Archivi del mese: marzo 2012

Voto Democratico

Comuni della provincia di Milano al voto e “Libera la Sedia” * il punto della situazione di Fabio Pizzul

 

 

 

 

 

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Parco Sud, Brembilla: “No alla quarta corsia dell’A1″

Bruna Brembilla, consigliera provinciale PD

“Non si “brucerà” ulteriore verde nel Parco Sud per far posto ad un’opera di nessuna utilità. Il Parco va preservato e per questo oggi (giovedì 29 marzo ndr) durante il direttivo, abbiamo votato contro il parere di ampliamento della quarta corsia della A1 da Milano Sud a Lodi che avrebbe insistito sui comuni di San Giuliano Milanese, Melegnano e Cerro al Lambro. I membri di centrodestra erano a favore dell’ampliamento, ma siamo riusciti a far prevalere la posizione contraria grazie anche alle numerose assenze tra le fila del Pdl e della Lega”. Ne dà notizia Bruna Brembilla, consigliera provinciale del Pd  e componente del direttivo del Parco Agricolo Sud. “Abbiamo votato contro – spiega Brembilla – perché la relazione istruttoria presentata dagli uffici dice chiaramente che questo ampliamento danneggerebbe il parco senza risolvere il problema del traffico. La stessa relazione di accompagnamento alla delibera riporta che non ci sono studi che parlano di  ‘benefici per la collettività’ ma che tale opera comporterebbe un ‘forte consumo di suolo agricolo’. Senza contare i problemi che avrebbe comportato l’ampliamento del ponte che attraversa il fiume Lambro, un’area di particolare pregio ambientale”. “In cambio del via libera alla realizzazione della quarta corsia – aggiunge Brembilla – il Parco avrebbe potuto contare su   2 milioni di euro in opere. Per noi il consumo di suolo deve avere dei reali benefici. Deve essere chiaro che non siamo pregiudizialmente contro le infrastrutture, ma non possiamo permettere che si rinunci ad importanti spazi verdi quando si nega così esplicitamente l’utilità dell’opera per i cittadini”. “Il parere del direttivo del Parco – conclude Brembilla – era obbligatorio, anche se non vincolante. Vedremo ora che conseguenze ne trarrà Autostrade per l’Italia”.

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“Libera la sedia”, sit-in davanti al Pirellone nuovo

Perché non mobilitarci in modo nuovo, per denunciare l’incredibile situazione in cui versa la Regione Lombardia? Loro non se ne vogliono andare, anzi, e non capiscono il motivo di tante critiche e a volte si offendono, pure. Insomma, restano lì seduti, come se niente fosse. E tutto si immobilizza, come a voler negare il passare del tempo (forse perché abituati a occupare quelle posizioni fin dai …tempi in cui i Camuni istoriavano la famosa Rosa). E se allora noi, e per noi intendo tutti i cittadini lombardi, di tutte le parti politiche, che trovano che ci sia parecchio che non funziona nei confronti dell’istituzione che dovrebbe rappresentarli, ci organizzassimo per sederci anche noi? Fuori dal Pirellone, con le seggiole portate da casa. Non per urlare slogan o denunciare quello che si sa già, né per aggiungere chissà quali altri particolari delle vicende di cui sono piene le pagine dei giornali, ma per discutere insieme, per confrontarci, per immaginare una Lombardia diversa. Politici e cittadini, seduti tra loro e gli uni con gli altri, per dare un segnale: ci vuole qualcosa di nuovo. Come già richiamato con l’opzione Bassetti, al di là del colore politico di chi vincerà le prossime elezioni, c’è bisogno di un sistema impostato diversamente. E che sappia affrontare le questioni di cui si parla purtroppo solo dal punto di vista giudiziario: la concezione del potere, come abbiamo spesso ripetuto in questi giorni, le modalità (e l’eccessiva discrezionalità) delle nomine politiche, la negoziazione infinita in campo urbanistico, la sottovalutazione della questione ambientale, il pericolo che alle spalle di tutto questo ci sia addirittura la criminalità organizzata, come emerge da alcuni atti processuali. Un confronto franco, sereno, all’aria aperta. Sulla soglia del Palazzo. Come si dovrebbe fare in una democrazia, quando le porte e le finestre del Palazzo si chiudono. E l’aria diventa ogni giorno più pesante. E le parole sempre più vuote. Un messaggio ai lombardi e al Paese, perché rappresentanza e credibilità sono proprio le questioni fondamentali con cui la politica deve fare i conti, ed è doloroso registrare che sembra non avere più gli strumenti per affrontarle.

