Archivi del mese: gennaio 2014

Perchè, come e quando si vota

Perché si vota? Come? Quando? Ecco in sintesi tutte le informazioni utili per le primarie per eleggere il segretario regionale del PD lombardo. (Scarica il file in PDF)
Si vota domenica 16 febbraio dalle 8 alle 20.
(A breve ci saranno anche tutti i seggi. Per avere maggiori informazioni a riguardo potete comunque consultare le federazioni provinciali)

 

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Primarie, i candidati: De Marchi e Alfieri

I DUE CANDIDATI
Sono due gli “sfidanti” alla segreteria regionale del Partito Democratico della Lombardia nelle primarie di domenica 16 febbraio.

diana_de_marchiDiana De Marchi: Mai più lontani #conDiana
Nata a Milano nel 1959, è docente di tedesco e italiano per stranieri e dal 2005 insegna presso la scuola media statale sperimentale Rinascita – A. Livi di Milano e tiene corsi di italiano per donne straniere. Nel 2006 è eletta consigliera in Zona 7 a Milano occupandosi di scuola, cultura, integrazione, questione di genere, oltre che di una riqualificazione del territorio che passi attraverso processi non solo urbanistici, ma anche sociali.
Ha partecipato attivamente alla nascita del Partito Democratico, venendo eletta nella prima Assemblea nazionale del partito. Dal 2008 è coordinatrice del circolo PD Pio La Torre – San Siro e fa parte della Direzione del PD Metropolitano milanese.
Dal 2010 è sempre Consigliera provinciale a Milano, dove continua a occuparsi di servizi pubblici, sicurezza, cultura, integrazione e questioni di genere. In Consiglio provinciale si è battuta per:
-    Diritto allo studio e un’edilizia scolastica efficiente e sicura, anche a fianco degli studenti con disabilità; il progetto “Scuole aperte” per aprire i locali delle scuole pubbliche al territorio.
-    Interventi sulle politiche sociali e azioni per persone private della libertà.
-    Sostenere il finanziamento dei centri anti violenza le donne maltrattate.
-    I lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro.
-    Trasparenza nei cda e presenza di donne nei cda delle partecipate.
-    Frenare il consumo di suolo e tutelare i nostri parchi, ripensando all’organizzazione agricola dei territori urbanizzati.

LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
E’ passato solamente un anno dalle elezioni regionali lombarde. Un anno che sembra un ventennio, dato che il modello lombardo è rimasto esattamente lo stesso. Modello formigoniano e maroniano, a prima vista differenti, eppure del tutto simili nella sostanza delle scelte. Modello al quale non siamo stati capaci di contrapporre la nostra idea di Lombardia, appiattendoci su una responsabilità istituzionale che ci ha fatto perdere incisività nell’azione politica. Siamo rimasti troppo a lungo nel Palazzo, mentre il nostro elettorato chiedeva cambiamenti radicali nelle politiche del lavoro e della formazione, sulle questioni ambientali, sull’estensione dei diritti a tutti, con formula piena. Abbiamo bisogno di recuperare questa distanza, abbiamo bisogno di un Partito Democratico aperto, capace di relazionarsi con tutte le realtà istituzionali ma soprattutto capace di parlare a tutte le province della nostra Regione, che si faccia promotore di grandi campagne di mobilitazione, per disegnare il cambiamento possibile.

- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni: Mai più lontani #conDiana
- Biografia e candidatura: la sintesi
- Il sito, Facebook, Twitter e YouTube
- Per scriverle: dianaademarchi@gmail.com

foto alfieri1Alessandro Alfieri: #Lombardia2018
Nato a Varese nel 1972, si è laureato in Economia alla Bocconi e, dopo aver vinto il concorso in Diplomazia, ha lavorato al Ministero degli Affari Esteri, a Roma e nel mondo (Medio Oriente, Balcani e Corno d’Africa). Nel 2002 è stato candidato Sindaco a Varese e per quattro anni ha coordinato l’Ulivo della città. Per la provincia di Milano è stato Responsabile per le Relazioni internazionali, seguendo la promozione all’estero della candidatura di Milano all’Expo del 2015. Con la nascita del Partito Democratico è diventato vicesegretario in Lombardia e nel 2010 è stato eletto Consigliere regionale. Nel 2013 ha assunto l’incarico di Capogruppo al Pirellone e nel giugno dello stesso anno la Direzione regionale del partito gli ha affidato l’incarico di coordinatore politico.
Vive a Varese con la moglie Raffaella e la loro bambina Asia.

LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
Il Partito Democratico lombardo si pone l’obiettivo ambizioso di vincere le prossime elezioni regionali. E per poterlo fare dobbiamo prendere atto anche degli errori commessi in passato. Nello scorso febbraio abbiamo perso una grande occasione. Non siamo riusciti a capitalizzare la fine, a tratti drammatica, dell’era Formigoni. Un’agonia oscura, piena di ombre e inchieste che hanno minato la credibilità dell’istituzione regionale, per anni orgoglio dei lombardi. Senza dubbio la scelta dell’election day ci ha penalizzato, ma è altrettanto vero che i tempi stretti per la scelta del candidato e della sua squadra ci hanno reso più difficile convincere gli elettori. Soprattutto quelli che mai ci avevano votato. Nelle comunità più piccole e nelle aree periferiche, dove i messaggi di cambiamento vengono recepiti più lentamente, abbiamo ottenuto i risultati più deludenti, allargando ulteriormente la forbice del consenso rispetto all’area milanese e ai capoluoghi di provincia. Ciononostante, in questi anni è cresciuta una nuova classe dirigente che si è formata assumendosi responsabilità nelle amministrazioni locali e nel partito. E oggi, forti di queste esperienze e consapevoli delle difficoltà incontrate, intendiamo candidarci alla guida del Partito Democratico lombardo. Con il compito principale di costruire per tempo un progetto vincente. Aperto alla grande ricchezza dei movimenti civici lombardi, ma senza per questo rinunciare alla centralità del Partito Democratico. Nelle persone e nelle idee.

- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni : #Lombardia2018
- Biografia e candidatura: la sintesi
- L’agenda degli incontri sul territorio
- Il sito, Facebook e Twitter
- Per scrivergli: alessandro.alfieri@consiglio.regione.lombardia.it

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Le democratiche lombarde: invitiamo M5S ad abbandonare i toni bellicosi

Ci associamo allo sdegno delle nostre deputate ed esprimiamo loro la nostra massima solidarietà contro parole indegne per un Paese civile e per le istituzioni democratiche.
La violenza verbale e le ingiurie sono intollerabili tanto più se pronunciate da un componente del Parlamento e rivolte alle deputate PD e, con esse, a tutte le democratiche. Le donne troppo spesso diventano oggetto di offese a sfondo sessista ma ciò è inaccettabile quando accade dentro le istituzioni democratiche e ad opera di un rappresentante del popolo.
Respingiamo con forza queste offese e chiediamo a De Rosa pubbliche e solenni scuse e invitiamo i Parlamentari del Movimento 5 Stelle ad abbandonare i toni bellicosi di ieri e a dare un contributo fattivo al processo di riforme in cui è impegnato il Parlamento in questi giorni.

Le Democratiche Lombarde

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Primarie per la segreteria regionale: tutte le informazioni

primarieLe primarie per la scelta del nuovo segretario regionale del PD Lombardo sono in programma per domenica 16 febbraio. Si vota dalle ore 8 alle ore 20.
Le primarie sono aperte. Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea regionale tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori. Possono votare i cittadini che abbiano compiuto 16 anni.
Ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuta/o a devolvere un contributo di due euro destinato al territorio. Gli iscritti al Partito Democratico, in regola col tesseramentom 2013, non sono tenuti al versamento del contributo di due euro e sono automaticamente iscritti all’Albo delle elettrici e degli elettori.
L’elenco dei seggi può essere richiesto alle Federazioni provinciali e sarà pubblicato su www.pdlombardia.it almeno una settimana prima del voto.

