Commissione d’inchiesta ALER

Commissione d’inchiesta ALER: un primo utile passo per certificare la responsabilità. Si pubblichino i verbali.

Ad un anno esatto dalla sua istituzione, ieri si è tenuta l’ultima seduta della Commissione d’inchiesta su ALER nata per far luce sulle cause che hanno portato all’insostenibile situazione economica e finanziaria in cui versa l’azienda che gestisce gli alloggi popolari in Lombardia. La relazione votata all’unanimità da tutti i componenti della commissione arriverà in Consiglio regionale martedì prossimo per la votazione finale. Rivendichiamo con orgoglio la scelta giusta delle opposizioni di chiedere l’istituzione di questo tipo di Commissione. E’ stato un lavoro di inchiesta lungo e complesso che ha permesso di individuare le diverse responsabilità politiche e gestionali. Ed è per questo, anche per rispetto di tutti gli inquilini ALER, che chiediamo che vengano resi pubblici i verbali e tutto il materiale raccolto dalla commissione d’inchiesta. E’ un appello che speriamo venga accolto dal presidente Cattaneo che deciderà al riguardo.
Diversi sono gli spunti di riflessione che si possono fare alla luce di quanto sentito e scritto. Un primo dato è la totale mancanza da parte di Regione Lombardia di esercitare in tutti questi anni il suo ruolo di indirizzo, controllo e programmazione preferendo invece quello più politico di vera e propria gestione fatta in maniera fallimentare, visti i risultati. Inoltre un problema che non può essere più rinviabile è la necessità di reperire nuove risorse. Questo settore non viene riconosciuto alla stregua delle altre politiche di welfare, si pensi ad esempio alla sanità, e pertanto bisogna pensare a nuove forme di finanziamento ad hoc.

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Poste: si sospenda il processo riorganizzativo

Poste: impegniamo la Giunta a intervenire per sospendere il processo riorganizzativo. Al più presto un tavolo regionale.

E’ stata approvata all’unanimità e verrà portata in Consiglio regionale già la prossima settimana per il voto definitivo la Risoluzione sulla riorganizzazione degli uffici postali sul territorio regionale lombardo. La riorganizzazione prevede la chiusura di 61 sportelli
(prevalentemente in comuni sotto i 5000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi) e la riorganizzazione di 121 sportelli. Dopo aver ascoltato le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, oggi i consiglieri delle Commissioni Attività produttive e Programmazione e Bilancio hanno audito anche i rappresentanti dei territori che hanno sollevato altrettante preoccupazioni.

C’è stata una sottovalutazione dell’impatto del piano dal punto di vista territoriale e occupazionale. Per questo crediamo che ci siano tutti gli elementi per chiedere di contestualizzare il piano nei territori, condividendolo con Anci e con le rappresentanze dei lavoratori e dei consumatori, attraverso un tavolo che riunisca i vari portatori d’interesse. Per questo impegniamo la Giunta con una risoluzione condivisa.
La risoluzione impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo al fine di sospendere il processo riorganizzativo e chiede, appunto, di mettere tutti gli interlocutori attorno ad un tavolo. In provincia di Bergamo le chiusure sono Grignano, Botta, Petosino, Ponte Giurino, Valsecca. Le razionalizzazioni: Averara, Barbata, Pumenengo, Torre Pallavicina, Gorno, Roncola, Moio de Calvi.

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Attrattività del territorio: finanziati otto progetti nella provincia di Bergamo

Sono molto soddisfatto per il finanziamento regionale di otto progetti della provincia di Bergamo in gara per il bando per l’attrattività territoriale sostenibile e gli interventi per la promozione turistica. In tutto sono state finanziate 33 delle 64 richieste di contributo presentate. Le proposte bergamasche costituiscono il risultato del lavoro sinergico tra aggregazioni di comuni, come nel caso di Gate (Green Attractivity Territory for Expo),
Bassa Pianura Bergamasca, Fontium e Mercatorum, Distretto dell’attrattività del Lemine, La Valle dei Sapori, Isola Bergamasca, Valli in Famiglia, Area All in one. Inserito in graduatoria e, per ora, finanziabile ma non finanziato il progetto “Viaggio alla scoperta della pianura bergamasca” con capofila il comune di Cividate al Piano.
I comuni beneficiari devono garantire ora la realizzazione di misure di incentivazione delle imprese del commercio e del turismo e, non di meno, l’apporto delle risorse necessarie di cofinanziamento per parte comunale.
Mi complimento con le aggregazioni di comuni bergamaschi che hanno presentato i progetti per il buon lavoro svolto e per i risultati ottenuti in termini di finanziamenti.
Spero ne potranno uscire azioni utili alla valorizzazione e alla promozione del nostro territorio.

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Formazione professionale: altro che tagli!

