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Inquinamento della falda nel Trevigliese: attenzione massima e più incisività

La Commissione Ambiente di Regione Lombardia ha tenuto un’audizione di tutti gli attori interessati per valutare la situazione ambientale dei comuni di Verdellino, Ciserano, Arcene, Treviglio e Castel Rozzone.

Insieme al Presidente Lucchini e al Direttore generale di ARPA, Benezzoli,  hanno portato la loro testimonianza:  l’ARPA e l’ASL di Bergamo, l’Amministrazione provinciale e gli amministratori di comuni investiti dall’inquinamento da cromo esavalente e solventi clorati (cloroformio).

L’ASL ha rassicurato sulla situazione epidemiologica sia per quanto riguarda le acque di rete che per quanto concerne l’acqua usata in agricoltura e negli allevamenti.

Tra gli interventi già iniziati ci sono quelli della barriera prossima al comune di Ciserano  per la quale è stato rilevato un ritardo di esecuzione delle opere per la farraginosità degli adempimenti burocratici.

Gli unici rischi però – sottolinea l’ARPA – derivano dai focolai già individuati da tempo e che potrebbero lasciare che i composti inquinanti passino dalla prima alla seconda falda. Una situazione che va assolutamente evitata, come abbiamo sottolineato Maurizio Martina ed io. Siamo preoccupati di capire lo stato di fatto e se siano state attivate tutte le misure necessarie alla criticità della situazione.

Le risposte date dagli organi preposti al controllo hanno mostrato una situazione di partenza preoccupante e ci hanno fatto capire che il tracciato per arrivare ad una bonifica non è una passeggiata. Cose che sapevamo ma che rafforzano la nostra convinzione che sia necessario prendere mano con più vigore e strumenti più vincolanti le situazioni inquinanti come quella che vive il Trevigliese da anni.

Gli stessi tecnici, come ha osservato Maurizio, hanno oggi messo in evidenza che si lavora in una condizione non sempre ottimale in cui alle volte le aziende interessate collaborano e altre volte si trincerano dietro i tempi lunghi della burocrazia.

È quindi necessario velocizzare i protocolli per gli interventi di urgenza in modo da essere più tempestivi nel rispondere alle situazioni più critiche e non fornire alibi a coloro che causano questi danni ambientali.

C’è, infine, l’impegno per aumentare i punti di rilevamento e per aumentarne la frequenza e questo è un buon risultato perché non possiamo assolutamente permettere che vi siano i temuti passaggi di falda.

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Falò tradizionali salvi grazie al PD

Falò della tradizione salvi grazie anche al sostegno alla battaglia di tante comunità lombarde dato dal Gruppo del Pd in Consiglio regionale. Da quando è stato chiaro che la delibera di Giunta regionale del 2008, che detta misure per il contenimento dell’inquinamento e impedisce a questo fine le combustioni all’aperto, non escludeva da queste, dichiaratamente, gli eventuali riti della tradizione, i consiglieri del Partito democratico hanno sollecitato in ogni modo gli assessori competenti a salvaguardare almeno i falò delle festività.

 La Giunta regionale ha approvato una delibera in cui si modifica il punto in questione, che recita “divieto di combustione all’aperto, in particolare in ambito agricolo e di cantiere”. Adesso, Regione Lombardia ha deciso che “potranno comunque essere consentiti, previa autorizzazione del sindaco competente, falò e fuochi in occasione di feste, sagre di paese o comunque di eventi attinenti ai rituali calendariali della tradizione popolare culturale della Lombardia. L’autorizzazione deve comunque assicurare il rispetto delle norme vigenti e prevedere eventuali prescrizioni a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente”.

Dopo che il falò di Cicognolo, in provincia di Cremona, era stato spento dalla norma antismog, abbiamo sollecitato la Giunta lombarda a ripensare a questo punto della normativa, discutendone anche in Commissione. Erano a rischio tutti i riti delle festività, da quelli prenatalizi a Sant’Antonio, ai giorni della Merla, e in tutte le province lombarde. E al di là di quelle che sono state le interpretazioni date in questi ultimi giorni, c’è stata una vera e propria sollevazione popolare, sulla spinta anche delle associazioni locali che si occupano di questi riti, per la tutela delle iniziative della tradizione. La decisione di buon senso della Giunta dimostra che non era una questione di secondo piano. Ora toccherà ai sindaci vigilare che la nuova regola venga applicata con la dovuta correttezza.

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Interrogazione sull’inquinamento in città di Bergamo

Insieme a Maurizio Martina ed a Carlo Borghetti, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta all’assessore all’Ambiente per l’ormai annoso problema dell’inquinamento atmosferico nella città di Bergamo.

L’ISTAT, infatti, ha diffuso i risultati di uno studio compiuto da AirBase, società delegata a ricerche sulla qualità ambientale da parte dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, dai quali emerge come Bergamo sia stata, nel periodo 2004-2008, al settimo peggior posto per la qualità dell’aria.

Poiché non ci sono motivi per ritenere che negli ultimi tre anni la situazione sia migliorata, come ha dichiarato nei giorni scorsi l’ARPA, chiediamo all’assessore all’Ambiente se è al corrente di tali misurazioni e se sono coerenti con quelle dell’ARPA stessa. Inoltre, chiediamo quali iniziative sono state o saranno messe in campo da Regione Lombardia per salvaguardare la salute dei Bergamaschi.

Qui testo completo dell’interrogazione

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