Archivi del mese: gennaio 2012

Primarie, candidati PD vincono a Garbagnate, Pieve e Buccinasco

Nelle primarie di centrosinistra, tenutesi domenica 28 gennaio, candidati del Partito Democratico hanno vinto le sfide a Garbagnate Milanese, Pieve Emanuele e Buccinasco. Con questa nuova consultazione, dopo quelle tenutesi a Sesto San Giovanni e altri comuni, sono stati ufficializzati altri nomi di candidati che correranno il 6-7 maggio per la carica di sindaco.

Piermauro Pioli, candidato sindaco a Garbagnate

Piermauro Pioli, coordinatore di zona nel Bollatese e sindaco dal 1985 al 2002, sarà il candidato sindaco del centrosinistra a Garbagnate Milanese. Pioli, che è stato consigliere provinciale dal 1999 al 2004, ha ottenuto 990 voti (59,82%). I cittadini di Garbagnate recatisi alle urne sono stati 1.656.

Paolo Festa, che ha ottenuto 783 voti (68%), sarà candidato sindaco a Pieve Emanuele nella zona del Rozzanese. Festa, esponente del Pd, era appoggiato anche da Rc, Sinistra e Verdi. I votanti ai seggi sono stati 1.200 circa.
Giambattista Maiorano ha vinto, infine, le primarie a Buccinasco e correrà per la carica di primo cittadino il 6 maggio prossimo. Con 370 preferenze Maiorano ha ottenuto il maggior numero dei consensi in una competizione che vedeva impegnati altri quattro candidati. Gli elettori di Buccinasco recatisi ai seggi del centrosinistra sono stati 1.060.   Positivo il commento del segretario metropolitano PD Roberto Cornelli: “Le primarie del centrosinistra – dichiara il

Paolo Festa, candidato sindaco a Pieve Emanuele

segretario PD Cornelli – sono l’ennesima prova che i cittadini, se coinvolti in una consultazione democratica aperta, rispondono con grande determinazione. Non si tratta solo di numeri, migliaia di persone in ogni comune, ma di una attenzione importante all’amministrazione dei territori. Dobbiamo registrare, inoltre, il successo di candidati diretta espressione del Partito Democratico che, nei comuni dell’area milanese, ha un’esperienza politica ed amministrativa seria e innovativa”.

Gianni Maiorano, candidato sindaco a Buccinasco

“Si è trattato – dichiara Arianna Censi, responsabile Enti locali del PD milanese – di un esempio di esercizio serio di partecipazione democratica e confronto pubblico. Le primarie si confermano come luoghi di costruzione di programmi e proposte che rispondono alle necessità delle comunità e di una politica utile e vicina ai cittadini”.

 

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“Scalfaro ha salvaguardato l’onore democratico dell’Italia”

L’eurodeputato milanese del PD Patrizia Toia ricorda Oscar Luigi Scalfaro 

Oscar Luigi Scalfaro (1918-2012)

Oscar Luigi Scalfaro, magistrato, membro dell’assemblea costituente, parlamentare dal 1946, è stato presidente della Repubblica nel settennato 1992-1999. Il suo percorso politico nelle fila della Democrazia Cristiana è stato lungo e coerente. Nella sua veste istituzionale, da presidente della Camera e da Capo dello Stato, ha sempre mantenuto fede ai valori della Costituzione italiana con impegno e lealtà.  Per questo Scalfaro,  anche dopo la sua Presidenza, non ha mai smesso di testimoniare con coraggio e concretezza i dettami costituzionali.  Nel 2007 ha aderito al Partito Democratico. Una testimonianza diretta sulla lealtà e il grande spessore umano e politico del presidente Scalfaro ci viene offerta dalla senatrice Patrizia Toia, eurodeputato PD a Bruxelles.