Ecco alcuni documenti utili per saperne di più:
SCADENZIARIO
MAPPA COLLEGI
REGOLAMENTO REGIONALE

I CANDIDATI:  Diana De Marchi e Alessandro Alfieri 

DOVE SI VOTA: I SEGGI

PERCHE’, COME E QUANDO SI VOTA: la sintesi

COME SI VOTA: IL VIDEO

FAC SIMILE SCHEDA

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Primarie per la segreteria regionale: tutte le informazioni

primarieLe primarie per la scelta del nuovo segretario regionale del PD Lombardo sono in programma per domenica 16 febbraio. Si vota dalle ore 8 alle ore 20.
Le primarie sono aperte. Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea regionale tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori.
Ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuta/o a devolvere un contributo di due euro destinato al territorio. Gli iscritti al Partito Democratico, in regola col tesseramentom 2013, non sono tenuti al versamento del contributo di due euro e sono automaticamente iscritti all’Albo delle elettrici e degli elettori.
L’elenco dei seggi può essere richiesto alle Federazioni provinciali e sarà pubblicato su www.pdlombardia.it almeno una settimana prima del voto.

Ecco alcuni documenti utili per saperne di più:
SCADENZIARIO
MAPPA COLLEGI
REGOLAMENTO REGIONALE

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I DUE CANDIDATI
Sono due gli “sfidanti” alla segreteria regionale del Partito Democratico della Lombardia:

foto alfieri1Alessandro Alfieri: #Lombardia2018
Nato a Varese nel 1972, si è laureato in Economia alla Bocconi e, dopo aver vinto il concorso in Diplomazia, ha lavorato al Ministero degli Affari Esteri, a Roma e nel mondo (Medio Oriente, Balcani e Corno d’Africa). Nel 2002 è stato candidato Sindaco a Varese e per quattro anni ha coordinato l’Ulivo della città. Per la provincia di Milano è stato Responsabile per le Relazioni internazionali, seguendo la promozione all’estero della candidatura di Milano all’Expo del 2015. Con la nascita del Partito Democratico è diventato vicesegretario in Lombardia e nel 2010 è stato eletto Consigliere regionale. Nel 2013 ha assunto l’incarico di Capogruppo al Pirellone e nel giugno dello stesso anno la Direzione regionale del partito gli ha affidato l’incarico di coordinatore politico.
Vive a Varese con la moglie Raffaella e la loro bambina Asia.

LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
Il Partito Democratico lombardo si pone l’obiettivo ambizioso di vincere le prossime elezioni regionali. E per poterlo fare dobbiamo prendere atto anche degli errori commessi in passato. Nello scorso febbraio abbiamo perso una grande occasione. Non siamo riusciti a capitalizzare la fine, a tratti drammatica, dell’era Formigoni. Un’agonia oscura, piena di ombre e inchieste che hanno minato la credibilità dell’istituzione regionale, per anni orgoglio dei lombardi. Senza dubbio la scelta dell’election day ci ha penalizzato, ma è altrettanto vero che i tempi stretti per la scelta del candidato e della sua squadra ci hanno reso più difficile convincere gli elettori. Soprattutto quelli che mai ci avevano votato. Nelle comunità più piccole e nelle aree periferiche, dove i messaggi di cambiamento vengono recepiti più lentamente, abbiamo ottenuto i risultati più deludenti, allargando ulteriormente la forbice del consenso rispetto all’area milanese e ai capoluoghi di provincia. Ciononostante, in questi anni è cresciuta una nuova classe dirigente che si è formata assumendosi responsabilità nelle amministrazioni locali e nel partito. E oggi, forti di queste esperienze e consapevoli delle difficoltà incontrate, intendiamo candidarci alla guida del Partito Democratico lombardo. Con il compito principale di costruire per tempo un progetto vincente. Aperto alla grande ricchezza dei movimenti civici lombardi, ma senza per questo rinunciare alla centralità del Partito Democratico. Nelle persone e nelle idee.

- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni : #Lombardia2018
- Biografia e candidatura: la sintesi
- L’agenda degli incontri sul territorio
- Il sito, Facebook e Twitter
- Per scrivergli: alessandro.alfieri@consiglio.regione.lombardia.it

