Archivi del mese: dicembre 2011

Rho-Monza, il tunnel approda a Roma

Interramento del tratto su Paderno Dugnano 
Casati: “Su Rho-Monza, un incontro con il ministro Passera”

L’ufficio di presidenza del Consiglio provinciale ha affidato al vice presidente Ezio Casati  (nella foto) il compito di tenere i rapporti con il Governo, dopo che il 2 dicembre scorso è stata approvata una mozione a favore dell’interramento del tratto della Rho Monza che insiste su Paderno. Nel documento approvato da Palazzo Isimbardi si chiede a Governo, Regione Lombardia, Provincia, alle Società da essa controllate e ad Anas di reperire le somme indispensabili per la realizzazione dell’opera (nella foto una manifestazione del Comitato interramento).
In questi giorni il senatore del PD Luigi Vimercati, in commissione Lavori Pubblici, ha già definito un prossimo incontro tra Casati e il ministro allo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera o con il sottosegretario per illustrare loro il problema della Rho Monza e la soluzione prospettata dai comitati e approvata dalle amministrazioni comunali interessate. “Dopo la votazione del consiglio provinciale  c’è ancora molto da fare – spiega Ezio Casati – e noi continueremo a impegnarci nei prossimo mesi. Mi auguro che questo primo appuntamento con il Governo possa segnare positivamente il percorso per l’interramento della Rho Monza”.

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Jabil-Nokia, licenziamenti a Cassina de’ Pecchi

Paolo Cova: “350 lavoratori a casa. Le istituzioni dovevano fare di più”

“Purtroppo le peggiori previsioni sul futuro della Jabil-Nokia di Cassina de’ Pecchi si sono avverate. Il 15 dicembre scorso gli ultimi 350 dipendenti dell’azienda hanno ricevuto la lettera di licenziamento a seguito della chiusura dell’azienda. Il consiglio provinciale aveva votato all’unanimità una mozione che chiedeva di intervenire per tutelare l’occupazione. Ma ciò non è bastato. Si poteva e si doveva fare di più”. È intervenuto così Paolo Cova, consigliere provinciale del PD, nell’ultimo consiglio provinciale di Milano.
 “L’unità di crisi della Provincia di Milano – aggiunge Cova – era a conoscenza della situazione, ma non è potuta intervenire perché non c’è stata una segnalazione da parte del comune. Non è stato fatto nulla a livello regionale quando si poteva destinare risorse per lo sviluppo. E nulla è stato fatto nemmeno a livello nazionale che doveva investire su una infrastruttura urgente per le nostre aziende come la banda larga e la digitalizzazione delle Provincia”. “Alla fine questi lavoratori – continua Cova – che avevano riposto fiducia nelle istituzioni si sono ritrovati soli. E ora non è solo un problema di parola data, ma di non essere riusciti a trattenere sul nostro territorio una azienda all’avanguardia con elevate competenze professionali”.
 “Qualcosa di più – conclude Cova – doveva fare anche il Comune di Cassina de’ Pecchi. Avevamo infatti chiesto all’amministrazione comunale di vincolare le aree della Jabil – Nokia alla produzione, visto che l’appetibilità di un’area libera da utilizzare per investimenti edilizi avrebbe potuto condizionare pesantemente le sorti dell’azienda. Non sono state assunte decisioni che avrebbero potuto cambiare il destino di quella azienda, scoraggiando la proprietà a chiudere la Jabil – Nokia. Ora, a dieci giorni dal Natale tutti i 350 dipendenti sono rimasti senza lavoro”.

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Afol Milano, il Tar ha annullato la nomina del dg

Mauri e Casati: “Fondate le nostre preoccupazione su irregolarità”

