Mauri e Casati: “Fondate le nostre preoccupazione su irregolarità”
“Ci dispiace aver avuto ragione perché in questo modo si dimostra che sulla vicenda Afol è stata scritta una brutta pagina della Provincia di Milano. Ora Afol rischia di essere paralizzata, mentre dovrebbe lavorare a pieno regime, proprio in questo momento, per aiutare i milanesi a cercare lavoro. Ma era evidente che erano state troppe le irregolarità nella nomina del Direttore generale”. Con queste parole Matteo Mauri e Ezio Casati, rispettivamente capogruppo PD a Palazzo Isimbardi e vicepresidente del Consiglio provinciale hanno commentato la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la nomina di Luigi Degan a direttore generale di Afol. Afol Milano è l’agenzia provinciale per la Formazione l’Orientamento e il Lavoro. “Dopo che il vecchio Cda di Afol – aggiungono Mauri e Casati – si era dimesso, presumibilmente per non ratificare la nomina di quello che si era già rivelato come il ‘prescelto’, avevamo invitato il presidente della Provincia Podestà a fermarsi e fare un passo indietro. Un appello rimasto inascoltato. Gli avevamo fatto sapere anche che Luigi Degan, in base alle verifiche fatte, non era nemmeno in possesso dei requisiti necessari per partecipare al bando di selezione”. “Ora non si tratta più solo del nostro parere – aggiungono Mauri e Casati - peraltro facilmente verificabile, ma è una sentenza a dire che la nomina del direttore generale di Afol è illegittima perché frutto di una ‘motivazione generica, tale da non consentire di risalire ai criteri che hanno guidato l’amministrazione nella propria scelta discrezionale’”. Il capogruppo del Pd Mauri e il vicepresidente del consiglio provinciale Casati chiedono a questo punto a Podestà “di azzerare il Cda in carica che non ha svolto con competenza e professionalità il suo ruolo, ma al contrario ha cercato in tutti i modi di ostacolare il lavoro di verifica e controllo dei consiglieri provinciali arrivando fino a impedire ad alcuni di loro l’accesso agli atti. E auspichiamo che vengano nominati immediatamente i nuovi vertici dell’agenzia per rilanciare il lavoro e per dare una risposta chiara alla loro inequivocabile delegittimazione”.


