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Terremoto, comuni di centrosinistra gemellati con l’Emilia

Sono sedici, in tutta la Lombardia, le amministrazioni comunali guidate dal centrosinistra che hanno dato vita a gemellaggi con i comuni colpiti dal terremoto in Emilia. Otto di queste amministrazioni, in tutta la provincia di Milano, sono guidate da sindaci del Pd. Il gemellaggio fra comuni, oltre al supporto tecnico, instaura sostegni concreti e misure di  solidarietà di grande valore, non solo simbolico. Come ad esempio la creazione di reti e contatti per acquistare le forme di grana padano o parmigiano reggiano direttamente dai consorzi e dalle aziende casearie colpite dal sisma. Quì di seguito pubblichiamo il comunicato stampa a firma del segretario regionale del Partito Democratico Maurizio Martina e di Matteo Rossi, responsabile Enti Locali Pd della Lombardia.

Un gemellaggio concreto, fatto di fondi di solidarietà, di tecnici e operatori comunali in trasferta per sopralluoghi e perizie, di reti sociali per le imprese e le famiglie in difficoltà e di ospitalita’ nelle colonie al mare e in montagna per i bambini e gli anziani. Sono i cardini degli aiuti concreti, messi a disposizione da alcune amministrazioni comunali a guida Pd in Lombardia per i comuni del mantovano e del modenese colpiti dal terremoto. Il primo lavoro di coordinamento e contatto delle realtà coinvolte e’ stato compiuto dal Pd lombardo in raccordo con i Democratici dell’Emilia Romagna, di Modena e Mantova.

Oltre alla mappatura degli stabili lesionati, alla messa in sicurezza di edifici pubblici e privati e all’assistenza per le pratiche di emergenza, lo sforzo congiunto e’ quello di garantire ai lavoratori e alle famiglie sfollate il ritorno alla normalità. Per questo i Comuni lombardi hanno creato reti sociali per la commercializzazione di prodotti della filiera lattiero-casearia, pesantemente danneggiata dalle scosse, e messo a disposizione di bambini e adolescenti i posti nelle colonie estive. Un esempio quella di Bibbione in Toscana di proprieta’ dell’amministrazione di Sesto San Giovanni.

In particolare, i gemellaggi sono tra il comune di Sesto San Giovanni e quello di Carpi, tra Finale Emilia e Cinisello Balsamo, tra Novi di Modena e Vimercate, tra San Felice sul Panaro e Desio e Usmate Velate, tra Concordia sulla Secchia e Crema, tra Cavezzo e Cormano, tra Medolla e Cernusco sul Naviglio, tra San Prospero e Codogno. E ancora: tra San Possidonio e Locate Triulzi e Usmate Velate, tra Camposanto e Arzago d’Adda, tra Moglia e Pioltello, tra Pegognaga e Saronno, tra San Giovanni del Dosso e Monza, tra Sermide e Valnegra e Scanzorosciate, tra Gonzaga e Cerro al Lambro, tra Carpi e Rozzano.

Maurizio Martina, segretario PD Lombardia
Matteo Rossi, Responsabile enti locali PD Lombardia

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Parco Sud, Brembilla: “No alla quarta corsia dell’A1″

Bruna Brembilla, consigliera provinciale PD

“Non si “brucerà” ulteriore verde nel Parco Sud per far posto ad un’opera di nessuna utilità. Il Parco va preservato e per questo oggi (giovedì 29 marzo ndr) durante il direttivo, abbiamo votato contro il parere di ampliamento della quarta corsia della A1 da Milano Sud a Lodi che avrebbe insistito sui comuni di San Giuliano Milanese, Melegnano e Cerro al Lambro. I membri di centrodestra erano a favore dell’ampliamento, ma siamo riusciti a far prevalere la posizione contraria grazie anche alle numerose assenze tra le fila del Pdl e della Lega”. Ne dà notizia Bruna Brembilla, consigliera provinciale del Pd  e componente del direttivo del Parco Agricolo Sud. “Abbiamo votato contro – spiega Brembilla – perché la relazione istruttoria presentata dagli uffici dice chiaramente che questo ampliamento danneggerebbe il parco senza risolvere il problema del traffico. La stessa relazione di accompagnamento alla delibera riporta che non ci sono studi che parlano di  ‘benefici per la collettività’ ma che tale opera comporterebbe un ‘forte consumo di suolo agricolo’. Senza contare i problemi che avrebbe comportato l’ampliamento del ponte che attraversa il fiume Lambro, un’area di particolare pregio ambientale”. “In cambio del via libera alla realizzazione della quarta corsia – aggiunge Brembilla – il Parco avrebbe potuto contare su   2 milioni di euro in opere. Per noi il consumo di suolo deve avere dei reali benefici. Deve essere chiaro che non siamo pregiudizialmente contro le infrastrutture, ma non possiamo permettere che si rinunci ad importanti spazi verdi quando si nega così esplicitamente l’utilità dell’opera per i cittadini”. “Il parere del direttivo del Parco – conclude Brembilla – era obbligatorio, anche se non vincolante. Vedremo ora che conseguenze ne trarrà Autostrade per l’Italia”.

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