Siamo quello che mangiamo

Bussolati

 

Domani inizia il festival di Identità Golose la più importante manifestazione italiana sull’alimentazione.

Un viaggio attraverso cibo, show cooking e testimonianze, per parlare di sostenibilità alimentare e lotta agli sprechi.
Anche in tv si può fare cultura del cibo, ci pensavo ieri sera mentre guardavo la semifinale di Masterchef. Questa è senz’altro l’edizione che mi è piaciuta di più, con la gara zero sprechi e la doggy bag, lo show ha acceso i riflettori sull’importanza e la virtù del riciclo degli avanzi.

Sul tema del cibo non si può negare il ruolo rivestito da Milano, che due anni fa ha elevato straordinariamente il livello di conoscenza sulla promessa di costruire un pianeta migliore. Un pianeta che garantisce il diritto di cibarsi a tutti, nel rispetto dell’ambiente. Una promessa cui oltre venti milioni di visitatori non hanno voluto mancare.

La nostra città, infatti, fa da apripista e mostra vivacità sul tema. Nel 2015 Diocesi e Caritas, grazie alle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del direttore artistico Davide Rampello, hanno tradotto in concreto un’idea di solidarietà attraverso il Refettorio Ambrosiano che, non solo in due anni ha distribuito circa 90 pasti al giorno, ma è oggi un manifesto mondiale, riprodotto anche a Rio De Janeiro in occasione delle Olimpiadi, per recuperare il cibo scartato.  E solo due giorni fa è stato inaugurato il  Ristorante Solidale, un nuovo progetto sviluppato da Caritas, Comune, Pony Zero e Just Eat, che trasforma le eccedenze alimentari in consegne solidali a chi ne ha più bisogno.

La più grande eredità di Expo si chiama Carta di Milano, tradotta concretamente nel Protocollo anti-spreco promosso dal Comune, che premia il mondo della ristorazione che recupera e redistribuisce le eccedenze alimentari. L’Esposizione universale ha messo Milano al centro del dibattito e la nostra città oggi ha in mano le redini per vincere un’altra grande sfida, una battaglia di civiltà importante.
La Milan “col coeur in man”, la Milano della solidarietà ambrosiana può farsi sponsor del valore etico dell’alimentazione esportando buone pratiche sul riciclo del cibo in favore di chi ha meno, in Italia e non solo.

Articolo scritto in Blog Dem.



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