Archivi del mese: gennaio 2017

Mi dichiaro patriota europeo

 

Bussolati

 

L’insediamento di Trump alla Casa Bianca potrebbe cambiare il senso comune che tutti noi nutriamo per l’America, quello che prevale dal 6 giugno 1944.

Addio al volto del continente che ha accompagnato gli sforzi per far nascere l’Unione Europea, e con cui – dopo la dissoluzione dell’Urss – si è messo in piedi un blocco compatto, che ha trovato di recente la sua forza nella lotta ad un nemico comune, il terrorismo.

In Europa siamo accerchiati da focolai di tensione e, di certo, le posizioni del nuovo Presidente che deride il vecchio continente e affossa la Nato come organizzazione inutile, ci porta ad una sola certezza: la storica collaborazione oltre oceano non è più così certa. L’indipendenza degli spazi aerei dei paesi Baltici, ripetutamente violata dai russi, così come la stabilizzazione di Turchia, Medio Oriente e Nord Africa, da cui dipendono contenimento dei flussi migratori e lotta al terrorismo, sembrerebbero diventare improvvisamente un problema tutto nostro. E quando dico “nostro”, dico dell’Unione Europea.

Oggi, rispolverando un vecchio motto risorgimentale, credo ci sia un estremo bisogno di “fare gli europei”.
In qualche modo lo diceva anche Giuliano Ferrara qualche giorno fa in un ottimo editoriale, una sorta di chiamata alle armi per riscoprirci tutti noi dei patriottici europei. Calamandrei diceva che non basta avere un luogo per avere una patria, si parta dai valori comuni, su tutti quelli di libertà e democrazia. Insomma, un sano patriottismo che vive all’epoca dei localismi e della globalizzazione, delle minacce di Trump e di Putin, per proseguire nell’impervio ma necessario cammino, verso un futuro di integrazione e degli Stati Uniti di Europa.

Tocca a noi, forze progressiste e di sinistra, fare uno scatto per comprendere i motivi da cui si genera lo scontento sociale che ha alimentato, per esempio la Brexit e Trump. Tocca a noi, costruire in Italia, come in Europa, una visione strategica, partendo da valori e radici di progresso e democrazia che dobbiamo difendere con coraggio, da politiche che minacciano di cancellare l’ancora flebile identità europea.

 

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La Forte ipocrisia

Bussolati

 

Ieri un consigliere del centrodestra ha tenuto una conferenza stampa per denunciare i supposti legami tra il PD e una parte dell’islam politico, che professa estremismo. Addirittura un dossier, un’attività di dossieraggio per azzardare ipotesi inconsistenti, basate sul nulla.

Mi si chiama in causa per un’associazione nata nel 2010, cessata pochi mesi dopo, che ha fatto in tempo a realizzare un’unica iniziativa che ha ospitato un dibattito tra Maurizio Lupi e Stefano Boeri. Proprio due pericolosi terroristi. Nell’associazione avevo coinvolto l’allora presidente dei Giovani Musulmani italiani, così come esponenti di altre articolazioni sociali, culturali religiose e politiche di Milano. E quindi? Adesso dovremmo aspettarci la stessa attenzione e vigilanza nei confronti di tutte le istituzioni e le associazioni che hanno dialogato e coinvolto i GMI negli ultimi dieci anni. Chissà perché ho il sospetto che tale trattamento “privilegiato” il centrodestra abbia voluto riservarlo solo a noi.

Forzare argomentazioni del tutto inesistenti, produrre illazioni, farne dossieraggio e cavalcare la paura dei cittadini su un tema così importante, come il contrasto al terrorismo, per meri fini politico elettorali, sono tutte pratiche che appartengono a mondi lontani dai valori democratici, che deludono e amareggiano chi, come noi, fa politica pensando ad obiettivi alti e ben lontani dall’avventurismo politico di certi soggetti, che hanno scritto ieri una pagina politica davvero brutta e pericolosa.

Nella stessa conferenza stampa è divenuta bersaglio anche la consigliera Sumaya Abdel Qader, accusata per aver segnalato tramite post su Facebook, nel 2012, il caso di suo cugino, attenzionato anche da Amnesty International, perché detenuto senza un capo di accusa nelle carceri israeliane, in attesa di un processo. Nel post la consigliera scriveva che qualora suo cugino fosse stato colpevole avrebbe dovuto pagare, ma l’omissione di questo particolare giova alla costruzione di una storia lontana dal vero, e allora ancora meglio sorvolare pure sul fatto che il detenuto in questione verrà liberato nei prossimi mesi, perché estraneo alle accuse di terrorismo.

Il centrodestra, dunque, sceglie la via dei processi fai da te, non ha fiducia nelle forze dell’ordine, nei servizi segreti e butta tutto in caciara politica, perfino temi rilevanti come la lotta all’integralismo religioso, al solo fine di avere un titolo di giornale.

Intanto Forza Nuova organizza un presidio a Milano e non una parola, dal fronte dei moderati, si è levata per esprimere preoccupazione in merito ad un raduno di estremisti, alcuni negazionisti, che sbandierano svastiche e foto di Rommel. L’ipocrisia di chi si indigna a fasi alterne la lasciamo a loro, noi ci prendiamo la difesa di Milano e della sua medaglia d’oro alla Resistenza.

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