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Formazione professionale: altro che tagli!

Formazione professionale: altro che tagli, visti i risultati la Regione Lombardia deve incrementare CFP e AFOL

Lavoratori della formazione professionale lombarda hanno presidiato nei giorni scorsi l’ingresso di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, a Milano. Assieme alle organizzazioni sindacali di categoria protestavano contri i tagli alle aziende di formazione regionali dipendenti dalle Province e dalla città metropolitana e contro la violazione di un protocollo d’intesa, da parte di Regione Lombardia, sui criteri per il trasferimento di personale verso la formazione professionale.

Ho parlato con i manifestanti: questi lavoratori sono molto preoccupati dell’attuale situazione in cui versano i centri di formazione professionale e del loro futuro, visti i tagli della Regione sul settore. La preoccupazione maggiore è per gli ex dipendenti regionali, poi passati alla Provincia e inseriti nelle AFOL e nei CFP, quelli che hanno tuttora il cosiddetto “zainetto”, una sorta di integrazione di stipendio dovuto al fatto che pur avendo vinto il concorso regionale, poi si sono visti trasferire in agenzie provinciali di formazione professionale, oggi in crisi.

Come VII Commissione Formazione abbiamo approvato una nostra mozione in cui chiediamo alla Giunta – soprattutto ora che ha deliberato – di rimodulare, nel senso
dei tagli, l’impianto finanziario della formazione e delle doti, di garantire adeguate risorse ai centri di formazione e destinare risorse agli enti erogatori di formazione
affinché il sistema possa essere garantito. La formazione gestita ed esercitata da questi istituti, infatti, dà i migliori risultati anche rispetto alle altre scuole: chi esce dai centri di formazione professionale trova lavoro al 70%. Quindi, i risultati di obiettivo e di traguardo sono molto alti.

Noi, come PD, crediamo assolutamente nella formazione professionale e Regione Lombardia, invece di tagliare i fondi, dovrebbe ulteriormente valorizzare questi corsi, visti i risultati di studio e occupazionali ottenuti dagli studenti nelle aziende territoriali.

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Tagli all’istruzione, ma si trovano soldi per computer e LIM

Tagli a valanga sui capitoli di spesa del bilancio regionale dedicati a formazione, istruzione, sport e cultura, settori tradizionalmente orientati sui giovani ma che vanno verso l’azzeramento. Un caso su tutti: vengono tolte risorse alla spesso fatiscente edilizia scolastica per investire 4 milioni di euro in ‘sistemi digitali’, ovvero computer e lavagne elettroniche.
Le cifre emerse dall’analisi fatta in VII Commissione Cultura parlano da sole: istruzione e formazione professionale sono passate dai 250,3 milioni di euro del 2010 ai 227,7 del 2012; peggio va alla cultura che scende dai 14,9 milioni del 2010 ai 5,4 del 2012 (esclusi i 3,1 milioni di euro relativi alla partecipazione di Regione Lombardia come socio delle Fondazioni lombarde per lo spettacolo); e non parliamo di sport: 6,2 milioni di euro nel 2010 e solo 1,3 per il 2012.

E mentre viene pesantemente decurtata la voce relativa all’edilizia scolastica, 4 milioni di euro sono destinati ai sistemi digitali per le scuole. Praticamente, i ragazzi avranno un tablet, ma con il rischio che cada loro l’intonaco in testa… con questi contenuti, non abbiamo potuto che votare contro sia il rendiconto 2011 che l’assestamento 2012.

I motivi ci sembrano chiari: per quanto riguarda il pregresso, la logica con cui vengono allocate le risorse non rispecchia la nostra visione politica. D’altra parte, l’assestamento fa il minimo per garantire la presenza sul territorio, ma ad esempio non viene rifinanziata una legge lungamente dibattuta come quella sui campeggi. Non siamo certo nell’ottica dell’investimento su questi importanti settori. Quindi, in questa impostazione non c’è nulla di anticiclico, che cerchi cioè di aiutare la Lombardia a uscire dalla crisi.

