Un romantico a Milano

Bussolati

“Il PD milanese è stata una delle realtà più innovative sul territorio”.

Ha detto così Matteo Renzi, ieri, durante la sua visita a sorpresa presso la nostra Federazione. Il suo è stato un arrivo inaspettato, ma molto speciale, perché ad accoglierlo c’erano anche i ragazzi della Prima D, la scuola di formazione politica targata PD che ha fatto il suo debutto circa un mese fa. Il grazie di Matteo Renzi ad ognuno dei presenti è stato il simbolo del riconoscimento al lavoro condotto da una grande comunità, prima ancora che di attivisti politici, di persone giovani e meno giovani, che ieri sera si sono fatte interpreti delle varie anime che la compongono.

Come Alessia, giovane ventiquattrenne, che è tornata a casa con un pezzettino di carta e i saluti personali del segretario alla zia che ci teneva tanto, o Ginetto dell’Ortica (quello scambiato per Umberto Eco da grillini inferociti) che ha voluto esserci per dire a Renzi di non mollare. Non ha voluto mancare neppure Giovanna, che dopo il lavoro è corsa in Federazione per incontrare il segretario e dirgli che il PD va mantenuto unito. E c’era anche Nerina, storica militante del partito, che ha messo in un abbraccio a Renzi tutto il suo incoraggiamento a farlo andare avanti.

Età, volti, idee e opinioni diversi, ma tutti accomunati dalla volontà di mantenere salda l’integrità del nostro partito. Questa è la bellezza di una comunità democratica, che trova il suo elemento innovativo nel sapere fondere valori della tradizione a quelli della modernità e nella capacità di tenere unito un gruppo di volontari di generazioni diverse.

Essere innovativi oggi vuol dire, infatti, fare cose che sappiano interpretare lo spirito del tempo, senza perdere il contatto con la realtà e con la base. In una parola: fare cose perfettamente in linea con lo spirito dinamico e innovativo di Milano.

Articolo scritto in Blog Dem.



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