Archivi del mese: gennaio 2011

Mandiamo a casa Berlusconi. E a Milano anche la Moratti

Il Partito Democratico nazionale ha indetto una grande campagna per la raccolta di 10 milioni di firme per chiedere al premier Silvio Berlusconi di dimettersi. I fatti di cronaca giudiziaria che lo riguardano gettano discredito sull’Italia e rischiano di far precipitare il Paese in un declino morale e civile senza precedenti. Il Partito Democratico milanese aderisce alla raccolta firme per “mandare a casa” Silvio Berlusconi. Riteniamo che la nostra mobilitazione possa incontrare il favore della maggioranza degli italiani, stanchi di vedere maltrattato il nome dell’Italia proprio da chi dovrebbe promuoverlo e proteggerlo in prima persona. Siamo anche pronti ad affrontare le urne per mettere fine a questa disastrosa esperienza di governo. Ecco perché da subito occorre predisporre moltissimi gazebo per le strade e le piazze della città e nei comuni della Provincia. Sabato 29 e domenica 30 gennaio i circoli organizzeranno i primi gazebo per raccogliere le firme.

Ma a Milano vogliamo raddoppiare la sfida. Raccoglieremo migliaia di firme di milanesi anche per mandare un “avviso di sfratto” alla Moratti. Oggi si scopre che il sindaco ha elargito in questi anni 50 milioni in consulenze, spesso inutili. Soldi sottratti ai milanesi, risorse che potevano essere destinate, come chiediamo da tempo, ad alleviare gli effetti della crisi economica che ha colpito i lavoratori e il tessuto produttivo di questa città. E’ la vicenda che meglio descrive il fallimento dell’esperienza Moratti e la sua incapacità a realizzare una città vivibile, accogliente, internazionale. E’ l’inizio della nostra campagna elettorale per Milano. Oltre a Berlusconi mandiamo a casa anche la Moratti. Per cambiare, definitivamente, pagina.

Roberto Cornelli, segretario metropolitano Pd Milano
Francesco Laforgia, coordinatore cittadino Pd Milano

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Berlusconi deve dimettersi per rispetto del Paese e delle donne

Dimissioni: un gesto di rispetto, di responsabilità e d’amore nei confronti del Paese e della dignità delle donne. Lo chiedono le donne PD dell’area metropolitana milanese, attraverso un comunicato e una raccolta firme. Lo spettacolo arrogante e indecentemente decadente offerto in questi giorni dal Presidente del Consiglio e dallo stuolo di politici ed amministratori che hanno ridotto la politica ad una pratica cortigiana colpisce innanzitutto il ruolo ed il decoro delle istituzioni e la dignità e l’intelligenza delle donne. Un Paese normale sa di poter contare sulla presenza delle istituzioni, sull’impegno della politica e sul rispetto di tutti i cittadini, donne e uomini. Vent’anni di pressione mediatica e di politica scellerata hanno reso anomalo il nostro Paese attraverso il disprezzo delle regole e delle istituzioni, il sovvertimento dei valori e, purtroppo, la soppressione dei talenti, dell’impegno e delle espressioni dei volti delle donne che il Cavaliere e i suoi caudatarii trattano come corpi e labbra rifatte per soddisfare il re ed i suoi più stretti cortigiani. Ci vorrà molto tempo e molto impegno per far rientrare nella normalità un Paese, il cui Presidente del Consiglio, che si atteggia a Paladino dei valori cristiani e della famiglia, è accusato di un reato infamante come quello di favoreggiamento della prostituzione minorile.
Poiché tuttavia da qualcosa si deve pur cominciare, riteniamo che occorra innanzitutto partire da un gesto di rispetto e d’amore per il proprio Paese e per il suo popolo. Berlusconi si deve dimettere per meglio affrontare il percorso giudiziario, per salvaguardare le istituzioni dall’ondata di fango che rischia di ricadere sul suo Paese e per consentire a questo stesso Paese di occuparsi di se stesso e meglio affrontare questa difficile momento di crisi. E con lui, per gli stessi motivi, dovrebbero dimettersi i politici e gli amministratori coinvolti in questa sordida inchiesta, come Nicole Minetti, inserita nel listino regionale per volere di Berlusconi (dove si viene eletti automaticamente senza dover raccogliere il consenso degli elettori) e per questo oggi consigliere regionale. Varrebbe senz’altro la pena riconsiderare la legge elettorale al fine di eliminare il cosiddetto listino nel quale si è cooptati e ci si sottrae al voto dei cittadini. Infine, come donne milanesi, siamo sconcertate dal comportamento della Sindaca di Milano, Letizia Moratti, che la mattina rende omaggio a Madre Teresa di Calcutta e il pomeriggio accorre inopportunamente (in quanto Sindaco e donna) in difesa della posizione del premier, suo capo di partito.