 Anche i consiglieri di Pdl e Lega sono in sofferenza: sono state votate all’unanimità alcune raccomandazioni, per aumentare la lotta alla dispersione scolastica, perché regione Lombardia prenda un impegno preciso per i giovani artisti, settore che sta pagando più di altri la crisi, perché siano garantite maggiori risorse per  lo sport e i festival cinematografici.

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Reclutamento insegnati: incostituzionale

Il modello Formigoni per il reclutamento degli insegnanti nella scuola è incostituzionale, ed il neoassessore Aprea sfugge al confronto con la commissione

L’approvazione in VII Commissione Istruzione della parte relativa alla scuola del cosiddetto CresciLombardia, cioè il decreto sviluppo, è una forzatura che non aiuta la scuola, ma rischia anzi di pregiudicare una possibile e necessaria revisione delle forme di reclutamento degli insegnanti.

Il Pd ha espresso tutte le sue riserve sull’articolo 8 del provvedimento che la Giunta ha inteso proporre per promuovere la crescita, lo sviluppo e l’occupazione in Lombardia, evidenziando il rischio di un vero e proprio conflitto istituzionale ed esprimendo quindi voto contrario. Ci ha lasciato perplessi anche la mancanza di confronto con l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea sulle modalità di reclutamento del personale docente. Tali modalità ci sono state imposte dalla Giunta regionale, che solo in un secondo tempo ha avviato un confronto con il Ministero: il quale, a quanto pare, è ancora molto prudente e critico sull’iniziativa di Formigoni.

In Commissione Istruzione, dopo le audizioni di sindacati, enti e soggetti attivi del mondo della scuola, si attendeva oggi la posizione dell’assessore, che non solo non si è espresso, ma non ha ritenuto nemmeno opportuno partecipare al dibattito, lasciando intendere che il confronto con il Ministero è tutt’altro che concluso.

Le perplessità delle parti sociali e del Pd si fondano sulla genericità e sulle possibili molteplici interpretazioni dell’articolo 8: la norma non specifica infatti se i bandi di reclutamento siano rivolti al personale a tempo determinato o indeterminato, non dichiara limiti temporali per la sperimentazione e non indica le modalità dei concorsi indetti dalle scuole. Ci sono anche fondati elementi di anticostituzionalità, poiché la competenza sul reclutamento del personale docente è dello Stato e non della Regione e, sebbene si citi il termine sperimentazione, questa può avvenire solo su indicazione statale. In caso contrario, ci sarebbe una forzatura da parte della Regione nei confronti dello Stato e la Lombardia non può certo pensare di risolvere i problemi della scuola mettendosi a rischio di impugnazioni e azioni legali.

La stessa maggioranza si è resa conto delle criticità della proposta della Giunta e, su iniziativa della presidente della Commissione, la leghista Luciana Ruffinelli, ha proposto alcuni emendamenti che migliorano il testo, ma non risolvono le pesanti criticità di fondo.

E’ per questo che ci siamo astenuti sugli emendamenti e abbiamo votato contro il progetto di legge, non ritenendo opportuno che vengano sollevati polveroni e fatta propaganda su un tema così delicato quale quello del reclutamento degli insegnanti che richiederebbe cambiamenti reali promossi attraverso una seria collaborazione tra Stato e Regioni.

Ora si attende la discussione in Aula, prevista per aprile, durante la qualeci batteremo ancora per l’eliminazione di un articolo che rischia di creare solo confusione e polemiche.

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Istruzione, cultura e sport a secco nel Bilancio 2012

E’ chiaro a noi tutti consiglieri del PD che per l’istruzione, la cultura e lo sport  la legge finanziaria 2012 e il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 – presentati ieri, in VII Commissione consiliare, alla presenza dell’assessore regionale allo Sport Monica Rizzi – la Giunta Regionale ha lasciato le briciole.