Formazione professionale: altro che tagli, visti i risultati la Regione Lombardia deve incrementare CFP e AFOL

Lavoratori della formazione professionale lombarda hanno presidiato nei giorni scorsi l’ingresso di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, a Milano. Assieme alle organizzazioni sindacali di categoria protestavano contri i tagli alle aziende di formazione regionali dipendenti dalle Province e dalla città metropolitana e contro la violazione di un protocollo d’intesa, da parte di Regione Lombardia, sui criteri per il trasferimento di personale verso la formazione professionale.

Ho parlato con i manifestanti: questi lavoratori sono molto preoccupati dell’attuale situazione in cui versano i centri di formazione professionale e del loro futuro, visti i tagli della Regione sul settore. La preoccupazione maggiore è per gli ex dipendenti regionali, poi passati alla Provincia e inseriti nelle AFOL e nei CFP, quelli che hanno tuttora il cosiddetto “zainetto”, una sorta di integrazione di stipendio dovuto al fatto che pur avendo vinto il concorso regionale, poi si sono visti trasferire in agenzie provinciali di formazione professionale, oggi in crisi.

Come VII Commissione Formazione abbiamo approvato una nostra mozione in cui chiediamo alla Giunta – soprattutto ora che ha deliberato – di rimodulare, nel senso
dei tagli, l’impianto finanziario della formazione e delle doti, di garantire adeguate risorse ai centri di formazione e destinare risorse agli enti erogatori di formazione
affinché il sistema possa essere garantito. La formazione gestita ed esercitata da questi istituti, infatti, dà i migliori risultati anche rispetto alle altre scuole: chi esce dai centri di formazione professionale trova lavoro al 70%. Quindi, i risultati di obiettivo e di traguardo sono molto alti.

Noi, come PD, crediamo assolutamente nella formazione professionale e Regione Lombardia, invece di tagliare i fondi, dovrebbe ulteriormente valorizzare questi corsi, visti i risultati di studio e occupazionali ottenuti dagli studenti nelle aziende territoriali.

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Raccolta funghi: unanime parere negativo. Ora al più presto modifiche che rispettino le autonomie locali.

I consiglieri regionali commissari dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale hanno deciso, in modo univoco, di dare parere negativo sulle “Modalità di rilascio del tesserino regionale quinquennale per la raccolta funghi in Lombardia” proposte dalla Giunta, in attuazionea quanto previsto dall’articolo 97 della legge regionale 31/2008, così come modificato in Aula, a luglio scorso, nelle more del collegato alla finanziaria.

Tutti contrari alla formulazione così come approvata in Consiglio. Tutti d’accordo sull’istituzione di un tavolo di lavoro per riformulare la proposta e riportare la legge allo spirito originario.
Prendiamo atto della proposta della maggioranza che ha condiviso con noi il giudizio negativo sulla legge, riparando ad un suo stesso errore. Ora al più presto ripristiniamo il vecchio testo di legge, se possibile migliorandolo, in modo da mettere in condizione le autonomie locali di poter decidere sulla raccolta funghi e sulla sua gestione nel modo più utile e funzionale a ciascun territorio.

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Riorganizzazione Poste: lavoriamo a tutti i livelli per modifiche. Valutare alternative.

Oltre il 10% dei comuni lombardi subirà la chiusura o la razionalizzazione dei presidi postali. Una decisione sostanziale per il territorio che, a quanto ci risulta, la gran parte dei sindaci ha appreso leggendo i giornali.

Ieri la Commissione Bilancio si è riunita per audire i responsabili regionali di Poste italiane in merito al piano di riorganizzazione aziendale ufficializzato nei giorni scorsi che prevede nella sola Lombardia la chiusura di 61 presidi e la razionalizzazione di altri 121 sportelli. In provincia di Bergamo sono 5 a rischio chiusura: Rignano, Botta, Petosino, Ponte Giurino, Valsecca. Le razionalizzazioni riguardano invece 7 uffici: Averara, Barbata, Pumenengo, Torre Pallavicina, Gorno, Roncola, Moio de Calvi.

Siamo fortemente preoccupati per questa vicenda che ha le basi nel decreto Scaiola del 2008. Le rimodulazioni del servizio postale vanno ad impattare fortemente nelle aree più deboli; in un momento come questo, di difficile tenuta di coesione sociale, le poste rappresentano importanti punti di riferimento e di aggregazione per la collettività soprattutto nelle piccole comunità e come tali vanno salvaguardate. Da parte nostra abbiamo avanzato alcune possibili alternative: innanzitutto è fondamentale coinvolgere i comuni cercando, dove è possibile, una collaborazione con Poste Italiane per garantire l’apertura degli sportelli in via di chiusura. Per quanto riguarda le razionalizzazioni queste si possono riarticolare in modulazioni orario prevedendo modelli suppletivi e integrativi come sta facendo ad esempio la Regione Toscana.

