Archivi tag: sanità

Mantenere e migliorare i servizi sanitari attraverso una rinnovata organizzazione dei presidi ospedalieri

Il Circolo Pd di Voghera e il Partito Democratico della Provincia di Pavia organizzano un convegno dal titolo “Mantenere e migliorare i servizi sanitari attraverso una rinnovata organizzazione dei presidi ospedalieri. Un modello applicabile nell’Oltrepo Pavese”. Il convegno si terrà a Voghera, presso la Sala del Millenario, in Piazza Duomo sabato 1 Giugno alle ore 10.

Introdurrà: Enzo Garofoli, segretario del Pd di Voghera.

 I relatori saranno:

 Paolo Gramigna, responsabile sanità Pd della provincia di Pavia

Giovanni Belloni, Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Pavia

Giuseppe Villani, consigliere regionale Pd

Giuseppina Borutti, Direttore FF Neurologia Ospedale di Voghera

Contestualmente al Convegno sarà promossa una raccolta di firme per chiedere alla Regione Lombardia l’attivazione della “stroke unit” presso l’Ospedale di Voghera.

 

Pubblicato in Blog Dem, Sanità e welfare | Taggato , , | Lascia un commento

L’On. Angelo Zucchi presenta un’interrogazione al Ministro Sacconi sul tema delle pensioni di invalidità

“Bene i controlli introdotti per i falsi invalidi, ma non possono allungare i tempi e nel frattempo sospendere le pensioni a chi ne ha diritto.
La situazione così è insostenibile, in provincia di Pavia come nel resto d’Italia. Il PD ha deciso di presentare diverse interrogazioni simili alla mia da tutte province, per sottolineare che la situazione è grave ovunque, non solo qui da noi. Con questo provvedimento sono state introdotte delle commissioni ridondanti, costose e problematiche per i tempi, e questa interrogazione presentata al Ministro delle politiche sociali Sacconi gli chiede se non intenda riconsiderare questo meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un’insostenibile dilatazione dei tempi; e inoltre se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate, magari con una forma di compensazione da prevedere nella legge.Non vorremmo infatti, come sostenuto da più parti, che il prolungamento dei tempi abbia come scopo inconfessabile di favorire risparmi economici in termini di cassa, la cosa sarebbe oltremodo odiosa perché effettuata sulla pelle dei cittadini più deboli».

Ecco il testo integrale dell’interrogazione

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

-          Per sapere – premesso che:

con l’articolo 20 del decreto-legge n. 48 del 2009 – «Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile» – convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 201, il Governo ha inteso rivedere le modalità di presentazione delle domande di accertamento delle minoranze civili, handicap (legge n. 104 del 1992) e disabilità (legge n. 68 del 1999) e delle procedure di valutazione, concessione e ricorso giurisdizionale;

secondo le dichiarazioni del Governo, il provvedimento, attribuendo all’INPS nuove competenze, avrebbe dovuto consentire una maggiore rapidità e modalità più chiare per il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità;

l’articolo 20, non faceva alcun riferimento rispetto ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione;

ad oggi, gli effetti del provvedimento risultano essere, decisamente controversi;

con le nuove regole previste dal dispositivo di legge – affermano le organizzazioni sociali e i patronati – una pratica per il riconoscimento di invalidità civile, handicap o disabilità deve essere esaminata tre volte: dai medici della Asl, poi da quelli dell’INPS e, infine, dalla sovrintendenza medica nazionale a Roma. Una procedura più complessa che fa lievitare i costi ma, soprattutto, i tempi di attesa. Si hanno casi di persone che hanno dovuto attendere fino a sette mesi per una visita e, tra queste, anche un malato oncologico che, per legge, avrebbe dovuto essere convocato entro 15 giorni;

non sono in discussione le iniziative di contrasto alle frodi in materia di invalidità civile né le misure che tendono a ripristinare la legalità violata e a riaffermare i princìpi di un’etica pubblica che queste frodi invece ammorbano e avvizziscono. Tuttavia, se la ricerca e la scoperta dei «falsi invalidi» rappresenta un imperativo dell’etica pubblica e della legalità, è meno evidente la ratio che presiede alla convocazione dinanzi alle commissioni di tutti gli invalidi, comprese le persone down; tetraplegici; sordomuti; ciechi assoluti, le persone affette da ritardi e malattie mentali e croniche fin dalla nascita. Iniziativa che sembra colpevolizzare tutti gli invalidi, compresi quindi coloro che non falsificano alcunché. Da notizie in possesso dell’interrogante, ritardi anomali dovuti alla registrazione informatica delle richieste, convocazioni dei pazienti e controllo dei verbali delle commissioni mediche delle Aziende usl e medico INPS, sono attribuibili alle procedure imposte dalla nuova normativa, si stanno accumulando compromettendo in tal modo i diritti delle persone disabili gravi nell’erogazione delle provvidenze economiche, permessi retribuiti, esenzione tickets per visite mediche e farmaci ed altre forme di assistenza sociale;

se il Ministro abbia notizie circostanziate della situazione prodottasi a seguito dell’approvazione della nuova disciplina relativamente ai tempi di accertamento e riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità;

se il Ministro non intenda riconsiderare il meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un’insostenibile dilatazione dei tempi;

se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate;

se il Ministro abbia fornito indicazioni relative ad un presunto «contingentamento» a livello provinciale di riconoscimenti di invalidità civile, handicap e disabilità, determinato da obiettivi di contenimento della spesa;

se il Ministro, a fronte di ritardi penalizzanti causati dalla nuova normativa, non intenda provvedere al riconoscimento di un disagio suscettibile di una qualche mitigazione o compensazione.                                                                                                                            On Angelo Zucchi

