Archivi del mese: marzo 2017

Noi, Patrioti Europei

BussolatiNel giorno in cui un pezzo del Governo, il sindaco Sala e Roberto Maroni volano a Londra per presentare la candidatura di Milano a ospitare l’Ema, sui giornali campeggia la brutta immagine dei consiglieri del Carroccio che sfoggiano un cappio. I leghisti che manifestano contro l’Europa sono l’emblema di un partito strabico e allo sbaraglio, vittima di se stesso e imbrigliato in visioni oramai anacronistiche, mentre Milano punta a diventare sempre più protagonista in Europa, come capitale dal volto internazionale, innovativa e aperta.

L’Unione non è in pericolo solo perché minacciata da un manipolo di leghisti che esibisce cartelli con su scritto “Basta Europa”, ma lo è perché in Francia c’è una candidata fieramente nemica dell’Unione che si fa largo proclamandosi campionessa della difesa dell’identità francese, perché dall’altra parte dell’Atlantico c’è un Presidente che rispolvera il politicamente scorretto per lanciare messaggi di fuoco all’Europa. E, soprattutto, perché ieri, nel giorno più triste per l’Unione Europea, a celebrare l’Indipendence day Nigel Farage non era da solo.

Altiero Spinelli, Ernesto Rossi , e poi Eugenio Colorni, poggiarono le basi per l’Europa di oggi, per sottrarla al destino di guerra cui era destinata. La più grande conquista di quel Manifesto, scritto a Ventotene, sembra oggi scontata e scalzata da venti nazionalistici e populisti che rifiutano l’idea di trovare soluzioni condivise.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di un’Europa unita, per ricomporre i pezzi sparsi di un sistema politico percorso nel continente da avvilenti risentimenti personali, nazionalisti e nostalgici fascisti.
Per questo, nel giorno della Liberazione, allo storico corteo, porteremo in piazza l’orgoglio europeo. Per riaffermare l’attualità della Resistenza come valore fondante dell’Europa unita.  L’unione, la solidarietà, la libertà e la pace rappresentano l’eredità più preziosa che ci è stata consegnata dalla Resistenza italiana ed europea.

Uno scatto d’orgoglio partendo dalla condivisione dei valori comuni, su tutti la libertà, l’antifascismo e la democrazia. Un sano patriottismo per portare avanti e rafforzare la strada dell’integrazione, verso l’obiettivo comune della costruzione degli Stati Uniti d’Europa.

Tocca a noi farlo. Noi, Patrioti Europei.

 

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Il terrore a Londra

londraA un anno esatto dal duplice attentato a Bruxelles, il terrore è ripiombato a Londra.

Un colpo a Westminster, la culla della democrazia.

Sarà banale ma è proprio questo che, assieme alla libertà, ci lega gli uni agli altri… Brexit o non Brexit. Ci affanniamo a cercare l’identità europea come fosse il Sacro Graal e non ci accorgiamo, invece, di quanto ci sia di europeo nel condividere valori come democrazia e libertà. Tutt’altro che scontati, a maggior ragione sessant’anni fa, quando ci stavamo appena risollevando dalle macerie della guerra. Non abbiamo una lingua comune, siamo una coacervo di tradizioni, abitudini, culture, perfino di architetture.

Ma quello che è accaduto ieri a Londra, e prima ancora a Berlino e Nizza, ad esempio, ci ricorda cosa siamo.
Una comunità che, nonostante le lingue diverse, per oltre metà secolo è riuscita a parlarsi e convivere in maniera pacifica, scongiurando la guerra.

Ripenso ad Altiero Spinelli, coraggioso antifascista, che scrisse in esilio sull’isola di Ventotene un manifesto, un sogno, un’idea, che ha potuto realizzarsi – almeno in parte – grazie al sacrificio di tanti che hanno creduto nella potenza di sostituire la forza del diritto a quella armata.

Di Europa si parla ancora troppo poco e molti di noi faticano a sentirsi veri cittadini europei.  Ma c’è un regista, Cédric Klapishc, che nel 2002 in qualche modo ha colto come la costituzione di un’identità passi anche dal riconoscimento delle differenze.  Un gioco di libertà che nella pellicola “L’appartamento spagnolo” porta una belga, un tedesco, un’inglese, un danese, un italiano e una spagnola a trovarsi per forza di cose vicini, nella stessa casa, a condividere e riscoprire un’identità comune, quella europea.

Come ha detto Matterella ieri, non ci possono essere ritorni ad un passato che non c’è più, nessuno di noi ventisette può farcela da solo. Nessun ritorno alle sovranità nazionali potrà garantirci la pace che tanto faticosamente, in sessant’anni, abbiamo preservato.