“Ci dispiace aver avuto ragione perché in questo modo si dimostra che sulla vicenda Afol è stata scritta una brutta pagina della Provincia di Milano. Ora Afol rischia di essere paralizzata, mentre dovrebbe lavorare a pieno regime, proprio in questo momento, per aiutare i milanesi a cercare lavoro. Ma era evidente che erano state troppe le irregolarità nella nomina del Direttore generale”. Con queste parole Matteo Mauri e Ezio Casati, rispettivamente capogruppo PD a Palazzo Isimbardi e vicepresidente del Consiglio provinciale hanno commentato la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la nomina di Luigi Degan a direttore generale di Afol. Afol Milano è l’agenzia provinciale per la Formazione l’Orientamento e il Lavoro. “Dopo che il vecchio Cda di Afol  – aggiungono Mauri e Casati – si era dimesso, presumibilmente per non ratificare la nomina di quello che si era già rivelato come il ‘prescelto’, avevamo invitato il presidente della Provincia Podestà a  fermarsi e fare un passo indietro. Un appello rimasto inascoltato. Gli avevamo fatto sapere anche che Luigi Degan, in base alle verifiche fatte, non era nemmeno in possesso dei requisiti necessari per partecipare al bando di selezione”. “Ora non si tratta più solo del nostro parere – aggiungono Mauri e Casati -  peraltro facilmente verificabile, ma è una sentenza a dire che la nomina del direttore generale di Afol è illegittima perché frutto di una ‘motivazione generica, tale da non consentire di risalire ai criteri che hanno guidato l’amministrazione nella propria scelta discrezionale’”. Il capogruppo del Pd Mauri e il vicepresidente del consiglio provinciale Casati chiedono a questo punto a Podestà “di azzerare il Cda in carica che non ha svolto con competenza e professionalità il suo ruolo, ma al contrario ha cercato in tutti i modi di ostacolare il lavoro di verifica e controllo dei consiglieri provinciali arrivando fino a impedire ad alcuni di loro l’accesso agli atti. E auspichiamo che vengano nominati immediatamente i nuovi vertici dell’agenzia per rilanciare il lavoro e per dare una risposta chiara alla loro inequivocabile delegittimazione”.

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Lavoro in “stile” Europa per i giovani, un seminario del PD

Lunedì 19 dicembre 
Creare opportunità di lavoro per i giovani. E’ questo il tema del seminario promosso dal PD Lombardia e dal gruppo regionale PD in collaborazione con i Giovani Democratici. Lunedì 19 dicembre, alle ore 21, presso la Casa della Cultura, in via Borgogna 3 a Milano.
“Questo seminario – spiega Laura Specchio, responsabile Lavoro e professioni del PD lombardo – si inserisce nel percorso già avviato dall’iniziativa relativa a “tirocini ed apprendistato” e, come tale iniziativa, costituirà un primo momento di riflessione e analisi finalizzato all’elaborazione di una proposta regionale, anche attraverso il confronto e l’utilizzo di esperienze europee particolarmente significative”. “Il seminario – aggiunge Laura Specchio – non si svolgerà quindi come iniziativa fine a se stessa, ma a tutti gli interessati sarà possibile partecipare ai successivi lavori di ricerca, di progettazione e di iniziativa politica sui temi emersi”.
Fra i relatori: il senatore PD Tiziano Treu, l’eurodeputato Antonio Panzeri, Alessandro Rosina dell’Università Cattolica, Laura Specchio del PD Lombardia e il consigliere regionale PD Stefano Tosi.

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La classe operaia non va in paradiso

Dibattito alla Barona  – Il lavoro nell’Italia della grande crisi

La classe operaia non va in paradiso. Non è la riedizione, con refuso, dello straordinario film di Elio Petri, interpretato nel 1971 da Gianmaria Volontè (nella foto), ma il titolo di un convegno promosso dal Partito Democratico milanese e dal Circolo “Barona” di zona 6. Venerdì 16 dicembre, alle ore 21, presso il Teatro Edi al Barrio’s di Milano (via Barona angolo via Boffalora). Danilo De Biasio, direttore di Radio Popolare, presenterà, assieme all’autore Antonio Sciotto (redattore de “Il Manifesto”), il libro “Sempre più blu”, un’approfondita analisi sulla condizione economica e sociale dei lavoratori italiani nell’attuale crisi. Interverranno l’eurodeputato PD Antonio Panzeri, il consigliere comunale PD Filippo Barberis, il segretario Fiom-Cgil della Lombardia Mirco Rota e don Virginio Rigoldi di Comunità Nuova. Moderatore della serata il coordinatore PD di Zona 6 Stefano Bassi.

