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Unioni civili, Milano guarda all’Europa

Approvata, dopo una lunga discussione terminata nella notte, la delibera che istituisce a Milano il registro delle “unioni civili”. Positivi i commenti degli esponenti del Pd milanese.
Ecco i comunicati stampa di Francesco Laforgia, coordinatore dei Circoli di Milano, e di Carmela Rozza, capogruppo Pd a Palazzo Marino. “Oggi Milano sorride e guarda all’Europa – dichiara il coordinatore cittadino del Pd Francesco Laforgia – una città con più diritti è una città più accogliente e che può svilupparsi di più anche sul piano economico. Con l’approvazione del registro delle unioni civili la maggioranza di centro sinistra che governa la città realizza un impegno elettorale e, insieme a tutti gli altri Comuni che hanno adottato un provvedimento simile, spinge il Paese e chi si candida a governarlo, a fare scelte più coraggiose e non più rinviabili sul terreno dei diritti. Nella consapevolezza che occuparsi, con la stessa forza, di condizioni materiali, economiche e sociali, e di diritti, è uno dei compiti che spetta alla politica”.“In consiglio comunale entra il ‘modello Torino’ ed esce il ‘modello Milano’”. Così il capogruppo del Pd a Palazzo Marino Carmela Rozza, nella sua dichiarazione di voto in aula sulla delibera per il riconoscimento delle coppie di fatto, ha rimarcato i cambiamenti apportati dal consiglio comunale al testo del nuovo regolamento. “Diamo a Milano la dignità di città europea – ha detto Rozza – ma al Paese anche un modello Milano che molti saranno chiamati a guardare, con un registro separato delle unioni civili diverso dal calderone della famiglia anagrafica e un provvedimento che ha maggiore forza perché basato sul principio fondativi della norma nazionale”. Un “obiettivo qualificante raggiunto con la convergenza delle opinioni di tanti consiglieri che prescindendo dalla posizione politica hanno scelto di partecipare alla formazione della delibera”. Per Rozza “siamo riusciti a tenere uniti tutti e a tenere ferma la barra sull’obiettivo, affrontando le differenze sul punto di merito e non ideologico e trovando l’equilibrio perché ognuno con le sue differenze si possa ritrovare nel provvedimento. Spero sia l’inizio di un percorso di modernità”.

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Coppie di fatto, Cornelli: “Da Milano un passo utile al Paese”

Roberto Cornelli, segretario provinciale PD

Questa settimana approda in Consiglio comunale a Milano la discussione sulla delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili. Il segretario Roberto Cornelli conferma la validità dell’innovazione.
“La creazione di un registro per le unioni civili a Milano rappresenta un passo in avanti utile all’intero Paese sul tema dei diritti”. “La nostra città – prosegue ancora il segretario metropolitano Cornelli – sta facendo finalmente quello che deve fare una grande metropoli che sta nel mondo avanzato e che si occupa fino in fondo di tutti problemi delle persone. Tra i compiti dell’amministrazione c’è il progettare la città, governare le scelte grandi e piccole e garatire ai propri cittadini i diritti necessari a vivere meglio. Quello delle unioni civili è un primo passo che procede in questo senso e che dovrà servire da stimolo a una legislazione nazionale avanzata come in altri Paesi europei. La direzione intrapresa dal centrosinistra milanese va interpretata come un allargamento delle tutele per le persone che si vogliono bene e scelgono di condividere una casa, un futuro e non come il tentativo di privare di diritti e di prerogative la famiglia tradizionale. In questo campo non ci possono essere sovrapposizioni né conflitti perché una società aperta e dialogante è ciò che più serve all’interesse generale”.