Il bilancio presentato, infatti, è di sole spese obbligatorie. E’ in crisi l’intera programmazione per i settori formazione, istruzione, cultura e sport. Questo si ripercuote con violenza sulle realtà territoriali e sulla loro sostenibilità, come nel caso delle associazioni sportive. Lo stesso assessore ha affermato che lo sport lombardo subirà un contraccolpo mortale con una manovra regionale così impostata, se non verranno reintegrati i fondi almeno pari allo scorso anno. Inoltre, la variabile tempo è fondamentale per chi opera sul territorio, perché avere la consapevolezza di risorse da gestire può essere un elemento di programmazione e sviluppo. Averli in ritardo e con incertezza blocca interamente il sistema di programmazione per comuni, enti e associazioni.

E proprio nel giorno in cui si scopre che intere poste di bilancio rimarranno all’asciutto, la Lega si sveglia e si accorge che Dote scuola rischia di essere usata per fare la spesa, anziché per sostenere i ragazzi nel loro percorso didattico: finalmente il Carroccio si è accorto dei possibili abusi di questo strumento regionale per il diritto allo studio!

Infine, la ciliegina sulla povera torta di Regione Lombardia: come se non bastasse tutto il resto, nel bilancio di previsione sono scomparsi i fondi per le materne paritarie e per il diritto allo studio.

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Uffici scolastici: bene ma i risparmi siano concreti

Dopo l’audizione del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Colosio dell’altra settimana, oggi l’assessore all’Istruzione Rossoni ha preso impegni dei quali siamo molto soddisfatti. C’è bisogno, però, di particolare attenzione affinché le promesse di Regione Lombardia siano mantenute, non solo per quanto riguarda le sedi e gli spazi necessari agli uffici scolastici, ma anche sul fronte del personale e della sua tutela e del dimensionamento delle autonomie scolastiche.

 La collaborazione tra l’Ufficio scolastico regionale e Regione Lombardia è un’ottima cosa, nell’ottica di una riorganizzazione degli uffici provinciali che sia finalizzata al mantenimento del presidio territoriale in tutte le province, nel rispetto delle specificità territoriali e delle esigenze del personale impiegato nelle diverse sedi.

 A fronte dei tagli draconiani imposti dal Governo, il tentativo di razionalizzazione risponde all’esigenza di non penalizzare alcuni territori e di non diminuire il servizio. Ci auguriamo che i risparmi siano concreti e che questa operazione porti a un migliore utilizzo delle sedi territoriali della Regione (Ster) per trasformarle in luoghi realmente al servizio dei cittadini. Riteniamo positivo il fatto che l’assessore Rossoni abbia assunto come linea regionale sul tema del dimensionamento delle autonomie scolastiche quanto emerso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che chiede al Ministero di poter applicare i tagli in un triennio e con maggiore flessibilità sui numeri.

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Uffici scolastici nei “Pirellini”

Si è tenuta stamattina, in VII Commissione Cultura e istruzione del Consiglio regionale, l’audizione con il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio, per discutere della riorganizzazione degli uffici scolastici.

La proposta emersa dalle parole di Colosio è interessante e ha profili di innovazione sostanziali che vanno nella direzione di dare maggiore responsabilità alle strutture territoriali. Di fronte a una prospettiva di tagli lineari, la riorganizzazione della governance immaginata da Colosio convince me ed il PD, in quanto può rilanciare il sistema scolastico regionale. Visto che negli ultimi anni, nonostante le indicazioni relative all’autonomia scolastica, si stava andando in direzione diversa, cioè verso una ricentralizzazione sul Ministero dell’Istruzione, è interessante la prospettiva di Colosio che mira a dare autonomia e responsabilità alla Regione, come già previsto dalla legge Bassanini e dal Titolo V della Costituzione.