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Piazza Fontana, il giorno dopo

Roberto Cornelli: “Troppo tempo senza verità condivisa”

La strage di Piazza Fontana, commemorata non senza contestazioni, continua a interrogare la coscienza dei cittadini milanesi e italiani. “Quarantadue anni senza una verità processuale certa e condivisa -commenta il segretario metropolitano PD Roberto Cornelli – è davvero troppo e risulta inaccettabile sia per i famigliari delle vittime che per tutti i cittadini”. “E’ tragico – prosegue ancora Roberto Cornelli -che a distanza di tanto tempo i cittadini che sfilano in piazza Fontana, oltre che per commemorare le vittime, chiedano ancora una volta che sia fatta giustizia. Solo dopo avere fatto luce sulle troppe zone d’ombra della storia di questo paese, colpito a morte dalle stragi della cosiddetta “strategia della tensione”, sarà possibile parlare di giustizia e restituire piena credibilità allo Stato e alle istituzioni”.                     Riguardo alle contestazioni contro il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, fatte da persone del centro sociale “Cantiere”,  si esprime invece il capogruppo del PD provinciale Matteo Mauri. “Fischi e insulti non aiutano la democrazia -dichiara Matteo Mauri- Piazza Fontana è una ferita ancora aperta per noi milanesi e il ricordo delle vittime e la ricerca della verità devono essere protagoniste di questa giornata e non le contestazioni”.

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Strage di Piazza Fontana, occorre una verità condivisa

Il 12 dicembre del 1969 Milano, e l’intero paese, furono vittime di un’atroce strage. Diciassette morti e 88 feriti per una bomba esplosa alla Banca dell’Agricoltura. Nel quarantaduesimo anniversario della violenza stragista le autorità comunali e i parenti delle vittime chiedono di andare oltre la verità storica, la matrice dell’attentato è stata attribuita ai movimenti neofascisti veneti, mentre una verità giudiziaria acclarata manca. La magistratura ha riconosciuto le colpe di Franco Freda e Giovanni Ventura, ma mancano ancora una sentenza di condanna per gli esecutori materiali. “Credo sia dovuto a tutti – ha dichiarato il sindaco Giuliano Pisapia – ai milanesi e ai parenti delle vittime della strage che si arrivi a una verità condivisa da tutti gli italiani”. Secondo il consigliere provinciale del PD Roberto Caputo è necessario “aprire gli archivi di stato e togliere il segreto di stato su questa vicenda”. Per ribadire l’urgenza di questo percorso di verità, non solo storica, il Consiglio comunale si riunisce in via straordinaria (alle 14,30). Alle 16,30 è prevista, in piazza Fontana, la deposizione delle corone commemorative. Sono previsti un corteo con comizio intorno alle ore 17,30 con partenza da Piazza della Scala. Interverranno: il sindaco Giuliano Pisapia, Carlo Arnoldi (presidente dell’ass. Vittime della strage, Danilo Galvagni, segretario Cisl, e il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia.

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Expo, un ruolo per Milano

Nel mondo globale c’è un nuovo fenomeno, che minaccia la sicurezza alimentare: è il land grabbing, cioè l’accaparramento delle terre per cui alcuni Stati (la Cina, l’Arabia Saudita, l’India e la Corea del Sud) o delle multinazionali comprano o affittano immensi territori o intere Regioni. Oggi in particolare stanno acquistando in Africa e in America Latina. Perché occuparsi di land grabbing? Perché ha dimensioni enormi (in 10 anni sono stati acquisiti 227 milioni di ettari di terre, un’area quanto l’Europa nord occidentale), perché sono acquisizioni di territori trattati con negoziati molto impari (da un lato Stati forti e ricchi dall’altro autorità locali, meno preparate e più povere); perché infine espropria del lavoro e costringe all’emigrazione intere comunità locali. Questi investimenti più che essere utili all’agricoltura e allo sviluppo locale, sono una speculazione che danneggia la sicurezza alimentare e l’ambiente. Questo è uno di quei fenomeni dove tanti soggetti, pubblici e privati, agiscono a livello transnazionale senza regole valide per tutti, né trasparenza, né rispetto dei diritti. Tanti responsabili, nessun responsabile. Per questo è bene che nascano, a livello internazionale, accordi condivisi e, in futuro, anche un “Trattato” ad hoc. Ma per preparare questi processi negoziali qualcuno deve partire, anche fuori dalle sedi formali, in particolare possono farlo le ONG e la società civile e le istituzioni locali. Per questo propongo che Milano, con l’Expo, diventi l’epicentro promotore di un grande protocollo-accordo da sottoporre poi all’UE, all’Unione Africana e all’ONU, perché si definiscano “buone regole” di trasparenza e di rispetto dei diritti umani, nelle grandi transazioni di terre a livello mondiale. Milano deve essere come fu Ottawa per l’accordo sulla “messa al bando delle mine antiuomo”, promosso da una Campagna di ONG e da alcuni Stati, favorendo l’accordo stipulato poi alla Conferenza per il disarmo. La sicurezza alimentare è aggravata dalla crisi energetica e dalla speculazione sui prezzi delle materie prime agricole. Bisogna dunque attrezzarsi sul piano giuridico, segnando in modo netto il confine tra “investimenti legittimi e remunerativi” e “speculazione” e creando regole internazionali che siano di supporto agli Stati più deboli. Tentativi per definire delle linee guida sono in atto, a livello di ONU, Banca Mondiale, G20, OIL e, quello che più conta, anche a livello di Unione Africana (incontro di Nairobi e quello in Mali di novembre). Ma rimane un vuoto legislativo di regole, di orientamenti e di diritti. La proposta è questa: Milano attivi, con la competenza e la partecipazione di esperti, ONG, istituzioni, un grande lavoro di stesura di una “Carta di Milano per la lotta all’accaparramento delle terre” e arrivi all’Expo con un protocollo da offrire alle Istituzioni internazionali per l’approvazione. Sarà anche questo un modo di onorare il tema dell’Expo “nutrire il pianeta”.

