Archivi categoria: Mobilità

Pompe di benzina: piccolo passo avanti per il miglioramento della qualità dell’aria

Voto favorevole del PD al progetto di legge approvato ieri in Aula che detta nuove regole per la vendita di carburanti stabilendo che i nuovi impianti si debbano inderogabilmente dotare di almeno un prodotto a basso impatto ambientale, dal metano all’erogatore di elettricità. Abbiamo votato favorevolmente il provvedimento perché ha come finalità principale quella di combattere l’inquinamento atmosferico favorendo l’uso dei carburanti green. Anche grazie alle nostre richieste in Commissione, poi, il provvedimento è stato esteso ai distributori già esistenti che verranno ampliati, oltre che ai nuovi impianti. L’importante, oggi, è che la copertura di gpl o metano debba essere garantita a ciascun bacino: si tratta di un piccolo passo avanti, occorre partire da qui per andare ulteriormente ad approfondire l’utilizzo dei carburanti immateriali.

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Eusalp: un sostegno alla vita e alle attività in montagna. La Regione si faccia parte attiva.

È stata approvata ieri, martedì 14 ottobre 2014, in Consiglio regionale, la risoluzione che rappresenta il contributo dell’assemblea alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea ‘Una strategia Ue per la Regione alpina (Eusalp)’. Il documento intende individuare, insieme a istituzioni, istanze sociali e cittadinanza dei territori interessati, le linee di azione della nascente macroregione europea delle Alpi.

Accolti già in sede di Commissione gli emendamenti al testo della risoluzione che il Gruppo del PD ha proposto e che intendevano mettere in risalto, all’interno della strategia macroregionale, l’attenzione che deve essere riservata alle aree specificamente montane.
Tra le proposte, frutto delle riflessioni avviate negli scorsi anni dai gruppi consiliari del Pd delle regioni e province autonome alpine, vi sono il sostegno alla permanenza delle attività economiche e alla residenzialità in montagna, una compensazione delle maggiori difficoltà che richiede gestire servizi e mantenere il territorio in area montana, quindi anche il riconoscimento del contributo che l’agricoltura di montagna fornisce nell’interesse generale alla cura e conservazione del paesaggio e alla prevenzione dei rischi naturali.

Sono convinto che Eusalp debba e possa fornire le risposte necessarie alle sfide che da sempre le regioni alpine devono affrontare: i grossi mutamenti strutturali in agricoltura e turismo, il divario digitale, la protezione dell’ambiente, la qualità della vita delle zone alpine e non ultimo uno sviluppo economico che possa consentire non solo la permanenza in montagna, ma anche una dignitosa indipendenza economica. La facilitazione
e lo sviluppo della mobilità sia delle merci che delle persone saranno anch’esse una priorità.

E alla Regione ho chiesto di sostenere il rafforzamento dei servizi di interesse regionale, la valorizzazione coordinata delle eccellenze alpine, lo stimolo all’occupazione e alla permanenza della gente di montagna nei propri territori, il miglioramento e il rafforzamento dell’intermodalità e dell’operabilità nel settore del trasporto, l’aumento dell’efficienza energetica e la produzione delle energie alternative e
rinnovabili, la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse naturali e culturali, la gestione dei rischi territoriali e idrogeologici.

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Caos treni: vogliamo un’audizione straordinaria

Come tutti i pendolari sanno fin troppo bene, proseguono i disagi che da domenica pomeriggio si stanno verificando sulle linee ferroviarie della bergamasca e di tutta la Lombardia, a causa di un malfunzionamento del nuovo sistema informatico per la gestione dei turni del personale introdotto proprio in concomitanza con il via dell’orario invernale. Tutti noi del gruppo del PD abbiamo richiesto al presidente della Commissione Trasporti del Consiglio regionale Rienzo Azzi, con una lettera, di convocare con urgenza un’audizione dell’assessore regionale ai trasporti Andrea Gilardoni, per relazionare in merito ai disservizi, registrati la scorsa settimana e oggi stesso, e sulle misure attivate per ripristinare la corretta operatività del servizio ferroviario regionale.

