Archivi del mese: novembre 2016

Sotto il segno della scrofa

Bussolati

 

Per i milanesi la scrofa è quella semi lanuta, l’animale che indicherebbe, secondo la leggenda, l’origine e il nome della città. La mitologia racconta che il comandante Belloveso, attraversando le Alpi nell’intento di conquistare la regione settentrionale, consultò l’oracolo e scoprì che avrebbe potuto costruire la sua città, solo dove gli fosse apparsa una scrofa con il dorso coperto di lana. Era il mese di maggio nel VI secolo A.C. circa, quando il fiero comandante, imbattendosi in questo singolare animale, fondò Milano, prima Mediolanum da medio lanum, semi lanuta appunto.

Da qualche giorno si parla di un’altra scrofa, non lanuta, bensì ferita. Si tratta dell’ultimo, in ordine di tempo, degli insulti che un tipo di politica – la quale vede nella vittoria di Trump la sua legittimazione e fonte di ispirazione – brandisce il politicamente scorretto come l’arma del supposto ascolto del popolo.

I celti credevano che la scrofa fosse un animale sacro (non gli unici a considerarlo tale nel mondo) capace di guarire le ferite… e se fosse proprio Milano a guarire le ferite dell’Italia?

La nostra città metropolitana può essere il trampolino di un Paese la cui ripresa è ancora debole, i dati che la riguardano, infatti, parlano di un’area in costante espansione.
I milanesi hanno sempre scelto il pragmatismo all’antipolitica, non amano i concetti “assoluti” ma la capacità di essere trasversali. Anche per questo una figura come il Sindaco Sala riesce a tenere alte le aspettative dei cittadini che a giugno gli hanno dato fiducia.

E non è un caso che tra tutti gli ex sindaci di Milano nessuno sia schierato per il no, anzi la stragrande maggioranza, pur venendo da esperienze politiche differenti (Tognoli, Formentini, Albertini, Pillitteri, Borghini, solo per fare qualche nome) è schierata a sostegno della riforma costituzionale.

Io sono certo che questa riforma vada nella direzione tratteggiata e auspicata da sempre nella nostra città. È innegabile come a Milano si avverta un consenso molto ampio per il Sì, diffuso fra mondi diversi, anche estranei alla politica, il mondo sociale e quello imprenditoriale in primis, e questo dimostra una volontà trasversale di sposare una riforma che interpreta appieno due caratteristiche scritte nel DNA di Milano, progressismo e innovazione.

Coraggio, visione, ma anche tanta ambizione, nel desiderio che la nostra  scrofa semi lanuta guarisca tutte le ferite e faccia di Milano il centro della riscossa per tutta l’Italia!

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