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REA, il centrodestra vota contro lo stop

Lega e Pdl si contraddicono da soli. Il testo riprende la mozione approvata da tutti in Consiglio comunale a Dalmine

Oggi in Consiglio regionale Pdl e Lega hanno votato contro l’emendamento al Piano Stategico annuale regionale presentato da Maurizio Martina e me, con il quale chiedevamo un pronunciamento contrario all’ipotesi di costruzione della terza linea dell’impianto Rea di Dalmine.

Al Pirellone Lega e Pdl votano contro i loro stessi rappresentanti territoriali. Avevamo proposto un emendamento che ricalcava esattamente la mozione, contraria alla terza linea Rea, che tutto il Consiglio comunale di Dalmine, guidata da un sindaco della Lega, ha votato qualche giorno fa. I casi sono due: o non si sono parlati o sono divisi rispetto all’ipotesi di implementazione dell’impianto di Dalmine. Comunque due errori gravi. Si è persa un’occasione importante per fare chiarezza, così facendo le contraddizioni e le ambiguità di Lega e Pdl si aggravano ulteriormente.

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Acqua, troppa fretta senza nessun motivo

Il Governo nazionale dà una proroga che consente a tutte le Regioni di aspettare i pronunciamenti della Corte costituzionale, l’indizione del referendum e di fatto una condizione legislativa più chiara. Ma Regione Lombardia, con 39 consiglieri su 80, quindi una minoranza, approva la legge sull’acqua. L’opposizione ha fatto fino all’ultimo ostruzionismo e, al momento del voto, ha abbandonato l’Aula. Ma nonostante mancasse evidentemente il numero legale, la maggioranza Pdl-Lega ha deciso di continuare e di votare il progetto di legge.
Eppure è una legge sull’acqua che non aveva i termini dell’urgenza. Non c’era fretta per votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, facendo una rivoluzione indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le Ato a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale.
Per questo motivo abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo. La maggioranza di Governo di questa regione ancora una volta non ha dato ascolta a centinaia di migliaia di cittadini referendari, ai tanti che avevano manifestato la propria preoccupazione, alle innumerevoli proposte emendative fatte al testo, e si è arroccata con una posizione difficilmente comprensibile. Ma questo Formigoni e i suoi lo dovranno spiegare ai Comuni e ai cittadini lombardi.

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