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Racket, Caputo: “Un bel segnale dagli studenti”

Roberto Caputo, vicecapogruppo del PD provinciale

“Gli universitari di Città Studi questa mattina hanno dato un bel segnale di solidarietà pratica nei confronti di Lorenzo Tetti, a cui il racket aveva bruciato il chiosco nel luglio scorso. È un gesto importante per il suo significato: i giovani si mettono in prima fila nella lotta contro la mafia. Il racket a Milano c’è e purtroppo sta cercando di conquistare pezzi di città con azioni violente e di intimidazione. Milano in questo senso è una città profondamente a rischio ed è quindi necessaria una risposta forte e compatta da parte di tutte le istituzioni, nessuna esclusa. L’arrivo di Expo fa sicuramente gola alla criminalità organizzata, su questo versante sono già state prese misure per evitare infiltrazioni mafiose, ma non bisogna abbassare la guardia. Un grazie va alle Forze dell’Ordine, ma il Prefetto si faccia interprete di questa esigenza e metta in campi tutti gli strumenti necessari. Su questo versante tolleranza zero”.
Lo dice Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi e vice presidente della commissione provinciale Antimafia.

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Serravalle, Caputo: “Ora scelte trasparenti e utili”

Roberto Caputo, consigliere provinciale PD

“Il 15 settembre si riunirà il Consiglio di amministrazione di Asam per prendere importanti decisioni e, soprattutto, per approvare il bilancio di gestione 2011 che doveva essere già discusso a giugno ma che è stato rimandato per alcune perplessità, così sembrerebbe, sollevate dalla società che si occupa della revisione dei conti. In quell’ambito, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà molto probabilmente sarà costretto ad annunciare il fallimento del concambio Sea-Serravalle, e quindi a prendere atto che vi è la necessità di mettere in campo un nuovo progetto finanziario. Serravalle è con l’acqua alla gola avendo in pancia Tem, Pedemontana e Brebemi e quindi dovendo partecipare in maniera pesante alla realizzazione delle opere. Quindi, ora la parola d’ordine è vendere. Ma mentre Podestà fa comprendere di voler cedere almeno il 50% di Asam, oggi la Provincia ne detiene l’80%, Tabacci con un colpo di prestigio lancia un piano “b” di vendita collettivo tra Comune e Provincia prima di Serravalle e poi di Sea attraverso una gara internazionale. Credo che parlare di confusione sia generoso. Si buttano là delle ipotesi che rischiano di essere smentite il giorno dopo. Ora le vacanze sono finite, vi è la necessità di fare scelte trasparenti e soprattutto utili per le istituzioni. La gestione, fino ad oggi, non è certo brillata per lungimiranza”. E’ quanto dichiara il vicecapogruppo Pd in Provincia di Milano Roberto Caputo.

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Sicurezza, Caputo: “Tolleranza zero, intervenga il Prefetto”

Roberto Caputo, consigliere provinciale PD

“L’ennesimo episodio di criminalità avvenuto l’altroieri sera a Milano con il grave ferimento di un barista cinese in viale Monza, si aggiunge ad altri gravi fatti accaduti in questi giorni nella nostra città. Credo che a questo punto serva un intervento molto fermo da parte delle forze dell’ordine che devono garantire un forte presidio del territorio. Quindi sia il Prefetto a prendere provvedimenti e coordinare gli interventi necessari. Di fronte ad una così spudorata criminalità, la risposta è una sola: tolleranza zero. Molte colpe sono del precedente Governo di centrodestra che ha sottratto uomini e mezzi alle forze dell’ordine che spesso sono costrette ad operare in grande difficoltà. A Polizia e Carabinieri va la nostra riconoscenza per quello che fanno in queste condizioni disagiate. Parlare di Far West a Milano è solo strumentalizzazione politica”. Lo dice Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd in Provincia di Milano.

