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Sea, Mauri: “Domani Podestà riferisca in Consiglio. Mancano sette giorni per la quotazione in borsa”

Matteo Mauri, capogruppo PD in Provincia di Milano

“È scattato il conto alla rovescia, mancano ormai solo 7 giorni alla limite del 10 ottobre per prendere una decisione sulla possibile quotazione in Borsa di Sea delle azioni detenute dalla Provincia di Milano, insieme al Comune. Per questo abbiamo chiesto ufficialmente con una lettera al presidente Podestà di riferire già nel prossimo consiglio provinciale, convocato per domani giovedì 4 ottobre, se nel frattempo abbia o meno maturato una qualche idea sulla quotazione di Sea. Abbiamo inoltre richiesto la convocazione, entro la scadenza del 10 ottobre e in tempo utile, un consiglio straordinario sulla questione”. Lo comunica Matteo Mauri capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi.

“Non si tratta certo di una questione da poco – aggiunge Mauri – visto che la quotazione in Borsa è di per sé più che sufficiente per garantire il rispetto del patto di stabilità dell’amministrazione provinciale. Dopo anni di assoluto immobilismo da parte della Provincia e di gestione confusa delle partecipate, é venuto il momento che consiglio si esprima in modo inequivocabile e abbia un ruolo attivo su una scelta fondamentale come quella della quotazione di Sea, una scelta che nello scorso Consiglio era stata solo rimandata”.

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Tranvia, Casati: “Perché la Provincia non ha agito prima?”

Ezio Casati (Pd), vicepresidente del Consiglio provinciale

Un’interrogazione urgente per chiedere spiegazioni sulla causa del blocco, imposto dal ministero delle Infrastrutture a causa della pericolosità della linea, della tranvia Milano – Limbiate è stata presentata ieri in Provincia di Milano da Ezio Casati, vice presidente della Consiglio provinciale.
“Nonostante l’impegno di spesa – attacca Casati – assunto dal Comune di Milano per avviare i lavori, manca ancora l’autorizzazione da parte della Provincia di Milano. L’amministrazione guidata da Podestà ha risposto alle sollecitazioni del ministero comunicando che “l’inizio delle attività sulla tranvia Milano – Limbiate è condizionata da aspetti tecnici procedurali legati alla metro tranvia Milano Parco Nord – Seregno”, come è riportato nella stessa lettera inviata dal ministero che ha di fatto bloccato il servizio. Questa dichiarazione mi è sembrata solo un modo per cercare delle scuse”.
“La Provincia faccia luce – conclude Casati – su ciò non ha funzionato negli ingranaggi dell’amministrazione. L’improvviso blocco della linea ha creato moltissimi problemi tra i cittadini che ora continuano a subire questo disservizio. Nell’interrogazione ho chiesto di sapere quando inizieranno i lavori di ripristino della tratta di binario a sud del Comune di Varedo e per quale motivo, nonostante si fosse concordato l’intervento di messa in sicurezza, la Provincia di Milano non abbia rispettato gli accordi. Ma soprattutto e quali tempistiche si prevedono per il ritorno al funzionamento del servizio di tranvia. Visto tutto il ritardo accumulato, almeno si dica ai cittadini quando sarà possibile per loro poter riutilizzare la linea”.

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Rho-Monza, Casati: “Giunta provinciale disattende il Consiglio”

Ezio Casati (Pd), vicepresidente del Consiglio provinciale

“Ho il sospetto che Serravalle dovesse assolvere un compito, quello di bocciare il progetto alternativo della Rho-Monza preparato dai comuni e dalle associazioni. Se ciò era l’obiettivo penso che l’abbia fatto con incredibile solerzia”. Lo afferma Ezio Casati, vice presidente del Consiglio provinciale di Milano in merito all’ipotesi di riqualificazione della strada Rho-Monza.
“Con la relazione dei tecnici – spiega Casati – che definisce irrealizzabili praticamente tutte le alternative alle 14 corsie previste dall’ampliamento del tratto che passa da Paderno Dugnano, sono di fatto disattese le indicazioni del Consiglio provinciale che aveva approvato, all’unanimità, una mozione che chiedeva di valorizzare il lavoro fatto dai comuni e dai comitati in questi anni per trovare una soluzione conveniente per tutti. È però inqualificabile che l’assessore De Nicola possa definire ‘pizzo’ le compensazioni ambientali richieste dai territorio ad opere pubbliche che impattano sul territorio”.
“Ora ho chiesto e ottenuto – aggiunge Casati – che entro due settimane vengano convocati in commissione anche i comuni, i loro tecnici insieme ai comitati attivi sul territorio affinché i consiglieri possano sentire anche la loro campana, dopo la presentazione dei tecnici di Serravalle. Le differenze di costo per alcuni tratti sono spaventosamente alte. Vogliamo capire il perché”.
“Ribadisco – conclude Casati – che la responsabilità è tutta della politica e della giunta Podestà – De Nicola che continua ad ignorare il parere espresso dal Consiglio provinciale. Ma ricordo che se volevano usare i tecnici di Serravalle come i cecchini del progetto alternativo, non ci hanno nemmeno sfiorato di striscio”.