Prime firme: Piera Landoni (Responsabile Democratiche Area Metropolitana milanese), Francesca Zajczyk (consigliera comunale Milano), Sara Valmaggi e Arianna Cavicchioli (consigliere regionali), Ilaria Cova (responsabile regionale Democratiche), Bruna Brembilla, Diana De Marchi e Roberta Perego (consigliere provinciali)

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Il PD Milano dice No alle mafie, sì alla legalità

Una mobilitazione, con incontri e dibattiti, per far vincere la cultura della legalità, contro le mafie, anche a Milano. E’ questa l’iniziativa promossa dal Gruppo consiliare del Partito Democratico e il Gruppo Antimafia del PD milanese nelle giornate di giovedì 20, venerdì 21 e sabato 22 gennaio.               Si tratta di appuntamenti promossi per consolidare la necessità di una risposta forte e corale di tutta la società milanese contro le organizzazioni criminali, per favorire uno sviluppo fondato sulla trasparenza e sulle migliori energie economiche e sociali presenti nella nostra area metropolitana. Appuntamenti nei quali verranno presentate proposte relative ad azioni volte a rendere più efficace il coinvolgimento delle istituzioni e ad affermare una nuova cultura della legalità. Dopo la prima giornata di mobilitazione, i prossimi appuntamenti in programma: Venerdì 21 gennaio ore 17.30 teatro Litta, Corso Magenta 24
“Legalità. Una parola da cui ricominciare. Anche a Milano. Un incontro per sostenere la lotta alle mafie”.
Ne parliamo con: Stefano Boeri, Gherardo Colombo, Alberto Nobili, Manfredi Palmeri, Ilaria Ramoni
Intervengono : Giuliano Pisapia, Walter Veltroni. Introduzioni di: Pierfrancesco Majorino, Vinicio Peluffo. Coordina David Gentili. Partecipano: Roberto Cornelli, Emanuele Fiano, Gabriele Ghezzi
L’incontro è organizzato in collaborazione con la Scuola di politica “Democratica”.Venerdì 21 gennaio ore 20. Cena antimafia all’Ortica, via San Faustino, 5 con Vincenzo Conticello Antica focacceria San Francesco, simbolo della lotta al racket, Ilaria Ramoni ass. Libera, David Gentili, Emanuele Fiano, Francesco Laforgia.

(prenotare via mail a giovanni.lanzetti@alice.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. fino ad esaurimento posti)

Sabato 22 gennaio ore 9.30, Acquario Civico, via G.Gadio, 2 (M2 Lanza)
Nascita del coordinamento degli amministratori del Pd “Contro le mafie”
Il coordinamento sarà cassa di risonanza di buone prassi amministrative, luogo di formazione e informazione, monitoraggio del fenomeno mafioso nella Provincia di Milano e in Regione Lombardia. Introduzioni di: Roberto Cornelli, David Gentili. Intervengono: Nando Dalla Chiesa, Ilaria Ramoni . (Libera), Pierpaolo Romani “Avviso Pubblico”. Conclusioni di: Emanuele FianoPartecipano: Francesco Laforgia, Pierfrancesco Majorino, Augusto Schieppati, Iole Garuti e Saveria Antiochia di Omicron

