta di martedì prossimo, 5 dicembre, in ordine alla situazione dell’Ospedale Mandic di Merate.
I recenti provvedimenti disciplinari emessi a carico del dott. Gregorio Del Boca, primario di Ostetricia e ginecologia dell’Ospedale, sospeso dal servizio per due mesi, e del dott. Gedeone Baraldo, ex direttore sanitario del medesimo presidio, attualmente direttore medico all’Ospedale Manzoni di Lecco, allontanato dall’incarico per quindici giorni, hanno creato stupore ed allarme nell’opinione pubblica meratese, solo parzialmente attenuati dal fatto che il Direttore Generale dell’ASST di Lecco, Stefano Manfredi, ha deciso di “congelarne” momentaneamente la decorrenza.
Infatti questo provvedimento, in sé molto pesante in quanto adottato nei confronti di due medici stimati, si aggiunge ad una serie di altri segnali, che denotano una sorta di “declino graduale” del presidio meratese (i tempi di attesa e gli indici di abbandono del Pronto Soccorso, la riduzione del numero delle sale operatorie, le difficoltà di reclutamento del personale, la mancata attivazione del reparto di Pneumologia a diversi mesi dalla sottoscrizione della convenzione con INRCA di Casatenovo, Regione Lombardia e ATS della Brianza). Tutto ciò in apparente contrasto con le dichiarazioni dell’Assessore Gallera che ha sempre riconosciuto il Mandic come punto di riferimento per il territorio e con la convenzione stipulata per il reparto di Pneumologia.
Nell’interrogazione chiediamo pertanto all’Assessore competente di conoscere le motivazione della sospensione del dott. Del Boca e del dott. Baraldo e se non ritenga che tali drastiche misure impartite nei confronti di figure apicali del Presidio meratese non possano determinare ripercussioni tali da portare ad un depotenziamento di un reparto, quello di Ostetricia e Ginecologia, e di un intero presidio che fino ad oggi hanno saputo rispondere positivamente alla richieste del proprio bacino di utenza, riscuotendo ampi consensi

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INSIEME AI PENDOLARI PER UN SERVIZIO FERROVIARIO MIGLIORE

Il gruppo consiliare regionale del PD della Lombardia ha programmato per giovedì 16 novembre una giornata di mobilitazione nelle stazioni ferroviarie per promuovere un’azione di vicinanza ai problemi dei pendolari, di protesta nei confronti di un servizio ferroviario regionale che riteniamo inadeguato e di proposte per una sua migliore organizzazione.

Per quanto riguarda la provincia di Lecco effettueremo un presidio nelle stazioni di Cernusco-Merate dalle ore 7 alle 8 e – con trasferimento sul treno delle 8,01 – saremo a Osnago dalle ore 8,05 alle 8,45.

Due stazioni che si trovano su una delle linee ferroviarie più problematiche della nostra regione, dove i disagi sono all’ordine del giorno e complicano ulteriormente la vita dei pendolari tra ritardi, soppressioni, guasti di ogni genere e sovraffollamenti.

Un’azione di protesta e di ascolto che auspichiamo ci permetterà di alzare ancora di più la voce e rendere più energiche le già innumerevoli richieste di intervento presentate a questa Giunta ormai sorda che fa solo promesse. Sono più di 200 le richieste che abbiamo inoltrato in Consiglio regionale per chiedere una più costante manutenzione e interventi infrastrutturali di concerto con Rfi e numerose sono anche le proposte che abbiamo presentato, fra le quali una gara europea per un miglioramento della qualità del servizio e nuovi treni subito. In parole semplici – conclude Straniero – vogliamo treni più puntuali, più vivibili e soprattutto più sicuri, insomma, come dice lo slogan del nostro volantino, treni per vivere e non da piangere!”

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La Sanità spiegata a scuola

Lunedì mattina, 8 maggio, insieme al Presidente della III Commissione, Fabio Rolfi, e al collega Mauro Piazza, sono stato ospite dell’Istituto professionale “Fumagalli” di Casatenovo per parlare agli studenti dei corsi di formazione socio-sanitaria della legge di riforma (o meglio di evoluzione) del servizio socio-sanitario lombardo.

Si è trattato di un appuntamento inconsueto per noi consiglieri regionali ma sicuramente interessante e stimolante, proprio per le modalità che hanno permesso un confronto diretto con gli studenti.

Nel mio intervento ho avuto modo di evidenziare soprattutto tre aspetti:

1) la condivisone di tutti i gruppi consiliari sul principio di fondo della legge 23/2015, ossia l’integrazione fra sistema sanitario e socio-sanitario, fra Ospedale e territorio, per permettere al nostro servizio regionale di rispondere nel modo migliore alle mutate domande di cura emerse nella nostra società, soprattutto per l’incremento notevole della cronicità;
2) l’importanza dei sette punti proposti dal nostro gruppo consiliare ed inseriti nella legge;
3) gli elementi di criticità della norma, in particolare l’insufficienza delle risorse ed il moltiplicarsi delle Agenzie centrali.

