Archivi categoria: Economia e lavoro

Legge sul turismo: il PD vota contro

Il pessimo compromesso del centrodestra crea un danno al turismo lombardo

Una pezza peggiore del buco. L’emendamento che ha fatto ritardare l’approvazione della legge sul turismo, che penalizza gli albergatori che ospitano profughi, è l’ennesima zeppa ideologica inserita dentro una legge che poteva essere votata; noi abbiamo espresso voto negativo.
Si è prevista una penalizzazione per chi si è dedicato all’accoglienza dei profughi. La maggioranza ha così riscritto un emendamento confuso, che introdurrà in futuro difficoltà interpretative, solo per un accordo al ribasso tra Lega e Ncd. Potenzialmente, tra l’altro, questo emendamento colpisce anche chi ha ospitato, negli ultimi tre anni, altre attività non turistiche, dai convegni aziendali alle serate danzanti. Non è accettabile che si inseriscano in legge emendamenti che non centrano niente col turismo ma servono solo per strumentalizzare una situazione di emergenza (quella dei profughi) che oltretutto non durerà negli anni; una legge è fatta per durare nel tempo. In Lombardia si cerca un turismo di ricchi e sani, perché persino i disabili non erano inclusi nel provvedimento, se non per un emendamento che il Partito Democratico ha fatto approvare e che chiede che tutte le strutture abbiano l’obbligatorietà di diventare accessibili, anche le locande che si ammodernano.
Insomma un lavoro di mesi buttato in propaganda politica, un danno all’istituzione. Il provvedimento sul turismo, la cui discussione è cominciata lo scorso novembre e al quale, come Partito Democratico, abbiamo alacremente lavorato per portare a casa un buon risultato, è stato invece buttato via solo per fare propaganda; per questo abbiamo votato contro.

www.mariobarboni.it

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Attrattività del territorio: finanziati otto progetti nella provincia di Bergamo

Sono molto soddisfatto per il finanziamento regionale di otto progetti della provincia di Bergamo in gara per il bando per l’attrattività territoriale sostenibile e gli interventi per la promozione turistica. In tutto sono state finanziate 33 delle 64 richieste di contributo presentate. Le proposte bergamasche costituiscono il risultato del lavoro sinergico tra aggregazioni di comuni, come nel caso di Gate (Green Attractivity Territory for Expo),
Bassa Pianura Bergamasca, Fontium e Mercatorum, Distretto dell’attrattività del Lemine, La Valle dei Sapori, Isola Bergamasca, Valli in Famiglia, Area All in one. Inserito in graduatoria e, per ora, finanziabile ma non finanziato il progetto “Viaggio alla scoperta della pianura bergamasca” con capofila il comune di Cividate al Piano.
I comuni beneficiari devono garantire ora la realizzazione di misure di incentivazione delle imprese del commercio e del turismo e, non di meno, l’apporto delle risorse necessarie di cofinanziamento per parte comunale.
Mi complimento con le aggregazioni di comuni bergamaschi che hanno presentato i progetti per il buon lavoro svolto e per i risultati ottenuti in termini di finanziamenti.
Spero ne potranno uscire azioni utili alla valorizzazione e alla promozione del nostro territorio.

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Formazione professionale: altro che tagli!

Formazione professionale: altro che tagli, visti i risultati la Regione Lombardia deve incrementare CFP e AFOL

Lavoratori della formazione professionale lombarda hanno presidiato nei giorni scorsi l’ingresso di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, a Milano. Assieme alle organizzazioni sindacali di categoria protestavano contri i tagli alle aziende di formazione regionali dipendenti dalle Province e dalla città metropolitana e contro la violazione di un protocollo d’intesa, da parte di Regione Lombardia, sui criteri per il trasferimento di personale verso la formazione professionale.

