Mi dichiaro patriota europeo

 

Bussolati

 

L’insediamento di Trump alla Casa Bianca potrebbe cambiare il senso comune che tutti noi nutriamo per l’America, quello che prevale dal 6 giugno 1944.

Addio al volto del continente che ha accompagnato gli sforzi per far nascere l’Unione Europea, e con cui – dopo la dissoluzione dell’Urss – si è messo in piedi un blocco compatto, che ha trovato di recente la sua forza nella lotta ad un nemico comune, il terrorismo.

In Europa siamo accerchiati da focolai di tensione e, di certo, le posizioni del nuovo Presidente che deride il vecchio continente e affossa la Nato come organizzazione inutile, ci porta ad una sola certezza: la storica collaborazione oltre oceano non è più così certa. L’indipendenza degli spazi aerei dei paesi Baltici, ripetutamente violata dai russi, così come la stabilizzazione di Turchia, Medio Oriente e Nord Africa, da cui dipendono contenimento dei flussi migratori e lotta al terrorismo, sembrerebbero diventare improvvisamente un problema tutto nostro. E quando dico “nostro”, dico dell’Unione Europea.

Oggi, rispolverando un vecchio motto risorgimentale, credo ci sia un estremo bisogno di “fare gli europei”.
In qualche modo lo diceva anche Giuliano Ferrara qualche giorno fa in un ottimo editoriale, una sorta di chiamata alle armi per riscoprirci tutti noi dei patriottici europei. Calamandrei diceva che non basta avere un luogo per avere una patria, si parta dai valori comuni, su tutti quelli di libertà e democrazia. Insomma, un sano patriottismo che vive all’epoca dei localismi e della globalizzazione, delle minacce di Trump e di Putin, per proseguire nell’impervio ma necessario cammino, verso un futuro di integrazione e degli Stati Uniti di Europa.

Tocca a noi, forze progressiste e di sinistra, fare uno scatto per comprendere i motivi da cui si genera lo scontento sociale che ha alimentato, per esempio la Brexit e Trump. Tocca a noi, costruire in Italia, come in Europa, una visione strategica, partendo da valori e radici di progresso e democrazia che dobbiamo difendere con coraggio, da politiche che minacciano di cancellare l’ancora flebile identità europea.

 

Articolo scritto in Blog Dem.



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