“Oggi – dichiara l’eurodeputato Toia – dobbiamo rendere omaggio a un uomo che ha salvaguardato l’onore democratico del Paese. Nel corso della mia vita politica ho avuto l’onore di essere a fianco del presidente Scalfaro in momenti in cui rappresentava l’Italia all’estero, anche in contesti difficili – penso per esempio al suo discorso sui diritti umani in Cina – nei quali mostrò senza esitazione la capacità di dire sempre la verità”.  
“Al contempo, l’ho sempre ammirato per il suo comportamento esemplare – continua Patrizia Toia – in alcuni passaggi davvero difficili della vita politica ed istituzionale della nostra Repubblica. Con lui posso senza tema affermare di essermi formata nell’attività pubblica, potendo contare sul presidente Scalfaro come un riferimento e soprattutto come un indiscusso maestro”.
“La sua integrità e il suo spessore lo pongono oggi, insieme a pochi altri, – conclude Patrizia Toia – fra coloro che hanno segnato in bene la storia d’Italia. Nel dolore di questo momento triste, sono vicina a sua figlia Marianna con la quale anche ho diviso gioie e pure qualche dolore”.

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Rho-Monza, Casati (Pd) incontra il Viceministro Ciaccia

Venerdì 27 gennaio, a Roma

Ezio Casati, vicepresidente del Consiglio provinciale di Milano

Il progetto di riqualificazione della strada provinciale Rho-Monza approda a Roma. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio provinciale di Milano di un indirizzo sull’interramento del tracciato (nel tratto che attraversa la città di Paderno Dugnano), ora il progetto sarà valutato dal Ministero delle Infrastrutture. Ezio Casati, esponente del PD, in veste di vicepresidente del Consiglio provinciale, presenterà il progetto di interramento al viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia.     “L’obiettivo – spiega Ezio Casati – è quello di dare seguito alla mozione approvata il 2 dicembre scorso dal Consiglio provinciale a favore dell’interramento del tratto della Rho Monza che passa da Paderno Dugnano. Ai rappresentati del Governo illustreremo il progetto alternativo sostenuto dai comitati dei cittadini, approvato dai comuni interessati e ora scelto dall’amministrazione provinciale come preferibile rispetto all’attuale che prevede un ponte di 14 corsie a ridosso delle abitazioni”. “Ho preso l’abitudine di parlare – aggiunge Casati – solo quando ci sono reali notizie da comunicare e non per manifestare propositi non seguiti poi dai fatti, solo per propaganda. Nella vicenda Rho-Monza occorre, invece, essere molto operativi, concreti e poco ideologici. Per questo mi permetto di richiamare tutti coloro che veramente vogliono l’interramento ad uno sforzo comune, evitando di percorrere ciascuno il proprio sentiero”.“Dico ciò – spiega Casati – dopo aver letto la “famosa” relazione finale di Serravalle che, personalmente, mi ha molto deluso per il contenuto e per la mancanza di impegno nel trovare una soluzione al problema. La Giunta Podestà, però, dovrà tener conto della volontà espressa dal Consiglio provinciale e quindi dare precise indicazioni alla società Serravalle di cui è la principale azionista”. “Spero che le amministrazioni comunali – conclude Casati – continuino a stare unite evitando differenzazioni e distinguo inutili”.

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Provincia, prima seduta per la Commissione antimafia

Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano

Si è svolta ieri a Palazzo Isimbardi la prima riunione della Commissione consiliare antimafia, nata lo scorso 16 gennaio da un voto unanime dell’assemblea provinciale. Nel corso della seduta, aperta dal presidente Bruno Dapei, sono stati eletti il presidente della commissione e il suo vice, rispettivamente Massimo Turci, capogruppo del PDL, e Roberto Caputo, vice capogruppo del PD, primi firmatari della delibera che ha dato vita al nuovo organismo consiliare. La commissione, secondo quanto proposto dal presidente Turci, darà inizio subito ad una fase preparatoria con l’acquisizione di atti e documenti utili ad inquadrare il fenomeno “mafioso” e della criminalità organizzata, a partire dalle relazioni della Direzione nazionale antimafia. Il lavoro dei commissari procederà sulla base di audizioni di persone e istituzioni competenti e sull’analisi delle carte.  “Dopo che avremo un quadro più chiaro della situazione – commenta Turci – cercheremo di elaborare progetti concreti per diffondere la cultura della legalità, a partire dalle scuole. In questa fase, visto che il fenomeno deve essere affrontato in modo quanto più possibile condiviso, scriverò subito al presidente del Consiglio comunale di Milano, Basilio Rizzo, per chiedergli di organizzare al più presto una seduta congiunta delle due commissioni”.   “Il fatto che l’istituzione Provincia si impegni fattivamente in azioni concrete per battere la microcriminalità e le infiltrazioni mafiose sul territorio – commenta Caputo – rappresenta un segnale importante per rafforzare il messaggio di legalità che deve passare nella società e soprattutto tra i giovani. Mi impegnerò nei prossimi mesi a coinvolgere tutte quelle associazioni che sono tra i principali obiettivi della criminalità per metter in campo, insieme, progetti mirati a garantire la sicurezza nelle loro attività”.

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Antimafia, Caputo: “Provincia e comune collaborino”

Roberto Caputo, consigliere provinciale PD

“Il Consiglio comunale di Milano ha approvato l’istituzione della Commissione Antimafia. È sicuramente, malgrado i distinguo e le polemiche, un fatto positivo. Il Consiglio provinciale nella seduta di lunedì 16 gennaio aveva già deliberato all’unanimità un’analoga commissione con specifiche ancora più ampie. Soprattutto avendo la Provincia di Milano la possibilità di interagire con i 134 Comuni, dove nel passato si sono purtroppo segnalati casi gravi di infiltrazioni mafiose. Ora credo che, al di là di ogni inutile sovrapposizione o di egoismo mediatico, si debba lavorare con identici obiettivi, mettendo insieme esperienze, materiale, notizie e atti amministrativi che vadano nel senso di garantire una legalità diffusa. È una battaglia difficile, impervia, ma che deve vedere tutte le forze politiche impegnate per garantire il medesimo risultato:sconfiggere la criminalità”. Lo afferma Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, dopo l’istituzione di una Commissione antimafia in seno al Consiglio comunale di Milano.

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Sesto San Giovanni, Monica Chittò vince le primarie

La candidata del PD, alle primarie di centrosinistra, ottiene il 61% delle preferenze

L’esponente del Partito democratico Monica Chitto’ (attualmente assessore all’Istruzione) ha nettamente vinto le primarie di centrosinistra a Sesto San Giovanni. Sarà quindi lei il candidato sindaco alle prossime elezioni di maggio 2012. L’assessora Chitto’ ha ottenuto 1.671 voti (60,92%), seguita da Moreno Nossa di Sel (20,82%). Demetrio Morabito del Prc (10,83%) si è posizionato terzo, mentre il candidato indipendente Vito Romaniello è giunto ultimo nella competizione (7,44%). In totale hanno votato alle primarie 2.785 sestesi.  ”Voglio sottolineare l’importanza di questa consultazione -
ha dichiarato Monica Chitto’ ai giornali – e naturalmente sono molto soddisfatta per il risultato conseguito. Ringrazio con affetto tutti coloro che si sono impegnati nel difficile compito di organizzare le consultazioni e gli altri tre candidati che con me – ha sottolineato Chittò – hanno concorso a questa competizione. Saranno sicuramente i miei alleati preziosi nella campagna elettorale”. ”Quello di oggi – ha aggiunto l’assessore sestese - e’ solo l’inizio di un impegno che proseguira’ nei prossimi mesi. In queste settimane abbiamo ascoltato la citta’, ho girato tutti i quartieri e incontrato associazioni e singole persone. Continuero’ con questo stile di lavoro per assicurare che  Sesto San Giovanni  sia amministrata anche nel futuro da una maggioranza di centro sinistra, allargata a tutte quelle formazioni e a tutte quelle personalita’ che vorranno impegnarsi per il futuro della nostra citta”’.