Ho parlato con i manifestanti: questi lavoratori sono molto preoccupati dell’attuale situazione in cui versano i centri di formazione professionale e del loro futuro, visti i tagli della Regione sul settore. La preoccupazione maggiore è per gli ex dipendenti regionali, poi passati alla Provincia e inseriti nelle AFOL e nei CFP, quelli che hanno tuttora il cosiddetto “zainetto”, una sorta di integrazione di stipendio dovuto al fatto che pur avendo vinto il concorso regionale, poi si sono visti trasferire in agenzie provinciali di formazione professionale, oggi in crisi.

Come VII Commissione Formazione abbiamo approvato una nostra mozione in cui chiediamo alla Giunta – soprattutto ora che ha deliberato – di rimodulare, nel senso
dei tagli, l’impianto finanziario della formazione e delle doti, di garantire adeguate risorse ai centri di formazione e destinare risorse agli enti erogatori di formazione
affinché il sistema possa essere garantito. La formazione gestita ed esercitata da questi istituti, infatti, dà i migliori risultati anche rispetto alle altre scuole: chi esce dai centri di formazione professionale trova lavoro al 70%. Quindi, i risultati di obiettivo e di traguardo sono molto alti.

Noi, come PD, crediamo assolutamente nella formazione professionale e Regione Lombardia, invece di tagliare i fondi, dovrebbe ulteriormente valorizzare questi corsi, visti i risultati di studio e occupazionali ottenuti dagli studenti nelle aziende territoriali.

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Casinò di San Pellegrino

San pellegrino: Sì dell’Aula all’apertura del Casinò. La Regione promuova il progetto di rilancio della valle.

Con 28 si, 22 No e un astenuto nel tardo pomeriggio di ieri l’Aula ha approvato una mozione presentata da tutti i consiglieri regionali bergamaschi con la quale si chiede alla Regione di farsi portavoce a Roma per l’ottenimento dell’autorizzazione al ministero dell’ interno per l’istituzione di una casa da gioco nel comune di San Pellegrino terme.
Siamo molto soddisfatti: questo progetto rientra in un quadro generale di rilancio della Val Brembana che segue l’apertura delle terme e favorisce la riapertura dello storico Grand Hotel. In questi anni la crisi economica ha messo in ginocchio la valle bergamasca e la mozione va nella direzione di dare una chance alla valle in termini occupazionali e per il rilancio del turismo e dell’economia locale. Quindi riteniamo opportuno che Regione Lombardia promuova questo progetto facendosi portavoce a Roma per l’ottenimento dell’autorizzazione necessaria per l’apertura del Casinò, al momento in stand-by presso il Ministero dell’Interno.

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Agricoltura di montagna

Agricoltura di montagna: grazie al PD messo a bilancio almeno un milione per la manutenzione dei territori.

L’agricoltura di montagna fa andare sotto la maggioranza di centrodestra che governa Regione Lombardia. È successo martedì 23 dicembre, durante la seduta del Consiglio regionale, mentre si discuteva il bilancio.

PD e Lega avevano presentato un emendamento che chiedeva di stanziare un milione di euro a favore della manutenzione dei territori montani, da mettere a posta nelle voci relative all’agricoltura; ma in fase di votazione, su richiesta dell’assessore regionale al Bilancio Garavaglia, la Lega ha ritirato l’emendamento.

A quel punto, messo ai voti, con i ‘sì’ di tutta l’opposizione più 4 del centrodestra e una manciata di astenuti, l’emendamento è passato.

Ora la decisione è presa e, dunque, grazie all’insistenza del PD che non avrebbe mai mollato su un tema così delicato, abbiamo ottenuto almeno un milione di euro sul 2015 per i territori montani. Faccio presente che fino a quest’anno le risorse ammontavano a 6 milioni di euro; adesso non posso che augurarmi che durante l’anno la Giunta Maroni ci ripensi e decida di rimpinguare ulteriormente quel capitolo.

