Archivi del mese: marzo 2011

Primarie a Pavia: Daniele Bosone vince con l’84% delle preferenze

Daniele Bosone vince le Primarie del centro sinistra con 6.595 voti sul totale di 7.818 votanti, pari all’84,36%. Franco Osculati è stato votato da 1.170 elettori, pari al 14,97%.

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Bosone: l’onda che arriva dal Maghreb va governata da una politica condivisa

L’onda rivoluzionaria che sta scuotendo il Maghreb africano fino al medio-oriente non è un fatto di cronaca estera qualunque: fa parte di fenomeni in gran parte inaspettati e inusuali che stanno attraversando il mondo e che molto hanno a che fare anche con il nostro modo di vivere presente e futuro. E’ un altro aspetto della globalizzazione, quel fenomeno socio-economico mondiale nato dopo il 1989 dallo scardinamento dei due blocchi storici di potere, ovest ed est, che si manifesta in modo spesso del tutto imprevedibile, a valle del quale ci starà un nuovo assetto mondiale.
 Gli attentati dell’11 settembre, la crisi prima finanziaria e poi economica in corso, il mutamento del concetto di lavoro, la crescita sregolata delle economie orientali, il cambiamento radicale della comunicazione, la diffusione del social-network come strumento di relazione di massa ed ora le rivoluzioni contro i dittatori nord-africani sono solo alcuni degli aspetti più evidenti di questa enorme mutazione in atto. Mi chiedo a quando succederà qualcosa di simile in Cina, ad esempio. La novità può essere dietro l’angolo, può essere buona o cattiva, ma nessuno sembra in grado di prevederla.
 Quello che sta succedendo sull’altra sponda del Mediterraneo merita la massima attenzione perché ci riguarda molto da vicino. In Egitto tutto sembra essere accaduto senza nemmeno che gli attentissimi servizi segreti israeliani potessero prevedere il grande movimento civico che sembra nato da una spinta genuina: il desiderio di libertà e di migliori condizioni di vita. Qui «la fratellanza musulmana», molto estremista e molto presente, sembra fino ad ora in panchina. Il potere è al momento in mano ad un esercito laico. Speriamo che si organizzino presto partiti democratici, che le elezioni si tengano davvero e che non vinca il radicalismo islamico. Altrimenti le prime elezioni libere saranno anche le ultime e ci saranno guai abbondanti per tutti, Israele «in primis». Ma temo che noi non potremo stare a guardare.
 In Iran, dove da tempo di elezioni vere non se ne tengono, i giovani tentano la rivolta contro la «lucida» pazzia di un regime religioso violento e illiberale, ma gli «squilli» rivoluzionari durano poco ancora soffocati nel sangue e nel terrore. In Tunisia la cacciata del «tiranno» ha provocato movimenti che sono ancora in assestamento. Ultima e sorprendente è la Libia. Gheddafi sembrava inamovibile ma ormai è prossimo all’arresto. Non sappiamo molto di quello che veramente è successo, se le fosse comuni ci sono o no, quante siano le vittime e come si assesterà il paese. Quello che sappiamo è che dopo l’ultimo folle discorso segnato dalla disperazione e dalla rabbia violenta più che da una lucida consapevolezza della fine, Gheddafi ormai ha chiuso la sua corsa isolato dal mondo. Controlla qualche zona della Tripolitania ma ormai nel resto del paese c’è un altro governo e io sono ottimista: l’estremismo islamico che ha qualche forza in Cirenaica non sembra sfondare in una società che è ancora tribale, in cui non c’è un esercito degno di questo nome e tanto meno una società civile organizzata.
 La buona notizia è che i nostri connazionali sono quasi tutti rientrati, la cattiva è che se la situazione non si stabilizza il prezzo del petrolio schizzerà ancora di più e questo avrà un impatto devastante sulla nostra già fragile economia domestica. In più si aggiunge il dramma dei profughi. Se arriveranno a decine di migliaia come potrebbe essere prevedibile nei prossimi mesi, ci saranno conseguenze anche nel medio-lungo perido sull’assetto sociale dell’Italia e dell’Europa. Già l’Europa. In queste situazioni mostra tutta la sua fragilità politica. Balbetta e parla in burocratese. Per fortuna Euromed, cioè i paesi che affacciano sul Mediterraneo si stanno muovendo.
 Siamo contenti di questo imprevedibile presente ma ci preoccupiamo tutti di come finirà. Sarà la volta di una vera democrazia araba, laica e rispettosa delle diverse religioni, che guarda alla rinascita di quelle terre, oppure sarà la riscossa di un radicalismo islamico che saprà sostituirsi ai regimi autoritari approfittando di una debolissima e male organizzata società civile? Qui sta in parte anche il futuro del nostro benessere sia economico che sociale. E non parlo solo di prezzo del carburante o di pressione migratoria ma anche di un possibile conflitto fra civiltà. E’ vero che molte cose accadono nostro malgrado, ma possiamo avere almeno una politica condivisa per governarne gli effetti?

