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Tagli all’istruzione, ma si trovano soldi per computer e LIM

Tagli a valanga sui capitoli di spesa del bilancio regionale dedicati a formazione, istruzione, sport e cultura, settori tradizionalmente orientati sui giovani ma che vanno verso l’azzeramento. Un caso su tutti: vengono tolte risorse alla spesso fatiscente edilizia scolastica per investire 4 milioni di euro in ‘sistemi digitali’, ovvero computer e lavagne elettroniche.
Le cifre emerse dall’analisi fatta in VII Commissione Cultura parlano da sole: istruzione e formazione professionale sono passate dai 250,3 milioni di euro del 2010 ai 227,7 del 2012; peggio va alla cultura che scende dai 14,9 milioni del 2010 ai 5,4 del 2012 (esclusi i 3,1 milioni di euro relativi alla partecipazione di Regione Lombardia come socio delle Fondazioni lombarde per lo spettacolo); e non parliamo di sport: 6,2 milioni di euro nel 2010 e solo 1,3 per il 2012.

E mentre viene pesantemente decurtata la voce relativa all’edilizia scolastica, 4 milioni di euro sono destinati ai sistemi digitali per le scuole. Praticamente, i ragazzi avranno un tablet, ma con il rischio che cada loro l’intonaco in testa… con questi contenuti, non abbiamo potuto che votare contro sia il rendiconto 2011 che l’assestamento 2012.

I motivi ci sembrano chiari: per quanto riguarda il pregresso, la logica con cui vengono allocate le risorse non rispecchia la nostra visione politica. D’altra parte, l’assestamento fa il minimo per garantire la presenza sul territorio, ma ad esempio non viene rifinanziata una legge lungamente dibattuta come quella sui campeggi. Non siamo certo nell’ottica dell’investimento su questi importanti settori. Quindi, in questa impostazione non c’è nulla di anticiclico, che cerchi cioè di aiutare la Lombardia a uscire dalla crisi.

 Anche i consiglieri di Pdl e Lega sono in sofferenza: sono state votate all’unanimità alcune raccomandazioni, per aumentare la lotta alla dispersione scolastica, perché regione Lombardia prenda un impegno preciso per i giovani artisti, settore che sta pagando più di altri la crisi, perché siano garantite maggiori risorse per  lo sport e i festival cinematografici.

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Fondi sociali: ripristinare i fondi e più programmazione

Mercoledì mattina centinaia di persone sono arrivate da tutta la Lombardia e hanno gremito piazza Duca d’Aosta, a Milano, sotto il Pirellone per chiedere al Governo e a Regione Lombardia di ripristinare l’importo dei fondi sociali (quello per la Non Autosufficienza e quello per Politiche Sociali) e di destinare l’aggiunta di risorse al finanziamento dei progetti di vita indipendente e di presa in carico per i cittadini che si rivolgono ai servizi socio assistenziali.

L’assessore Boscagli ha promesso il ripristino dei 30 milioni di euro tagliati nel bilancio del 2012: è inconcepibile che tutti gli anni si arrivi ad un bilancio di previsione che taglia i fondi regionali al sociale salvo poi recuperarli in variazione di bilancio sull’onda delle proteste dell’opposizione o dei rappresentanti delle categorie più deboli come le persone con disabilità che oggi erano in piazza.

In un momento di crisi come questo non tutti i tagli sono uguali. Certi tagli fanno più male quando a farne le spese sono persone che già fanno più fatica. Il ripristino dei 30 milioni non è sufficiente, chiediamo si faccia di più. E’ necessario inoltre distribuire queste risorse ai comuni in una visione meno centralistica. Tra l’altro ancora non abbiamo garanzie su quando e come verranno distribuiti questi fondi.

Il meccanismo del ripristino dei fondi in corso d’anno non permette, infatti, la corretta programmazione dei servizi e mette in difficoltà l’erogazione dei servizi anche da parte dei comuni.

Come ha spiegato Gianantonio Girelli, responsabile Salute e Welfare del PD, le risorse necessarie possono essere reperite anche attraverso una più attenta politica di risparmio nel bilancio sanitario nel quale negli ultimi anni si sono annidati molti sprechi (come dimostrano il caso di San Raffaele e Maugeri) e soprattutto nell’ottica di una sanità e un welfare che rappresentano le due facce complementari di un unico settore.

