Milano, nata per correre

Bussolati

 

Ieri, dopo sei mesi, sono tornato a Citylife. È sorprendente quanto sia cambiata in così poco tempo.
Niente più impalcature né gru: la torre di Zaha Hadid, soprannominata lo Storto, svetta con i suoi 170 metri, di fianco  alla Isozaki e alla nascente Libeskind, nello skyline di Milano.
In quelle tre torri c’è tutto il futuro dell’architettura milanese, edifici storici adiacenti a grattacieli, il futuro che dialoga con la storia.
Milano si rinnova, si trasforma e non teme i cambiamenti, mentre a Roma la pioggia dei no, alle Olimpiadi, allo Stadio, alle Torri, rischiano di fare sprofondare la capitale nel nulla.

E mentre non accennano a diminuire le discussioni interne al partito che sembrano imbrigliare il Paese in noiosissime controversie tra correnti utili solo ai giornali e ben poco ai cittadini, ieri sera il Consiglio comunale ha approvato il bilancio e, grazie ad un emendamento sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, è stato approvato il finanziamento agli asili nido per una quota di un milione di euro, che consentirà di non ridurre i posti nelle strutture convenzionate. Insomma, Milano non si ferma.

Solo due giorni fa abbiamo assistito alle immagini di una capitale paralizzata e messa a ferro e fuoco da tassisti inferociti. La nitida istantanea  di un pezzo di società che vorrebbe rimanere immobile e usa la violenza come arma per bloccare lo sviluppo tecnologico e di un gruppo politico che mostra solidarietà a chi lancia bombe carta, aggredisce, assalta sedi di partito e sfoggia saluti romani.

Da una parte c’è chi ha fatto dei “No” il proprio manifesto politico, che difende l’inerzia e le rendite di posizione che producono diseguaglianze. Dall’altra ci siamo noi, che lavoriamo per garantire libertà e opportunità, eguali per tutti, e tutele ai più deboli, in una società dove purtroppo la povertà avanza spaventosamente.

 

 

Articolo scritto in Blog Dem.



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