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Fonti rinnovabili: linee guida in ritardo e incomplete

Ieri l’assessore all’ambiente Raimondi ha risposto ad una nostra interrogazione sulle linee guida per i “procedimenti autorizzativi degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Rilevavamo, infatti, che nei territori della Lombardia la mancanza di Linee Guida che pongano regole di programmazione e di pianificazione sta creando grandi problemi di carattere ambientale, per il proliferare disordinato di un gran numero di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra l’altro, l’8 novembre il Consiglio si era impegnato a redigere le linee guida entro il gennaio 2012, e successivamente ad individuare le aree non idonee per la localizzazione degli impianti.

Come Partito Democratico, ci siamo fatti portavoce della grande preoccupazione espressa anche dalle Province lombarde. E su questo Regione Lombardia è una delle poche regioni importanti che non ha adempiuto alle normative vigenti e non ha ancora deliberato al riguardo.

Abbiamo chiesto all’assessore, allora, quali siano i motivi e le ragioni che non hanno permesso, entro i termini indicati dal Consiglio regionale, di emanare le Linee guida e il successivo documento con l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione, lasciando le Province e i territori della Lombardia in una gravissima difficoltà ambientale.

Le rassicurazioni dell’assessore, che si è impegnato a presentare le Linee Guida nella prossima Giunta utile, non nascondono il fatto che i ritardi che ci sono stati. E, comunque, in attesa che all’annuncio facciano seguito i fatti, ci consideriamo solo parzialmente soddisfatti: non si è detto ancora nulla, infatti, riguardo il successivo atto che il Consiglio regionale richiedeva a novembre, cioè l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione i questi impianti.

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Monte Canto di Pontida: la Regione demolisce un borgo del XV secolo?


Il Borgo di Monte Canto è un agglomerato di case rurali, risalente al XV secolo, posto in comune di Pontida immediatamente sotto la sommità del Monte Canto (710 m). Nel 2004, dieci comuni (Carvico, Ambivere, Calusco d’Adda, Chignolo d’Isola, Mapello, Pontida, Solza, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Terno d’Isola e Villa d’Adda) sottoscrivono la costituzione del PLIS del Monte Canto e del Bedesco; i comuni del parco, con l’eccezione di Ambivere e Pontida, versano all’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) 500 000 euro per diventare proprietari, insieme a Regione Lombardia, dell’area del Monte e del borgo: all’atto del rogito, però, l’unica proprietaria dei terreni e dei fabbricati è la Regione.

Poiché il borgo – abbandonato – è pericolante, nelle ultime settimane il comune di Pontida ha emesso un’ordinanza per la messa in sicurezza nei confronti dell’ERSAF, proprietaria del borgo. La decisione – inaudita – dell’ERSAF sarebbe quella di abbattere i fabbricati pericolanti, con una spesa di 75 000 euro. Tutto questo, in un contesto in cui non risulta ci siano mai stati progetti di recupero per il  borgo che, risalendo almeno al XV secolo, ha valore storico ed architettonico, e che invece si preferirebbe abbattere piuttosto che valorizzare.

Insieme a Maurizio Martina, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio Regionale, per chiedergli di ricostruire la vicenda – non chiara – della proprietà dell’ERSAF e se non faccia parte delle sue funzioni il recupero del borgo, se siano state valutate operazioni di consolidamento e quali siano state le valutazioni che hanno portato a decidere per la demolizione delle parti pericolanti del borgo, quante e quali siano tali parti e, infine, se non ritenga opportuno avviare progetti di riqualificazione dell’area in concerto con gli enti locali, il PLIS ed eventuali privati interessati.

Il testo dell’interrogazione è scaricabile qui: Interrogazione Monte Canto

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Cava di Telgate: qual è il suo futuro?

Insieme a Maurizio Martina, ho presentato un’interrogazione sui progetti per la cava di Telgate.

Il 24 luglio 2010 è stata avviata la procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di gestione produttiva dell’ATEg39 con recupero delle aree mediante attivazione di impianto di discarica per rifiuti inerti ai sensi del D.Lgs/2003 che andrebbe realizzato, appunto, in Comune di Telgate.

L’ATEg39 è inserito nel Piano Cave della Provincia di Bergamo approvato con deliberazione del Consiglio regionale il 14 maggio 2008 VIII/619 e prevede l’escavazione in 10 anni di 2 milioni di metri cubi con un residuo stimato intorno ai 400mila metri cubi.

Nonostante il Tribunale amministrativo di Brescia abbia confermato, nel 2010, che il Piano Cave di Bergamo è da considerarsi decaduto e il Progetto si colloca in un’area che, per l’elevata presenza di impianti di smaltimento dei rifiuti, richiede una valutazione complessiva del progetto attraverso una valutazione ambientale strategica per l’intero territorio bergamasco.

E’ nota e palese la contrarietà delle popolazioni locali, preoccupate sia per le tipologie di rifiuti stoccabili che per il fatto che la discarica finirebbe per trovarsi in un’area di riserva e ricarica della falda acquifera profonda, come mostra il Piano provinciale per le acque.

Chiediamo alla giunta, quindi, di conoscere la situazione del progetto di gestione produttiva dell’ATEg39; quale sia l’attuale situazione del Piano Cave di Bergamo, se vada cioè inteso l’annullamento complessivo del Piano o unicamente gli elementi all’attenzione dei giudici amministrativi; quali siano state, di conseguenza, le direttive inviate agli uffici a seguito delle sentenze del Tribunale amministrativo per completare le procedure in corso; se non ritenga opportuno valutare le scelte del piano, auspicando una Valutazione ambientale strategica per ridisegnare il sistema di smaltimento rifiuti della provincia, alla luce delle decisioni amministrative e degli  impianti e discariche già presenti, anche alla luce di un miglioramento sostanziale delle azioni di recupero dei materiali.