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Sostegno alle pmi, 40 milioni su proposta del Pd

In quattro anni 30-40 milioni di euro, meta’ pubblici e meta’ privati, per generare start up e sostenere piccole e medie imprese (pmi) e micro-finanziamenti di avvio, spazi e servizi perche’ Milano diventi più’ fertile per creativitaà, ricerca e innovazione, soprattutto per i giovani. E’ il progetto “Imprendi-MI”, proposto dal gruppo consigliare del Pd a Palazzo Marino per sviluppare l’imprenditorialità cittadina.  A presentarla, ieri, il vice presidente della commissione commercio Francesco De Lisi (Pd) e il presidente della commissione delle politiche per il lavoro Filippo Barberis (Pd), con la presenza dell’assessore alla partita Cristina Tajani che lo ha accolto come “in piena sintonia con le proposte dell’amministrazione”. Lo strumento finanziario proposto dal Pd per stimolare progetti di imprenditoria, soprattutto giovanile, e’ un SRG per la gestione di fondi privati chiusi specializzati per target e aree. Metà dal Comune, metà da soggetti privati, tra cui enti bancari, ma non solo, i capitali da investire dovrebbero raggiungere i 30-40 milioni di euro da investire potenzialmente in quattro anni. Quanto a mettere a regime tale sistema, secondo De Lisi “ci vorranno un paio di anni, si tratta di soluzioni tecniche complicate ma con molti vantaggi”. Interpellata sui 5 milioni che gia’ il progetto richiederebbe nel Bilancio 2012, Tajani ha spiegato “e’ una proposta che ascolto. Sul fonfo SGR c’e’ la disponibilita’ a ragionarci assieme, i tempi sono certamente lunghi”.

Sempre dal lato finanziario, il gruppo del Pd propone la costituzione di un pannel di esperti, iniziative per coinvolgere istituzioni e possibili investitori milanesi e una road map.
Per rendere più’ attraente il territorio milanese per le start-up, gia’ negli ultimi tre anni sono ne nate 27mila, più’ di un terzo di giovani sotto i 35 anni, i consiglieri ne hanno indagato i bisogni: spazi a basso costo, microfinanziamenti per l’avvio e servizi professionali. Partendo da cio’, le proposte riguardano una mappatura di tutti gli spazi di coworking e degli incubatori attivi nel milanese, un tavolo metropolitano dedicato, per costruire sinergie e la creazione di una Casa delle Idee. Risorse, spazi e servizi “saranno dati con il criterio di meritocrazia e di ritorno sul territorio – ha precisato Barberis – creando nuova occupazione e attraendo nuovi investimenti”.
Sempre per creare “humus” per nuove imprese, l’assessore Tajani ha annunciato il 25 giugno, all’Urban Center, un tavolo dedicato ai coworkers  ”e così procederemo per altri bandi: saranno in uscita prima del’estate per avviare concretamente le imprese in autunno”.

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Macao, Pisapia ipotizza l’ex Ansaldo

“Si chiude una porta, ma si deve aprire un portone”. Così, ieri sera, il coordinatore cittadino del PD di Milano Francesco Laforgia commentava la vicenda dello sgombero della Torre Galfa. Ed in un certo senso la sua esternazione è stata quasi profetica: il sindaco Giuliano Pisapia (che ha incontrato i giovani del movimento culturale di via Fara) ha ipotizzato, infatti, di concedere ai manifestanti gli spazi della ex Ansaldo in via Tortona.  ”Questi ragazzi – ha spiegato il coordinatore PD Laforgia – hanno avuto il coraggio di farci capire, con un gesto eclatante, quanto sia necessario creare spazi per fare cultura a Milano. Chi amministra ha la responsabilità di far rispettare la legge, come è ovvio, ma da oggi tutti noi dobbiamo lavorare con ancora più forza per garantire luoghi e spazi per la cultura, la creatività e la socialità, per far sì che Milano ritorni ad essere la capitale culturale che è stata in passato. Per questo sosteniamo lo sforzo del sindaco Pisapia di farsi carico direttamente non solo della vicenda Macao, ma del tema più generale e complesso della fruizione pubblica degli spazi, in una città per lungo tempo abbandonata a se stessa da chi oggi è all’opposizione e che, alla luce della gestione disastrosa di questi anni, farebbe bene a cambiare argomenti e a collaborare per il bene di Milano”.

Ma quanti sono gli spazi pubblici ad oggi assegnati dall’amministrazione comunale?