Se non vogliamo autodistruggerci e piombare in un regime di permanente emergenza allora dobbiamo riaffermarla questa Europa. Dobbiamo rispondere al nostro bisogno di sicurezza opponendoci all’idea che questo si possa fare alimentando il fenomeno che diciamo di voler scongiurare. Nessun tentennamento nel respingere chi oggi vorrebbe rispolverare vecchi egoismi nazionali. Nessun tentennamento nel riconoscere che l’immagine di Londra ferita racconta quanto, lei e noi, abbiamo perso quel 23 giugno 2016.

Il terrorismo colpisce e fa male, ma noi possiamo vincerlo con la forza dei nostri valori, quelli dell’Europa unita.

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#Grillorispondi

immagine profilo Pietro 2Ieri, ospite a Edicola Dem, ho letto l’oroscopo dei candidati al Congresso PD. Non è vero ma ci credo, si dice così spesso.
Il mio pronostica ”apparterrai al luogo in cui ti trovi ad essere e sarai sempre quello che sarai”.

Una certezza, insomma, no?
Almeno per me nessuno sdoppiamento di personalità all’orizzonte.

Al di là della facile ironia, c’è qualcuno che in questi giorni ha giocato a fare il comico dalle tante maschere e nessun volto. La faccenda di Grillo e il blog non è tanto una questione legale, quanto di responsabilità politica e morale. E’ la mancanza di trasparenza, un valore così sbandierato quanto difficile da realizzare, almeno per loro.

Post violenti che giudicano e non offrono possibilità di replica, ospitati su un blog denominato BeppeGrillo.it. Il nome di chi rimbalza colpe e responsabilità.

Nell’epoca della post – verità si ragiona spesso sul fatto che i fatti scompaiono scavalcati da quella che gli americani chiamano “truthness”, cioè il credere nelle notizie non tanto basate sul reale quanto su ciò che conferma i nostri preconcetti.
La “veritezza” si insidia perché ci consola, conferma le nostre convinzioni, a volte cavalca le nostre paure, facendo largo a narrazioni come quelle della retorica grillina che rinunciano ai fatti e scelgono la mistificazione e la demagogia.

Mentre Trump vorrebbe azzoppare l’informazione per fare della sua narrazione quella dominante, Grillo è il regista di costruzioni alternative ai processi democratici.
Traveste le epurazioni e trasforma l’elezione della candidata sindaca con 20 click in una vittoria della democrazia.
Dopo aver costruito la sua popolarità spargendo insulti e calunnie a destra e a manca, decide di tirarsi indietro e non togliere la maschera. Che tristezza.

 

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Siamo quello che mangiamo

Bussolati

 

Domani inizia il festival di Identità Golose la più importante manifestazione italiana sull’alimentazione.

Un viaggio attraverso cibo, show cooking e testimonianze, per parlare di sostenibilità alimentare e lotta agli sprechi.
Anche in tv si può fare cultura del cibo, ci pensavo ieri sera mentre guardavo la semifinale di Masterchef. Questa è senz’altro l’edizione che mi è piaciuta di più, con la gara zero sprechi e la doggy bag, lo show ha acceso i riflettori sull’importanza e la virtù del riciclo degli avanzi.

Sul tema del cibo non si può negare il ruolo rivestito da Milano, che due anni fa ha elevato straordinariamente il livello di conoscenza sulla promessa di costruire un pianeta migliore. Un pianeta che garantisce il diritto di cibarsi a tutti, nel rispetto dell’ambiente. Una promessa cui oltre venti milioni di visitatori non hanno voluto mancare.

La nostra città, infatti, fa da apripista e mostra vivacità sul tema. Nel 2015 Diocesi e Caritas, grazie alle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del direttore artistico Davide Rampello, hanno tradotto in concreto un’idea di solidarietà attraverso il Refettorio Ambrosiano che, non solo in due anni ha distribuito circa 90 pasti al giorno, ma è oggi un manifesto mondiale, riprodotto anche a Rio De Janeiro in occasione delle Olimpiadi, per recuperare il cibo scartato.  E solo due giorni fa è stato inaugurato il  Ristorante Solidale, un nuovo progetto sviluppato da Caritas, Comune, Pony Zero e Just Eat, che trasforma le eccedenze alimentari in consegne solidali a chi ne ha più bisogno.

La più grande eredità di Expo si chiama Carta di Milano, tradotta concretamente nel Protocollo anti-spreco promosso dal Comune, che premia il mondo della ristorazione che recupera e redistribuisce le eccedenze alimentari. L’Esposizione universale ha messo Milano al centro del dibattito e la nostra città oggi ha in mano le redini per vincere un’altra grande sfida, una battaglia di civiltà importante.
La Milan “col coeur in man”, la Milano della solidarietà ambrosiana può farsi sponsor del valore etico dell’alimentazione esportando buone pratiche sul riciclo del cibo in favore di chi ha meno, in Italia e non solo.

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