Anche a livello nazionale il Partito Democratico sta lavorando su questo fronte: nei prossimi giorni il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ha convocato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani per avere maggiori informazioni in merito al piano di riorganizzazione nazionale e per valutare l’impatto sulle comunità locali.

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Vita indipendente

Venerdì 13 febbraio alle ore 14,30 presso Palazzo Pirelli, Milano

“Vita indipendente – I programmi di assistenza personale autogestita”; presentazione del progetto di legge.

Scarica la locandina dell’evento:

http://www.mariobarboni.it/wp-content/uploads/2015/02/locandina-vita-indipendente.pdf

 

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No al nuovo ticket di montagna.

No al nuovo ticket di montagna. La maggioranza che doveva togliere i ticket ne introduce uno nuovo sull’elisoccorso.

Il PD contro il progetto di legge sul soccorso alpino e speleologico in zone impervie. Sì alla compartecipazione per dissuadere le negligenze. No alla regolamentazione punitiva e onerosa che penalizza il turismo in montagna, anche quello della scolaresca in gita o degli anziani cercatori di funghi.
Abbiamo chiesto un rinvio del progetto e, settimana prossima, siamo pronti a dar battaglia con i nostri emendamenti. Le proposte della maggioranza, con gli emendamenti presentati oggi, sono infatti ulteriormente peggiorative. Se nella prima versione si andava a colpire solo le chiamate non urgenti e le negligenze, ora si introduce la compartecipazione alla spesa anche per l’urgenza e la si estende anche alle attività non alpinistiche ed escursionistiche.
Siamo d’accordo sulla necessità di sviluppare una consapevolezza maggiore per evitare i troppi incidenti che si verificano culle cime e per diminuire le chiamate improprie a carico dei servizi di emergenza-urgenza, ma deve valere solo per le chiamate effettivamente negligenti. E non toccare quelle con un profilo sanitario, né urgente, né non urgente. Per questo gli emendamenti del PD chiedono l’esclusione del pagamento sia per i minori di 14 anni sia per i disabili e l’introduzione di una compartecipazione non superiore al 30% del totale del costo del soccorso (circa 3000 euro) da applicarsi solo per gli interventi non sanitari. Serve poi affiancare queste misure con un lavoro di formazione e informazione sull’escursionismo in montagna da parte di associazioni, scuole, pro loco e agenzie turistiche. Lasciamo perdere invece inutili differenze, di stampo leghista, tra residenti e non residenti che altro non fanno che penalizzare il turismo lombardo.

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Casinò di San Pellegrino

San pellegrino: Sì dell’Aula all’apertura del Casinò. La Regione promuova il progetto di rilancio della valle.

Con 28 si, 22 No e un astenuto nel tardo pomeriggio di ieri l’Aula ha approvato una mozione presentata da tutti i consiglieri regionali bergamaschi con la quale si chiede alla Regione di farsi portavoce a Roma per l’ottenimento dell’autorizzazione al ministero dell’ interno per l’istituzione di una casa da gioco nel comune di San Pellegrino terme.
Siamo molto soddisfatti: questo progetto rientra in un quadro generale di rilancio della Val Brembana che segue l’apertura delle terme e favorisce la riapertura dello storico Grand Hotel. In questi anni la crisi economica ha messo in ginocchio la valle bergamasca e la mozione va nella direzione di dare una chance alla valle in termini occupazionali e per il rilancio del turismo e dell’economia locale. Quindi riteniamo opportuno che Regione Lombardia promuova questo progetto facendosi portavoce a Roma per l’ottenimento dell’autorizzazione necessaria per l’apertura del Casinò, al momento in stand-by presso il Ministero dell’Interno.

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Agricoltura di montagna

Agricoltura di montagna: grazie al PD messo a bilancio almeno un milione per la manutenzione dei territori.

L’agricoltura di montagna fa andare sotto la maggioranza di centrodestra che governa Regione Lombardia. È successo martedì 23 dicembre, durante la seduta del Consiglio regionale, mentre si discuteva il bilancio.

PD e Lega avevano presentato un emendamento che chiedeva di stanziare un milione di euro a favore della manutenzione dei territori montani, da mettere a posta nelle voci relative all’agricoltura; ma in fase di votazione, su richiesta dell’assessore regionale al Bilancio Garavaglia, la Lega ha ritirato l’emendamento.

A quel punto, messo ai voti, con i ‘sì’ di tutta l’opposizione più 4 del centrodestra e una manciata di astenuti, l’emendamento è passato.

Ora la decisione è presa e, dunque, grazie all’insistenza del PD che non avrebbe mai mollato su un tema così delicato, abbiamo ottenuto almeno un milione di euro sul 2015 per i territori montani. Faccio presente che fino a quest’anno le risorse ammontavano a 6 milioni di euro; adesso non posso che augurarmi che durante l’anno la Giunta Maroni ci ripensi e decida di rimpinguare ulteriormente quel capitolo.

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