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica, Sanità e welfare | Taggato , , , , | Lascia un commento

“Controllo di Regione sul mantenimento dell’efficienza degli ospedali pubblici”. Il caso San Matteo

Mettendo in evidenza la realtà organizzativa e strutturale del policlinico San Matteo, vorremmo sottolineare come in tutti questi anni è mancato un puntuale intervento da parte della Regione Lombardia, che ha tra i propri compiti proprio quello di mantenere l’efficienza degli ospedali pubblici stabiliti dalla stessa amministrazione regionale.

Carenze strutturali sono da anni presenti nei vecchi padiglioni del Policlinico San Matteo, come è stato più volte documentato sia dai rappresentanti sindacali sia da alcuni amministratori dell’Ente, soprattutto in relazione alla presenza di reparti di fondamentale importanza per l’ospedale, come la chirurgia, la medicina, l’ostetricia, l’otorinolaringoiatria e l’oculistica.

E’, senza dubbio, grave responsabilità delle forze politiche che, da anni, amministrano la nostra Regione, non aver, per tempo, programmato una soluzione per ovviare a queste carenze.

Il progetto del DEA è arrivato troppo tardi rispetto alle esigenze. Ci domandiamo come mai, mentre la sanità privata costruiva la nuova “Clinica del lavoro” e la nuova “Clinica neurologica”, la regione non si poneva il problema della qualità della ricettività alberghiera al Policlinico San Matteo, il principale ospedale pubblico della nostra provincia.

Ora non è più tollerabile il perpetuarsi dei lavori per completare il DEA . Troppo tempo è stato perso e troppi soldi sono stati spesi. La nostra provincia ha bisogno del nuovo San Matteo.

In questo contesto, dove sono state messe a nudo le forti criticità presenti, occorre sottolineare che  se il Policlinico San Matteo non ha perso la sua capacità di attrazione, è solo grazie alla professionalità ed alla competenza di tanti Medici ed infermieri che li lavorano e che meritano di esser messi al più presto nelle idonee condizioni di operare.

Giuseppe Villani-Consigliere Regionale Gruppo Pd Lombardia

Sen.Daniele Bosone-Vice Presidente Commissione Sanità

On. Angelo Zucchi

Pubblicato in Sanità e welfare | Taggato , , , , | Lascia un commento

Sannazzaro:abolito il servizio di vaccinazione obbligatoria per i bambini

Che la ASL di Pavia, nel delirio di riorganizzazione dei servizi, avesse in progetto di tagliare alcuni importanti servizi era cosa evidente, ma quando questi tagli orizzontali riguardano anche i bambini allora corre l’obbligo di far sentire la propria voce.

Così, da una parte, le Strutture del Servizio Sanitario Nazionale devono somministrare alla popolazione gratuitamente le vaccinazioni obbligatorie, il Ministero della Salute dà direttive alle Regioni affinchè le vaccinazioni facoltative (contro morbillo, parotite, rosolia, influenza, Hib) vengano incluse nei rispettivi Piani Sanitari Regionali e dall’altra si premiano i Direttori Generali e Sanitari delle ASL che tagliano i servizi sul territorio dimostrando la propria capacità di “RISPARMIO”.

Allora il concetto di diritto alla salute e alla prevenzione del bambino, per il quale Stato si fà carico delle spese delle vaccinazioni, garantendo uno strumento di controllo delle malattie fino ad arrivare a debellarle, come è successo per la poliomielite e per la difterite, comincia a venir meno.

Accadrà dunque che le famiglie con bambini di 3, 5 12 mesi e dai 5 ai 15 anni non potranno più usufruire del servizio presso il Poliambulatorio di Sannazzaro ma dovranno recarsi chissà dove per adempiere ad un obbligo di Legge. Perché la miopia dei tagli a tutti i costi non considera il fatto che ci sono SERVIZI che devono andare incontro al cittadino e non viceversa.

Ed è ancor più inconcepibile se si considera il fatto che a Sannazzaro esiste una struttura, a disposizione di un vasto bacino di utenza, sulla quale si sono investiti i soldi di questa comunità per potenziare i servizi al cittadino e non per vederli sparire senza spiegazioni.

Su queste problematiche si sollecita l’amministrazione comunale di Sannazzaro a prendere posizione nei confronti dell’ASL di Pavia: con i tagli indiscriminati si corre il serio rischio di “taglieggiare” i cittadini che hanno il diritto di essere difesi dai propri amministratori.

Pubblicato in Blog Dem, Sanità e welfare | Taggato , , | Lascia un commento