diana_de_marchiDiana De Marchi: Mai più lontani #conDiana
Nata a Milano nel 1959, è docente di tedesco e italiano per stranieri e dal 2005 insegna presso la scuola media statale sperimentale Rinascita – A. Livi di Milano e tiene corsi di italiano per donne straniere. Nel 2006 è eletta consigliera in Zona 7 a Milano occupandosi di scuola, cultura, integrazione, questione di genere, oltre che di una riqualificazione del territorio che passi attraverso processi non solo urbanistici, ma anche sociali.
Ha partecipato attivamente alla nascita del Partito Democratico, venendo eletta nella prima Assemblea nazionale del partito. Dal 2008 è coordinatrice del circolo PD Pio La Torre – San Siro e fa parte della Direzione del PD Metropolitano milanese.
Dal 2010 è sempre Consigliera provinciale a Milano, dove continua a occuparsi di servizi pubblici, sicurezza, cultura, integrazione e questioni di genere. In Consiglio provinciale si è battuta per:
-    Diritto allo studio e un’edilizia scolastica efficiente e sicura, anche a fianco degli studenti con disabilità; il progetto “Scuole aperte” per aprire i locali delle scuole pubbliche al territorio.
-    Interventi sulle politiche sociali e azioni per persone private della libertà.
-    Sostenere il finanziamento dei centri anti violenza le donne maltrattate.
-    I lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro.
-    Trasparenza nei cda e presenza di donne nei cda delle partecipate.
-    Frenare il consumo di suolo e tutelare i nostri parchi, ripensando all’organizzazione agricola dei territori urbanizzati.

LE RAGIONI DELLA CANDIDATURA
E’ passato solamente un anno dalle elezioni regionali lombarde. Un anno che sembra un ventennio, dato che il modello lombardo è rimasto esattamente lo stesso. Modello formigoniano e maroniano, a prima vista differenti, eppure del tutto simili nella sostanza delle scelte. Modello al quale non siamo stati capaci di contrapporre la nostra idea di Lombardia, appiattendoci su una responsabilità istituzionale che ci ha fatto perdere incisività nell’azione politica. Siamo rimasti troppo a lungo nel Palazzo, mentre il nostro elettorato chiedeva cambiamenti radicali nelle politiche del lavoro e della formazione, sulle questioni ambientali, sull’estensione dei diritti a tutti, con formula piena. Abbiamo bisogno di recuperare questa distanza, abbiamo bisogno di un Partito Democratico aperto, capace di relazionarsi con tutte le realtà istituzionali ma soprattutto capace di parlare a tutte le province della nostra Regione, che si faccia promotore di grandi campagne di mobilitazione, per disegnare il cambiamento possibile.

- Il suo programma per il PD lombardo per i prossimi cinque anni: Mai più lontani #conDiana
- Biografia e candidatura: la sintesi
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- Per scriverle: dianaademarchi@gmail.com

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Caso Kyenge, una Lega ormai alla frutta provoca per un pugno di voti

maroni-con-salviniL’emorragia di voti e la mancanza di argomenti hanno fatto perdere la testa alla Lega: ormai si è ridotta a far politica a colpi di provocazioni e iniziative penose, come dimostra l’ultima campagna della Padania contro il Ministro Kyenge.
In un paese civile sui temi, anche i più complicati come l’immigrazione, ci si confronta, si discute e si dissente, anche con manifestazioni di piazza.
Ci rendiamo conto per primi che è complesso governare il fenomeno migratorio, e lo dirò con chiarezza anche al Ministro quando la incontrerò lunedì a Saronno. Ma la rubrica della Lega è ben altro: è invito al pedinamento e ricerca dello scontro. Comportamenti inqualificabili e irresponsabili da parte di una forza politica e dei suooi leader, a partire da Roberto Maroni con le sue affermazioni di oggi, che ha responsabilità importanti nelle istituzioni, prima di tutte la Lombardia.

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Il sogno di Maroni non esiste più

maroni-con-la-scopa-padanaLa Macroregione del Nord, surrogato della Padania, ormai non esiste più. Era il maggior argomento di propaganda di Maroni durante le regionali di un anno fa ed è finito definitivamente in soffitta con l’annullamento delle elezioni regionali piemontesi del 2010.
Per la debolezza del centrodestra una Lega sempre più debole si è trovata a guidare le tre grandi regioni del Nord Italia. Una situazione irripetibile, con buona pace di Maroni, di Salvini e dei loro. Ora ci chiediamo che fine faranno i progetti di interesse macroregionale, gli studi commissionati ad enti esterni e anche il relativo superconsulente di Maroni. Siamo certi che si troveranno modi migliori per impiegare quelle risorse.

Alessandro Alfieri, coordinatore del Pd lombardo e capogruppo in Regione

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