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I Giovani Democratici a Congresso

Domenica 11 marzo, a partire dalle ore 14, alla Casa della Cultura di Milano (via Borgogna 3), si terrà il Congresso provinciale dei GD. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il saluto di Andrea Catania, segretario uscente dei Giovani Democratici dell’area metropolitana di Milano.

Arriva un momento in cui bisogna fare delle scelte, scelte difficili che richiedono una riflessione su quanto si è riusciti a fare, sugli obiettivi raggiunti e quelli non. Ho iniziato a fare politica con la nascita del Partito Democratico, un progetto in cui ho creduto sin dall’inizio per la sua capacità di rinnovare il panorama del centrosinistra italiano.

All’epoca, nel 2007, non sapevo neanche cosa fosse un’organizzazione giovanile di partito. Ricordo ancora quando, durante la prima festa democratica, alcuni ragazzi, che all’epoca non conoscevo e che poi per me sono stati amici fidati in tante battaglie politiche, mi fermarono e mi chiesero se volevo dare una mano per costruire i Giovani Democratici. Perchè costruire un’organizzazione giovanile? Faccio già politica nel Partito, perchè impegnarmi in un’organizzazione solo per under30? La risposta che mi diedero e che, con il passare del tempo, maturai io stesso è il motivo per cui oggi come allora sono convinto che i Giovani Democratici hanno di fronte a loro una missione fondamentale.

La giovanile rappresenta uno strumento e in quanto tale può essere usato bene o male. Può essere il recinto in cui chiudere i dirigenti e gli iscritti più giovani per “farli stare buoni”, può essere una struttura chiusa e autoreferenziale schiacciata sulle posizioni del partito in cui ripetere le dinamiche di corrente oppure può essere un luogo di discussione ed elaborazione politica vera, dove far emergere le figure più meritevoli e competenti, un’organizzazione che dice la sua sui temi nazionali senza aver paura di esprimersi con chiarezza, aiutando il PD quanto questo appare timido e refrattario. Un’organizzazione aperta e leggera ma non destrutturata, perchè proprio in quanto giovani dobbiamo cercare di non lasciarci schiacciare dai riti della politica peggiore, dalle lotte di potere. I Giovani Democratici non sono una semplice associazione, sono qualcosa di più, hanno le loro gerarchie e la loro struttura, ma questo non può diventare motivo di chiusura verso il mondo di una generazione, la nostra, che, a dispetto di quanto molti pensano, chiede di essere coinvolta nelle sfide che la società ha di fronte. Quando sono stato eletto segretario metropolitano dei GD Milano, ormai due anni fa, dopo un’esperienza di un anno nella precedente segreteria, scrissi un documento programmatico a sostegno della mia candidatura. Un documento che ho riletto in questi giorni. Al suo interno ho trovato quell’ottimismo e quella voglia di fare che sono stati all’origine del mio impegno nei Giovani Democratici. All’epoca (sembra passata una vita), avevamo di fronte un’organizzazione dilaniata da contrapposizioni personali che si trascinavano dalle giovanili passate. Siamo riusciti, in un periodo relativamente breve di tempo, a lasciarci alle spalle tutto questo e a costruire una squadra che ha rilanciato l’attività dei GD Milano portandoli al congresso odierno.