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Istruzione, cultura e sport a secco nel Bilancio 2012

E’ chiaro a noi tutti consiglieri del PD che per l’istruzione, la cultura e lo sport  la legge finanziaria 2012 e il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 – presentati ieri, in VII Commissione consiliare, alla presenza dell’assessore regionale allo Sport Monica Rizzi – la Giunta Regionale ha lasciato le briciole.

Il bilancio presentato, infatti, è di sole spese obbligatorie. E’ in crisi l’intera programmazione per i settori formazione, istruzione, cultura e sport. Questo si ripercuote con violenza sulle realtà territoriali e sulla loro sostenibilità, come nel caso delle associazioni sportive. Lo stesso assessore ha affermato che lo sport lombardo subirà un contraccolpo mortale con una manovra regionale così impostata, se non verranno reintegrati i fondi almeno pari allo scorso anno. Inoltre, la variabile tempo è fondamentale per chi opera sul territorio, perché avere la consapevolezza di risorse da gestire può essere un elemento di programmazione e sviluppo. Averli in ritardo e con incertezza blocca interamente il sistema di programmazione per comuni, enti e associazioni.

E proprio nel giorno in cui si scopre che intere poste di bilancio rimarranno all’asciutto, la Lega si sveglia e si accorge che Dote scuola rischia di essere usata per fare la spesa, anziché per sostenere i ragazzi nel loro percorso didattico: finalmente il Carroccio si è accorto dei possibili abusi di questo strumento regionale per il diritto allo studio!

Infine, la ciliegina sulla povera torta di Regione Lombardia: come se non bastasse tutto il resto, nel bilancio di previsione sono scomparsi i fondi per le materne paritarie e per il diritto allo studio.

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Politiche sociali: lo stato toglie, una legge per la Lombardia

La popolazione lombarda invecchia a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale e le proiezioni indicano che attorno al 2020 gli anziani non autosufficienti saranno nella nostra regione oltre 500mila. Un dato importante, che fa dire al gruppo regionale del PD che occorre ripensare il sistema di welfare potenziando e regolamentando il fondo regionale per la cura delle persone in stato di non autosufficienza. A tal proposito, come consiglieri regionali del PD, abbiamo depositato un progetto di legge che è già a disposizione della commissione sanità e assistenza e in attesa di essere discusso.

Una regolamentazione è ancor più necessaria alla luce dei pesantissimi tagli che il Governo ha effettuato sui trasferimenti alle Regioni per le politiche sociali: con l’azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza, che ancora per l’anno in corso ha portato in Lombardia 56,5 milioni di euro, e con la drastica riduzione del fondo nazionale per le politiche sociali (per la Lombardia da 53,8 milioni nel 2011 a 25,27 milioni nel 2012), la nostra Regione vede in un anno le risorse statali contrarsi del 77%.

Questo sistema dei tagli lineari è iniquo e ingiusto: in momenti di crisi è giusto aiutare di più chi fa più fatica. Per questo abbiamo scritto un testo di legge che rimette al centro il territorio, ovvero i comuni e le Asl, che hanno il polso della situazione di difficoltà. Un fondo regionale per la non autosufficienza è già previsto ma, ed è un aggravante, ad oggi non è mai stato finanziato né regolato. Il nostro progetto di legge mira a implementarlo, stabilendo a chi e in che modo distribuire le risorse.

Il progetto di legge mira inoltre amigliorare l’identificazione dei bisognosi, istituire un piano distrettuale per la non autosufficienza raccordato ad un piano regionale, istituire un osservatorio sul problema e valutare costantemente l’appropriatezza e l’efficacia delle misure di assistenza.

Pensiamo anche a nuove tipologie di intervento, con l’incentivazione del welfare famigliare, disponendo l’erogazione di parte del fondo ai parenti che si fanno carico della cura del soggetto in condizioni di non autosufficienza o alla compartecipazione al pagamento delle rette delle strutture di accoglienza, ricovero e cura, come le case di riposo e le residenze sanitarie per disabili. Per le famiglie lombarde ci saranno grossissimi problemi nel prossimo anno, stanti i tagli del Governo, a retrocedere rispetto ai servizi minimali che oggi vengono loro garantiti. Con questo e con altri progetti di legge, come quello sulla revisione dell’Isee, vogliamo contribuire a soccorrere le famiglie che non riescono a fare fronte ai costi delle cure. Con il principio che chi più ha più comparteciperà alla spesa, mentre chi ha meno deve essere meglio sostenuto, pur senza venir meno all’universalità del servizio.