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Il Governo sospende e rinvia il pagamento del 16 dicembre. Ora si rivedano i criteri di applicazione

Buone notizie sul fronte dell’IMU per i terreni agricoli: il Sottosegretario alle Politiche agricole Baretta, rispondendo ad un’interrogazione di un senatore PD lombardo,
ha confermato che il Governo sta provvedendo a una modifica delle modalità
relative all’applicazione del decreto relativo all’IMU agricola, con l’obiettivo di rinviarne il pagamento stabilito per il 16 dicembre 2014 e di rivederne i criteri applicativi.
Adesso auspichiamo che si rivedano presto le modalità di applicazione della tassa, soprattutto per quanto riguarda le zone montane o svantaggiate al di sotto dei 600 metri. A quanto pare, gli unici terreni veramente esenti dal pagamento della tassa sarebbero stati quelli situati nei comuni che hanno un’altitudine di almeno 600 metri, mentre tra i 280 e i 600 avrebbero avuto l’esenzione solo i terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, e sotto i 280 metri tutti avrebbero dovuto pagare l’intera imposta per il 2014.
Ma il concetto di zona svantaggiata non può riferirsi solo alla quota in cui si trova il Comune. Il Governo deve prendere in considerazione anche altri parametri di svantaggio, come i dati socio-economici dei territori interessati. Ed è per questo che, nell’ultima seduta di Consiglio regionale, avevamo votato a favore di una mozione che impegnava la Giunta ad attivarsi con il Ministero non solo per sospendere il pagamento, decisione di fatto già presa a Roma, ma anche per rivedere i criteri di esenzione.

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Per difendere la ristorazione tipica serve una normativa chiara

Si è parlato dello spiedo, di polenta e osei e della loro sopravvivenza, ieri sera, in Consiglio regionale, dove è stata approvata una mozione, sottoscritta anche da me.
L’ho sostenuta convintamente perché è un intervento a difesa della ristorazione tradizionale delle valli bergamasche; il documento manifesta la necessità di una normativa chiara, sia a livello regionale che nazionale, rispetto all’utilizzo della selvaggina nell’ambito della ristorazione, in particolare nei piatti tipici come lo spiedo o la polenta e osei.

Questi due piatti tipici non vanno confusi con il tema della caccia, che a sua volta dovrà trovare momenti di chiarezza, né con il tentativo di mascherare attività illegali. Anzi, norme chiare e non da interpretare sono alla base di comportamenti leciti e trasparenti.

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La maggioranza ha scelto di azzerare le risorse per le nostre valli e impoverire le Comunità Montane

Il bilancio 2015 di Regione Lombardia lascia a secco gli investimenti per l’agricoltura di montagna e toglie 2 milioni di euro alle Comunità montane. E non per i mancati trasferimenti del Governo, come cerca di far credere la Lega: anzi, sono arrivati anche i soldi della PAC. Sono le scelte della politica della maggioranza al governo di Regione Lombardia.

I conti sono presto fatti: in generale, c’è un taglio sostanzioso sulla voce. Nel particolare, per quanto riguarda gli investimenti, cioè la voce in conto capitale, a rimetterci è la montagna: viene azzerato il capitolo sullo sviluppo dell’agricoltura montana che nel 2014 contava su 3 milioni di euro; stessa cosa per la salvaguardia e valorizzazione delle produzioni forestali che contava su 7 milioni e ora non esiste più; azzerato anche il capitolo sul potenziamento dell’agricoltura in aree montane rispetto ai 350mila euro precedenti. In tutto oltre 10 milioni tolti alla montagna. Ci rimettono anche le spese correnti delle Comunità montane, che dai 12 milioni del 2014 passano ai 10,5 del 2015.