L’uditorio si è rivelato molto attento e preparato e ciò è stato confermato dalle domande poste dagli studenti nel dibattito che è seguito ai nostri interventi.

Credo che quella sperimentata a Casatenovo sia una modalità che vale la pena di coltivare anche nel futuro: da un incontro ed un confronto fra l’istituzione regionale e la scuola non possono che emergere degli effetti benefici!

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FINALMENTE SI VALORIZZANO I SENTIERI LOMBARDI. MA LE RISORSE?

La rete escursionistica, o dei sentieri, rappresenta un patrimonio molto importante per la Lombardia, da tanti punti di vista: turistico, ambientale, paesaggistico, culturale e storico. Un patrimonio che sicuramente andava normato e che ora va valorizzato e fatto conoscere. L’unico neo è che arriviamo un po’ in ritardo rispetto ad altre regioni che hanno già legiferato. E sicuramente la norma finanziaria non è adeguata: le risorse allocate non sono sufficienti e il rischio è che occorrano 30 anni per riuscire a fare tutto quello che ci si è proposti.
Tuttavia, gli aspetti positivi non sono mancati. Apprezzo il metodo di condivisione con cui sia nelle Commissioni che in Aula sono stati recepiti diversi emendamenti e ordini del giorno presentati dal Pd e in generale dalle opposizioni. In particolare, sottolineo positivamente il fatto di avere esteso all’Associazione nazionale alpini e alle associazioni territoriali la possibilità di essere chiamati a collaborare con i Comuni e gli enti competenti per la manutenzione dei sentieri e per la posa e la gestione della segnaletica.
Il problema dei sentieri privati ad uso pubblico che non sono soggetti né a servitù, né ad accordi fra Comuni e proprietari e che rischiano di essere esclusi dalla Rete escursionistica lombarda. Non è stato possibile trovare una soluzione compatibile con il Codice Civile, però, grazie a un nostro emendamento, è stato introdotto il principio che la Regione può promuovere gli accordi fra Enti e privati per percorsi di particolare interesse. Non è molto, ma

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Ok alla risoluzione sull’inceneritore di Valmadrera

Via libera stamattina, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, alla risoluzione sull’inceneritore di Valmadrera. Il documento chiede alla Giunta e al presidente Maroni di attivare un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione generale competente e la ditta Silea spa per tenere monitorato l’iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento, con particolare riferimento all’esito delle indagini e delle ricognizioni che si stanno facendo, ma anche dell’analisi sulle ricadute degli inquinanti.
La risoluzione votata oggi, anche da noi del Pd, esce da una serie di modifiche che sono state apportate rispetto all’ultima versione e che si erano rese necessarie perché alcuni dati in premessa non erano corretti. Ora il testo è condiviso perché tiene conto della situazione di fatto costituita dalla prescrizione regionale di realizzare un impianto di teleriscaldamento, ma anche delle opportunità che questo potrebbe offrire sul fronte di una diminuzione dell’inquinamento prodotto dai sistemi tradizionali e del risparmio energetico. Ma d’altra parte, prende in considerazione le perplessità di Comuni e cittadini che temono un altro tipo di ricadute ambientali. Dunque, da un lato è giusto dar conto di quanto prevede l’Aia, dall’altro dei timori rispetto all’impatto ambientale.
Positivo è senza dubbio anche la costituzione di un tavolo di approfondimento tecnico che affianca l’iter: mi pare una formulazione corretta, in quanto presta attenzione all’indagine epidemiologica in corso, ma anche ad altri tipi di analisi. È un buon risultato ottenuto per tutti e che mette a disposizione uno strumento così importante per monitorare la situazione.

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Il video della mia diretta web: parliamo di Lecco, di trasporti e di bilancio regionale

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APPROVATE TRE PROPOSTE DI POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE DELLA PROVINCIA DI LECCO

È stato licenziato oggi dalla commissione territorio del consiglio regionale il piano regionale della della mobilità e dei trasporti dei prossimi anni. Il piano contiene tutta la programmazione delle infrastrutture di mobilità della Lombardia, quelle presenti, da realizzare e da riqualificare. Abbiamo ottenuto l’approvazione di tre emendamenti di cui ero primo firmatario: per la Milano Lecco Tirano la realizzazione nella stazione di Olgiate Molgora di un punto di comunicazione fra i binari, per evitare situazioni di paralisi della linea in caso di arresto di un convoglio ferroviario fra le stazioni di Calolziocorte e Carnate; riguardo alla linea ferroviaria S7 (Milano Monza Molteno Lecco), la velocizzazione dei servizi e l’allungamento delle banchine nelle stazioni in cui sono inadeguate; infine, gli interventi sulla linea Lecco Como “dovranno” e non “potranno”, come nella versione originaria del testo, essere funzionali a completare il servizio e prolungarlo a Lecco a cadenza oraria.
Sono tre interventi che riguardano il potenziamento delle tre linee ferroviarie principali che collegano la provincia di Lecco, e questo è certamente un fatto positivo. Abbiamo ottenuto la condivisione su queste modifiche ma in Aula il 12 luglio tenteremo di far passare anche la realizzazione di un doppio binario per favorire l’interscambio nelle stazioni di Sala al Barro e Biassono, per specificare meglio quali sono gli interventi che possono velocizzare la S7. È comunque già un buon risultato e resta da vigilare che quanto programmato venga effettivamente realizzato.