Da giugno 2011 ad oggi, si legge in un comunicato stampa pubblicato ieri da Palazzo Marino, sono stati assegnati dal comune di Milano 53 spazi per oltre 39mila metri quadri. Attraverso diverse modalità: assegnazione diretta, bandi, ricollocazioni o transazioni. Questi numeri confermano l’impegno della Giunta Pisapia nel volere restituire alla città spazi abbandonati, inutilizzati, sottratti alla criminalità organizzata o, comunque, utili a sostenere concretamente attività culturali, sociali o imprenditoriali a Milano”.
Nel dettaglio, il comune ha già assegnato: 10 terreni (9179 mq), un bar (174 mq), tre chioschi (34 mq), un edificio (22.400 mq), un laboratorio (157mq), 18 negozi (1.273 mq), tre porzioni scuola (136 mq), uno spazio interno (34mq) e 15 uffici (4.583 mq). Tra i 43 assegnatari ci sono associazioni, fondazioni e cooperative sociali. Inoltre, sono quattro i beni confiscati alle mafie e uno spazio, in via Orsini, è stato destinato a Casa delle associazioni. Sono poi in corso due aggiudicazioni con bando per spazi nel Parco Lambro (via Licata 41, via Van Gogh). Un bando tuttora aperto e visibile sul sito del comune interessa 11 negozi. Entro giugno saranno assegnati altri nove beni confiscati, 31 spazi di custodia sociale, due impianti sportivi. Tre nuovi spazi ( via Saponaro, via Miramare e piazza XXV aprile) saranno messe a disposizione delle associazioni.

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No-Tav contro Caselli. Violenza intollerabile

Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino

Le istituzioni, i partiti e l’Anpi hanno espresso, all’indomani dell’occupazione della Sala Alessi di Palazzo Marino da parte di diversi esponenti “No-Tav”, una condanna unanime e ferma. “Occupare un luogo pubblico, impedendo il confronto democratico - ha dichiarato il capogruppo provinciale del PD Matteo Mauri - è una atto di violenza inaccettabile. A maggior ragione quando ciò avviene in una sede istituzionale in occasione di un dibattito sulla legalità, con un protagonista di grande spessore come il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, a cui va tutto il nostro sostegno”.

“Il dissenso in una democrazia è legittimo, – aggiunge il segretario metropolitano PD Roberto Cornelli -tutti hanno il diritto di manifestare le proprie posizioni e le proprie idee, è un principio che costituisce un fondamento della democrazia. Per questo stesso principio è intollerabile che chi cerca di difendere le proprie convinzioni non riconosca ad altri un uguale diritto”.  “Quando la critica – continua Cornelli -arriva al punto di voler impedire scelte legittime o addirittura imbavagliare il dibattito e la libera espressione delle idee, allora siamo davanti ad una forma inaccettabile di violenza che deprime lo spirito democratico. Ciascuno deve essere libero di esprimere il proprio dissenso sulla tav, ma nessuno può imporre la propria idea a discapito delle decisioni assunte democraticamente. E nessuno puó permettersi d’impedire ad altri, tanto più ad un Procuratore della Repubblica che si è distinto nel proprio quotidiano lavoro decennale di servizio allo Stato, di svolgere iniziative pubbliche cui è invitato.” “C’è un clima molto preoccupante nel Paese – conclude il capogruppo Mauri – che non ha certo bisogno di essere esasperato. Fatti recenti, non ancora chiariti, come gli incendi dolosi delle centraline delle ferrovie e il ritrovamento di bombe molotov lungo i binari dovrebbero consigliare a tutti di abbassare i toni e di ricondurre ogni confronto nell’alveo della legalità. Trovo infine grottesco il tentativo di attaccare l’Anpi, l’associazione che rappresenta proprio chi ha contribuito a ridare la libertà a questo Paese e a garantire la democrazia”.

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Sea, lavorare ad una strategia complessiva