Il direttore scolastico ha poi resi noti i numeri della spesa che sta soffocando la gestione dei suoi uffici: attualmente la sede di via Ripamonti, a Milano, che comprende sia l’ufficio scolastico regionale che quello provinciale, costa complessivamente un milione e mezzo di euro netti l’anno, tra affitto e spese condominiali. Da Roma, per il 2012, dopo i tagli di Tremonti, arriveranno poco meno di 450mila euro. Le ripercussioni sono dunque inevitabili.

La proposta di Colosio è di ottimizzare gli uffici senza penalizzare i territori, utilizzando gli Ster, le sedi territoriali di Regione Lombardia, e questo porterebbe a un significativo risparmio dei costi di gestione. Colosio cerca una soluzione per non togliere i servizi al territorio, mantenendo gli uffici scolastici e diminuendo i costi.

Come Pd, fin dal mese di agosto avevamo sollevato la questione dell’utilizzo dei Pirellini e della loro scarsa utilità per i cittadini. L’idea di Colosio di trasferirvi gli uffici scolastici li rilancerebbe come luoghi di riferimento e di rappresentanza. Ci auguriamo che il direttore abbia il necessario sostegno da parte del presidente Formigoni e di tutta la Giunta. Noi del Partito democratico siamo disposti a collaborare fin da subito su questo fronte.

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Scuole dell’infanzia paritarie: Roma rimandi i soldi in Lombardia

Ieri, martedì 28 giugno, è stata approvata all’unanimità in Consiglio regionale la mozione presentata dal Gruppo regionale del PD, primo firmatario il consigliere regionale Fabio Pizzul, sui finanziamenti alle scuole dell’infanzia paritarie.

Una seconda sollecitazione, dopo una prima mozione già votata dall’Aula in primavera, perché, come ho dovuto rispondere ad un commento provocatorio della Lega, nonostante le nostre richieste, il Governo di Roma non ha ancora mandato i soldi in Lombardia per sostenere i bilanci di un servizio che la scuola pubblica, in molte zone della regione, soprattutto nelle valli montane, non offre.

Fabio Pizzul ha illustrato i motivi della reiterata richiesta, gli stessi che hanno portato diversi consiglieri regionali del Pd due sabati fa in piazza a protestare assieme alle scuole stesse e ai genitori: “Le scuole d’infanzia paritarie esercitano un’elevata funzione educativa sul territorio lombardo, in quanto si tratta di 1.768 unità con un numero di bambini che ammonta 156.933. Sono attive nell’80% dei comuni lombardi e soddisfano il diritto educativo del 57% dei bambini della Lombardia”.

I tagli governativi quest’anno arrivano al 54% dell’intera somma assegnata: si tratta di una riduzione di oltre la metà del contributo annuo di 539 milioni, e generano una situazione insostenibile e ingiustificabile in un settore delicato come è quello dell’infanzia.

Il Gruppo regionale del Pd ha chiesto quindi nella mozione al Presidente della Regione Lombardia e all’assessore Rossoni, che si è detto sostanzialmente d’accordo, “di intervenire presso il Governo nazionale affinché vi sia il recupero della somma prevista di 526 milioni di euro dalla legge finanziaria 2011, per garantire il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie e concreti attenzione e intervento per gli alunni diversamente abili; di dare concretezza, in sede di assestamento di bilancio, all’impegno preso da Regione Lombardia di erogare i fondi regionali, spettanti alle scuole dell’infanzia paritarie”.

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Mozione bipartisan per le materne paritarie

Accolgo con soddisfazione la notizia dello stanziamento di 8,6 milioni di euro in favore delle scuole materne paritarie. È infatti la conclusione di un percorso cominciato in Consiglio regionale con l’approvazione della mozione bipartisan approvata in Aula il 19 aprile scorso, nata da una precedente iniziativa di alcuni consiglieri di PD e UDC, che impegnava la giunta regionale a “rifinanziare gli interventi a favore delle scuole dell’infanzia paritarie” come previsto dalle normative regionali vigenti. Le 1768 scuole materne paritarie lombarde, su un totale di 3069, avevano infatti subito una forte contrazione delle risorse a loro destinate, a causa del congelamento dei fondi statali, fermi dal 2001, dei forti tagli esercitati in questi anni a danno dei comuni e dell’acutizzarsi della crisi economica.