Il testo dell’interrogazione: ITR 2190 Comune di Telgate Cave

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Interrogazione su Poliambulatorio Ponte S. Pietro

È più di un mese, ormai, che gli organi di informazione hanno dato spazio alla notizia del trasferimento del Poliambulatorio di Ponte S. Pietro, secondo la decisione presa dall’Azienda Ospedaliera di Treviglio.

Il Partito Democratico, unendo la propria voce a quella dei sindacati, degli enti locali, dei cittadini, unanimi nel chiedere il mantenimento dell’importante presidio sanitario sul territorio di Ponte, ha subito denunciato l’ambiguità ed il voltafaccia della Lega Nord, di cui il direttore dell’AO trevigliese è un importante esponente (presidente dell’Associazione Medica Padana).

Ieri è stata depositata in Consiglio Regionale l’interrogazione mia e degli altri consiglieri del PD sulla questione: vogliamo sapere dall’assessore Bresciani se è vero che, nonostante tutti i pareri contrari raccolti, l’Azienda Ospedaliera di Treviglio sta continuando per la sua strada e cosa la Regione sta facendo per venire incontro ai cittadini che chiedono il mantenimento del Poliambulatorio a Ponte S. Pietro.

Il testo dell’interrogazione

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Interrogazione sull’inquinamento in città di Bergamo

Insieme a Maurizio Martina ed a Carlo Borghetti, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta all’assessore all’Ambiente per l’ormai annoso problema dell’inquinamento atmosferico nella città di Bergamo.

L’ISTAT, infatti, ha diffuso i risultati di uno studio compiuto da AirBase, società delegata a ricerche sulla qualità ambientale da parte dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, dai quali emerge come Bergamo sia stata, nel periodo 2004-2008, al settimo peggior posto per la qualità dell’aria.

Poiché non ci sono motivi per ritenere che negli ultimi tre anni la situazione sia migliorata, come ha dichiarato nei giorni scorsi l’ARPA, chiediamo all’assessore all’Ambiente se è al corrente di tali misurazioni e se sono coerenti con quelle dell’ARPA stessa. Inoltre, chiediamo quali iniziative sono state o saranno messe in campo da Regione Lombardia per salvaguardare la salute dei Bergamaschi.

Qui testo completo dell’interrogazione

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Invalidità civile: disagi e ritardi. Intervenga la Regione

Disguidi e ritardi stanno rendendo la vita difficile ai cittadini invalidi di Bergamo e provincia. Dal 30 luglio 2010 le competenze in merito al sistema di accertamento e concessione delle provvidenze economiche in materia di invalidità civile sono state trasferite all’Inps. Le domande per ottenere i benefici da parte degli invalidi devono essere presentate per via telematica all’istituto che, a sua volta, le trasmette all’Asl per l’attivazione della visita di accertamento, la quale poi avviene in presenza di un medico inviato dall’Inps. Quest’ultimo ha 120 giorni di tempo per provvedere all’attribuzione delle competenze economiche. Ma oggi anche i cittadini invalidi bergamaschi già riconosciuti si ritrovano in difficoltà a causa di un problema ‘tecnico’ e di comunicazione tra Inps e Asl. I due sistemi informatici, infatti, non dialogano tra di loro, cioè non c’è modo di facilitare i passaggi, nell’era della tecnologia spinta, e tutto si blocca ancora davanti a una montagna di carta da inserire banalmente a computer.

Ho chiesto che, per avere i dovuti chiarimenti, venga subito fatta un’audizione in III Commissione Sanità del Consiglio regionale con l’assessore alla Solidarietà sociale Giulio Boscagli e la direzione regionale dell’Inps. Nel frattempo, ho sottoscritto un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta e all’assessore stesso per sapere se corrisponde al vero quanto riferito in merito ai disguidi e ai ritardi nello svolgimento delle pratiche per la concessione delle provvidenze economiche in caso di invalidità civile. In caso affermativo, quali provvedimenti intenda assumere il Governo Formigoni per evitare ai cittadini, già pesantemente provati dalla malattia, i forti disagi causati dall’allungamento dei tempi relativi all’iter burocratico e dalle incomprensibili lacune nello svolgimento di pratiche che richiederebbero risposte chiare e tempestive.

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Poliambulatorio di Ponte S. Pietro: Lega voltafaccia, interrogazione PD

I sindaci ed il Consiglio provinciale si sono da tempo pronunciati negativamente sullo spostamento del Poliambulatorio di Ponte S. Pietro a Brembate Sopra. Il presidio è, infatti, prezioso per il territorio e la decisione di trasferirlo, presa dal direttore dell’Azienda Ospedaliera di Treviglio, presidente dei “medici padani”, dimostra indifferenza alla volontà delle comunità e disprezzo delle istituzioni locali.

Il voltafaccia della Lega in particolare sulla questione del Poliambulatorio di Ponte San Pietro si commenta da solo ma va denunciato in tutta la sua gravità. Questo comportamento va smascherato e spiegato ai cittadini. Maurizio Martina ed io presenteremo immediatamente un’interrogazione all’Assessore regionale alla Sanità per fare chiarezza al fine di mantenere il Poliambulatorio nell’attuale sede. Spostare il presidio medico penalizzerebbe l’utenza, oltretutto in una zona dove il trasporto pubblico è carente.

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