L’On. Angelo Zucchi presenta un’interrogazione al Ministro Sacconi sul tema delle pensioni di invalidità

“Bene i controlli introdotti per i falsi invalidi, ma non possono allungare i tempi e nel frattempo sospendere le pensioni a chi ne ha diritto.
La situazione così è insostenibile, in provincia di Pavia come nel resto d’Italia. Il PD ha deciso di presentare diverse interrogazioni simili alla mia da tutte province, per sottolineare che la situazione è grave ovunque, non solo qui da noi. Con questo provvedimento sono state introdotte delle commissioni ridondanti, costose e problematiche per i tempi, e questa interrogazione presentata al Ministro delle politiche sociali Sacconi gli chiede se non intenda riconsiderare questo meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un’insostenibile dilatazione dei tempi; e inoltre se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate, magari con una forma di compensazione da prevedere nella legge.Non vorremmo infatti, come sostenuto da più parti, che il prolungamento dei tempi abbia come scopo inconfessabile di favorire risparmi economici in termini di cassa, la cosa sarebbe oltremodo odiosa perché effettuata sulla pelle dei cittadini più deboli».

Ecco il testo integrale dell’interrogazione

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

-          Per sapere – premesso che:

con l’articolo 20 del decreto-legge n. 48 del 2009 – «Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile» – convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 201, il Governo ha inteso rivedere le modalità di presentazione delle domande di accertamento delle minoranze civili, handicap (legge n. 104 del 1992) e disabilità (legge n. 68 del 1999) e delle procedure di valutazione, concessione e ricorso giurisdizionale;

secondo le dichiarazioni del Governo, il provvedimento, attribuendo all’INPS nuove competenze, avrebbe dovuto consentire una maggiore rapidità e modalità più chiare per il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità;

l’articolo 20, non faceva alcun riferimento rispetto ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione;

ad oggi, gli effetti del provvedimento risultano essere, decisamente controversi;

con le nuove regole previste dal dispositivo di legge – affermano le organizzazioni sociali e i patronati – una pratica per il riconoscimento di invalidità civile, handicap o disabilità deve essere esaminata tre volte: dai medici della Asl, poi da quelli dell’INPS e, infine, dalla sovrintendenza medica nazionale a Roma. Una procedura più complessa che fa lievitare i costi ma, soprattutto, i tempi di attesa. Si hanno casi di persone che hanno dovuto attendere fino a sette mesi per una visita e, tra queste, anche un malato oncologico che, per legge, avrebbe dovuto essere convocato entro 15 giorni;

non sono in discussione le iniziative di contrasto alle frodi in materia di invalidità civile né le misure che tendono a ripristinare la legalità violata e a riaffermare i princìpi di un’etica pubblica che queste frodi invece ammorbano e avvizziscono. Tuttavia, se la ricerca e la scoperta dei «falsi invalidi» rappresenta un imperativo dell’etica pubblica e della legalità, è meno evidente la ratio che presiede alla convocazione dinanzi alle commissioni di tutti gli invalidi, comprese le persone down; tetraplegici; sordomuti; ciechi assoluti, le persone affette da ritardi e malattie mentali e croniche fin dalla nascita. Iniziativa che sembra colpevolizzare tutti gli invalidi, compresi quindi coloro che non falsificano alcunché. Da notizie in possesso dell’interrogante, ritardi anomali dovuti alla registrazione informatica delle richieste, convocazioni dei pazienti e controllo dei verbali delle commissioni mediche delle Aziende usl e medico INPS, sono attribuibili alle procedure imposte dalla nuova normativa, si stanno accumulando compromettendo in tal modo i diritti delle persone disabili gravi nell’erogazione delle provvidenze economiche, permessi retribuiti, esenzione tickets per visite mediche e farmaci ed altre forme di assistenza sociale;

se il Ministro abbia notizie circostanziate della situazione prodottasi a seguito dell’approvazione della nuova disciplina relativamente ai tempi di accertamento e riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità;

se il Ministro non intenda riconsiderare il meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un’insostenibile dilatazione dei tempi;

se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate;

se il Ministro abbia fornito indicazioni relative ad un presunto «contingentamento» a livello provinciale di riconoscimenti di invalidità civile, handicap e disabilità, determinato da obiettivi di contenimento della spesa;

se il Ministro, a fronte di ritardi penalizzanti causati dalla nuova normativa, non intenda provvedere al riconoscimento di un disagio suscettibile di una qualche mitigazione o compensazione.                                                                                                                            On Angelo Zucchi

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