Sabato prossimo 31 marzo, dalle 0re 10,30 alle 13, potrebbe essere il momento giusto. E di Pirelloni, come si sa, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Uno dei due, quello nuovo, è preferibile per un dato eminentemente organizzativo: che ha una volta che copre la piazza sottostante. E con tutto quello che è costata ai lombardi adottarla in termini politici potrebbe dare finalmente una qualche giustificazione alle spese sostenute.

il comitato promotore “Libera la sedia”

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No-Tav contro Caselli. Violenza intollerabile

Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino

Le istituzioni, i partiti e l’Anpi hanno espresso, all’indomani dell’occupazione della Sala Alessi di Palazzo Marino da parte di diversi esponenti “No-Tav”, una condanna unanime e ferma. “Occupare un luogo pubblico, impedendo il confronto democratico - ha dichiarato il capogruppo provinciale del PD Matteo Mauri - è una atto di violenza inaccettabile. A maggior ragione quando ciò avviene in una sede istituzionale in occasione di un dibattito sulla legalità, con un protagonista di grande spessore come il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, a cui va tutto il nostro sostegno”.

“Il dissenso in una democrazia è legittimo, – aggiunge il segretario metropolitano PD Roberto Cornelli -tutti hanno il diritto di manifestare le proprie posizioni e le proprie idee, è un principio che costituisce un fondamento della democrazia. Per questo stesso principio è intollerabile che chi cerca di difendere le proprie convinzioni non riconosca ad altri un uguale diritto”.  “Quando la critica – continua Cornelli -arriva al punto di voler impedire scelte legittime o addirittura imbavagliare il dibattito e la libera espressione delle idee, allora siamo davanti ad una forma inaccettabile di violenza che deprime lo spirito democratico. Ciascuno deve essere libero di esprimere il proprio dissenso sulla tav, ma nessuno può imporre la propria idea a discapito delle decisioni assunte democraticamente. E nessuno puó permettersi d’impedire ad altri, tanto più ad un Procuratore della Repubblica che si è distinto nel proprio quotidiano lavoro decennale di servizio allo Stato, di svolgere iniziative pubbliche cui è invitato.” “C’è un clima molto preoccupante nel Paese – conclude il capogruppo Mauri – che non ha certo bisogno di essere esasperato. Fatti recenti, non ancora chiariti, come gli incendi dolosi delle centraline delle ferrovie e il ritrovamento di bombe molotov lungo i binari dovrebbero consigliare a tutti di abbassare i toni e di ricondurre ogni confronto nell’alveo della legalità. Trovo infine grottesco il tentativo di attaccare l’Anpi, l’associazione che rappresenta proprio chi ha contribuito a ridare la libertà a questo Paese e a garantire la democrazia”.

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Città Metropolitana, Mauri: “Subito intervento del Governo”

Matteo Mauri, capogruppo PD in Provincia di Milano

“I tempi sono stretti. Serve subito un intervento di Governo e Parlamento per non sottrarre competenze e patrimoni alla Provincia che si avvia alla Città Metropolitana. Lasciar passare il tempo renderebbe l’impegno per la sua attuazione del tutto inutile. Il Ministro dell’Interno e Monti dicano chiaramente che sono al nostro fianco”. Lo ha detto Matteo Mauri, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, in occasione del convegno, tenutosi venerdì scorso, a Palazzo Isimbardi. “Il punto ora – aggiunge  Mauri, intervenuto all’assemblea degli amministratori locali del Pd a Genova proprio sul tema città metropolitana – non é quando fare il Referendum. Ma è arrivare a quel momento con una proposta precisa di Città Metropolitana, che non sarà facile da definire data la sua complessità e che richiederà un grande impegno da parte del Comitato promotore. Per la sua formulazione sarà necessario anche un forte coinvolgimento non solo di istituzioni e partiti, ma anche della società civile e, direttamente, dei cittadini. La Città metropolitana si faccia il prima possibile, ma se il 2014 dovesse essere un obiettivo troppo ambizioso, pensiamo si possa mettere in conto un breve prolungamento di legislatura, per non vanificare il percorso fatto fino ad allora”.  Mauri, in definitiva, chiama all’appello il presidente della Lombardia Roberto Formigoni: “Non abbiamo ancora sentito nulla dalla Regione Lombardia. Che ne pensa? Vorrà dire che se non batterà un colpo varrà il detto ‘chi tace acconsente’”.

