Archivi del mese: dicembre 2016

Ci meritiamo la nostra città!

Bussolati

 

La legge elettorale, le amministrative, il Congresso e (mi auguro) le politiche, sono tante le sfide del prossimo anno.

Per affrontarle dobbiamo fare tesoro del lavoro e degli sforzi messi in campo in questo 2016, molti dei quali lasciano un’eredità importante alla città.
Dal 26 agosto all’11 settembre abbiamo richiamato, all’ex scalo di Porta Romana, centinaia di migliaia di milanesi, che hanno dimostrato non solo voglia di aggregarsi ma anche volontà di conoscere la realtà degli scali ferroviari. E oggi Milano ha in mano uno straordinario progetto, che mira a restituire quelle aree ai cittadini e una delibera di consiglio comunale condivisa anche dall’opposizione.

Tutto quello che ci lasciamo alle spalle, gli eventi, le sfide, alcune vinte altre no, non sarebbero state possibili senza il lavoro di tantissimi, a cui va il mio ringraziamento. Tra loro ci sono le ragazze, i ragazzi e gli adulti che hanno speso tempo ed energie perché Milano non cadesse nelle mani delle destre e perché credevano nel bellissimo progetto scritto nel programma di Sala. Con tenacia, coraggio e una certa dose di buona sorte abbiamo portato il nostro Beppe a Palazzo Marino e con lo stesso entusiasmo abbiamo affrontato diciassette intensi giorni di Festa de l’Unità. Non ci siamo fermati un attimo e subito siamo ripartiti con la campagna referendaria. Qualcuno già da Giugno era intento a lavorare per fondare la Casa del Sì, scegliere lo spazio giusto, pensando e progettando per il futuro.

Il risultato più prezioso è senza dubbio rappresentato dall’entusiasmo e la partecipazione di tanti volontari, giovani e meno giovani, che si sono avvicinati per la prima volta al PD e che oggi hanno deciso di non disperdere le loro idee di cambiamento ma di entrare pienamente a far parte della nostra comunità democratica.

In politica, come nella vita, si incontrano vittorie e sconfitte, e le incontreremo anche in futuro, la cosa importante non è contarle ma lavorare per l’unità senza disperdere mai la voglia di perseguire sfide che crediamo giuste.

La settimana scorsa ho citato una frase tratta da un bel discorso di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica” il cui senso era più o meno questo: o risorgiamo come collettivo o moriamo come singoli. Vale per noi, per il nostro circolo, per il nostro Partito ma anche per l’Italia, l’Europa e più in generale per chi crede nella democrazia.

Grazie a chi ci ha creduto, ai circoli, a chi ha anni di lunga militanza e ai democratici dell’ultima ora.

Milano oggi è bellissima, e non solo per luci, gli addobbi e l’albero di Natale che a Roma ci invidiano, ma perché è una città che funziona, che si muove in linea col futuro, si muove alla velocità dei milanesi. Se oggi 220mila studenti scelgono Milano per studiare e lavorare, in un Paese dove 40mila giovani sono costretti a emigrare, se oggi Milano è ancora più accogliente e internazionale di ieri, è grazie anche a chi, animato dalla passione, continua a credere che valga ancora la pena fare politica.

Auguri a tutti! Ci siamo meritati la nostra grande Milano!

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Ogni maledetta domenica

Bussolati

 

“O noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente”. Insomma, o noi risorgiamo come squadra o moriremo come singoli.

Diceva così Al Pacino nei panni di Tony D’Amato per incoraggiare la sua squadra a vincere, nella celebre scena del film “Ogni maledetta domenica”.

Ogni sfida, anche politica, assomiglia ad una partita e mai come ora, all’indomani della sconfitta di domenica 4, bisogna prepararsi al meglio per vincerne una davvero importante.
Dopo le sconfitte, che siano calcistiche o che siano politiche, tutti si affannano a cercar le risposte alle domande sul perché le cose non siano andate come sperato, sulle occasioni mancate; ma anche quando si perde non bisogna dimenticarsi che ci sono visioni e progetti, sui quali in molti hanno investito sforzo ed entusiasmo… e questi sì che non vanno fatti naufragare.

A Milano l’eredità è tanta. Solo due giorni fa, Sergio Rizzo, a proposito della nuova Fondazione Feltrinelli inaugurata in via Pasubio, ha parlato di coraggio, un coraggio spesso favorito dalle buone condizioni. È proprio così: se a Milano non è mancato quello di credere nel cambiamento, è anche perché qui le amministrazioni, da quella Pisapia prima a quella Sala oggi, si sono messe in gioco per cambiare e modernizzare la città, investendo Milano di un ruolo guida nello sviluppo, come motore dell’innovazione e dell’avanguardia politica, in un Paese che, invece, procede a ritmi lenti.

Dunque cosa fare di questo entusiasmo? Bisogna convogliarlo in nuovi progetti e idee, che diano slancio e stimolino riflessioni convincenti e unificanti.
Sarà necessario lavorare anche sul partito, nei singoli circoli, coinvolgendoli, per sottrarre spazio alla non partecipazione e rispondere all’attuale crisi di rappresentanza.

Il PD oggi ha una grande responsabilità: guardare con attenzione e rispetto ai quasi 32 milioni di elettori che si sono recati alle urne, lo si è detto, è stata una grande vittoria della democrazia. Non bisogna sottovalutare la lettura dei risultati: fra i 19 milioni di italiani che hanno votato No ci sono fratture e disagi su cui elaborare risposte non semplici. Usiamo bene il nostro tempo, le energie e la nostra libertà.

I ragazzi della squadra di foootball non si arrenderanno, ma noi neppure!

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