Patrizia Toia – eurodeputato PD

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Interramento Rho-Monza, primo sì dalla Provincia

Il Consiglio provinciale di Milano, dopo una lunga seduta durata tre ore, presenti oltre 200 cittadini, nella serata di giovedì 1 dicembre, ha approvato all’unanimità una mozione che invita il presidente Guido Podestà “ad adoperarsi affinchè l’ipotesi progettuale predisposta dai comuni” di Paderno Dugnano, Novate, Baranzate, Bollate e Cormano, e dai comitati cittadini,  “possa essere accolta”. In altre parole, dopo tanti rinvii e indecisioni, la Provincia di Milano ha espresso sul progetto di riqualificazione della Rho-Monza un indirizzo che va nella direzione auspicata dai comuni e dai comitati civici. L’interramento o il tunnel, che ridurrebbero l’impatto ambientale e l’inquinamento, sembrerebbero quindi più vicini. Restano da ricalcolare i costi dell’opera con inserito il tunnel. Dopo il ritiro di una mozione pro-interramento presentata dal vicepresidente, il democratico Ezio Casati, il Consiglio riusciva a mettere d’accordo tutti i gruppi con una nuova mozione. Nel testo si invita, inoltre, “il Governo, la Regione, la Provincia, le società da essa controllate e Anas a reperire le somme indispensabili per la realizzazione dell’opera in modo da garantire la soluzione tecnica-economica che possa assicurare il contenimento dell’inquinamento”. Positivo il commento del consigliere Pd Ezio Casati, che aggiunge: “ma non deve rimanere solo un indirizzo sulla carta, adesso dobbiamo realizzarlo”.

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Expo 2015, una visione della Milano futura

Una città metropolitana aperta, vivibile, con infrastrutture viabilistiche nuove. Una città dialogante e integrata, dove le comunità collaborano e le innovazioni produttive fanno sistema. Dove i lavori e i saperi offrono opportunità di lavoro e sviluppo economico. Questa in sintesi la Milano disegnata dal Partito Democratico nell’ultima Direzione provinciale, lo scorso 21 novembre. L’assemblea del partito ha così prodotto un documento che affronta i principali capitoli sui quali si dovrà strutturare Expo 2015: lavoro e impresa, ambiente e vivibilità, senza dimenticare una metropoli agricola e globalizzata. Idee, spunti progettuali, linee per governare e non subire la grande kermesse espositiva. Nel documento si parla, ad esempio, di una piena riqualificazione della Darsena, di una valorizzazione dei Navigli e della creazione di un Distretto agricolo milanese, ma anche di una città multietnica dove ogni comunità potrà offrire un prezioso contributo. Per costruire una Milano moderna, in grado di ospitare un evento internazionale della portata di Expo, sarà necessario valorizzare tutte le eccellenze nel campo della moda, del design e dell’agroalimentare, che già oggi, costituiscono il vanto dell’intero paese e si definiscono made in Italy.

Su www.pdmilano.eu scarica il documento “Expo 2015″ elaborato dalla Direzione provinciale milanese del PD

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