Ci sono molte cose che abbiamo fatto nello spirito di quell’apertura che, come ho scritto prima, deve essere il carattere dominante dei GD. Penso alle battaglia contro l’omofobia e per i diritti civili, quando il nostro partito stentava a prendere una posizione. Penso alla rete di giovani amministratori che ci siamo sforzati di creare. Ai circoli che abbiamo costruito o che sono nati autonomamente in zone dove prima non avevamo alcun contatto. Penso all’adesione a Libera e alle iniziative portate avanti sui temi della legalità. Penso alla campagna referendaria sull’acqua, quando siamo entrati nel comitato promotore provinciale ed abbiamo coordinato quei circoli PD che non si erano mossi autonomamente. Penso alla splendida campagna per le elezioni comunali di Milano in cui con coraggio abbiamo candidato (ed eletto) una personalità attiva nella nostra organizzazione ma proveniente dal mondo dell’associazionismo. Molti all’epoca ci diedero dei folli, ci suggerirono di non perdere il nostro tempo e di sostenere le candidature che stavano già emergendo nel partito. Non lo facemmo perchè credevamo che quella fosse l’occasione per i GD di aprirsi verso l’esterno. E quella scommessa, grazie allo straordinario risultato di Giuliano Pisapia, fu vinta. Ci sono altri obiettivi che purtroppo non siamo riusciti a raggiungere, soprattutto in alcuni ambiti, errori commessi nel corso di questi 24 mesi, ma mai è venuta meno la volontà di impegnarci e di far crescere questa organizzazione. Fare politica nella grande Milano non è semplice, la competizione delle altre forme di associazionismo politico è enorme. Come enorme è il sentimento di antipolitica. E ci è venuto a mancare, purtroppo, il supporto del nazionale, spesso troppo distante e assente, incapace di coinvolgere i territori nella definizione di un’identità forte dei GD.

Oggi, in vista del congresso metropolitano, scelgo di non ricandidarmi per il ruolo di segretario provinciale. Avrei potuto farlo. Ho scelto di lasciare spazio a qualcuno di nuovo. Sono convinto che non ci sono uomini per tutte le stagioni e gli impegni amministrativi e lavorativi mi impediscono di svolgere un ruolo politico a cui non potrei dedicare il 100% delle mie energie e della mia passione. Oggi, che si avvicina il giorno della scadenza del mio mandato, non posso non guardarmi indietro e pensare che questa esperienza è stata, da un punto di vista sia umano che politico, qualcosa di straordinario. Le persone che ho conosciuto e incontrato, le iniziate costruite, le battaglie politiche portate avanti sono tesori che mi porterò dietro negli anni a venire. L’organizzazione giovanile che lascio ha solide fondamenta e un enorme potenziale di crescita e non posso non ricordare che tutto questo non sarebbe stato possibile senza il lavoro straordinario di tutto il gruppo dirigente provinciale, di tanti amici che oggi non sono più dentro questa organizzazione ma che ai GD e al PD hanno dedicato (e dedicano) la loro passione e le loro energie. A loro, va il mio grazie e il mio affetto più sincero.

E con le stesse motivazioni per cui ho svolto finora il mio ruolo di segretario, ho deciso di appoggiare Luca Nuvoli alla candidatura a segretario metropolitano dei GD Milano. Conosco Luca sia umanamente che politicamente, è stato in questi due anni un responsabile organizzazione instancabile, sempre pronto a sacrificarsi per la nostra organizzazione. Sono convinto che con lui potrà essere essere portato avanti il lavoro fatto finora e nel contempo sarà data la possibilità ad un gruppo dirigente nuovo di emergere. Ripensando a quello che ho scritto nelle righe precedenti, questo potrebbe apparire un lungo epitaffio. Non lo è, state tranqulli :-) Ho ancora intenzione di dare il mio contributo ai GD Milano e di favorire il processo di rinnovamento di questa organizzazione. Abbiamo svolto un congresso difficile, sporcato in alcuni casi da comportamenti poco corretti e da una dinamica nazionale in cui, ahimè, sono prevalse le logiche di potere. Abbiamo scelto di sostenere quella tesi che, più di tutte a nostro avviso, poteva lanciare un segnale politico forte, una richiesta di cambiamento. Lo abbiamo fatto con coraggio e contro ogni calcolo di convenienza politica. Lo abbiamo fatto coerentemente con le posizione da sempre assunte a livello regionale e provinciale. E i nostri iscritti hanno scelto in larga maggioranza di seguirci.

L’11 marzo completeremo il processo di rinnovamento del gruppo dirigente provinciale. E sono convinto che dal giorno dopo il nostro impegno dovrà essere quello di lavorare come squadra per far crescere la nostra organizzazione, per aiutare il PD e per affermare in modo forte e genuino che rappresentiamo una generazione che può e deve dare un contributo determinante al cambiamento del nostro paese. Questa è la sfida che oggi abbiamo di fronte, una sfida che, come sempre, avremo la forza e il coraggio di cogliere.

