Archivi del mese: dicembre 2011

A Pavia firmato un Odg contro la violenza sulle donne

Il Consiglio provinciale
- premesso che – secondo i dati dell’ISTAT sono più di 6 milioni le donne, tra i 16 e i 70 anni, vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita; – la maggioranza di loro ha subito più episodi di violenza e per lo più tra le mura domestiche, ad opera di uomini con i quali hanno stabilito legami affettivi; – la violenza alle donne è la prima causa di morte sia nei paesi ricchi che nei paesi poveri; da una recente indagine ISTAT emerge che metà delle donne uccise lo sono per mano del loro marito o partner , ma i dati sono sempre in difetto rispetto alla realtà, in quanto nella quasi totalità dei casi le violenze intra-famigliari non vengono denunciate alle autorità giudiziarie; – dall’88 ad oggi in Lombardia i Centri antiviolenza, 9 in tutta la Regione, hanno trattato i casi di ben 16.940 donne e 9.000 minori; considerato che – l’articolo 4 bis della legge regionale 23/99 prevedeva che la regione promuovesse e sostenesse la creazione di centri di accoglienza per donne maltrattate e per le madri e i bambini che hanno subito maltrattamenti in famiglia. Tuttavia risulta che i centri antiviolenza non abbiamo ricevuto alcuno stanziamento; – i costi sociali dei maltrattamenti in famiglia sono altissimi dal momento che è ampiamente dimostrato che i soggetti che subiscono violenza, soprattutto i bambini maltrattati, perpetueranno le violenze subite; – i centri antiviolenza svolgono la propria attività , che richiede una particolare esperienza, in condizioni molto delicate a causa del muro di silenzio e paure che accompagnano il fenomeno – il Soccorso Violenza Sessuale evidenzia la necessità di un servizio di accoglienza e di emergenza nelle prime 48 ore che fanno seguito alla violenza in modo da evitare il rientro a casa della vittima;
- verificato che – ad oggi nella Regione Lombardia non esiste alcun sistema di monitoraggio di questi fenomeni, né una legge specifica che indichi competenze e strumenti, oltre che risorse economiche adeguate per consentire interventi sul territorio; – che altre Regioni hanno predisposto una legislazione adeguata per supportare le realtà che sul territorio si misurano ogni giorno con questo problema, anche allo scopo di monitorarne la portata invita la Giunta provinciale – a prevedere uno strumento adeguato volto ad affrontare e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne; attivare strumenti di monitoraggio che rilevino periodicamente l’andamento del fenomeno; a supportare con risorse economiche, professionali e strutturali l’attività finora svolta dai centri antiviolenza e dalle case di accoglienza donne maltrattate, inserendo le stesse nella rete delle strutture riconosciute ed autorizzate dal sistema sociosanitario regionale; – ad attivare una politica di coordinamento con i Comuni ed i presidi territoriali delle Aziende Sanitarie, al fine di istituire almeno un centro antiviolenza in ogni ASL zonale che si faccia carico del supporto e della cura delle sempre più numerose vittime di violenza.

Impegna la Giunta provinciale – ad individuare strumenti educativi e di promozione, a partire dall’età scolastica e per tutto il percorso formativo, al fine di diffondere una cultura di uguaglianza e pari opportunità tra uomini e donne. – a promuovere, anche nelle istituzioni, momenti di confronto e riflessione sulla relazione tra il diritto di autodeterminazione della donna e il ruolo degli uomini nella società.

I Capigruppo consiliari: – Martina Draghi – Riccardo Fiamberti – Raffaele Sala – Ezio Stella

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75 milioni di euro per la riconversione dell’ex zuccherificio di Casei Gerola