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Pezzano confermato, respinta la richiesta di revoca

La mozione che chiedeva alla Regione Lombardia di revocare la discussa e discutibile nomina di Pietrogino Pezzano, fotografato con boss della ‘ndrangheta, a direttore della Asl Milano 1 è stata bocciata. Il documento presentato ieri in Consiglio regionale da PD, Idv, Sel, Udc e Pensionati ha ottenuto soltanto 31 voti favorevoli contro i 32 della maggioranza. Decisive, purtroppo, le assenze di tre consiglieri dell’Udc. Nel segreto dell’urna, però, sono comparsi 7 voti contro Pezzano: presumibilmente da franchi tiratori della Lega Nord. Pezzano, grazie a questo risultato, resterà così alla guida di una delle Asl milanesi più rilevanti (73 i comuni compresi nel suo territorio da Arluno fino a Corsico).

A nulla è valsa la protesta dei sindaci PD (ieri mattina davanti al Pirellone) sostenuta da cittadini e dall’associazione Sos Racket di Frediano Manzi. ”Sicuramente – dichiara Roberto Nava, sindaco di Vanzago, primo a denunciare la nomina in odore di ‘ndrangheta – nessuno può cantare vittoria, però siamo arrivati a un passo da un risultato importante. Spero che in Regione capiscano che non c’è una larga condivisione su Pezzano”.  Per i consiglieri regionali del PD Carlo Borghetti e Arianna Cavicchioli si è trattato di un voto “che ha confermato l’inopportunità politica della nomina”.

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Cade la Giunta di Rho

Diciassette dei trenta consiglieri comunali di Rho si sono dimessi stamani, ponendo fine allo stallo politico e provocando la caduta della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Roberto Zucchetti. A formalizzare le dimissioni sono stati i 13 consiglieri di opposizione, due ex An recentemente passati a Fli e due consiglieri del Pdl. A questo punto l’amministrazione rhodense dovrebbe decadere avviando le procedure di commissariamento.

Soddisfazione per l’atto formale viene espressa dal PD, che attraverso la capogruppo dei democratici Arianna Cavicchioli afferma: “E’ un fatto positivo, perché da un anno questa città è paralizzata dalle difficoltà della maggioranza. Di fronte ai grandi eventi che attendono Rho, dall’Expo alla riqualificazione dell’area ex Alfa, il commissario che verrà nominato può fare meglio dell’attuale sindaco e poi, dopo un breve periodo, si tornerà al voto per una nuova amministrazione che sappia affrontare i tanti temi del territorio”.

Secondo i dimissionari, mancavano ormai le condizioni per amministrare efficacemente il Comune: nella loro lettera di dimissioni hanno infatti parlato di un’irreversibile paralisi amministrativa.

Secondo il deputato e consigliere comunale Vinicio Peluffo, “è stata punita l’arroganza del centrodestra: Zucchetti ha sempre governato anteponendo agli interessi dei rhodensi i suoi accordi di potere con i Podestà e i La Russa, come testimonia una serie di scelte speculative da lui prese, tra cui quelle relative all’area ex Diana De Silva e all’ex Alfa. E come lo testimonia lo sfarinamento progressivo di una maggioranza eletta con il 61% dei voti: all’insediamento due consiglieri comunali sono passati all’opposizione, l’autunno scorso ha rassegnato le dimissioni una consigliera del Pdl e la Lega Nord ha ritirato due assessori, a fine dicembre Zucchetti ne ha dimissionati altri due, tra questi il vicesindaco a cui già una volta, un anno e mezzo fa, aveva tolto e poi restituito le deleghe. Insomma una lenta agonia e un immobilismo amministrativo da tempo intollerabili per le ricadute sulla città”.

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