I pesanti ritardi occorsi  sulle linee Milano – Bergamo, sia via Treviglio che via Carnate, non possono essere giustificati semplicemente da un problema al sistema informatico. Parliamo di ritardi tra i 40 e 50 minuti su un ordine di percorrenza di 50km. Le scuse non bastano, bisogna fare chiarezza per rispetto di tutti i pendolari bergamaschi che hanno vissuto giorni di pura passione. Siamo consapevoli che l’attività istituzionale del Consiglio regionale sta vivendo la fase di gestione ordinaria delle attività che solitamente prevede l’attenzione ai soli atti indifferibili, ma la situazione straordinaria e la vicenda che ha coinvolto l’Amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz ci spingono a chiedere, con la massima urgenza, un’audizione in Commissione V dell’assessore Gilardoni per avere deve delucidazioni su quel che è accaduto e  per conoscere gli strumenti che saranno messi in campo per ripristinare la gestione del trasporto ferroviario lombardo.

Ci auguriamo che venga accolta la nostra richiesta.

Alla luce di tutto quel che è accaduto riteniamo che l’amministratore delegato Biesuz non potesse fare a meno di presentare le proprie dimissioni. E’ una richiesta che come gruppo abbiamo espresso prima ancora che le vicende giudiziarie prendessero il sopravvento. Il servizio ferroviario regionale è ancora in tilt e i pendolari sono allo sbando. La regione deve intervenire immediatamente affinché venga ripristinata al più presto l’operatività del servizio.

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Brebemi: sopralluogo nei cantieri

Insieme a Maurizio Martina e ad Agostino Alloni abbiamo svolto un sopralluogo ai cantieri BreBeMi a Cassano D’adda: abbiamo così potuto appurare quale sia lo stato di avanzamento dei lavori del futuro collegamento autostradale Brescia – Bergamo – Milano, attualmente completa per il 40% come da programma.

Noi del PD sosteniamo questa importante e strategica infrastruttura che decongestionerà la rete stradale che unisce i tre capoluoghi di provincia, giornalmente intasata da traffico e smog. La grandezza della BreBeMi si può quantificare anche dal numero di operai impiegati: 700 infatti sono i lavoratori occupati nei lavori infrastrutturali generali, cifra che raddoppierà in fase di finitura dell’opera, 700 anche le imprese di settore interessate. Per il futuro ci auspichiamo che vengano implementati anche gli investimenti per il trasporto pubblico locale e per la mobilità sostenibile in modo da renderli un modello per lo sviluppo del territorio lombardo.

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Il Pirellone garantisca i finanziamenti per il tram delle Valli

La tramvia Bergamo-Albino, che ormai è in funzione da più di due anni, non è ancora tra le linee di servizio pubblico finanziate stabilmente dalla Regione Lombardia. Dopo che un ordine del giorno per chiedere che la Giunta regionale stanzi le risorse necessarie per contribuire ogni anno al funzionamento della tramvia è stato bocciato durante la discussione del bilancio, Maurizio Martina ed io, insieme ai consiglieri bergamaschi dell’UDC (Bettoni) e dell’IDV (Sola), abbiamo depositato una mozione che verrà discussa nella prossima seduta di Consiglio regionale.

Vogliamo che la Tramvia Bergamo – Albino venga inclusa definitivamente tra i servizi di trasporto pubblico finanziati stabilmente dalla Regione nel quadro delle risorse disponibili nella sua programmazione ordinaria. Nonostante, infatti, la gestione del servizio sia tra le più efficienti del panorama pubblico, ad oggi la tramvia non ha ancora nessuna garanzia per il 2012 dal punto di vista finanziario a cui si deve aggiungere l’incertezza dell’affidamento della gestione dopo la scadenza del 31 dicembre 2011 della Convenzione triennale sottoscritta da Regione, Comune e Provincia che affidava a TEB la gestione in via provvisoria. La Tramvia Bergamo-Albino rappresenta il fiore all’occhiello dei servizi di trasporto pubblico della realtà orobica e di tutta la Lombardia. La Regione ha il dovere di sostenerla nel quadro degli interventi a favore del trasporto pubblico locale.

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Finanziamenti alla TEB bocciati: grave errore

La maggioranza ha bocciato l’ordine del giorno presentato dall’IDV per i finanziamenti alla TEB (Tram delle Valli), durante la discussione per il bilancio 2012. È un grave errore: la Teb rappresenta un’infrastruttura strategica per il territorio bergamasco e le risorse regionali sono indispensabili per garantire la gestione del collegamento tramviario. A gennaio ci riproveremo con un’iniziativa ad hoc.

