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Primarie del PD Lombardo. Il risultato definitivo di Monza e Brianza

alfieri-de-marchiPrimarie del PD Lombardo del 16 febbraio 2014. Il risultato definitivo di Monza e Brianza:

Alessandro Alfieri 1.063 voti (51,83 per cento);
Diana De Marchi 988 voti (48,17 per cento);

bianche 20;
nulle 2;
Votanti 2.073.

I risultati comune per comune

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Primarie PD lombarde. I seggi in provincia

logo-pd-primarie-lombardiaI seggi delle primarie per l’elezione del Segretario e Assemblea regionale del Partito Democratico lombardo.

Donenica 16 febbraio 2014
Si vota dalle 8 alle 20
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Alcatel: l’azienda prende i soldi e scappa? La regione intervenga.

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“Alcatel prende i soldi pubblici e scappa? Regione Lombardia faccia maggiori pressioni sui vertici dell’azienda affinché non delocalizzi il comparto della ricerca dalla sede di Vimercate, lasciando senza lavoro circa 300 ricercatori. Il pressing è doveroso, visto il cospicuo pacchetto di risorse pubbliche regionali di cui Alcatel sta beneficiando, va detto in modo legittimo e assolutamente regolare, secondo quanto ci risulta”

Lo chiede il consigliere regionale del Pd Enrico Brambilla, dopo che durante un’audizione in Commissione attività produttive, il sottosegretario Alberto Cavalli ha confermato il forte rischio che Alcatel dia seguito, nonostante la trattativa avviata dal ministero dello Sviluppo economico con i vertici dell’azienda anche su pressione degli esponenti brianzoli e dei parlamentari del Pd, alle intenzioni di ridurre notevolmente i posti di lavoro qualificati e di alto livello che contribuiscono a fare dell’azienda una delle eccellenza del comparto tlc a livello europeo e mondiale, con profitti che anche nel 2011 sono stati più che positivi.

La richiesta di Brambilla alla Regione si fonda in particolare sul fatto che Alcatel, come ha riferito Cavalli in commissione, riceve un notevole pacchetto di risorse regionali: “Recentemente –sottolinea Brambilla – l’azienda si è infatti aggiudicata due bandi per il sostegno alle imprese e per conto di Telecom sta sviluppando, nell’ambito del progetto regionale, l’infrastrutturazione tecnologica che porterà a regime la banda larga a circa 800 mila lombardi”.

 

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Il PD MB al lavoro per un altro modello di welfare

Lunedì 27 febbraio a Monza si è svolto uno dei momenti di approfondimento ed elaborazione politica più importanti per il nostro partito, il primo dei due incontri su “Dal welfare di oggi ai piani di zona di domani“. Queste le parole del segretario Gigi Ponti a commento della prima serata tenuta da Zaccheo Moscheni.
Il welfare e l’attenzione alle persone è e deve sempre continuare ad essere il cuore della politica del centro sinistra e del Partito Democratico. Capire come continuare a farlo anche in tempi di crisi è nostro dovere. Riuscire a elaborare una proposta alternativa rispetto a quella imposta dal centro destra e dalle condizioni economiche del paese è la vera sfida che ci dobbiamo porre e che vogliamo vincere

Lunedì 12 marzo il discorso iniziato con Zaccheo proseguirà insieme a Sara Valmaggi, consigliera regionale membro della commissione Sanità.

Con questa iniziativa, la federazione provinciale di Monza e Brianza si propone di elaborare una propria proposta sul tema del welfare per affermare con forza l’urgenza di affrontare l’evoluzione che il welfare lombardo sta subendo e impostare un modello alternativo.

Appuntamento quindi a lunedì 12 marzo alle ore 21,00 presso la sala Trentin della CGIL di Monza, via Premuda, 17.

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La Provincia ha fatto finta di non vedere?

Pd Brianza su bocciatura della variante al Pgt di Monza da parte di Regione Lombardia.

Ci sono diversi punti oscuri nel Piano territoriale provinciale (Ptcp) che nei giorni scorsi anche Regione Lombardia ha rimarcato, ancorché indirettamente, in occasione del pronunciamento molto negativo sulla variante al Piano di governo del territorio (Pgt) approvata dalla giunta monzese guidata dal sindaco Mariani.

Osservazioni pesanti, che secondo il Partito democratico gettano ombre anche e soprattutto sul Piano territoriale proposto e approvato dalla giunta Allevi, e in particolare istruito dall’ex vice presidente e assessore al Territorio Antonino Brambilla, ora agli arresti, e dalla maggioranza di centrodestra in Provincia.

Come ha fatto la Provincia, che nei giorni scorsi ha dato il via libera alla variante di Monza, a non accorgersi ad esempio che le edificazioni previste nell’area della Cascinazza insistono nel corridoio ecologico regionale? Una svista non da poco, tanto che la Regione chiede perentoriamente di diminuire le volumetrie previste dalla variante.

Nel Pgt di Monza non si evince una tendenza alla minimizzazione del consumo di suolo, obiettivo invece presente nel Piano territoriale regionale, così come non si utilizza come prioritario il riuso delle aree dimesse e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Come hanno fatto i vertici di Palazzo Grossi a dare il via libera a una variante che presenta così ampie pecche?

Le esigenze della trasformazione del suolo libero in urbanizzato devono essere legate ai ritmi del fabbisogni insediativi, e risultando assolutamente sproporzionata la previsione della giunta Mariani (più di 200 mila dagli attuali 120 mila circa), non si capisce come mai durante il confronto con l’amministrazione monzese in fase di redazione del Ptcp la giunta Allevi non abbia chiesto conto di questo aspetto. Non ci sono poi obiettivi relativi al sistema rurale e alla sua salvaguardia. I comparti rurali che conservano una loro omogeneità vengono interrotti dagli ambiti di trasformazione.

Questi i principali rilievi della Regione, che ha anche lanciato l’allarme sulla progressiva riduzione delle aree agricole, che spariranno entro 26 anni ai ritmi attuali di cementificazione.

Non si capisce come mai queste macroscopiche criticità e incompatibilità con il piano regionale siano state di fatto completamente ignorate dalla giunta provinciale. Criticità che erano note da tempo, da ben prima che la Provincia approvasse il proprio Piano territoriale che di fatto, già allora, accoglieva quanto previsto dalla variante di Mariani.

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