Archivi del mese: gennaio 2011

Borgarello, Villani e Ferrari (PD): voto favorevole è grave forzatura.

Pdl e Lega pavesi ininfluenti in Regione

Il voto favorevole della conferenza dei servizi rispetto al progetto di centro commerciale a Borgarello rappresenta una grave forzatura. Arriva infatti dopo il parere negativo dell’amministrazione provinciale, uno dei tre soggetti chiamato a decidere, e del comune capoluogo. Significativa è anche la presa di posizione del Parco del Ticino.Oltre al parere favorevole della Regione vi è stato quello del commissario prefettizio di Borgarello, subentrato all’amministrazione comunale sciolta dopo i fatti noti. Da questa vicenda emerge ancora una volta che le opinioni del PDL e della Lega di Pavia sono assolutamente ininfluenti in Regione rispetto alle scelte che riguardano il nostro territorio. Anche questo fatto la dice lunga sulle contraddizioni della Lega, che alza la voce nei territori ma poi di fatto condivide la responsabilità delle decisioni di segno opposto. Appare inoltre incomprensibile che un commissario prefettizio, in una situazione così delicata non abbia neppure pensato di proporre un rinvio di pochi mesi per consentire al comune di Borgarello di potersi esprimere attraverso un sindaco e un consiglio comunale democraticamente eletti.Il Partito democratico ribadisce la propria posizione nettamente contraria al centro commerciale di Borgarello e continuerà ad impegnarsi per uno sviluppo equilibrato e sostenibile legato alla vocazione di quei territori.

 Giuseppe Villani, consigliere regionale del Partito democratico

Alan Ferrari, segretario provinciale del Partito democratico

 26 gennaio 2011

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Le donne della segreteria del PD scrivono a Berlusconi lanciando una mobilitazione nazionale.

Le donne della segreteria del PD scrivono a Berlusconi e lanciano una mobilitazione nazionale, per chiedere il rispetto della dignità delle donne.

Le ultime vicende interessano il Presidente del Consiglio sono l’ennesima dimostrazione della totale mancanza di rispetto per le donne in Italia.
Le donne della segreteria del PD lanciano, a partire da oggi, una mobilitazione, con una raccolta di firme in tutto il paese, per chiedere il rispetto della dignità delle donne, calpestata, ancora una volta, da Berlusconi.
È in gioco la dignità del Paese e di tutte le donne.

Ecco il testo della lettera aperta che le donne della Segreteria del Pd hanno scritto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Presidente,
ora basta. Si dimetta adesso. Liberi l’Italia dall’imbarazzo.
Lo spettacolo indecoroso che sta offrendo al mondo intero non è degno di un Paese civile.
Ciò a cui stiamo assistendo supera ogni limite, in un decadimento dei costumi e della morale pubblica, a cui pure ci aveva tristemente abituato, che oggi precipita all’estremo della prostituzione minorile.
E’ intollerabile che i suoi comportamenti la espongano all’accusa di essere il diretto protagonista ed impresario del set degradante che ci ha già propinato in decenni di trash televisivo.Ed altrettanto intollerabile è che proprio lei, che a parole sbandiera il primato del merito e della famiglia, nei fatti cerchi solo un patetico acquisto di favori sessuali, riducendo le donne a merce e oggetto di scambio.Le donne di questo Paese sono altro: sono talento, lavoro, impegno, fatica, bellezza, cuore, passione, dignità e serietà.
In nome della nostra dignità e serietà, esigiamo rispetto.

Ora basta. Si dimetta. Liberi l’Italia da questo imbarazzo.

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In dirittura d’arrivo il “Tour delle Stazioni”

 Sta andando avanti con l’aiuto dei circoli interessati, di amministratori e militanti, il “tour delle stazioni”. Nei giorni scorsi abbiamo visitato quelle di Arena Po, Albuzzano, Lomello, Lungavilla, Mede, Miradolo, Palestro, Porana, Robbio, Santa Cristina, Sairano-Zinasco, Torreberetti, Valle Lomellina. Siamo dunque quasi al termine. Successivamente, dopo aver presentato pubblicamente i dati registrati, si passerà ad una nuova fase di proposta, sia per quanto riguarda l’utilizzo delle stazioni e sia per le condizioni concrete che quotidianamente i pendolari si trovano ad affrontare.

