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Congedo di paternità, la proposta del Pd in Provincia

“Anche in tempi di spending review, di tagli agli enti locali e di risparmi ci sono dei valori da difendere e altri da riaffermare. La genitorialità non è un tema che riguarda solo le donne, ma è un tema sociale. Per questo chiediamo alla Provincia di attivarsi a promuovere tre giorni di paternità obbligatoria per i suoi dipendenti e da queste basi partire con una ‘moral suasion’ nei confronti delle altre realtà lavorative sia pubbliche, sia private”. Con queste parole, Diana De Marchi e Bruna Brembilla, consigliere provinciali del Pd, spiegano le motivazioni che le hanno spinte a presentare una mozione sul tema a Palazzo Isimbardi.
“Fino a pochi anni fa – spiega De Marchi – la prima infanzia era lasciata alla cura delle madri e generazioni di padri hanno perso esperienze fondamentali, fortunatamente la cultura sta cambiando. Ogni donna sa quanto sia bello, ma a volte anche causa di ansie, il ritorno a casa dopo il parto. Da sempre, in questi frangenti, le nonne sono portatrici di esperienza e di conforto. Ma avere accanto il marito con cui condividere i primi momenti con il neonato può rendere la gioia più grande e le incombenze meno gravose”.

“La nostra proposta – dicono De Marchi e Brembilla – è quella di rendere obbligatorio e totalmente retribuito il congedo di tre giorni per i padri che lavorano nell’amministrazione provinciale, finora solo facoltativo, da usufruire nei primi otto giorni dell’arrivo del bambino a casa. Anche se dall’anno 2000 i padri possono chiedere congedi parentali facoltativi, spesso l’ostilità delle aziende a concederle oppure una sorta di imbarazzo maschile ad esprimere questa volontà, impediscono di fatto il loro utilizzo. Per questo la richiesta di trasformalo da facoltativo ad obbligatorio non va intesa come una imposizione, ma come aiuto ai padri a superare vecchi comportamenti e a rivendicare il proprio inalienabile diritto”.
“Anche dalle piccole cose come questa – aggiunge Brembilla – si può partire per cambiare mentalità. La maternità non è un tema che riguarda sole le donne, ma è un tema sociale. La condivisione dei compiti è questo segnale importante dal punto di vista culturale per modificare il sistema. Se infatti per affrontare il lutto esiste un permesso valido sia per uomini che per donne, perché non dovrebbe essere così per un avvenimento gioioso e ugualmente dirompente come la nascita di un figlio? Proporrò questa mozione anche ai Comuni della Provincia. Più siamo meglio è”.
“L’eventuale scelte da parte delle Provincia di attuare questa proposta – concludono le consigliere Pd – costituirebbe un segnale forte al mondo del lavoro, senza per questo avere ripercussione sull’efficienza lavorativa. Esistono infatti moltissimi studi che spiegano come la condivisione dei compiti e dei ruoli fra donne e uomini all’interno della famiglia aumenta la produttività di tutto i componenti del nucleo. A guadagnarne perciò sarebbero tutti”.

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Expo, Salvini attacca Formigoni

Matteo Salvini, neosegretario della Lega in Lombardia attacca frontalmente il governatore Roberto Formigoni. Contenuto della dichiarazione: una critica sulla delega Expo 2015. Il segretario Pd Roberto Cornelli mette in evidenza l’incongruenza politica del centrodestra lombardo.

“L’attacco del nuovo segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, nei confronti del governatore lombardo sulla delega all’Expo, Roberto Formigoni, dimostra che nel governo della Regione si stanno giocando i tempi supplementari”. Lo afferma il segretario metropolitano del Partito Democratico, Roberto Cornelli, che aggiunge: “Vedremo se Matteo Salvini saprà imporre una linea di rinnovamento nel suo partito tirando dritto, nonostante le sue parole siano state subito bloccate dall’intervento di Roberto Maroni. Quello che sta succedendo in Regione Lombardia è un banco di prova anche per Matteo Salvini, che vince internamente il congresso invocando il rinnovamento ma poi è costretto a tirare il freno a mano quando Maroni lo rimette al suo posto. C’è ancora tempo per cercare di aprire un percorso di rinnovamento che non si fermi alla sola questione dell’incompatibilità di Formigoni alla guida di Expo ma che dia la parola agli elettori lombardi e restituisca credibilità alle istituzioni. Il voto di sfiducia al governatore di mercoledì al Pirellone è l’ultima chiamata per la Lega Nord, che proclama di voler voltare pagina”.