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Quote rosa, approvata mozione in Provincia

Diana De Marchi, consigliera provinciale PD

È stata approvata ieri, a larga maggioranza, nonostante qualche voto di astensione da parte di alcuni esponenti nel centrodestra, la mozione che chiedeva alla Provincia un impegno per garantire, già dalle prossime nomine, l’equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali delle società e degli enti partecipati dalla Provincia di Milano.

“Sono soddisfatta – commenta Diana De Marchi, consigliera provinciale Pd e prima firmataria della mozione – della scelta presa dalla maggior parte dei consiglieri che oggi hanno chiesto all’amministrazione provinciale di bilanciare la parità tra i generi. Si tratta di rendere effettivo un diritto previsto dalla legge bipartisan approvata nel 2011 (n.120), di cui manca ancora il regolamento attuativo”.
“Della parità tra donne e uomini – aggiunge De Marchi – si parla molto, ma per avere risultati servono anche leggi che rompano un sistema che predilige la presenza maschile nei luoghi di comando e che fa fatica ad essere superato. Ai detrattori che non sono mancati oggi, rispondo che non si parla di tutelare debolezze, ma di valorizzare saperi e talenti che possono portare nel nostro Paese quel grande cambiamento e quell’innovazione di cui ha bisogno”.

Matteo Mauri, capogruppo PD in Provincia di Milano

“Sono convinto – conclude Matteo Mauri, capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi -che le istituzioni per prime debbano dare l’esempio con segnali chiari per ridurre le evidenti difficoltà delle donne, a parità di capacità, ad essere rappresentate nei luoghi dove si decide. Occorre un cambiamento culturale che deve vedere protagonisti anche gli uomini”.

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Asam, Mauri: “Confermati i nostri sospetti su modifiche a statuto”

Il PD fa un’interrogazione in Consiglio provinciale

Asam, nomina incompatibile e modifiche dello statuto. Seconda puntata. Pubblichiamo, quì di segutio, il comunicato stampa ufficiale reso noto dal Gruppo provinciale del PD.

“Chiederemo di poter visionare i pareri nella commissione provinciale Garanzia e controllo e vorremmo anche sapere quanto sono costati tali pareri. Risulta però molto strano che l’’incarico professionale per la prestazione di attività di relazioni pubbliche, quale quello avuto dalla signora Carmen Zizza con Serravalle, non rientri nella casistica di ‘rapporti economici’ che prevede l’incompatibilità nel Cda di Asam. La dicitura ‘rapporti economici’ è abbondantemente ampia da comprendere anche questo tipo di prestazioni. Comunque sul tema aspettiamo di vedere la risposta della Giunta alla nostra interrogazione.
Detto ciò non possiamo che ritenere sbagliate le modifiche che l’amministrazione provinciale vuole apportare allo statuto di Asam. Trasformare il ruolo del direttore generale in un impiego a tempo indeterminato non pare certo una scelta in linea con i tempi, né sembra favorire l’’ingresso dei privati, come ha sostenuto il presidente Podestà. Ed eliminare l’’incompatibilità tra direttore generale e consigliere di amministrazione favorirebbe un cumulo delle cariche che non permetterebbe a colei o colui che andrà a ricoprire quel ruolo di svolgere efficientemente il suo lavoro. E non avvantaggerebbe di certo l’operatività dell’azienda. Nella logica che a pensar male a volte ci si azzecca, le dichiarazioni rilasciate oggi dalla maggioranza di centrodestra dimostrano che avevamo ragione a sospettare che fosse proprio Carmen Zizza la destinataria delle norma ad personam. Per il resto ben vengano le persone capaci, ma non ci sono persone per tutte le stagioni””. Lo afferma Matteo Mauri, capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi.