“Ritengo sarebbe stato piu’ utile lavorare per prospettare strategie di lungo respiro. E’ essenziale anche un confronto, preliminare, con i sindacati. E’ una questione di metodo. Noi siamo per una analisi ed una strategia complessiva”. Cosi’ la capogruppo del PD in consiglio comunale Carmela Rozza è intervenuta sull’ipotesi di vendere quote della Sea. “Le scelte – ha proseguito la capogruppo Rozza – le deve fare la maggioranza, le decisioni si prendono in consiglio comunale: chiediamo alla giunta di presentarsi ad una riunione di maggioranza con tutte le partecipate sul tavolo per valutare cosa vale la pena di tenere e cosa no. Il Pd non ha intenzione di fasciarsi prima la testa”.
Per quanto riguarda l’iter del Bilancio Carmela Rozza aggiunge: “la giunta presentera’ il bilancio entro maggio, e il sindaco parlera’ quando la maggioranza deciderà. La giunta dovrebbe riuscire ad affrontare le cose in chiave stategica con più’ attenzione verso i soggetti coinvolti e verso la maggioranza”.
“Dobbiamo sapere – ha aggiunto il segretario metropolitano del PD Roberto Cornelli – che una volta venduta la quota di maggioranza, il comune rinuncerebbe ad un asset strategico per sempre e rimarrebbe escluso dagli utili prodotti, necessari per garantire il futuro delle entrate e dei servizi ai cittadini”. Sempre il segretario Cornelli aggiunge: “Credo che vadano percorse altre strade per trovare risorse immediate utili al potenzialemnto di infrastrutture di trasporto prima di pensare alla vendita di quote Sea e proprio per questo già ieri siamo tornati ad invocare un confronto aperto sul tema del bilancio, che coinvolga la città, a partire dai consiglieri comunali e di zona. Un confronto che il PD ha già avviato nell’ambito della conferenza programmatica di questi giorni e che vuole condividere con il sindaco e la giunta. L’allarme lanciato dai sindacati sul caso Sea va preso sul serio e deve coinvolgerci tutti ad una riflessione ulteriore”.
“Le parole della capogruppo Rozza e quelle del segretario provinciale Cornelli – ha aggiunto il coordinatore dei Circoli PD di Milano Francesco Laforgia – dimostrano che il PD ha una posizione univoca sulla vicenda Sea: prima si discuta il piano strategico complessivo delle partecipate, distinguendo quelle utili da quelle inutili, poi si facciano le scelte sulle politiche per la città, in modo trasparente e chiaro”. “Il trasporto pubblico locale – ha concluso Francesco Laforgia – è una priorità strategica per il futuro di Milano ed è evidente che occorrono investimenti urgenti, ma occorre anche molta attenzione alle modalità con cui si trovano queste risorse.Si deve sapere che la dismissione di Sea avrà un impatto permanente sugli utili che questa società garantisce, oltre che sul destino dei lavoratori. Auspichiamo che il dibattito passi dai giornali alle sedi opportune, a partire dalle riunioni di maggioranza, e che il confronto coinvolga tutti i livelli: Consiglio Comunale, partiti della maggioranza, Consigli di Zona, parti sociali, cittadini. Solo con il confronto e la partecipazione è possibile dare un contributo alla crescita economica e sociale della città, evitando una discussione ideologica che invece danneggerebbe tutti”.

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Comune, una via alla Politkovskaja

Anna Politkovskaja

Il comune di Milano dedicherà una via o una piazza ad Anna Politkovskaja. La giornalista russa, assassinata a Mosca nel 2006, per avere denunciato le atrocità della guerra russo-cecena, avrà nella metropoli un ricordo toponomastico. Lo ha deciso ieri sera il Consiglio comunale di Milano approvando all’unanimità una mozione presentata dai consiglieri comunali Luca Gibillini (Sel), Marco Cappato (Radicali) e Filippo Barberis del Partito Democratico. La decisione accoglie la richiesta, sostenuta dalle firme di oltre 1500 cittadini, formulata dall’associazione culturale e per i diritti civili “AnnaViva”. Nella scorsa amministrazione, una pianta nel Giardino dei Giusti, era già stata dedicata alla giornalista russa. Per l’aula di Palazzo Marino la Politkovskaja “ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo del coraggio, della ricerca della verità e della dignità”. L’intitolazione, si legge sempre nella delibera, è “per l’alto valore morale e simbolico della figura di Anna” e “per la necessità di segnali chiari nella direzione di una maggiore libertà di stampa in Italia”.

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Derivati, accordo su 476 milioni di euro

Carmela Rozza, capogruppo PD a Palazzo Marino

Ricordate la vicenda dei titoli “derivati” acquisiti, nelle passate amministrazioni, dal comune di Milano? Palazzo Marino, con il voto del Consiglio comunale di ieri sera, sigla un accordo che permetterà di recuperare dalle banche 476 milioni di euro. Un importo, grazie al quale nel 2012, la Giunta Pisapia potrà molto probabilmente scongiurare i paventati aumenti dell’addizionale Irpef. Sull’intesa ancora da formalizzare è arrivato il voto favorevole della maggioranza, il no dell’opposizione e diversi voti di astensione (fra i quali il radicale Marco Cappato e Basilio Rizzo della sinistra radicale). Il senso di tutta l’operazione lo dichiara con efficacia la capogruppo del PD Carmela Rozza.