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Un anno con Pisapia, festa sobria

“Oggi si celebra, con alcuni piccoli eventi di riflessione, l’insediamento a Palazzo Marino del sindaco di Giuliano Pisapia, avvenuto esattamente un anno fa. E’ l’occasione per ribadire che Milano ha cambiato rotta e viaggia verso un futuro di solidarietà, inclusione e sostenibilità. Questa città oggi guarda con immenso dolore al dramma del terremoto in Emilia e saprà dare un grande contributo alle popolazioni colpite dal sisma e dalla crisi economica”. Lo affermano, in una nota congiunta, il segretario metropolitano e il coordinatore cittadino del Partito Democratico, Roberto Cornelli e Francesco Laforgia. “La nuova Milano che stiamo costruendo – si legge nella nota – saprà dimostrarsi solidale con chi sta maggiormente soffrendo nelle zone colpite e oggi, a un anno di distanza da quella vittoria inedita e colorata, è pronta a dimostrare di avere davvero cambiato itinerario. Anche il Partito Democratico incontra la città in questi giorni con il “W Milano in tour”. E’ il nostro modo di celebrare la vittoria e misurarci con la bellezza ma anche la fatica del governo di una città complessa come questa, incontrando i quartieri, i loro problemi e le prospettive di cambiamento”.

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Cornelli: “A rischio la credibilità delle istituzioni”

Il segretario provinciale del PD Roberto Cornelli

“La vicenda politica del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, è al crepuscolo. Un tramonto drammatico e grottesco che rischia di trascinare nel baratro la credibilità dell’istituzione regionale”. Lo afferma il segretario metropolitano del Partito Democratico, Roberto Cornelli,  che aggiunge: “Formigoni dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi per evitare che gli elettori lombardi perdano fiducia nelle loro istituzioni e perché in un momento di crisi economica come questo, la mancanza di una guida credibile e seria provoca danni gravi al sistema sociale. Il presidente lombardo conosce la drammaticità di questa implicazione e sa perfettamente che la maggioranza politica che lo sosteneva non esiste praticamente più. Formigoni non riesce a dire ai lombardi quali sono le mosse per rilanciare economia e lavoro e far fronte alla crisi che chiude aziende e pregiudica il futuro dei giovani. Crediamo che il governatore non abbia più alcun itinerario politico, perché i suoi stessi alleati parlano una lingua diversa. Le continue autodifese del presidente non servono a colmare un baratro politico ormai evidente e raffigurano una triste rappresentazione solitaria”.

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Nuovo Pgt, Milano cambia faccia

“Finalmente Milano cambia faccia. Con l’appovazione del Pgt la città progetta un futuro a misura di cittadino, che rispetta il verde e investe nell’housing sociale”. Lo affermano,  il segretario metropolitano e il coordinatore cittadino del Partito Democratico, Roberto Cornelli e Francesco Laforgia.

Il nuovo pgt di Milano ferma la crescita abitativa ad 1milione e 500mila residenti. Dimezzato l’indice di cementificazione, 25mila case in housing sociale ed una città che punta sul verde riqualificando le vecchie stazioni dismesse. Il costoso tunnel Linate-Malpensa sostituito da una circle line (treno leggero).
“Il risultato della giunta Pisapia è il primo passo per il cambiamento delle pratiche di governo in questa città – dichiarano ancora Cornelli e Laforgia -. Anzitutto va riconosciuto il merito dell’Amministrazione di avere ripreso ad esaminare le osservazioni dei cittadini una ad una, e allargato il percorso decisionale alla partecipazione civica. Proprio come il Partito Democratico aveva richiesto durante le fasi della costruzione del Pgt. Anche grazie a questo prezioso e difficile lavoro il piano è stato sottoposto ad una radiografia completa e ora alla città viene offerta la possibilità di uno sviluppo sostenibile che comprende la salvaguardia delle aree verdi, il freno ad un enorme blocco di cemento equivalente a 124 grattacieli Pirelli, lo sviluppo dell’housing sociale e una mobilità a misura d’uomo. Il Pgt appena approvato rappresenta un passo fondamentale per Milano e l’avvio di una nuova stagione di buona amministrazione, che si fonda sul confronto e la partecipazione. Spiace constatare che l’opposizione, specie quella del Pdl, abbia utilizzato questa partita non come terreno di confronto ma di scontro pregiudiziale. Un torto che i consiglieri azzurri hanno fatto prima di tutto ai cittadini che dicono di voler rappresentare”.