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“Controllo di Regione sul mantenimento dell’efficienza degli ospedali pubblici”. Il caso San Matteo

Mettendo in evidenza la realtà organizzativa e strutturale del policlinico San Matteo, vorremmo sottolineare come in tutti questi anni è mancato un puntuale intervento da parte della Regione Lombardia, che ha tra i propri compiti proprio quello di mantenere l’efficienza degli ospedali pubblici stabiliti dalla stessa amministrazione regionale.

Carenze strutturali sono da anni presenti nei vecchi padiglioni del Policlinico San Matteo, come è stato più volte documentato sia dai rappresentanti sindacali sia da alcuni amministratori dell’Ente, soprattutto in relazione alla presenza di reparti di fondamentale importanza per l’ospedale, come la chirurgia, la medicina, l’ostetricia, l’otorinolaringoiatria e l’oculistica.

E’, senza dubbio, grave responsabilità delle forze politiche che, da anni, amministrano la nostra Regione, non aver, per tempo, programmato una soluzione per ovviare a queste carenze.

Il progetto del DEA è arrivato troppo tardi rispetto alle esigenze. Ci domandiamo come mai, mentre la sanità privata costruiva la nuova “Clinica del lavoro” e la nuova “Clinica neurologica”, la regione non si poneva il problema della qualità della ricettività alberghiera al Policlinico San Matteo, il principale ospedale pubblico della nostra provincia.

Ora non è più tollerabile il perpetuarsi dei lavori per completare il DEA . Troppo tempo è stato perso e troppi soldi sono stati spesi. La nostra provincia ha bisogno del nuovo San Matteo.

In questo contesto, dove sono state messe a nudo le forti criticità presenti, occorre sottolineare che  se il Policlinico San Matteo non ha perso la sua capacità di attrazione, è solo grazie alla professionalità ed alla competenza di tanti Medici ed infermieri che li lavorano e che meritano di esser messi al più presto nelle idonee condizioni di operare.

Giuseppe Villani-Consigliere Regionale Gruppo Pd Lombardia

Sen.Daniele Bosone-Vice Presidente Commissione Sanità

On. Angelo Zucchi

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Sannazzaro:abolito il servizio di vaccinazione obbligatoria per i bambini

Che la ASL di Pavia, nel delirio di riorganizzazione dei servizi, avesse in progetto di tagliare alcuni importanti servizi era cosa evidente, ma quando questi tagli orizzontali riguardano anche i bambini allora corre l’obbligo di far sentire la propria voce.

Così, da una parte, le Strutture del Servizio Sanitario Nazionale devono somministrare alla popolazione gratuitamente le vaccinazioni obbligatorie, il Ministero della Salute dà direttive alle Regioni affinchè le vaccinazioni facoltative (contro morbillo, parotite, rosolia, influenza, Hib) vengano incluse nei rispettivi Piani Sanitari Regionali e dall’altra si premiano i Direttori Generali e Sanitari delle ASL che tagliano i servizi sul territorio dimostrando la propria capacità di “RISPARMIO”.

Allora il concetto di diritto alla salute e alla prevenzione del bambino, per il quale Stato si fà carico delle spese delle vaccinazioni, garantendo uno strumento di controllo delle malattie fino ad arrivare a debellarle, come è successo per la poliomielite e per la difterite, comincia a venir meno.

Accadrà dunque che le famiglie con bambini di 3, 5 12 mesi e dai 5 ai 15 anni non potranno più usufruire del servizio presso il Poliambulatorio di Sannazzaro ma dovranno recarsi chissà dove per adempiere ad un obbligo di Legge. Perché la miopia dei tagli a tutti i costi non considera il fatto che ci sono SERVIZI che devono andare incontro al cittadino e non viceversa.

Ed è ancor più inconcepibile se si considera il fatto che a Sannazzaro esiste una struttura, a disposizione di un vasto bacino di utenza, sulla quale si sono investiti i soldi di questa comunità per potenziare i servizi al cittadino e non per vederli sparire senza spiegazioni.

Su queste problematiche si sollecita l’amministrazione comunale di Sannazzaro a prendere posizione nei confronti dell’ASL di Pavia: con i tagli indiscriminati si corre il serio rischio di “taglieggiare” i cittadini che hanno il diritto di essere difesi dai propri amministratori.

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