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Terremoto, Caputo: “Cultura promuova evento come a Bologna”

Roberto Caputo, consigliere provinciale PD

“Milano sia promotrice di una partita per la solidarietà e organizzi un evento i cui ricavati vadano alle popolazioni terremotate di Emilia e Lombardia”. E’ l’appello del vicecapogruppo Pd in Provincia di Milano Roberto Caputo al mondo della cultura milanese. “Milano ha sempre dimostrato la sua vocazione alla solidarietà, lo dimostrano le tante associazioni presenti sul territorio, Milano però vanta anche un numero importante di artisti e cantanti, oltre che un vivace mondo culturale. E’ a loro che va il mio appello perché si promuova un evento come quello che si terrà a Bologna il prossimo 25 giugno ‘Concerto per l’Emilia’ il cui ricavato andrà alle popolazioni che sono state colpite dal terremoto. I 40mila attesi allo stadio Dall’Ara, tra spalti e prato, porteranno a un prevedibile incasso di circa 800mila euro, cifra interamente devoluta. Lo stesso si faccia a San Siro così da devolvere il ricavato anche alle popolazioni della Lombardia, in particolare ai 35 Comuni in provincia di Mantova anch’essi duramente colpiti dalle scosse sismiche”.

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25 aprile, Caputo: “Giardini Loreto intitolati a Nori Pesce”

Venticinque aprile 2012. La 67^ commemorazione della Liberazione è stata archiviata con una manifestazione sentita e molto partecipata da tutta la cittadinanza. Nonostante le polemiche sulla questione “negozi aperti-negozi chiusi” e le contestazioni al presidente della provincia Guido Podestà, il corteo ed il comizio di piazza Duomo sono riusciti ad emozionare i milanesi: tutti stretti attorno all’Anpi e ai partigiani, nel ricordo di una Milano e di un’Italia liberata dalla dittatura nazi-fascista. Segnaliamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere provinciale PD Roberto Caputo in merito alla sua proposta di intitolare i Giardini pubblici di piazzale Loreto alla partigiana, recentemente scomparsa, Nori Brambilla Pesce.

“Le scritte fasciste apparse questa mattina in molte zone di Milano suonano come un grave insulto alla città medaglia d’oro della resistenza e rappresentano un brutto segnale per la nostra democrazia. La lotta di liberazione non è stata combattuta solo da uomini ma da migliaia di donne, molte delle quali hanno perso la vita per ridare la libertà al nostro paese. Migliaia di donne che spesso non vengono ricordate. Intitolare in rappresentanza di tutte loro i giardini di piazzale Loreto a Nori Pesce avrebbe un significato forte. Mi auguro che il sindaco Pisapia superando ogni ostacolo formale possa accogliere questo appello”.  Lo ha dichiarato il vicecapogruppo Pd in Provincia di Milano Roberto Caputo.

 

 

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Immigrati. Sì al voto per referendum cittadini.

Immigrati alle urne. La proposta dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino di estendere ai cittadini stranieri la facoltà di voto sui referendum cittadini scatena le reazioni scomposte del centrodestra. I responsabili del PD provinciale spiegano, invece, come nasce questo percorso politico. “Da tempo – affermano Roberto Cornelli, segretario metropolitano, Francesco Laforgia, coordinatore dei circoli e Daniela Pistillo, responsabile Forum Immigrazione – appoggiamo la battaglia per la piena partecipazione degli immigrati alla vita sociale e politica del Paese”.

Dopo l’approvazione all’unanimità del documento programmatico “Impariamo a vivere insieme” da parte dell’Assemblea nazionale di Varese nel 2010, era arrivato infatti il sostegno alla campagna “L’Italia sono anch’io” che, oltre alla riforma del diritto di cittadinanza, proponeva proprio la concessione del diritto di voto alle amministrative. “Siamo convinti – spiegano ancora gli esponenti del PD – che in tempi di distacco e di rifiuto della politica, non possiamo permetterci di lasciare di fatto senza rappresentanza una parte così consistente di persone che hanno scelto di vivere nel nostro Paese e dalle quali invece proviene una straordinaria richiesta di partecipazione. Siamo convinti che da Milano, dove abbiamo vinto anche perché abbiamo saputo opporre al modello di città chiusa, cupa ed egoista della destra un modello di città aperta, inclusiva e solidale, possa partire una battaglia di caratura nazionale per la piena partecipazione degli immigrati alla vita pubblica del Paese”. Immediata, con le dichiarazioni di Riccardo De Corato, la reazione negativa del centrodestra milanese. Il democratico Roberto Caputo, vicepresidente del consiglio provinciale, ribatte al Pdl: “che Milano si dimostri una città aperta e vicina alle grandi metropoli europee è solo un fatto positivo. Ma la proposta di concedere il voto per i referendum e per le elezioni amministrative agli immigrati, che vivono nella nostra città, deve essere una scelta condivisa, discussa, elaborata e non vissuta come uno scontro politico. Le solite parole incendiarie di De Corato non aiutano, ma anzi creano soltanto divisioni e tensione sociale. Per soluzioni di questo genere non sono necessari annunci o fughe in avanti ma momenti di riflessione che coinvolgano in maniera matura la popolazione cittadina”.