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Treni: nuovo tour delle stazioni

Treni, PD lombardo inizia nuovo Tour nelle stazioni per dire no ai tagli

Martina e Barboni: “Il 27 in Consiglio regionale tutte le forze politiche dicano no a questa manovra”

 Il PD lombardo ha lanciato una campagna per dire no ai tagli al trasporto pubblico locale contenuti nella manovra correttiva appena approvata in Parlamento. Il primo presidio è stato tenuto il pomeriggio del 15 settembre in Stazione Centrale per illustrare le ragioni della nostra fortissima preoccupazione per il taglio drammatico delle risorse.

La Lombardia ha bisogno di nuove corse e non di tagli. Gli oltre 600mila cittadini che viaggiano in treno per lavoro e per ragioni di studio non possono essere nuovamente colpiti da una politica che non investe e, anzi, deprime il trasporto ferroviario. Il 27, grazie a un’iniziativa dell’opposizione, saremo in Consiglio regionale a discutere gli esiti della manovra sul bilancio regionale. In quella occasione auspichiamo che tutte le forze politiche facciano sentire in modo unitario la propria voce su temi rilevanti come questo.

Un anno fa Maurizio Martina ed io siamo stati in tutte le stazioni lombarde per documentare lo stato di degrado delle strutture che accolgono i viaggiatori. Oggi siamo pronti a tornare per difendere il trasporto pubblico da tagli insostenibili e ingiustificati. In quella sede invitiamo i parlamentari di PDL e Lega, che hanno votato questa manovra, a venire con noi per spiegare le ragioni della loro scelta, che rischia di portare a un drammatico taglio delle corse o a una nuova impennata del costo di biglietti e abbonamenti.

 Due pendolari seduti sul nulla: è questa l’immagine che campeggia sul manifesto e sui volantini che distribiremo nelle stazioni ferroviarie lombarde. Di fianco la scritta: “Treni: corse -50%. Chi subisce?” E poi l’attacco a PDL e Lega, responsabili di una politica che porta a “meno corse, meno servizi, biglietti più cari”.

Su retro le frasi del viceministro Roberto Castelli, che qualche giorno fa ha detto chiaramente che occorre spostare l’approvvigionamento di risorse del trasporto pubblico dallo Stato al privato, ovvero principalmente all’utente. E poi dell’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, che ha lanciato l’allarme sulla possibile cancellazione della metà delle corse regionali per fare fronte ai tagli della manovra.

Il PD richiama anche agli impegni assunti a più riprese dalla Regione per il miglioramento del servizio, che sarebbe stata condizione dell’ultimo aumento di biglietti e abbonamenti, in vigore dal primo di agosto, che sommato a quello di febbraio ha portato ad un +23% in soli sei mesi. I miglioramenti, accusa il PD, non ci saranno, né sul fronte della puntualità, né del comfort, né dell’offerta in generale di nuove corse. Viaggiare non è un lusso ma una necessità, e per questo occorre fermare gli aumenti, favorire la concorrenza tra operatori sulle tratte ferroviarie e garantire più investimenti per portare finalmente il trasporto ferroviario lombardo ai livelli di qualità garantiti negli altri Paesi europei.

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PD e mobilità: volantinaggio in stazione e rassegna stampa

Mercoledì mattina, dalle 7 alle 9, ho volantinato nella Stazione FS di Bergamo insieme a Maurizio Martina per incontrare i pendolari e spiegare loro la posizione del PD e le nostre iniziative contro la politica di Regione Lombardia sul trasporto pubblico.

Qui di seguito si trovano gli articoli dell’Eco di Bergamo che riprendono l’iniziativa e che spiegano la nostra posizione, come nel post precedente.

Volantinaggio in stazione

PD e trasporto pubblico locale

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Trasporto pubblico: no agli aumenti

Aumento del 23% nel 2011

No agli aumenti! È netta la posizione del Partito Democratico che proprio questa mattina con il segretario regionale Maurizio Martina e il consigliere regionale Mario Barboni era in stazione a Bergamo a volantinare contro gli incrementi delle tariffe di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico regionale, dando inizio a una campagna per sensibilizzare i cittadini e in particolar modo i pendolari sull’ulteriore ritocco del 9,09% che entrerà in vigore da agosto, dopo quello di oltre il 12% applicato dalla Regione a partire da febbraio.