Andrea Catania Segretario Metropolitano GD Milano

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Da democratici a democratici, quanto crediamo nei giovani?

Lettera aperta al Partito Democratico di Milano

Rinnovare per migliorare il nostro Paese. La politica italiana oggi è confusa e sembra aver perso ogni aderenza alla realtà. I primi a soffrire di questa situazione sono i giovani, che stanno perdendo ogni genere di fiducia verso il Paese e verso il futuro che può offrire alle nuove generazioni.
Una richiesta arriva chiara dagli elettori: rinnovamento. Tra le democratiche e i democratici in ogni angolo d’Italia, tra i semplici simpatizzanti e soprattutto tra gli elettori si è alzata forte la richiesta di dare più spazio ai giovani, di sostenerli e supportarli nelle loro battaglie, dentro e fuori la politica.
Il Partito Democratico – oltre ogni retorica – ha cercato di dare risposte a questo bisogno. Siamo consapevoli che non si tratta di un processo semplice: l’elemento anagrafico da solo non basta, se non si premia il merito delle persone.
I Giovani Democratici di Milano sono convinti che le prossime elezioni amministrative ed in particolare le elezioni comunali di Milano rappresentino l’occasione in cui molte ragazze e molti ragazzi possano dare il proprio contributo per il progetto amministrativo del Pd. Abbiamo ben chiara l’idea di Città in cui vogliamo costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli. 
Emanuele, il Pd milanese si apre al futuro. Per queste ragioni molti giovani del PD milanese hanno scelto di presentare e sostenere per il Consiglio comunale di Milano la candidatura di Emanuele Lazzarini, un giovane universitario di 23 anni che è cresciuto nel mondo dell’associazionismo. Si tratta di una disponibilità che vuole rappresentare un segnale di apertura del Partito Democratico verso le nuove generazioni. La figura di Emanuele rappresenta per noi la scelta di portare avanti un nome frutto del percorso di coinvolgimento dell’associazionismo giovanile milanese. Un segnale da e per le nuove generazioni.
 
I giovani hanno bisogno di essere sostenuti. Le prossimi comunali di Milano rappresentano anche il momento per passare dalle parole ai fatti. Il Partito Democratico ha l’occasione di dimostrare che la volontà di aiutare i giovani è reale e concreta, non con il semplice “posto in lista”, ma con un vero sostegno politico. Per questo chiediamo ai nostri iscritti ed ai dirigenti del Partito Democratico il loro supporto. Per dimostrare che le candidature dei giovani nei consigli di Zona e di Emanuele Lazzarini in Consiglio Comunale non rappresentano delle semplici “figurine” da usare per abbellire le liste, ma sono il segnale di un vero rinnovamento.
Non lasciamoci scappare l’occasione di lanciare un segnale forte. Il segnale che con Giuliano Pisapia possiamo vincere queste elezioni dando un ruolo attivo e propositivo alle nuove generazioni.
 
Noi ci crediamo. E voi? Letizia Moratti ha lanciato una lista di giovani, un vero e proprio specchietto per le allodole con poche speranze di far eleggere un consigliere. Come Partito Democratico vogliamo e possiamo lanciare un messaggio molto diverso, vogliamo costruire una candidatura vera in grado di fare breccia nel cuore della Milano giovane. Siamo convinti che se anche il Partito Democratico ci crederà insieme a noi, tutto questo sarà possibile. 

Andrea Catania
Silvia Gadda
Fabio Bottero
Silvia Carrieri
Luigi Corbari
Ilaria Cova
Federico D’Adda
Marcello Dassi
Simone Garbuglia
Alessandra Gatti
Emanuele Granziero
Stefano Indovino
Irene Leonardis
Matteo Malaspina
Francesco Mapelli
Luca Nuvoli
Elisabetta Pandolfo
Paolo Razzano
Antonio Rinaldi
Mara Rubichi
Alessandro Russo
Paolo Salvaggio
Alberto Samori
Yuri Santagostino
Giacomo Sartori
Marco Tansini
Giorgio Uberti
Vittoria Valenti
Chiara Vitale

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