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Commissione antimafia, Cornelli: “Non servono polemiche, Pd primo a sostenerla”

“La mattina seguente alla vittoria di Pisapia ero in onda sul TgLombardia e a domanda del conduttore ‘qual’è la prima cosa che il centrosinistra al governo dovrebbe fare?’ io risposi ‘l’istituzione della commissione antimafia’. Non serve alimentare le polemiche attorno alla commissione antimafia del comune di Milano. Il Partito democratico è stato il primo a chiedere per la città l’istituzione di una commissione per indagare e studiare il fenomeno mafioso fin da quando era forza di opposizione. Oggi sostiene con determinazione il lavoro del comitato nominato dal sindaco e presieduto da Nando Dalla Chiesa, che stimiamo e apprezziamo per la competenza, l’impegno e il coraggio del suo lavoro”. Lo dice il segretario metropolitano del Partito Democratico, Roberto Cornelli. “Il Pd è un grande partito e, prima ancora delle dichiarazioni – che possono sempre essere sciviolose – conta ciò che di fatto è accaduto. Di fatto il corposo gruppo consigliare del Pd appoggia con forza l’istituzione della commissione consiliare antimafia e ritiene fondamentale il lavoro che giá sta svolgendo Pisapia e la Giunta nella lotta contro le mafie, coadiuvato dal comitato presieduto da Dalla Chiesa. Non si pensi di approfittare di frasi che possono aver suscitato malintesi per creare una frattura tra il Partito democratico e la società civile. Dal primo minuto dall’insediamento di Pisapia abbiamo operato con la massima coerenza, sostenendo la competenza nella scelta delle persone. Non siamo alternativi alla società civile,perchè di essa si nutre lo stesso progetto del Partito Democratico”.

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Cornelli: “Il Carroccio chieda scusa per disastro del suo governo”

“Vedere i dirigenti leghisti in piazza Duomo a protestare contro il governo Monti è stato un paradosso. In pratica hanno protestato contro le misure di emergenza rese necessarie dai loro 15 anni di malgoverno nel Paese e in particolare in Lombardia”. Lo dice il segretario metropolitano del Partito Democratico Roberto Cornelli, che aggiunge: “Ogni forma di manifestazione è sale della democrazia ma in questo caso i leghisti dovrebbero aprire una seria riflessione sul loro ruolo nelle scelte del governo Berlusconi, negli anni in cui la crisi veniva negata sistematicamente per poi esplodere nel modo drammatico che vediamo. I capi leghisti dovrebbero spiegare ai lombardi e ai milanesi di quali benefici sul piano fiscale, dello sviluppo, del lavoro abbiano goduto i cittadini dopo tanti anni del loro governo e delle loro cure ‘federaliste’. Invece li abbiamo visti tutti insieme, magicamente riappacificati, attraverso una protesta fuori tempo, cercare di raggranellare qualche consenso, dimostrando che a loro interessa solo questo campo invece che il bene delle comunità che dicono di rappresentare. E a questo proposito le loro vistose lacune, ritardi e inadempienze sono facilmente rintracciabili anche nel passato governo della città di Milano. A cominciare dalla difficile situazione del bilancio comunale, lasciata in eredità proprio dai leghisti, Pdl e Moratti. Per poi continuare sul piano dell’ambiente, della viabilità, dello sviluppo economico mancato. Crediamo che ai milanesi, che nella scorsa primavera hanno deciso di voltare pagina, la rappresentazione della Lega Nord in piazza Duomo sia parsa la riproposizione di un triste periodo da cui finalmente però Milano si è liberata”.

