A Pavia firmato un Odg contro la violenza sulle donne

Il Consiglio provinciale
- premesso che – secondo i dati dell’ISTAT sono più di 6 milioni le donne, tra i 16 e i 70 anni, vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita; – la maggioranza di loro ha subito più episodi di violenza e per lo più tra le mura domestiche, ad opera di uomini con i quali hanno stabilito legami affettivi; – la violenza alle donne è la prima causa di morte sia nei paesi ricchi che nei paesi poveri; da una recente indagine ISTAT emerge che metà delle donne uccise lo sono per mano del loro marito o partner , ma i dati sono sempre in difetto rispetto alla realtà, in quanto nella quasi totalità dei casi le violenze intra-famigliari non vengono denunciate alle autorità giudiziarie; – dall’88 ad oggi in Lombardia i Centri antiviolenza, 9 in tutta la Regione, hanno trattato i casi di ben 16.940 donne e 9.000 minori; considerato che – l’articolo 4 bis della legge regionale 23/99 prevedeva che la regione promuovesse e sostenesse la creazione di centri di accoglienza per donne maltrattate e per le madri e i bambini che hanno subito maltrattamenti in famiglia. Tuttavia risulta che i centri antiviolenza non abbiamo ricevuto alcuno stanziamento; – i costi sociali dei maltrattamenti in famiglia sono altissimi dal momento che è ampiamente dimostrato che i soggetti che subiscono violenza, soprattutto i bambini maltrattati, perpetueranno le violenze subite; – i centri antiviolenza svolgono la propria attività , che richiede una particolare esperienza, in condizioni molto delicate a causa del muro di silenzio e paure che accompagnano il fenomeno – il Soccorso Violenza Sessuale evidenzia la necessità di un servizio di accoglienza e di emergenza nelle prime 48 ore che fanno seguito alla violenza in modo da evitare il rientro a casa della vittima;
- verificato che – ad oggi nella Regione Lombardia non esiste alcun sistema di monitoraggio di questi fenomeni, né una legge specifica che indichi competenze e strumenti, oltre che risorse economiche adeguate per consentire interventi sul territorio; – che altre Regioni hanno predisposto una legislazione adeguata per supportare le realtà che sul territorio si misurano ogni giorno con questo problema, anche allo scopo di monitorarne la portata invita la Giunta provinciale – a prevedere uno strumento adeguato volto ad affrontare e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne; attivare strumenti di monitoraggio che rilevino periodicamente l’andamento del fenomeno; a supportare con risorse economiche, professionali e strutturali l’attività finora svolta dai centri antiviolenza e dalle case di accoglienza donne maltrattate, inserendo le stesse nella rete delle strutture riconosciute ed autorizzate dal sistema sociosanitario regionale; – ad attivare una politica di coordinamento con i Comuni ed i presidi territoriali delle Aziende Sanitarie, al fine di istituire almeno un centro antiviolenza in ogni ASL zonale che si faccia carico del supporto e della cura delle sempre più numerose vittime di violenza.

Impegna la Giunta provinciale – ad individuare strumenti educativi e di promozione, a partire dall’età scolastica e per tutto il percorso formativo, al fine di diffondere una cultura di uguaglianza e pari opportunità tra uomini e donne. – a promuovere, anche nelle istituzioni, momenti di confronto e riflessione sulla relazione tra il diritto di autodeterminazione della donna e il ruolo degli uomini nella società.

I Capigruppo consiliari: – Martina Draghi – Riccardo Fiamberti – Raffaele Sala – Ezio Stella

Articolo scritto in Blog Dem, Idee e politica, Sanità e welfare.



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>