“Abbiamo costruito insieme gli elementi per denunciare le banche – ha dichiarato la democratica Rozza all’agenzia OmniMilano - e individuato gli esperti per aiutarci a capire la questione e agire, e la scelta di Milano ha fatto scuola in molti comuni. Il procedimento penale andrà avanti, non viene bloccato e il comune manterrà la sua posizione di soggetto danneggiato, il processo non è mai stato messo in discussione”. La capogruppo Rozza ha inoltre ribadito i termini vantaggiosi dell’operazione: “450 milioni di garanzia e 20 milioni all’anno di rendimento”. In concreto il derivato si chiuderà così: le banche verseranno nelle casse del comune 40 milioni di euro, mentre il comune reinvestirà 413 milioni come depositi a garanzia (275 milioni in Btp e 138 milioni in conti di deposito). Una formula questa che, assicura l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci, pone i fondi in sicurezza e non in balia della variabilità dei tassi.

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Sicurezza a Milano, rimodulare il sistema

Gabriele Ghezzi, consigliere comunale PD

Dopo la  sparatoria di ieri al parco Lambro, e la  morte  del giovane cileno, politici  e amministratori s’interrogano  sul problema criminalità. Se il centrodestra mette sotto accusa una presunta “politica  buonista”  della Giunta Pisapia, in realtà, come spiega il consigliere comunale Gabriele Ghezzi (responsabile del Forum Sicurezza PD), un netto calo dell’impiego di forze dell’ordine “espone i vigili a rischi”. Soltanto nel 2011, spiega l’assessore comunale Marco Granelli “il governo Berlusconi ha tolto in Italia 300mila euro alle forze dell’ordine”: questo si è concretizzato in una riduzione delle “potenzialità di risposta di polizia e carabinieri”, messi seriamente in difficoltà nell’espletamento delle loro  funzioni.
“Bisogna – dichiara ancora Gabriele Ghezzi – mettersi al tavolo con il ministro dell’Interno e rimodulare il sistema della  sicurezza a Milano. Perchè i 500 uomini in più chiesti a suo tempo dalla Moratti non sono mai arrivati, e anche l’organizzazione deve essere rimodulata, 17 commissariati non sono più sufficienti”.

Marco Granelli, assessore comunale alla Sicurezza

L’assessore Marco Granelli tiene invece a precisare che l’organico della Polizia locale è attento al problema sicurezza. “Non abbiamo abbassato la guardia – spiega Granelli in un’intervista sul quotidiano Repubblica – nè tolto alcun presidio della polizia locale. Anzi, auto e moto  in strada sono cresciute”. Inoltre precisa che “i vigili di quartiere saranno 350″ ed al loro sarà affidato il compito di contribuire a fare prevenzione. Nel frattempo gli inquirenti stanno svolgendo le indagini del caso: il vigile coinvolto nell’episodio è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario.

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Commissione Antimafia, nominato Gentili

Cornelli, Laforgia: “Soddisfazione per la nomina di Gentili”

David Gentili, pres. Commissione Antimafia

“Apprendiamo con grande soddisfazione della nomina di David Gentili a presidente della commissione comunale antimafia. Siamo certi che il suo nome sia per tutti garanzia di competenza su un tema così difficile e delicato. Allo stesso tempo l’impegno e la trasparenza del lavoro di Gentili in consiglio comunale testimoniano che la scelta della sua elezione sia stata davvero appropriata”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario metropolitano e il coordinatore cittadino del Partito Democratico, Roberto Cornelli e Francesco Laforgia che aggiungono: “Il Pd, già da quando era forza di opposizione, ha insistito per la creazione di una commissione antimafia a Palazzo Marino. Il lavoro da fare è impegnativo e molto complesso per combattere le infiltrazioni del fenomeno mafioso nelle pubbliche amministrazioni e nella città. Da oggi parte una nuova stagione in cui la politica è chiamata a farsi protagonista e garante dei percorsi politici, anche attraverso la massima trasparenza nelle scelte”.

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