DANIELE BOSONE   SENATORE PD

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L’On. Angelo Zucchi presenta un’interrogazione al Ministro Sacconi sul tema delle pensioni di invalidità

“Bene i controlli introdotti per i falsi invalidi, ma non possono allungare i tempi e nel frattempo sospendere le pensioni a chi ne ha diritto.
La situazione così è insostenibile, in provincia di Pavia come nel resto d’Italia. Il PD ha deciso di presentare diverse interrogazioni simili alla mia da tutte province, per sottolineare che la situazione è grave ovunque, non solo qui da noi. Con questo provvedimento sono state introdotte delle commissioni ridondanti, costose e problematiche per i tempi, e questa interrogazione presentata al Ministro delle politiche sociali Sacconi gli chiede se non intenda riconsiderare questo meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un’insostenibile dilatazione dei tempi; e inoltre se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate, magari con una forma di compensazione da prevedere nella legge.Non vorremmo infatti, come sostenuto da più parti, che il prolungamento dei tempi abbia come scopo inconfessabile di favorire risparmi economici in termini di cassa, la cosa sarebbe oltremodo odiosa perché effettuata sulla pelle dei cittadini più deboli».

Ecco il testo integrale dell’interrogazione

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

-          Per sapere – premesso che:

con l’articolo 20 del decreto-legge n. 48 del 2009 – «Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile» – convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 201, il Governo ha inteso rivedere le modalità di presentazione delle domande di accertamento delle minoranze civili, handicap (legge n. 104 del 1992) e disabilità (legge n. 68 del 1999) e delle procedure di valutazione, concessione e ricorso giurisdizionale;

secondo le dichiarazioni del Governo, il provvedimento, attribuendo all’INPS nuove competenze, avrebbe dovuto consentire una maggiore rapidità e modalità più chiare per il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità;

l’articolo 20, non faceva alcun riferimento rispetto ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione;

ad oggi, gli effetti del provvedimento risultano essere, decisamente controversi;

con le nuove regole previste dal dispositivo di legge – affermano le organizzazioni sociali e i patronati – una pratica per il riconoscimento di invalidità civile, handicap o disabilità deve essere esaminata tre volte: dai medici della Asl, poi da quelli dell’INPS e, infine, dalla sovrintendenza medica nazionale a Roma. Una procedura più complessa che fa lievitare i costi ma, soprattutto, i tempi di attesa. Si hanno casi di persone che hanno dovuto attendere fino a sette mesi per una visita e, tra queste, anche un malato oncologico che, per legge, avrebbe dovuto essere convocato entro 15 giorni;

non sono in discussione le iniziative di contrasto alle frodi in materia di invalidità civile né le misure che tendono a ripristinare la legalità violata e a riaffermare i princìpi di un’etica pubblica che queste frodi invece ammorbano e avvizziscono. Tuttavia, se la ricerca e la scoperta dei «falsi invalidi» rappresenta un imperativo dell’etica pubblica e della legalità, è meno evidente la ratio che presiede alla convocazione dinanzi alle commissioni di tutti gli invalidi, comprese le persone down; tetraplegici; sordomuti; ciechi assoluti, le persone affette da ritardi e malattie mentali e croniche fin dalla nascita. Iniziativa che sembra colpevolizzare tutti gli invalidi, compresi quindi coloro che non falsificano alcunché. Da notizie in possesso dell’interrogante, ritardi anomali dovuti alla registrazione informatica delle richieste, convocazioni dei pazienti e controllo dei verbali delle commissioni mediche delle Aziende usl e medico INPS, sono attribuibili alle procedure imposte dalla nuova normativa, si stanno accumulando compromettendo in tal modo i diritti delle persone disabili gravi nell’erogazione delle provvidenze economiche, permessi retribuiti, esenzione tickets per visite mediche e farmaci ed altre forme di assistenza sociale;

se il Ministro abbia notizie circostanziate della situazione prodottasi a seguito dell’approvazione della nuova disciplina relativamente ai tempi di accertamento e riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità;

se il Ministro non intenda riconsiderare il meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un’insostenibile dilatazione dei tempi;

se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate;

se il Ministro abbia fornito indicazioni relative ad un presunto «contingentamento» a livello provinciale di riconoscimenti di invalidità civile, handicap e disabilità, determinato da obiettivi di contenimento della spesa;

se il Ministro, a fronte di ritardi penalizzanti causati dalla nuova normativa, non intenda provvedere al riconoscimento di un disagio suscettibile di una qualche mitigazione o compensazione.                                                                                                                            On Angelo Zucchi

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