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Treni: nuovo tour delle stazioni

Treni, PD lombardo inizia nuovo Tour nelle stazioni per dire no ai tagli

Martina e Barboni: “Il 27 in Consiglio regionale tutte le forze politiche dicano no a questa manovra”

 Il PD lombardo ha lanciato una campagna per dire no ai tagli al trasporto pubblico locale contenuti nella manovra correttiva appena approvata in Parlamento. Il primo presidio è stato tenuto il pomeriggio del 15 settembre in Stazione Centrale per illustrare le ragioni della nostra fortissima preoccupazione per il taglio drammatico delle risorse.

La Lombardia ha bisogno di nuove corse e non di tagli. Gli oltre 600mila cittadini che viaggiano in treno per lavoro e per ragioni di studio non possono essere nuovamente colpiti da una politica che non investe e, anzi, deprime il trasporto ferroviario. Il 27, grazie a un’iniziativa dell’opposizione, saremo in Consiglio regionale a discutere gli esiti della manovra sul bilancio regionale. In quella occasione auspichiamo che tutte le forze politiche facciano sentire in modo unitario la propria voce su temi rilevanti come questo.

Un anno fa Maurizio Martina ed io siamo stati in tutte le stazioni lombarde per documentare lo stato di degrado delle strutture che accolgono i viaggiatori. Oggi siamo pronti a tornare per difendere il trasporto pubblico da tagli insostenibili e ingiustificati. In quella sede invitiamo i parlamentari di PDL e Lega, che hanno votato questa manovra, a venire con noi per spiegare le ragioni della loro scelta, che rischia di portare a un drammatico taglio delle corse o a una nuova impennata del costo di biglietti e abbonamenti.

 Due pendolari seduti sul nulla: è questa l’immagine che campeggia sul manifesto e sui volantini che distribiremo nelle stazioni ferroviarie lombarde. Di fianco la scritta: “Treni: corse -50%. Chi subisce?” E poi l’attacco a PDL e Lega, responsabili di una politica che porta a “meno corse, meno servizi, biglietti più cari”.

Su retro le frasi del viceministro Roberto Castelli, che qualche giorno fa ha detto chiaramente che occorre spostare l’approvvigionamento di risorse del trasporto pubblico dallo Stato al privato, ovvero principalmente all’utente. E poi dell’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, che ha lanciato l’allarme sulla possibile cancellazione della metà delle corse regionali per fare fronte ai tagli della manovra.

Il PD richiama anche agli impegni assunti a più riprese dalla Regione per il miglioramento del servizio, che sarebbe stata condizione dell’ultimo aumento di biglietti e abbonamenti, in vigore dal primo di agosto, che sommato a quello di febbraio ha portato ad un +23% in soli sei mesi. I miglioramenti, accusa il PD, non ci saranno, né sul fronte della puntualità, né del comfort, né dell’offerta in generale di nuove corse. Viaggiare non è un lusso ma una necessità, e per questo occorre fermare gli aumenti, favorire la concorrenza tra operatori sulle tratte ferroviarie e garantire più investimenti per portare finalmente il trasporto ferroviario lombardo ai livelli di qualità garantiti negli altri Paesi europei.

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Scuole dell’infanzia paritarie: Roma rimandi i soldi in Lombardia

Ieri, martedì 28 giugno, è stata approvata all’unanimità in Consiglio regionale la mozione presentata dal Gruppo regionale del PD, primo firmatario il consigliere regionale Fabio Pizzul, sui finanziamenti alle scuole dell’infanzia paritarie.

Una seconda sollecitazione, dopo una prima mozione già votata dall’Aula in primavera, perché, come ho dovuto rispondere ad un commento provocatorio della Lega, nonostante le nostre richieste, il Governo di Roma non ha ancora mandato i soldi in Lombardia per sostenere i bilanci di un servizio che la scuola pubblica, in molte zone della regione, soprattutto nelle valli montane, non offre.