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Buccinasco e San Donato tornano al centrosinistra

Gianni Maiorano, sindaco a Buccinasco

Dopo un anno di commissariamento, dovuto alla nota vicenda giudiziaria che coinvolse nel 2011 la giunta di centrodestra, Buccinasco torna ad essere amministrata dai partiti di centrosinistra. Autore del significativo risultato è Gianni Maiorano, eletto sindaco con il 58,66% dei consensi (5.331 voti al solo ballottaggio). Maiorano, pensionato di 65 anni, ha sconfitto Serena Cortinovi (41.34% – 3.757 voti) con una coalizione formata da Pd, Idv, Sel, Federazione Verdi-Comunisti italiani-Rifondazione e dalla lista civica “Per Buccinasco”.

Andrea Checchi, sindaco di San Donato

A sud di Milano, a San Donato Milanese, il centrosinistra torna ad amministrare grazie ad Andrea Checchi, 47 anni una formazione professionale da geologo, ha speso gli ultimi anni nel sociale e nel Terzo settore. Checchi, sostenuto da una coalizione formata da Pd, Sel, Idv e dalla lista civica “Noi per la città”, è diventato sindaco con il 65,21% dei voti (7.472) ed ha battuto alle urne Marco Zampieri (fermatosi al 34,79% – 3.986 voti). Le prime parole da sindaco neoeletto Andrea Checchi le ha rivolte al tema della “scarsissima partecipazione al voto. Per questo dovremo lavorare proprio su questo, per recuperare fiducia e partecipazione”. I votanti al ballottaggio sono stati 11.656 su di un elettorato composto da 24.448 cittadini, in pratica si sono recati alle urne il 47,68% degli aventi diritto.

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Garbagnate torna al centrosinistra

Garbagnate Milanese, 27mila abitanti, importante centro nel cuore delle Groane, non lontano dagli ex-stabilimenti Alfa Romeo di Arese, torna ad essere amministrata dal centrosinistra. Merito della vittoria l’importante risultato ottenuto da Piermauro Pioli, ex-sindaco negli anni ’80-’90, che con il 51,74% (pari a 5.093 voti) vince il ballottaggio e diventa sindaco con una giunta Pd, Idv, Sinistra per Garbagnate e lista civica “Impegno per Garbagnate”. Pioli, esponente del Pd e coordinatore della Zona Bollatese, ha battuto il giovane candidato del Movimento Cinque Stelle Matteo Afker (27 anni), che al ballottaggio ha ottenuto il 48,26% dei consensi (pari a 4.751 voti). Il neosindaco Pioli (nella foto) all’indomani della vittoria, ha sottolineato la valenza politica e amministrativa del risultato: “E’ una vittoria ancor più preziosa – ha dichiarato sulle pagine del Corsera – dopo le dichiarazioni del Pdl a sostegno del candidato del M5S. Il centrosinistra è tornato finalmente al governo e Garbagnate tornerà finalmente alla normalità. Avevamo contro dieci candidati sindaci, ci siamo guadagnati punto su punto. Abbiamo ridotto il centrodestra sotto il 10%. E’ un risultato politico di non poco conto”. Soprattutto dopo i disastrosi anni dell’amministrazione Pdl-Lega e del commissariamento prefettizio, per Garbagnate si tratta di una vera e propria rinascita.

 

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Legnano, Magenta e Abbiategrasso. Tris vincente

Alberto Centinaio (Pd), nuovo sindaco di Legnano

Non c’è dubbio: in pochi, prima delle elezioni amministrative, avrebbero scommesso sul ritorno di amministrazioni di centrosinistra alla guida di Legnano e delle principali città del Magentino-Abbiatense. Ed invece il responso del ballottaggio è chiaro: i nuovi sindaci di Legnano, Abbiategrasso e Magenta guideranno le loro città con programmi riformisti e progressisti. A Legnano Alberto Centinaio (con 11.288 voti, pari al 51,91%) sconfigge Lorenzo Vitali del centrodestra (con 10.457 voti, pari al 48, 09%). Imprenditore di 63 anni, Centinaio guiderà una giunta targata Pd, Idv, Verdi e liste civiche “Insieme per Legnano” e “Ri-Legnano”.

Ad Abbiategrasso il sindaco uscente di centrodestra, l’ex-consigliere provinciale Roberto Albetti (con 3.765 voti) si ferma al 35,17% e non viene riconfermato. Il sindaco è Gigi Arrara, imprenditore tipografico di 41 anni, che ha ottenuto il 64,83% dei consensi (pari a 6.941 voti). Le prime parole del nuovo primo cittadino Abbiatense sono state: “Dedico la vittoria ai giovani che hanno lavorato con noi”. Arrara è sostenuto da Pd, Idv, Federazione della Sinistra e dalle liste civiche “Per Abbiategrasso” e “Vivere Abbiategrasso”.

Dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra torna al centrosinistra anche Magenta. Il nuovo sindaco eletto è Marco Invernizzi che riscuote il 51,75% dei consensi (5.194 voti). Il suo competitore, Natale Viglio, ottiene il 48,25% dei consensi, pari a 4.842 voti. “Questa – ha dichiarato Invernizzi – è la vittoria dei tanti cittadini che non solo hanno votato, ma partecipato al cambiamento. Ora daremo un volto nuovo alla città”. Invernizzi guida una coalizione formata da Pd, Idv, Sel, Sinistra unita per Magenta.

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Chittò: “Una nuova Sesto ecologica”

Giorgio Oldrini e Monica Chittò festeggiano la vittoria elettorale

Con il 69,4% dei consensi (16.144 voti) Monica Chittò è il nuovo sindaco di Sesto San Giovanni, eletta ieri al termine del ballottaggio. Sconfitta Franca Landucci del centrodestra che si attesta al 30,6% (7.120 voti), scompare dal consiglio comunale la Lega Nord che non avrà nemmeno un consigliere comunale. Monica Chittò, 49 anni sestese “doc”, dirigente editoriale, ex-assessore alla cultura, non nasconde la propria soddisfazione per avere confermato al centrosinistra l’amministrazione sestese. Fra le prime dichiarazioni della Chittò alla stampa, spicca il disegno, il progetto, della Sesto dei prossimi anni: “Una Sesto verde, gentile, ecologica – ha dichiarato la neosindaca – una città attenta all’ambiente, percorsa da piste ciclabili, con un servizio di bike sharing, che oggi non esiste, con orti nelle scuole. Una città che punti il più possibile alle energie rinnovabili”. Nel progetto del centrosinistra ci sarà, inoltre la realizzazione “dei piani attuativi già approvati per la riqualificazione delle aree Falck e Marelli, compreso – ha dichiarato Monica Chittò a Repubblica - un nuovo parco urbano grande come il Sempione di Milano”. Nel nord Milano importante risultato anche a Senago: dove il centrosinistra, con Lucio Fois (61,1% – 4.366 voti), riconquista la poltrona di sindaco sconfiggendo il leghista Riccardo Pase (38,9% – 2777 voti).

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Comunali, il centrosinistra vince otto a due

“I candidati sindaci del centrosinistra si impongono in quasi tutti i ballottaggi nei comuni della Provincia di Milano (otto comuni su dieci). E’ un fatto importante per il futuro dei nostri territori, dove tornano a prevalere nell’agenda amministrativa le buone pratiche di governo, vicine ai problemi delle persone e delle famiglie”. Lo afferma il segretario metropolitano del Partito Democratico, Roberto Cornelli.

Tutti i sindaci di centrosinistra eletti al ballottaggio del 20-21 maggio:

Abbiategrasso – Gigi Arrara (eletto con 6.941 voti – 64,83%)
Buccinasco – Gianni Maiorano (eletto con 5.331 voti – 58,65%)
Garbagnate Milanese – Pier Mauro Pioli (eletto con 4.874 voti – 52,23%)
Legnano – Gianni Centinaio (eletto con 11.288 voti – 51,91%)
Magenta – Marco Invernizzi (eletto con 3.377 voti – 51,36%)
San Donato Milanese – Andrea Checchi (eletto con 63,90%)
Senago – Lucio Fois (eletto con 4.366 voti – 61,12%)
Sesto San Giovanni – Monica Chittò (eletta con 16.144 voti – 69,39%)

“La vittoria di Monica Chittò a Sesto San Giovanni, e in tutte le altre città, conferma la giusta intuizione di avere investito in una nuova classe politica, seguendo la buona tradizione di governo della città. L’affermazione del centrosinistra in altri importanti comuni, strappati finalmente al centrodestra, come San Donato Milanese, Buccinasco, Legnano, Abbiategrasso, Magenta, Senago e Garbagnate è il segnale che il cambiamento e l’innovazione della politica passano attraverso il Partito Democratico. I cittadini hanno dichiarato conclusa l’epoca della sciagurata alleanza Pdl-Lega che ha depresso e mummificato i territori, espresso un diffuso malgoverno e una distanza siderale dai bisogni dei cittadini”. Conclude il segretario metropolitano Roberto Cornelli. Gli unici comuni nei quali il centrosinistra perde sono Arese e Melegnano.

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