L’intento del gruppo regionale del PD è quello di effettuare volantinaggi in tutte le 415 stazioni ferroviarie lombarde con la collaborazione dei circoli territoriali del PD, e di raccogliere sulla pagina web aperta sul sito www.blogdem.it le adesioni e le lamentele degli utenti di treni, autobus e tram. L’obiettivo è convincere la Regione a congelare gli aumenti.

L’aumento medio del 23% (come si legge dalla tabella sottostante) ricadrà su tutti gli utenti senza che vi sia alcun miglioramento del servizio e, nel caso del trasporto su gomma e urbano, con una riduzione significativa delle corse in molte città lombarde.

“Con questi ulteriori aumenti, i secondi nell’arco di sei mesi, verranno penalizzati quei cittadini che investono sul trasporto pubblico e che rinunciano all’auto – dichiarano Martina e Barboni -. Un aumento del 23% non c’era mai stato prima nella storia del trasporto pubblico regionale. La responsabilità prima di tutto è del Governo che ha tagliato pesantemente i trasferimenti alle Regioni per questi servizi, e anche della Regione che non ha saputo opporsi efficacemente ai tagli. Siamo preoccupati – continuano i consiglieri regionali – per l’aumento e per gli ulteriori tagli che il governo potrebbe effettuare per il 2012. La manovra nazionale rischia di colpire ancora il trasporto pubblico locale nel momento in cui in Regione si inizia a discutere del progetto di legge di riforma del settore in cui c’è una norma che autorizza la Regione a deliberare automaticamente aumenti delle tariffe in seguito ai tagli del Governo. Ma aumentare già in questo modo è ingiusto, tanto più che nel 2010 il trasporto ferroviario ha registrato le performance peggiori degli ultimi anni mentre in molte città si è già provveduto a tagliare le corse del trasporto urbano oltre che ad aumentare il costo del biglietto”.