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Comuni della provincia al voto. L’orizzonte è l’area metropolitana

Arianna Censi, resp. Enti locali del PD Milano

Sono ventisei i comuni della provincia di Milano che, il 6-7 maggio prossimi, andranno al voto per rinnovare i consigli comunali. Dodici comuni hanno una popolazione che supera i 15mila abitanti, mentre quattordici sono sotto i 15mila abitanti. “Nei comuni in cui si sono tenute le primarie di centrosinistra – commenta Arianna Censi, responsabile provinciale Enti locali – il Partito Democratico ha espresso candidature di forte spessore, sia per l’impegno politico-amministrativo che per la presenza autorevole sul territorio. E questo i cittadini lo hanno riconosciuto, trasformando le primarie stesse in un grande risultato di partecipazione. Non solo in termini di consenso i nostri candidati si sono rivelati vincenti. Laddove non hanno vinto candidati del PD abbiamo registrato, invece, una grande coesione nelle alleanze che sosterranno i candidati per il centrosinistra”.
I candidati sindaco, esponenti del Partito Democratico, che correranno per il centrosinistra sono: Giuseppe Augurusa ad Arese, Gianni Maiorano a Buccinasco, Alberto Centinaio a Legnano, Monica Chittò a Sesto San Giovanni, Gigi Arrara ad Abbiategrasso, Luigi Comincini a Cernusco sul Naviglio, Piermauro Pioli a Garbagnate Milanese, Marco Invernizzi a Magenta, Paolo Festa a Pieve Emanuele, Andrea Checchi a San Donato Milanese. Tre le candidate donne: Monica Chittò a Sesto, Daniela Accinasio a Cassinetta di Lugagnano ed Evelyne De Conti a San Giorgio su Legnano.
“Dodici comuni sui ventisei che andranno alle urne – dichiara Arianna Censi – sono attualmente amministrati dal centrodestra; ma il Partito Democratico e i partiti di centrosinistra sono convinti che le ottime candidature, le liste ed i programmi in campo porteranno a riconquistare l’amministrazione. In tutti i comuni dove il Partito Democratico si presenta stà mettendo in campo una visione di governo che supera i confini territoriali del campanile. L’orizzonte è quello dell’area metropolitana, dove i comuni contestualizzano i problemi del territorio, sviluppo industriale, trasporti e tutela dell’ambiente, in stretta sinergia tra loro e coordinandosi con la futura città metropolitana”.

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Caputo: “Provincia istituisca Premio dedicato alla Merini”

Roberto Caputo, vicecapogruppo del PD provinciale

“Un premio poetico dedicato ad Alda Merini aperto a tutti i poeti emergenti, che abbia come tema base per le composizioni l’Ambiente, che è una delle questioni più importanti di cui si occupa la Provincia di Milano, e gli stili di vita ad esso correlati”. Questa la proposta di Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi, presentata in un ordine del giorno in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. “Oggi, 21 marzo – spiega Roberto Caputo – ricorre la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. Al fine di rendere protagonista la Provincia di Milano in questa importante giornata, ho chiesto al presidente Podestà e all’assessore alla Cultura Maerna di indire un premio poetico dedicato alla più famosa poetessa milanese. In questo modo si otterrebbero due risultati: celebrare con un premio in sua memoria la grande Alda Merini e dare visibilità e riconoscimento ai tanti poeti, cultori di un’arte troppo spesso relegata in secondo piano e non giustamente onorata”.

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Sea, Mauri a Podestà: “Disponibili a discutere ipotesi serie”