Avevamo richiesto alla Regione di aumentare il proprio impegno economico in favore degli alunni delle materne paritarie – enormemente diffuse nel territorio lombardo – sull’esempio di quanto fatto da altre regioni del nord; di integrare, cioè, i 68 euro per singolo alunno in Lombardia per raggiungere i 125 della Toscana o i 155 del Veneto se non i 228 del Piemonte.

Nonostante Formigoni neghi, il tempismo elettorale mi pare un po’ fuori luogo, ma alle polemiche preferisco la concretezza di una segnale atteso e importante per le scuole del territorio.

Già che c’era, Formigoni ha anche annunciato il reintegro dei fondi per gli oratori lombardi. Per adesso sono parole: gradite, ma solo parole. Attendiamo la delibera di Giunta per verificare che non si tratti unicamente di uno spot elettorale. Visto, comunque, che le risorse regionali sono diminuite, dovremo anche sapere quale capitolo di spesa uscirà ridimensionato.

Sostenere le materne paritarie è una questione di interesse sociale, perché queste istituzioni hanno oggi in carico il 57% degli alunni lombardi tra i tre e i cinque anni. Molte hanno condizioni finanziarie difficili e non poche minacciavano addirittura la chiusura.

Abbiamo ottenuto con un’azione bipartisan di impegnare la Regione ad intervenire, quindi l’annuncio di oggi, benché atteso, è una buona notizia. La decisione positiva di Regione Lombardia, però, non cancella il giudizio negativo sull’atteggiamento del governo nei confronti della scuola, in particolar modo quella statale che è in forte sofferenza per i tagli consistenti ed indiscriminati.

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Scuola materna paritaria: la Giunta trovi i finanziamenti

Ieri il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a rifinanziare gli interventi a favore delle scuole dell’infanzia paritarie. La voce di bilancio 2011 relativa alle materne paritarie era stata infatti totalmente azzerata. Con il voto di oggi, il Governo Formigoni viene impegnato a rimettere delle cifre in quella posta.

E’ una mozione condivisa e costruita in maniera efficace, con la speranza che venga attuata in maniera efficiente. Ci tengo a sottolineare che nelle varie province lombarde la scuola paritaria ha una valenza fondamentale in quanto è quella struttura che copre il fabbisogno dei piccoli comuni in cui tutt’oggi rimane come l’unica risposta alle scuole dell’infanzia.

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Formigoni difenda le scuole lombarde dai tagli

Siamo venuti a conoscenza, nei giorni scorsi, dei tagli al personale docente ed ATA per l’anno prossimo, che dovrebbe essere l’ultimo anno del piano di razionalizzazione finanziaria. I sindacati ne hanno calcolato l’impatto sulla situazione bergamasca, riportato in questo comunicato. Le proteste del PD bergamasco sono state immediate.

I tagli al personale docente delle scuole bergamasche sono la conferma degli effetti dannosi delle scelte del Ministro Gelmini e dell’intero governo di centrodestra. Da tempo segnaliamo l’emergenza legata alle attività ordinarie delle nostre scuole, che in questo modo vanno in sofferenza e rischiano di non poter garantire i servizi formativi di base.

Chiediamo a Regione Lombardia di non voltare lo sguardo altrove, ma di affrontare a viso aperto il Governo su questa priorità. Troppo spesso Formigoni e la sua Giunta sono prodighi di complimenti verso l’esecutivo nazionale. Invece farebbero bene, a partire da questo tema strategico, ad assumere un’iniziativa rigorosa a difesa delle scuole lombarde.

Anche per questo il PD promuoverà, a livello nazionale, venerdì 8 aprile, la Notte bianca a difesa della scuola, che avrà una delle sue tappe più rilevanti proprio a Milano.

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