Democratici di nome e di fatto

Bussolati

 

Libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber.

La democrazia vive nella libertà di partecipare, di scegliere, di dissentire.
Sembrerebbero concetti tutti molto scontati, ma oggi è evidente il diffondersi dell’idea che si possa fare a meno delle istituzioni.
“Democratici siamo tutti” disse qualcuno, ancora in tempi non sospetti, nel lontano 1999.

Ma democratico non è un partito ridotto e ripiegato sulle faccende di casa Arcore e dintorni, quello è un partito padronale e basta. Democratici non sono quelli delle “epurazioni”, che eleggono i loro candidati con 74 voti.
Democratico è un partito che un sabato e una domenica, piovosi, di febbraio porta alle urne oltre 60mila milanesi, convinti che partecipare e scegliere – attraverso il meccanismo delle primarie – il proprio candidato, sia un esercizio di democrazia e un modo per esprimersi, per contare.

Il Partito Democratico è ad oggi la sola forza politica che rivendica orgogliosamente i suoi valori nel nome, che affonda le sue radici nella cultura dei partiti che liberarono l’Italia dal fascismo e che difende strenuamente il valore e le funzioni delle Istituzioni, dalle minacce di quanti affermano che si possa farne a meno e che il meccanismo di deleghe e rappresentatività sia obsoleto.
Con la caduta del muro di Berlino e la fine delle ideologie la politica e il sistema partitico hanno smesso di far sognare i cittadini, per questo oggi ci serve avere un sogno.
Per tornare ad appassionare la gente e la convinca che affrontare i diritti civili, il tema del lavoro, la giustizia, il garantismo, significhi difendere i valori di una società avanzata. E ci serve, soprattutto, far recuperare fiducia nel meccanismo di rappresentatività, perché solo chi ha a cuore per davvero questi valori, li difende e produce un sistema di leggi che gli dia attuazione.
Nel nostro piccolo stiamo dimostrando di essere una comunità che non smette di lavorare, che vuole ascoltare tutti, perché crede che bisogna ripartire dal basso, con una classe dirigente immersa nei territori.
NordSudOvestEst rappresenta un bagno di realismo, un tour nelle idee e nelle proposte di molti, per dare forza al pluralismo, che è resterà uno dei valori cardine del nostro partito.

Non mi interessa fare polemica, non mi interessa tenere la discussione nel campo dei mal di pancia e delle divisioni, la mia, anzi la nostra sfida, è fare politica e bene, non distruggerla.

 

Articolo scritto in Blog Dem.



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