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Città Metropolitana, ora o mai più

Il documento d’intenti sul progetto della Grande area milanese

Un ente democratico e rappresentativo della volontà degli elettori. Questa la proposta del Gruppo provinciale del PD. Lo sviluppo delle grandi aree produttive del nostro Paese ha di fatto definito nuovi confini che travalicano quelli delle città capoluogo. Confini che coinvolgono i comuni vicini determinando una nuova morfologia urbana che ha bisogno di essere ridefinita e governata con nuovi strumenti politici e culturali. Oggi, in territori come quello di Milano, la programmazione di spazi, servizi e attività economiche non può che essere di scala metropolitana. La necessità di un ente che possa operare a tale livello è evidente e urgente.
I tempi per la realizzazione della Città Metropolitana risultano critici per effetto del decreto “Salva Italia” che di fatto sancisce il trasferimento delle funzioni proprie delle Province a Regione e Comuni. Questa soluzione potrebbe paradossalmente essere di ostacolo alla definizione delle funzioni di area vasta proprie della città metropolitana. Possiamo uscire da questa situazione di incertezza facendo con coraggio quello che si sarebbe comunque dovuto fare: promuovere la Città Metropolitana di Milano.
La Città Metropolitana deve nascere con l’accordo dei Comuni e avere una vocazione che possa andare anche oltre i confini attuali della Provincia di Milano, stabilendo una divisione di compiti e di funzioni da tutti condivisa. Noi pensiamo ad un Ente democratico e rappresentativo della volontà degli elettori. Crediamo innanzitutto che per la sua formazione si debbano pronunciare i cittadini, eleggendo direttamente i Consiglieri e il Sindaco della Città Metropolitana.
Occorre oggi mettere in campo tutti gli atti formali che possano portare alla istituzione della Città Metropolitana (iter naturale promosso da Comune e Provincia e proposta di legge istitutiva speciale). Chiediamo che il centrosinistra e in particolare il Partito Democratico si facciano attori di questo progetto. Chiediamo agli amministratori regionali, provinciali e comunali del PD di impegnarsi ad avviare il percorso per ridefinizione del sistema degli enti locali, avviando l’iter per la realizzazione della Città Metropolitana. Chiediamo a tutti i parlamentari del Pd di intraprendere immediatamente ogni azione che vada in questa direzione, compreso il percorso per l’approvazione della legge speciale.

I consiglieri del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Provinciale di Milano

Mauri Matteo
Borg Enrico
Brembilla Bruna
Calaminici Arturo
Caputo Roberto
Casati Ezio Primo
Cazzola Giorgio
Ceccarelli Bruno
Cova Paolo
De Marchi Diana Alessandra
Perego Roberta

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Provincia, prima seduta per la Commissione antimafia

Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano

Si è svolta ieri a Palazzo Isimbardi la prima riunione della Commissione consiliare antimafia, nata lo scorso 16 gennaio da un voto unanime dell’assemblea provinciale. Nel corso della seduta, aperta dal presidente Bruno Dapei, sono stati eletti il presidente della commissione e il suo vice, rispettivamente Massimo Turci, capogruppo del PDL, e Roberto Caputo, vice capogruppo del PD, primi firmatari della delibera che ha dato vita al nuovo organismo consiliare. La commissione, secondo quanto proposto dal presidente Turci, darà inizio subito ad una fase preparatoria con l’acquisizione di atti e documenti utili ad inquadrare il fenomeno “mafioso” e della criminalità organizzata, a partire dalle relazioni della Direzione nazionale antimafia. Il lavoro dei commissari procederà sulla base di audizioni di persone e istituzioni competenti e sull’analisi delle carte.  “Dopo che avremo un quadro più chiaro della situazione – commenta Turci – cercheremo di elaborare progetti concreti per diffondere la cultura della legalità, a partire dalle scuole. In questa fase, visto che il fenomeno deve essere affrontato in modo quanto più possibile condiviso, scriverò subito al presidente del Consiglio comunale di Milano, Basilio Rizzo, per chiedergli di organizzare al più presto una seduta congiunta delle due commissioni”.   “Il fatto che l’istituzione Provincia si impegni fattivamente in azioni concrete per battere la microcriminalità e le infiltrazioni mafiose sul territorio – commenta Caputo – rappresenta un segnale importante per rafforzare il messaggio di legalità che deve passare nella società e soprattutto tra i giovani. Mi impegnerò nei prossimi mesi a coinvolgere tutte quelle associazioni che sono tra i principali obiettivi della criminalità per metter in campo, insieme, progetti mirati a garantire la sicurezza nelle loro attività”.

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Antimafia, Caputo: “Provincia e comune collaborino”

Roberto Caputo, consigliere provinciale PD

“Il Consiglio comunale di Milano ha approvato l’istituzione della Commissione Antimafia. È sicuramente, malgrado i distinguo e le polemiche, un fatto positivo. Il Consiglio provinciale nella seduta di lunedì 16 gennaio aveva già deliberato all’unanimità un’analoga commissione con specifiche ancora più ampie. Soprattutto avendo la Provincia di Milano la possibilità di interagire con i 134 Comuni, dove nel passato si sono purtroppo segnalati casi gravi di infiltrazioni mafiose. Ora credo che, al di là di ogni inutile sovrapposizione o di egoismo mediatico, si debba lavorare con identici obiettivi, mettendo insieme esperienze, materiale, notizie e atti amministrativi che vadano nel senso di garantire una legalità diffusa. È una battaglia difficile, impervia, ma che deve vedere tutte le forze politiche impegnate per garantire il medesimo risultato:sconfiggere la criminalità”. Lo afferma Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, dopo l’istituzione di una Commissione antimafia in seno al Consiglio comunale di Milano.

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Unioni di fatto, basta polemiche, solo questione di diritto

Un contributo al dibattito fornito da Roberto Caputo, vicecapogruppo PD in Provincia

Basta demonizzare o mitizzare il registro delle coppie di fatto. E’ una questione di diritto. La nostra costituzione si basa sul concetto di stato laico. L’impegno di Pisapia va esattamente in questo senso. La legge c’è già ed è del 1958 fatta dall’allora governo monocolore democristiano, poi ribadita successivamente nel Dpr del 1989 e definisce la famiglia anagrafica “come un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi”.
Nell’Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell’UE: “tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale”.
Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, si chiede agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”.
La rilevanza statistica delle unioni civili, e l’ampio dibattito sulla parità dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali, ha fatto sì che numerosi Paesi si siano dotati, negli ultimi anni, di una legislazione per riconoscere e garantire diritti per i componenti dell’Unione. L’Italia da questo punto è ancora ferma a un vecchio pensiero, sembra di tornare ai tempi di Guelfi e Ghibellini. In questo senso, il Comune di Milano deve accelerare sul registro delle unioni di fatto, non tanto come status sociale, ma come diritto vero all’accesso ad una serie di opportunità come le graduatorie degli asili nido, l’assegnazione e il subentro delle case popolari o, semplicemente, la visita dio un convivente in ospedale o in carcere.
Si parla di diritti, non c’entrano le appartenenze politiche, non si tratta di iniziative promosse solo da uno schieramento, in molti paesi e città Governi di destra o conservatori hanno adottato provvedimenti in tal senso. Non si tratta nemmeno di confondere l’argomento con la prossima visita del Papa a maggio, in occasione dell’Assemblea mondiale delle famiglie. Non c’è contrapposizione tra i due temi, ne possono essere paragonati. Il rischio se no è quello di nascondersi dietro un falso ideologismo. Con questo provvedimento non si vuole sminuire il ruolo della famiglia ma, anzi, concepirla nel suo senso più ampio. La società nella quale viviamo è in continua evoluzione e non possiamo ignorarne i cambiamenti. Riconoscere un diritto non vuol dire abnegarne altri.

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