Aumenti tariffari del trasporto ferroviario regionale nel corso del 2011

ABBONAMENTI MENSILI
in vigore nel 2010 in vigore da febbraio 2011 aumento applicato a febbraio aumento previsto da agosto (+9.09%) aumento totale nel 2011 aumento % nel 2011 tariffa in vigore da agosto
Fascia KM 2°CLASSE 2°CLASSE
0-5 € 20,0 € 22,5 € 2,5 € 2,0 € 4,5 23% € 24,5
5,1-10 € 25,5 € 28,5 € 3,0 € 2,6 € 5,6 22% € 31,1
10,1-15 € 30,5 € 34,5 € 4,0 € 3,1 € 7,1 23% € 37,6
15,1-20 € 35,0 € 39,5 € 4,5 € 3,6 € 8,1 23% € 43,1
20,1-25 € 40,5 € 45,5 € 5,0 € 4,1 € 9,1 23% € 49,6
25,1-30 € 45,0 € 50,5 € 5,5 € 4,6 € 10,1 22% € 55,1
30,1-35 € 49,5 € 55,5 € 6,0 € 5,0 € 11,0 22% € 60,5
35,1-40 € 53,5 € 60,0 € 6,5 € 5,5 € 12,0 22% € 65,5
40,1-50 € 60,5 € 68,0 € 7,5 € 6,2 € 13,7 23% € 74,2
50,1-60 € 67,0 € 75,5 € 8,5 € 6,9 € 15,4 23% € 82,4
60,1-70 € 71,0 € 80,0 € 9,0 € 7,3 € 16,3 23% € 87,3
70,1-80 € 74,0 € 83,5 € 9,5 € 7,6 € 17,1 23% € 91,1
80,1-90 € 76,0 € 86,0 € 10,0 € 7,8 € 17,8 23% € 93,8
90,1-100 € 78,0 € 88,0 € 10,0 € 8,0 € 18,0 23% € 96,0
ABBONAMENTO ANNUALI
in vigore nel 2010 in vigore da febbraio 2011 aumento applicato a febbraio aumento previsto da agosto (+9.09%) aumento totale nel 2011 aumento % nel 2011 tariffa in vigore da agosto
Fascia KM 2°CLASSE 2°CLASSE
0-5 € 190,00 € 214,00 € 24,00 € 19,45 € 43,45 23% € 233,5
5,1-10 € 243,00 € 273,50 € 30,50 € 24,86 € 55,36 23% € 298,4
10,1-15 € 294,50 € 332,00 € 37,50 € 30,18 € 67,68 23% € 362,2
15,1-20 € 338,50 € 381,00 € 42,50 € 34,63 € 77,13 23% € 415,6
20,1-25 € 387,50 € 436,50 € 49,00 € 39,68 € 88,68 23% € 476,2
25,1-30 € 430,00 € 484,50 € 54,50 € 44,04 € 98,54 23% € 528,5
30,1-35 € 474,00 € 534,00 € 60,00 € 48,54 € 108,54 23% € 582,5
35,1-40 € 512,00 € 576,50 € 64,50 € 52,40 € 116,90 23% € 628,9
40,1-50 € 581,50 € 655,00 € 73,50 € 59,54 € 133,04 23% € 714,5
50,1-60 € 642,00 € 723,00 € 81,00 € 65,72 € 146,72 23% € 788,7
60,1-70 € 680,50 € 767,00 € 86,50 € 69,72 € 156,22 23% € 836,7
70,1-80 € 711,00 € 801,00 € 90,00 € 72,81 € 162,81 23% € 873,8
80,1-90 € 731,50 € 824,00 € 92,50 € 74,90 € 167,40 23% € 898,9
90,1-100 € 750,50 € 845,00 € 94,50 € 76,81 € 171,31 23% € 921,8
fonte: tabelle delibera n° 7969 del 6 agosto 2008 e delibera n°1204 del 29 dicembre 2010
TRATTA KM
MILANO MONZA 11-15
MILANO LODI 36-40
MILANO PAVIA 36-40
MILANO COMO 41-50
MILANO BERGAMO 41-50
MILANO LECCO 51-60
MILANO VARESE 61-70
MILANO BRESCIA 81-90
MILANO CREMONA 81-90
MILANO SONDRIO 121-140
MILANO MANTOVA 141-160
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Stazioni ferroviarie: nemmeno un euro dalla Regione

Il lavoro svolto in questi mesi dal gruppo consiliare del Pd, volto alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie lombarde, inizia a dare i suoi primi risultati. In settimana la Giunta regionale, incalzata per mesi dal Pd prima con un ordine del giorno votato all’unanimità nel luglio scorso e successivamente con i risultati della campagna “tour delle stazioni” che fotografa un quadro desolante dell’attuale situazione in cui riversano le 415 stazioni lombarde, ha espresso la volontà di favorire la stipula di protocolli specifici tra i Comuni ed RFI.

Prendiamo atto che la Regione abbia focalizzato l’attenzione sul tema anche se constatiamoo con rammarico che la comunicazione della Giunta presenta dei limiti evidenti

Il rammarico è doppio se si pensa all’impegno sottoscritto a fine luglio in cui si è concordata trasversalmente la mappatura della funzionalità delle stazioni lombarde e la promozione di un bando in grado di valorizzare le piccole stazioni attraverso la collaborazione e la partecipazione di tutti i portatori di interesse locale.

Partendo da queste premesse, la delibera formulata della Regione non va nella direzione indicata essenzialmente per tre ragioni: è più che evidente l’ assenza di volontà politica della Regione di promuovere un bando vero e proprio, al contempo la Giunta non si assume la regia delle possibili convenzioni demandando il tutto a specifici protocolli d’intesa con RFI e Ferrovie Nord. Infine, cosa ancor più grave, non prevede contributi propri in favore degli enti e delle associazioni che si fanno carico dei lavori di riqualificazione.

E’ del tutto strumentale dunque sbandierare ai quattro venti la volontà di ridare dignità e identità alle stazioni, qualificandone il servizio in piena sussidiarietà con gli enti locali, se poi non si investe nemmeno un euro.

Con la decisione della Giunta tutto il lavoro portato avanti fino ad ora viene svilito. Speriamo vivamente che la Regione corregga il prima possibile il tiro ricordando nuovamente che le piccole stazioni sono un patrimonio del servizio ferroviario regionale da preservare restituendo loro quel ruolo di aggregazione urbana di un tempo.

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