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Fondi sociali: ripristinare i fondi e più programmazione

Mercoledì mattina centinaia di persone sono arrivate da tutta la Lombardia e hanno gremito piazza Duca d’Aosta, a Milano, sotto il Pirellone per chiedere al Governo e a Regione Lombardia di ripristinare l’importo dei fondi sociali (quello per la Non Autosufficienza e quello per Politiche Sociali) e di destinare l’aggiunta di risorse al finanziamento dei progetti di vita indipendente e di presa in carico per i cittadini che si rivolgono ai servizi socio assistenziali.

L’assessore Boscagli ha promesso il ripristino dei 30 milioni di euro tagliati nel bilancio del 2012: è inconcepibile che tutti gli anni si arrivi ad un bilancio di previsione che taglia i fondi regionali al sociale salvo poi recuperarli in variazione di bilancio sull’onda delle proteste dell’opposizione o dei rappresentanti delle categorie più deboli come le persone con disabilità che oggi erano in piazza.

In un momento di crisi come questo non tutti i tagli sono uguali. Certi tagli fanno più male quando a farne le spese sono persone che già fanno più fatica. Il ripristino dei 30 milioni non è sufficiente, chiediamo si faccia di più. E’ necessario inoltre distribuire queste risorse ai comuni in una visione meno centralistica. Tra l’altro ancora non abbiamo garanzie su quando e come verranno distribuiti questi fondi.

Il meccanismo del ripristino dei fondi in corso d’anno non permette, infatti, la corretta programmazione dei servizi e mette in difficoltà l’erogazione dei servizi anche da parte dei comuni.

Come ha spiegato Gianantonio Girelli, responsabile Salute e Welfare del PD, le risorse necessarie possono essere reperite anche attraverso una più attenta politica di risparmio nel bilancio sanitario nel quale negli ultimi anni si sono annidati molti sprechi (come dimostrano il caso di San Raffaele e Maugeri) e soprattutto nell’ottica di una sanità e un welfare che rappresentano le due facce complementari di un unico settore.

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Politiche sociali: lo stato toglie, una legge per la Lombardia

La popolazione lombarda invecchia a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale e le proiezioni indicano che attorno al 2020 gli anziani non autosufficienti saranno nella nostra regione oltre 500mila. Un dato importante, che fa dire al gruppo regionale del PD che occorre ripensare il sistema di welfare potenziando e regolamentando il fondo regionale per la cura delle persone in stato di non autosufficienza. A tal proposito, come consiglieri regionali del PD, abbiamo depositato un progetto di legge che è già a disposizione della commissione sanità e assistenza e in attesa di essere discusso.

Una regolamentazione è ancor più necessaria alla luce dei pesantissimi tagli che il Governo ha effettuato sui trasferimenti alle Regioni per le politiche sociali: con l’azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza, che ancora per l’anno in corso ha portato in Lombardia 56,5 milioni di euro, e con la drastica riduzione del fondo nazionale per le politiche sociali (per la Lombardia da 53,8 milioni nel 2011 a 25,27 milioni nel 2012), la nostra Regione vede in un anno le risorse statali contrarsi del 77%.

Questo sistema dei tagli lineari è iniquo e ingiusto: in momenti di crisi è giusto aiutare di più chi fa più fatica. Per questo abbiamo scritto un testo di legge che rimette al centro il territorio, ovvero i comuni e le Asl, che hanno il polso della situazione di difficoltà. Un fondo regionale per la non autosufficienza è già previsto ma, ed è un aggravante, ad oggi non è mai stato finanziato né regolato. Il nostro progetto di legge mira a implementarlo, stabilendo a chi e in che modo distribuire le risorse.

Il progetto di legge mira inoltre amigliorare l’identificazione dei bisognosi, istituire un piano distrettuale per la non autosufficienza raccordato ad un piano regionale, istituire un osservatorio sul problema e valutare costantemente l’appropriatezza e l’efficacia delle misure di assistenza.

Pensiamo anche a nuove tipologie di intervento, con l’incentivazione del welfare famigliare, disponendo l’erogazione di parte del fondo ai parenti che si fanno carico della cura del soggetto in condizioni di non autosufficienza o alla compartecipazione al pagamento delle rette delle strutture di accoglienza, ricovero e cura, come le case di riposo e le residenze sanitarie per disabili. Per le famiglie lombarde ci saranno grossissimi problemi nel prossimo anno, stanti i tagli del Governo, a retrocedere rispetto ai servizi minimali che oggi vengono loro garantiti. Con questo e con altri progetti di legge, come quello sulla revisione dell’Isee, vogliamo contribuire a soccorrere le famiglie che non riescono a fare fronte ai costi delle cure. Con il principio che chi più ha più comparteciperà alla spesa, mentre chi ha meno deve essere meglio sostenuto, pur senza venir meno all’universalità del servizio.

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Disabilità e tagli

LA REGIONE CHIEDA AL GOVERNO DI RIPENSARE AI TAGLI E INTERVENGA CON VARIAZIONI SUL BILANCIO PER EVITARE INEVITABILI RICADUTE SUI SERVIZI

Centinaia di disabili hanno riempito Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria. Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità hanno avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012. Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone. Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale. La Regione deve trovare il modo di finanziare il Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui istituzione si è rivelata per ora soltanto una scatola vuota. Abbiamo per questo appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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