Archivi del mese: marzo 2016

Il falso nemico

di Pietro Bussolati

BussolatiE’ molto difficile parlare di immigrazione il giorno dopo attentati come quelli di Bruxelles, Parigi o di Istanbul, senza lasciarsi trascinare nel vortice delle strumentalizzazioni elettorali. Anzi, sarebbe consigliabile non farlo. Del resto è evidente la bravura della Lega e, in parte del centrodestra, nel cavalcare questi momenti di insicurezza e smarrimento, alimentando la paura dei cittadini e proponendo soluzioni da prima metà del ’900. In questi casi, la risposta di pancia, la reazione istintiva ha certamente più presa su chi è impaurito (e magari poi deve andare a votare). Ma se c’è una cosa che dobbiamo evitare, noi che cerchiamo risposte all’altezza dei problemi e soluzioni efficaci, è di permettere loro di fare confusione tra l’immigrazione e la guerra al terrorismo, di far diventare i profughi clandestini, di trovare un nemico facile da colpire. La fuga di migliaia di persone dalla guerra è la conseguenza di quel terrorismo che in Paesi come la Siria opera e combatte con il nome di Is, Isis o Daesh. La prima vittima di quel terrorismo è il bambino che alza il foglio con su scritto ”Sorry for Bruxelles”. Anche se la colpa non è sua.

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Il mio NO al referendum

di Pietro Bussolati 

BussolatiIn questi giorni avrete certamente visto su facebook immagini del Mare del Messico pieno di petrolio. Si riferiscono al disastro ambientale che sei anni fa danneggiò quell’ecosistema marittimo. Il video torna adesso alla ribalta per mano di chi sostiene il referendum del 17 aprile, che chiede di abrogare la norma che affida lo sfruttamento di un giacimento off shore (in mare aperto) sotto le 12 miglia fino ad esaurimento del giacimento stesso. In pratica, ad oggi, le concessioni di sfruttamento dei giacimenti possono essere rinnovate fino all’esaurimento degli stessi giacimenti. Se al referendum vincesse il sì, le società che gestiscono le piattaforme non potrebbero più rinnovare le loro convenzioni. Tutto questo c’entra qualcosa con il disastro ambientale del Mare del Messico? No, ovviamente. Nulla di nulla. Innanzi tutto non stiamo parlando di nuove trivelle ma di trivelle già esistenti (sono 21), nuove trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa sono di fatto vietate in Italia (a differenza di quasi tutti i Paesi europei). Il referendum di fatto è inutile e agirebbe esclusivamente sul piano contrattuale delle concessioni, mettendo in difficoltà chi oggi estrae e rischiando ricadute occupazionali già denunciate dai sindacati. Ma non sarà questa la prima né l’ultima bufala in fatto di referendum. Attaccano il Governo ed il Pd sostenendo che sta tradendo i referendum dell’acqua perché non prevede il divieto di gestione privata delle infrastrutture idriche. Peccato che mai si sia votato un tale referendum (abbiamo invece votato contro l’obbligo di gara e contro la remunerazione del capitale nel settore idrico). Lo dico qui da Milano dove abbiamo esperienze pubbliche di gestione del sistema idrico virtuose (CAP e MM), vietare per legge il ricorso a soci privati è una follia senza senso. Occorre valorizzare e proteggere le esperienze pubbliche virtuose, combattere quelle inefficienti. Avere a cuore gli interessi dei cittadini, non di chi nomina gli amministratori pubblici.

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La foto dell’Elfo

di Pietro Bussolati

BussolatiLa foto scattata all’Elfo Puccini è sempre lì: Beppe, Giuliano e tutta la Giunta Pisapia lavorano insieme per vincere contro la destra e rilanciare il progetto del centrosinistra per Milano. Un progetto che guarda avanti e che del passato recupera solo le bellezze storiche come i teatri Gerolamo, il Lirico, i bagni di piazza Oberdan e il Vigorelli, per ricordare le ultime. Noi siamo quelli che mettono in sicurezza le scuole, bonificano i quartieri come Santa Giulia, sistemano la gestione delle case popolari e che hanno fatto di palazzo Marino un palazzo di vetro. Noi siamo diversi e distanti dalla destra di Salvini e dagli anni bui di Moratti e Albertini, ai quali il candidato sindaco di destra si ispira e che addirittura vorrebbe nella sua giunta. E siamo diversi e distanti dalla sinistra delle scissioni nucleari. Noi siamo quelli che hanno portato a votare sessanta mila milanesi per affidare loro la scelta del candidato sindaco. E quella scelta risponde al nome di Beppe Sala. Non c’è nulla che può cancellare tutto questo, né il lungo percorso di coalizione che ci ha portato fino a qui: la Carta dei Valori, il patto di lealtà, i momenti confronto con la città come MilanoDomani. Sembra che qualcuno abbia dimenticato la stagione che ha preceduto le primarie. Milano metropolitana ha bisogno della nostra e della vostra forza gentile, della continuità del lavoro e della responsabilità delle scelte. E il Pd vuole rappresentare tutto questo. Come si vede in quella foto.

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Milano – Francoforte, la strada giusta

di Pietro Bussolati

BussolatiSolidarietà, giustizia, innovazione, lotta ai radicalismi di destra e alla politica dell’odio. Torno da un viaggio lampo a Francoforte dove ho incontrato i responsabili dei partiti progressisti di alcune città europee, invitati qui dallo Spd. Insieme abbiamo firmato un documento di intenti sui valori che ci accomunano e sulle politiche di inclusione, giustizia sociale e tolleranza, che rappresentano i punti di approdo naturale dei progetti politici di centrosinistra in tutta Europa. E’ stato un momento importante di condivisione e confronto che mi piacerebbe riproporre a Milano e al quale era giusto prendere parte perché la nostra città, anche grazie all’Expo, gode di un’ottima considerazione in Europa, e non solo. Questo oltre a renderci orgogliosi indica che la strada che stiamo seguendo è quella giusta, che dobbiamo guardare avanti e opporci a chi vorrebbe restituire Milano al passato, facendo di una metropoli qualcosa che assomiglia piu a un condominio, senza ambizioni, senza uno sguardo d’insieme o un’idea di futuro. La nostra, invece, è un’idea chiara di città che fonda la sua forza sul lavoro, che non lascia indietro nessuno, che si apre all’innovazione ed è sempre piu internazionale. Milano moderna e viva. Così è stata in questi cinque anni di centrosinistra e così dovrà essere ancora. Abbiamo il dovere di migliorare quanto fatto finora, sempre nel solco della tradizione del centrosinistra riformista e ambrosiano, e anche un po’ europeo.

 

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