Fabio Pizzul ha illustrato i motivi della reiterata richiesta, gli stessi che hanno portato diversi consiglieri regionali del Pd due sabati fa in piazza a protestare assieme alle scuole stesse e ai genitori: “Le scuole d’infanzia paritarie esercitano un’elevata funzione educativa sul territorio lombardo, in quanto si tratta di 1.768 unità con un numero di bambini che ammonta 156.933. Sono attive nell’80% dei comuni lombardi e soddisfano il diritto educativo del 57% dei bambini della Lombardia”.

I tagli governativi quest’anno arrivano al 54% dell’intera somma assegnata: si tratta di una riduzione di oltre la metà del contributo annuo di 539 milioni, e generano una situazione insostenibile e ingiustificabile in un settore delicato come è quello dell’infanzia.

Il Gruppo regionale del Pd ha chiesto quindi nella mozione al Presidente della Regione Lombardia e all’assessore Rossoni, che si è detto sostanzialmente d’accordo, “di intervenire presso il Governo nazionale affinché vi sia il recupero della somma prevista di 526 milioni di euro dalla legge finanziaria 2011, per garantire il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie e concreti attenzione e intervento per gli alunni diversamente abili; di dare concretezza, in sede di assestamento di bilancio, all’impegno preso da Regione Lombardia di erogare i fondi regionali, spettanti alle scuole dell’infanzia paritarie”.

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Disabilità e tagli

LA REGIONE CHIEDA AL GOVERNO DI RIPENSARE AI TAGLI E INTERVENGA CON VARIAZIONI SUL BILANCIO PER EVITARE INEVITABILI RICADUTE SUI SERVIZI

Centinaia di disabili hanno riempito Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria. Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità hanno avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012. Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone. Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale. La Regione deve trovare il modo di finanziare il Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui istituzione si è rivelata per ora soltanto una scatola vuota. Abbiamo per questo appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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Formigoni difenda le scuole lombarde dai tagli

Siamo venuti a conoscenza, nei giorni scorsi, dei tagli al personale docente ed ATA per l’anno prossimo, che dovrebbe essere l’ultimo anno del piano di razionalizzazione finanziaria. I sindacati ne hanno calcolato l’impatto sulla situazione bergamasca, riportato in questo comunicato. Le proteste del PD bergamasco sono state immediate.

I tagli al personale docente delle scuole bergamasche sono la conferma degli effetti dannosi delle scelte del Ministro Gelmini e dell’intero governo di centrodestra. Da tempo segnaliamo l’emergenza legata alle attività ordinarie delle nostre scuole, che in questo modo vanno in sofferenza e rischiano di non poter garantire i servizi formativi di base.

Chiediamo a Regione Lombardia di non voltare lo sguardo altrove, ma di affrontare a viso aperto il Governo su questa priorità. Troppo spesso Formigoni e la sua Giunta sono prodighi di complimenti verso l’esecutivo nazionale. Invece farebbero bene, a partire da questo tema strategico, ad assumere un’iniziativa rigorosa a difesa delle scuole lombarde.

Anche per questo il PD promuoverà, a livello nazionale, venerdì 8 aprile, la Notte bianca a difesa della scuola, che avrà una delle sue tappe più rilevanti proprio a Milano.

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Taglio del 50% al Fondo Sociale Regionale

Il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai comuni della provincia di Bergamo.

Generalmente queste importantissime risorse venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze ma quest’anno, purtroppo,  così non è ancora accaduto e l’allarme cresce.

Non è ancora dato sapere se e come verranno garantite queste risorse essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore. Gli Amministratori locali bergamaschi e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe la provincia di Bergamo dai 9 milioni dell’anno scorso ai 4,2 milioni di euro di quest’anno che sarebbero serviti a  garantire la tenuta dei servizi sul territorio.

Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse.

La Regione ha il dovere di rispondere rapidamente a questo tema rifinanziando il Fondo Sociale regionale almeno a livello di quello dell’anno scorso, cioè 85 milioni di euro per tutta la regione. Maurizio Martina ed io presenteremo in merito una mozione all’Assessore alla Famiglia Giulio Boscagli.

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