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Quote rosa società partecipate. La Provincia dia l’esempio

Diana De Marchi, consigliera provinciale PD

Un’impegno per “garantire l’equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali delle società e degli enti partecipati dalla Provincia di Milano, già dalle prossime nomine”. È questa la richiesta contenuta nella mozione presentata da Diana De Marchi, consigliera provinciale Pd, e da Gabriella Achilli, consigliera della Lista civica Penati, e sottoscritta dalle altre donne del Pd Bruna Brembilla e Roberta Perego. “Da un confronto di dati presenti sul sito della Provincia –-spiega Diana De Marchi – su 16 società, in cui almeno un nome è designato direttamente dalla Provincia, 7 non hanno donne nei cda. Questo conferma che la strada da compiere verso la parità è ancora lunga. La commissaria Ue alla giustizia, Viviane Reding, ha ricordato che la media europea, a gennaio 2012, di presenza rosa nei cda è pari al 13,7% e l’Italia si colloca sestultima nella lista Ue con un 6,1%”.  Nella mozione presentata si fa riferimento alla legge 120/2011, approvata lo scorso anno su proposta delle parlamentari Golfo (Pdl) e Alessia Mosca (Pd), che regola  la presenza di quote rosa nei vertici di comando e di controllo delle società quotate in borsa e di quelle controllate da pubbliche amministrazioni. “Questa legge – conclude Diana De Marchi – detta anche i tempi del cambiamento. Entro il 2015 gli organi delle società dovranno essere composti almeno da un terzo di donne. Per l’adeguamento nelle società a controllo pubblico occorre però un regolamento governativo che definisca i tempi e i modi. Credo sia importante giocare d’anticipo e mi auguro che il presidente Podestà voglia cogliere quest’occasione per lanciare un segnale di cambiamento culturale. La parità è un principio purtroppo ancora presente solo sulla carta, ma la Provincia di Milano può dare il buon esempio. Fin da subito”.

 

 

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Otto marzo, serve una città al “femminile”

Festa delle Donne. Il manifesto del PD

Otto marzo, festa della donna, un’analisi attraverso la lente della toponomastica. Secondo un calcolo approssimativo solo il 5% delle strade è intitolato a donne e a Milano questo dato precipita sotto il 3%. Un numero che non rende certo giustizia al contributo femminile in Italia. Siccome però la parità si scrive, anche e soprattutto nei luoghi pubblici, le donne democratiche chiedono di intitolare le vie, i parchi, le piazze delle nostre città alle donne che con il loro impegno nell’arte, nella cultura, nella scienza, nella politica hanno fatto la storia del nostro Paese. Non è che sugli altri segnali convenzionali le cose vadano meglio. Le targhe stradali infatti sono la cartina di tornasole della misoginia ambientale: l’unico segnale stradale che contempla la presenza dei due sessi è quello che indica la presenza di scuole e che vede un bambino, davanti, che simbolicamente “conduce” per mano una bambina, tirandosela dietro. Per il resto le donne sono invisibili: non attraversano la strada, non vanno in bici, non passeggiano nelle aree pedonali.  In Provincia di Milano il gruppo del Pd ha presentato un ordine del giorno, che chiede l’impegno della Giunta a farsi promotrice, presso i comuni, affinché le prossime strade riportino nomi di donne. “Chiediamo – spiega Diana De Marchi, consigliera provinciale del Pd – il giusto riconoscimento culturale e sociale delle donne protagoniste della nostra storia e fino ad oggi oscurate, cancellate, marginalizzate e sospinte nel privato come sfera prioritaria di appartenenza. In questi anni c’è stata una grande dimenticanza che ora va colmata. Questa è l’occasione giusta per porvi rimedio”.
“Nelle istituzioni le donne del Pd si attiveranno – sostiene Arianna Cavicchioli, consigliera  regionale del Pd – per sostenere questa iniziativa. È necessario creare  un  consenso  diffuso sul territorio. Si potrebbero intitolare le vie di accesso per il sito espositivo di Expo alle donne. Sarebbe un segnale importante di attenzione in occasione di un evento internazionale”.  “Abbiamo inviato tante lettere – aggiunge Adriana Perrotta Rabissi, del gruppo Toponomastica femminile Milano attivo su Facebook – a tante amministrazioni per sensibilizzarle sul tema. Le donne sono ancora troppo estranee alla polis e a loro spetta solo il privato: occorre un profondo cambiamento. La rivoluzione culturale si fa anche a partire dai nome delle strade, visto il profondo significato simbolico che hanno le immagini e i nomi degli spazi pubblici”. Le donne del Pd intanto si fanno promotrici della proposta sul territorio: “Far emergere le donne dalle pieghe della storia e renderle visibili – insiste Piera Landoni, Coordinatrice provinciale delle donne democratiche – contribuisce a cambiare la condizione femminile. Da domani invierò a tutte le amministratrici comunali dell’area metropolitana milanese l’ordine del giorno presentato in Provincia affinché tutti i consigli comunali assumano formalmente l’impegno di titolare le prossime tre vite o luoghi pubblici alle donne”. “Questo ordine del giorno – continua Ilaria Cova, Coordinatrice regionale delle donne democratiche – verrà esteso anche ai comuni lombardi e rappresenta un esempio di buona politica dove attraverso l’azione e l’impegnò delle donne una proposta civica approda in un ambito istituzionale”. “Serve ora anche un’accelerazione – conclude Francesca Zajczyk, delegata per le Pari Opportunità del Comune di Milano – sui tempi e modi di applicazione di questa proposta. Ai tempi della Giunta Moratti ci volle oltre un anno per l’intitolazione di una piazza Contro la violenza alle donne. L’attuale amministrazione si è dimostrata più sensibile, vista anche la volontà di intitolare una via alla giornalista assassinata in Russia Anna Politkovskaja”.