Saranno investiti sul nostro territorio 75 milioni di euro. La Giunta Provinciale ha espresso parere favorevole in merito alla sottoscrizione dell’Accordo di riconversione produttiva dello stabilimento saccarifero di Casei Gerola. L’accordo prevede la costituzione di una filiera corta per la produzione di energia da fonti rinnovabili, basata sullo sviluppo di coltivazioni utili alla produzione di biomasse e la realizzazione e gestione di una Centrale della potenza di 49,95 MWt, costituita da una caldaia ad alte prestazioni e da un ciclo termico avanzato. La Centrale sarà alimentata con biomasse di origine vegetale (costituite prevalentemente da sorgo da fibra) per una quantità pari a circa 90.000 tonnellate di sostanza secca all’anno. L’investimento industriale stimato in circa 75 milioni di Euro consentirà l’occupazione diretta di circa 25 persone, attinte prioritariamente tra i dipendenti dell’ex stabilimento saccarifero di Casei Gerola, con possibilità di ulteriori potenzialità nel comparto dell’indotto. “Abbiamo raggiunto oggi un importante obiettivo per il nostro territorio. L’avvio di questa nuova filiera di produzione consentirà di dare una risposta concreta alle esigenze di riconversione del settore agricolo in conseguenza delle modificazioni imposte dalla riforma della Politica Agricola Comunitaria, col risultato di promuovere produzioni sostitutive, con benefici effetti sui redditi conseguibili dalle imprese agricole. Questo processo di riconversione può rappresentare un’importante risorsa economica ed occupazionale”, dice il Presidente della Provincia di Pavia, Daniele Bosone. “La Provincia di Pavia si impegna ora a coordinare e monitorare le fasi di sviluppo del progetto di riconversione dello stabilimento, ma anche a valutare percorsi di formazione per qualificare il personale”, conclude il Presidente.

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Firmato il Protocollo tra l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e la Provincia di Pavia

La Provincia di Pavia ha stipulato un Protocollo d’Intesa con l’ Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – U.N.A.R. (istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) per promuovere la crescita civile, sociale e culturale delle comunità locali e per sostenere attività volte a prevenire, contrastare e rimuovere ogni forma e causa di discriminazione. La firma è stata apposta dal Dr. Giovanni Trovato, dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Vice-Presidente della Provincia di Pavia ed Assessore alle Pari Opportunità, Politiche della Scuola e Giovani  Milena D’ Imperio che ha affermato: “Con la firma del Protocollo d’ Intesa, che si fonda sull’ art. 3 della Costituzione Italiana, la Provincia di Pavia intende riaffermare con forza e convinzione il principio ideale e politico antidiscriminatorio e quindi di pari opportunità per tutti”. Infatti, l’articolo 3 della Costituzione Italiana che così recita “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e son uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”, si può considerare l’ enunciato più significativo, orientato a scardinare i pilastri giolittiani dello Stato Italiano, che cancella gli anni della dittatura ed apre l’ orizzonte del futuro ai valori che sono scaturiti, con gran vigore, nella stagione della Liberazione. Inoltre, il Protocollo d’ Intesa fa propri i documenti nazionali ed europei relativi alla parità di trattamento: dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, fino ad arrivare alla Direttiva del Consiglio dell’Unione Europea del 29 giugno 2000 che attua il “principio della parità di trattamento fra le persone, indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica” e alla Direttiva del Ministro per l’Azione amministrativa e la gestione del Dipartimento per le Pari Opportunità per l’anno 2010 che assegna all’ U.N.A.R. il compito della costituzione di una rete nazionale di osservatori e centri territoriali per la rilevazione e il contrasto alla discriminazione tramite specifici protocolli d’intesa con gli Enti Locali. Sottoscrivendo il Protocollo di Intesa, di durata triennale, con U.N.A.R., la Provincia assume una serie di impegni, soprattutto in ordine al monitoraggio ed al coordinamento di tutte quelle attività e quei servizi ( agenzie, sportelli, centri, istituzioni, associazioni ) che, sul territorio, si cita, ad esempio di “buone pratiche” il Comune di Pavia (Assessorato Pari Opportunità e Sportello Antidiscriminazioni), lavorano per segnalare, farsi carico e prevenire fenomeni discriminatori; si impegna a mettere a disposizione una rete condivisa di dati, a costituire un Tavolo tecnico di Coordinamento ed a realizzare corsi di formazione, in collaborazione con U.N.A.R. oltreché a proseguire quanto già realizzato, l’ ottobre scorso, presso il Liceo Foscolo di Pavia (istituto scolastico dove erano stati riscontrati episodi di razzismo e omofobia), nell’ ambito della promozione della Settimana Nazionale contro la Violenza nelle Scuole.

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