Matteo Mauri, capogruppo Democratico alla Provincia

“Proprio il presidente Podestà dovrebbe sapere bene che il piano per il rientro del debito per l’acquisizione della maggioranza di Serravalle è ampiamente garantito e che se serve trovare nuove risorse è per partecipare all’aumento di capitale necessario per la realizzazione di Pedemontana e Tem. Una questione che noi per primi, come Pd, abbiamo posto all’attenzione della giunta e del consiglio provinciale più di un anno fa”. Con queste parole Matteo Mauri, capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi, commenta le dichiarazioni del presidente della Provincia di Milano sulla possibile vendita delle quote di Sea in mano all’amministrazione di palazzo Isimbardi.
 “Siamo disponibili – aggiunge Mauri – a discutere senza pregiudizio di ogni ipotesi, a partire da quella di una messa a gara delle quote di Sea o di un ingresso in borsa, operazioni che sarebbero comunque da realizzare in maniera congiunta con il Comune di Milano, a condizione che nessuno si nasconda dietro a inutili fantasie. Le indiscrezioni che leggiamo sui giornali di fantomatiche e complicatissime fusioni che comprendono tutto il sistema autostradale del nord Italia ci sembrano impercorribili. Se si deve parlare di alienazioni di partecipazioni pensiamo che sia indispensabile farlo dentro un’ottica diversa, quella della città metropolitana. Se veramente ci si crede, la città metropolitana parta proprio da qui”.

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Uno statuto europeo per le Cooperative

Proprio in questi giorni al Parlamento europeo di Strasburgo si è discusso di come sostenere, nel complesso mercato del lavoro, il settore delle cooperative. Pubblichiamo l’intervento della eurodeputata PD, vicepresidente del Gruppo S&D, Patrizia Toia.

Patrizia Toia, eurodeputato del PD

“Se domani una cooperativa vuol nascere già europea serve che ci sia un buono statuto europeo delle cooperative. È questa la richiesta che abbiamo fatto oggi alla Commissione: di avere uno strumento che serva davvero alle cooperative per lavorare nel mercato europeo. Le cooperative non licenziano, non delocalizzano, sono utili all’occupazione e al welfare. Nell’Unione europea, infatti, si contano circa 300.000 cooperative, che impiegano 2,3 milioni di persone. Le prestazioni delle cooperative hanno un impatto notevole nella vita dei loro 83,5 milioni di soci e in quella di moltissimi cittadini europei.
Il mio gruppo politico ritiene che il modello sociale sia una delle caratteristiche fondanti del progetto dell’integrazione europea e non semplicemente una delle tante politiche. Ecco perché, in questi tempi di tagli della spesa legati, pur sapendo che il modello sociale può essere aggiornato e modificato, lo difendiamo ancora convintamente e, anzi, riteniamo che vada mantenuto, difeso e ribadito come una priorità.
In questa stessa visione dobbiamo valorizzare anche soggetti economici che fanno impresa, che fanno produzione di beni e servizi come le cooperative e che hanno un ruolo particolare nella cosiddetta economia sociale europea, in quanto sono imprese che dimostrano che si può fare produzione ed essere efficienti anche se come obiettivo non si ha il profitto ma l’occupazione, il welfare, la valorizzazione del lavoro e il contributo alla vita della comunità locale.
Ecco perché è importante che l’Europa metta a disposizione gli strumenti utili per una buona politica attiva. E fare un buono statuto per le cooperative può essere un modo per aiutare questo settore così importante.

Patrizia Toia, deputato PD al Parlamento Europeo

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Area C, stop alla deroga

Pierfrancesco Maran, assessore all'Ambiente

Nel giorno in cui l’Italia compie il suo 151° compleanno, il 17 marzo prossimo, Milano dirà stop alla deroga per il pagamento di  Area C. In parole povere, come comunicato dall’amministrazione comunale, chi non dovesse regolarizzare (entro sabato) i propri ingressi nell’area a traffico limitato della Cerchia dei Bastioni incorrerà nelle sanzioni del caso. La moratoria prevista dal 16 gennaio si conclude, nonostante i tanti problemi tecnici, con la regolarizzazione dei ticket non ancora pagati. Scade anche, per i residenti, il bonus di quaranta ingressi gratuiti. Da domani, 14 marzo, gli automobilisti residenti in Zona 1 dovranno acquistare i ticket d’ingresso da 2 euro.

“Chiunque invierà entro il 17 marzo i documenti per attivare il rid su conto corrente bancario – precisa l’assessore Pierfrancesco Maran sulle pagine del Corsera – non incorrerà in alcun rischio di sanzione. Questa metodologia di pagamento, appena sarà attivata, coprirà anche tutti gli ingressi effettuati tra il 16 gennaio e il 16 marzo”. Secondo le stime più veritiere sarebbero ancora 350mila gli ingressi ancora non pagati. Nel frattempo il “cervellone” di Area C ha individuato anche quegli automobilisti “furbetti” entrati in centro nonostante i divieti imposti ai veicoli euro zero e diesel euro 3, i quali, detto per inciso, non potrebbero entrare nemmeno se pagassero il ticket da  5 euro.

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