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Rho-Monza, il tunnel approda a Roma

Interramento del tratto su Paderno Dugnano 
Casati: “Su Rho-Monza, un incontro con il ministro Passera”

L’ufficio di presidenza del Consiglio provinciale ha affidato al vice presidente Ezio Casati  (nella foto) il compito di tenere i rapporti con il Governo, dopo che il 2 dicembre scorso è stata approvata una mozione a favore dell’interramento del tratto della Rho Monza che insiste su Paderno. Nel documento approvato da Palazzo Isimbardi si chiede a Governo, Regione Lombardia, Provincia, alle Società da essa controllate e ad Anas di reperire le somme indispensabili per la realizzazione dell’opera (nella foto una manifestazione del Comitato interramento).
In questi giorni il senatore del PD Luigi Vimercati, in commissione Lavori Pubblici, ha già definito un prossimo incontro tra Casati e il ministro allo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera o con il sottosegretario per illustrare loro il problema della Rho Monza e la soluzione prospettata dai comitati e approvata dalle amministrazioni comunali interessate. “Dopo la votazione del consiglio provinciale  c’è ancora molto da fare – spiega Ezio Casati – e noi continueremo a impegnarci nei prossimo mesi. Mi auguro che questo primo appuntamento con il Governo possa segnare positivamente il percorso per l’interramento della Rho Monza”.

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Interramento Rho-Monza, primo sì dalla Provincia

Il Consiglio provinciale di Milano, dopo una lunga seduta durata tre ore, presenti oltre 200 cittadini, nella serata di giovedì 1 dicembre, ha approvato all’unanimità una mozione che invita il presidente Guido Podestà “ad adoperarsi affinchè l’ipotesi progettuale predisposta dai comuni” di Paderno Dugnano, Novate, Baranzate, Bollate e Cormano, e dai comitati cittadini,  “possa essere accolta”. In altre parole, dopo tanti rinvii e indecisioni, la Provincia di Milano ha espresso sul progetto di riqualificazione della Rho-Monza un indirizzo che va nella direzione auspicata dai comuni e dai comitati civici. L’interramento o il tunnel, che ridurrebbero l’impatto ambientale e l’inquinamento, sembrerebbero quindi più vicini. Restano da ricalcolare i costi dell’opera con inserito il tunnel. Dopo il ritiro di una mozione pro-interramento presentata dal vicepresidente, il democratico Ezio Casati, il Consiglio riusciva a mettere d’accordo tutti i gruppi con una nuova mozione. Nel testo si invita, inoltre, “il Governo, la Regione, la Provincia, le società da essa controllate e Anas a reperire le somme indispensabili per la realizzazione dell’opera in modo da garantire la soluzione tecnica-economica che possa assicurare il contenimento dell’inquinamento”. Positivo il commento del consigliere Pd Ezio Casati, che aggiunge: “ma non deve rimanere solo un indirizzo sulla carta, adesso dobbiamo realizzarlo”.

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Cova: “Cambiago, sfidiamo la Lega su mozione contro impianto”

“Quando non c’è da votare la Lega fa finta di essere dalla parte dei cittadini, ma alla prova dei fatti, nel momento delle scelte che contano, finisce sempre per piegarsi agli interessi e per obbedire al Pdl. Così ha fatto anche per il problema dell’impianto dei rifiuti di Cambiago. Venti giorni fa, il 3 novembre, ha votato contro una mozione del centrosinistra che chiedeva di opporsi alla realizzazione dell’impianto di rifiuti speciali pericolosi a Cambiago. La richiesta è stata così bocciata. In commissione provinciale Ambiente la Lega ha fatto dietrofront, rivedendo in parte le sua posizioni”. Lo afferma Paolo Cova, consigliere provinciale del PD, in un comunicato stampa relativo alla realizzazione di un impianto di rifiuti speciali a Cambiago.
“Ma visto che le parole non bastano – conclude Paolo Cova -  e per bloccare la realizzazione di un impianto servono i fatti, noi li attendiamo al varco: riporteremo in Consiglio la  richiesta di bloccare l’iter per la realizzazione dell’impianto di Cambiago e ci aspettiamo che questa volta, coerentemente con le loro dichiarazioni di oggi, non cambino ancora idea. Se invece si tratta solo di chiacchiere, lo scopriremo presto”.

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