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Assemblea-sindaci, Mauri: “Nessuna approvazione sul Ptcp”

Sul Piano territoriale provinciale manca la maggioranza dei sindaci.  Il capogruppo PD: “Un Piano da modificare che non tutela aree agricole” 

“Nessun documento è stato approvato dall’assemblea dei sindaci sul Ptcp riunitasi allo spazio Oberdan. Il regolamento parla chiaro, senza il voto favorevole del 50 per cento più uno dei presenti non si può approvare nulla”. Interviene così Matteo Mauri, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, presente all’incontro tenutosi il 19 gennaio a Milano e commentando le dichiarazioni trionfanti dell’assessore Altitonante. “Il regolamento della Conferenza dei Comuni – spiega Mauri – recita esplicitamente che “le votazioni sono assunte con la maggioranza dei voti dei componenti presenti i quali rappresentino la maggioranza delle quote di voto dei presenti medesimi”. Si tratta di un modo un po’ contorto per dire che le decisioni, per avere valore, devono avere il voto favorevole del 50 per cento più uno dei votanti e delle quote. E poiché si sono dichiarati favorevoli al piano solo 34 sindaci per una quota complessiva di 2.344 e si sono invece astenuti ben 42 comuni, tra cui quello di Milano, per una quota di 4.780 millesimi (contrari 3 con quota di 101) è evidente il risultato”. “Quindi nessuna approvazione – aggiunge Mauri – anche perché molti Comuni di centrodestra sono mancati all’appello e non pochi non hanno seguito le indicazioni del loro assessore. Il centrosinistra non ha fatto nessun ostruzionismo, anzi ha permesso di mantenere il numero legale con il solo obiettivo di concentrare l’attenzione sugli Ambiti agricoli. Questo Ptcp non ha previsto, infatti, nessuna tutela per le aree agricole dei parchi regionali. È uno scandalo che abbiamo denunciato e al quale ci opporremo con tutte le forze”. “A chi dice – conclude Mauri – che i Comuni del centrosinistra potevano fare di più, rispondiamo che e stato raggiunto il maggiore dei risultati possibili e che c’è un gruppo di sindaci agguerriti e motivati che, di concerto con il Comune di Milano e insieme al lavoro del Pd in Provincia, faranno valere gli interessi del territorio e dei cittadini”.

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Unioni di fatto, basta polemiche, solo questione di diritto

Un contributo al dibattito fornito da Roberto Caputo, vicecapogruppo PD in Provincia

Basta demonizzare o mitizzare il registro delle coppie di fatto. E’ una questione di diritto. La nostra costituzione si basa sul concetto di stato laico. L’impegno di Pisapia va esattamente in questo senso. La legge c’è già ed è del 1958 fatta dall’allora governo monocolore democristiano, poi ribadita successivamente nel Dpr del 1989 e definisce la famiglia anagrafica “come un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi”.
Nell’Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell’UE: “tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale”.
Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, si chiede agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”.
La rilevanza statistica delle unioni civili, e l’ampio dibattito sulla parità dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali, ha fatto sì che numerosi Paesi si siano dotati, negli ultimi anni, di una legislazione per riconoscere e garantire diritti per i componenti dell’Unione. L’Italia da questo punto è ancora ferma a un vecchio pensiero, sembra di tornare ai tempi di Guelfi e Ghibellini. In questo senso, il Comune di Milano deve accelerare sul registro delle unioni di fatto, non tanto come status sociale, ma come diritto vero all’accesso ad una serie di opportunità come le graduatorie degli asili nido, l’assegnazione e il subentro delle case popolari o, semplicemente, la visita dio un convivente in ospedale o in carcere.
Si parla di diritti, non c’entrano le appartenenze politiche, non si tratta di iniziative promosse solo da uno schieramento, in molti paesi e città Governi di destra o conservatori hanno adottato provvedimenti in tal senso. Non si tratta nemmeno di confondere l’argomento con la prossima visita del Papa a maggio, in occasione dell’Assemblea mondiale delle famiglie. Non c’è contrapposizione tra i due temi, ne possono essere paragonati. Il rischio se no è quello di nascondersi dietro un falso ideologismo. Con questo provvedimento non si vuole sminuire il ruolo della famiglia ma, anzi, concepirla nel suo senso più ampio. La società nella quale viviamo è in continua evoluzione e non possiamo ignorarne i cambiamenti. Riconoscere un diritto non vuol dire abnegarne altri.

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