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Ora criteri di omogeneità e coerenza nella definizione delle aree vaste

Ho apprezzato il metodo di ascolto e di confronto con cui è stato istituito a livello regionale il tavolo istituzionale in merito al riordino delle autonomie locali.
Credo infatti che, pur nella consapevolezza della necessità di una sintesi finale, sia importante partire innanzitutto dall’ascolto dei territori per comprenderne le esigenze ed i bisogni.

Circa l’articolazione territoriale degli enti di area vasta, il modello “ATS” (Agenzie di tutela della salute, individuate in otto in tutta la Lombardia) può rappresentare un punto di riferimento utile. Ritengo però che i criteri per la delimitazione delle circoscrizioni debbano tenere conto dell’omogeneità dal punto di vista sociale ed economico delle province “accorpate” nonché della storia e della geografia delle stesse.
Inoltre è fondamentale definirli tenendo conto di una strategia per il futuro.
Per quanto riguarda in particolare la provincia di Lecco, alla luce della sua storia (ricordiamoci che è nata per un movimento “dal basso”, a partire dall’esperienza del Comprensorio lecchese, ecc.), sono convinto che sia importante preservarne l’unitarietà all’interno di quella che sarà l’area vasta di riferimento.

La definizione degli enti di area vasta deve essere, inoltre, quanto più coerente possibile con la riorganizzazione degli Uffici di governo. Un disegno diverso, come purtroppo è già successo sia per servizi di carattere regionale che per il livello nazionale, creerebbe un evidente disorientamento per la popolazione oltre che una sorta di “schizofrenia istituzionale”, a danno della necessaria strategia per il futuro dei territori stessi!

Per quanto riguarda la definizione concreta dei confini dei nuovi enti di area vasta, è opportuno attendere il giro di consultazioni previste dal tavolo.
Per Lecco è emersa un’idea interessante, ossia che la stessa debba procedere di pari passo con il sistema camerale (Lecco, Como, Monza Brianza).
Rispondendo peraltro a quanto affermato dal sottosegretario Nava, ossia che l’unità del lago di Como non può essere considerata un “dogma”, dal momento che negli ultimi venti anni lo stesso è stato diviso amministrativamente in due province (Como e Lecco), ritengo che più che un dogma sia corretto parlare di un auspicio, proprio alla luce dell’esperienza maturata e della necessità al riguardo di definire una strategia e politiche comuni.

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Luci ed ombre nel piano cave della provincia di Lecco

Il Piano Cave della Provincia di Lecco, approvato martedì 24 novembre dal Consiglio Regionale, presenta a mio giudizio luci ed ombre.
Parto da queste ultime.
Innanzitutto il metodo utilizzato, che è stato quello, da parte della precedente Amministrazione Provinciale di Lecco guidata da Daniele Nava, di anticipare di sei anni il nuovo Piano Cave senza che quello vecchio fosse arrivato a scadenza. Pur lasciando perdere retro pensieri e sospetti, comunque rimane un metodo sbagliato!
In secondo luogo l’escavazione nella città di Lecco, che prosegue su tre ambiti, a pochi passi dall’Ospedale e nei pressi di una zona fortemente urbanizzata. Obiezione che è in fondo strettamente connessa alla prima: sarebbe stato preferibile portare a termine l’escavazione prevista dal vecchio piano e non rinnovarla in questi ambiti cittadini.
Però, come accennavo prima, è anche un Piano che contiene due luci importanti.
La prima riguarda la cessazione dell’escavazione sul monte Cornizzolo. Si tratta di un evento importante ed atteso, per il quale occorre riconoscere pubblicamente e ringraziare anche le associazioni che per anni si sono battute per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni in questo senso, e che sono ben rappresentate dal Coordinamento Cornizzolo. L’impatto ambientale dell’escavazione sul Cornizzolo è a tutti evidente, come lo è la vicinanza di un sito di interesse culturale ed artistico come san Pietro al Monte di Civate. Quindi saluto con grande favore questa decisione assunta prima dalla Provincia di Lecco ed ora portata all’approvazione di questo Consiglio regionale.
La seconda è rappresentata dalla mancata apertura di nuovi fronti di escavazione in altri Comuni della Provincia di Lecco: un’altra buona notizia ed una decisione saggia, soprattutto in un momento in cui il fabbisogno della materia prima risultante dalle cave è ridotto ai minimi termini per la crisi del settore.
A fronte di questa alternanza di “luci” ed “ombre”, il gruppo consiliare del Partito democratico ha espresso un voto di astensione circa l’approvazione del Piano.

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