Colpa del Governo di Roma, hanno detto i leghisti in Commissione, ma li smentiamo subito,perchè anche qua contano i numeri: su un bilancio regionale di circa 24 miliardi di euro, sappiamo che il Governo ha tagliato 920 milioni, di cui 720 alla sanità. Sugli altri 200 ha deciso la Regione che ne ha tolti 150 al trasporto pubblico locale e 50 al resto. Quindi, quest’ultima non è una cifra sufficiente a giustificare l’accetta su tanti capitoli, montagna compresa. Il punto è che, come ha spiegato bene la dirigente delle Finanze, c’è stata la bella cifra di 150 milioni di euro di minori entrate. Quindi, si cominci a verificare il motivo della mancanza di queste risorse.

È inutile che oggi la Giunta Maroni e i leghisti tentino di buttare la palla nel campo del Governo. Nonostante parlino sempre di montagna e si vantino di partecipare alla Macroregione alpina, la loro decisione politica, di cui devono assumersi la responsabilità, è ben chiara: per la principale voce economica per quelle aree, cioè l’agricoltura e le produzioni forestali, non hanno voluto stanziare risorse.

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Lavorare in sinergia, facendo rete sui territori e razionalizzare il sistema normativo: ecco la ricetta per il turismo lombardo.

Voto positivo del PD alle due risoluzioni per aggiornare la normativa del turismo in Lombardia, presentate ieri in occasione della seduta dedicata ad Expo.
Per Expo e perché la manifestazione sia il punto di partenza per uno sviluppo del settore turistico in Lombardia occorre lavorare coinvolgendo tutto il territorio, le associazioni che in Lombardia si occupano di turismo e di cultura e i diversi portatori d’interesse. Servono azioni concrete di razionalizzazione e semplificazione da fare subito per colmare una serie di lacune, da quelle sull’ospitalità a quelle infrastrutturali, come abbiamo chiesto nelle risoluzioni che abbiamo approvato oggi.

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Eusalp: un sostegno alla vita e alle attività in montagna. La Regione si faccia parte attiva.

È stata approvata ieri, martedì 14 ottobre 2014, in Consiglio regionale, la risoluzione che rappresenta il contributo dell’assemblea alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea ‘Una strategia Ue per la Regione alpina (Eusalp)’. Il documento intende individuare, insieme a istituzioni, istanze sociali e cittadinanza dei territori interessati, le linee di azione della nascente macroregione europea delle Alpi.

Accolti già in sede di Commissione gli emendamenti al testo della risoluzione che il Gruppo del PD ha proposto e che intendevano mettere in risalto, all’interno della strategia macroregionale, l’attenzione che deve essere riservata alle aree specificamente montane.
Tra le proposte, frutto delle riflessioni avviate negli scorsi anni dai gruppi consiliari del Pd delle regioni e province autonome alpine, vi sono il sostegno alla permanenza delle attività economiche e alla residenzialità in montagna, una compensazione delle maggiori difficoltà che richiede gestire servizi e mantenere il territorio in area montana, quindi anche il riconoscimento del contributo che l’agricoltura di montagna fornisce nell’interesse generale alla cura e conservazione del paesaggio e alla prevenzione dei rischi naturali.

Sono convinto che Eusalp debba e possa fornire le risposte necessarie alle sfide che da sempre le regioni alpine devono affrontare: i grossi mutamenti strutturali in agricoltura e turismo, il divario digitale, la protezione dell’ambiente, la qualità della vita delle zone alpine e non ultimo uno sviluppo economico che possa consentire non solo la permanenza in montagna, ma anche una dignitosa indipendenza economica. La facilitazione
e lo sviluppo della mobilità sia delle merci che delle persone saranno anch’esse una priorità.

E alla Regione ho chiesto di sostenere il rafforzamento dei servizi di interesse regionale, la valorizzazione coordinata delle eccellenze alpine, lo stimolo all’occupazione e alla permanenza della gente di montagna nei propri territori, il miglioramento e il rafforzamento dell’intermodalità e dell’operabilità nel settore del trasporto, l’aumento dell’efficienza energetica e la produzione delle energie alternative e
rinnovabili, la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse naturali e culturali, la gestione dei rischi territoriali e idrogeologici.

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