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Cultura e sport: nozze coi fichi secchi

Non riesco a trovare un altro commento al Programma regionale di sviluppo della X Legislatura alla voce Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport.

Ne abbiamo discusso giovedì nell’omonima commissione: le proposte ci sono e noi potremmo aggiungerne a volontà, perché è facile pensare quanto di buono si potrebbe fare sul fronte della cultura o dello sport per i giovani.

Peccato, però, che poi il piatto pianga lacrime disperate: per cultura e sport si parla di poche centinaia di migliaia di euro. Con queste cifre tutti i buoni propositi vengono meno…

Insieme alla collega Laura Barzaghi abbiamo provato a farci sentire, ed alzeremo ancora la voce: il depauperamento avviene su capitoli che negli ultimi anni, in tempi non sospetti, erano già stati pesantemente tagliati per primi, rispetto ad altri che sono stati ridimensionati solo ora.

In questo modo non si può certo programmare interventi seri, duraturi, veramente interessanti, ma solo sostegni spot ad alcune iniziative.

E meno male che istruzione e formazione hanno una voce di bilancio a se stante: almeno fino a quando non si taglierà anche qui, come pare sia il nuovo orientamento, dopo la decisione, avvallata anche da Regione Lombardia, di ridurre l’orario scolastico su 5 giorni pure per le scuole superiori non per un preciso obiettivo didattico, ma per un mero risparmio sui costi di riscaldamento.

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Legge sport: necessaria, ma più attenzione all’aspetto educativo

Dopo un lungo dibattito con una trentina di emendamenti presentati, e sebbene il risultato che abbiamo ottenuto sia sicuramente perfettibile, ieri non abbiamo comunque avuto dubbi ad approvare il progetto di legge sul “Riordino normativo in materia di attività motorie e sportive”.

 L’approvazione della legge è un fatto positivo, perché è un buon tentativo di semplificazione delle norme e di risposta alle esigenze dello sport lombardo. Tuttavia, non basta una legge tutto sommato buona: è necessario che vengano ripristinati congrui finanziamenti a bilancio, anche perché sui territori ci sono sempre meno sponsorizzazioni da parte delle aziende private, visto il momento di crisi economica.

Il rischio è che le scelte fatte non valorizzino abbastanza lo sport di base e dilettantistico, mentre per noi del Pd rimane prioritario e fondamentale tutelare l’aspetto sociale ed educativo dell’attività sportiva.

Ad ogni modo, sono molto contento che la Commissione abbia deciso di inserire un nostro emendamento riguardo “un’attenzione particolare allo sport praticato in carcere”.

Per quanto concerne le attività sportive praticate sulla neve, avremmo preferito una maggior attenzione nei confronti degli enti di promozione sportiva dilettantistici e amatoriali e verso coloro che praticano discipline come lo scialpinismo, che non devono essere penalizzati nelle proprie attività da un’eccessiva rigidità dei gestori di strutture sciistiche e di impianti.

 Sempre grazie ad un emendamento del Pd è stata recepita una preoccupazione, espressa soprattutto dal Cai, sulla possibile limitazione della libertà di praticare attività come lo scialpinismo o l’escursionismo fuori pista.

 In sintesi salutiamo con favore l’approvazione della nuova legge, che verrà definitivamente ratificata dal Consiglio nella seduta del 9 ottobre, e ci auguriamo che la Giunta sia conseguente e, ribadisco, metta a disposizione del settore sportivo le risorse che nel 2011 e 2012 sono progressivamente scomparse dal bilancio. Lo sport lombardo è stufo di ricevere complimenti, premi e pacche sulle spalle ma chiede di essere sostenuto concretamente.

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Istruzione, cultura e sport a secco nel Bilancio 2012

E’ chiaro a noi tutti consiglieri del PD che per l’istruzione, la cultura e lo sport  la legge finanziaria 2012 e il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 – presentati ieri, in VII Commissione consiliare, alla presenza dell’assessore regionale allo Sport Monica Rizzi – la Giunta Regionale ha lasciato le briciole.

Il bilancio presentato, infatti, è di sole spese obbligatorie. E’ in crisi l’intera programmazione per i settori formazione, istruzione, cultura e sport. Questo si ripercuote con violenza sulle realtà territoriali e sulla loro sostenibilità, come nel caso delle associazioni sportive. Lo stesso assessore ha affermato che lo sport lombardo subirà un contraccolpo mortale con una manovra regionale così impostata, se non verranno reintegrati i fondi almeno pari allo scorso anno. Inoltre, la variabile tempo è fondamentale per chi opera sul territorio, perché avere la consapevolezza di risorse da gestire può essere un elemento di programmazione e sviluppo. Averli in ritardo e con incertezza blocca interamente il sistema di programmazione per comuni, enti e associazioni.

E proprio nel giorno in cui si scopre che intere poste di bilancio rimarranno all’asciutto, la Lega si sveglia e si accorge che Dote scuola rischia di essere usata per fare la spesa, anziché per sostenere i ragazzi nel loro percorso didattico: finalmente il Carroccio si è accorto dei possibili abusi di questo strumento regionale per il diritto allo studio!

Infine, la ciliegina sulla povera torta di Regione Lombardia: come se non bastasse tutto il resto, nel bilancio di previsione sono scomparsi i fondi per le materne paritarie e per il diritto allo studio.

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